Seminare il prato

tappeto_erbopsoCari amici,
lasciate che vi porga i miei omaggi!

Ah, la semina del prato!

Questo momento tanto ricco di significati simbolici… la preparazione della futura felicità… la fiducia nei ritmi della natura… il benvenuto all’inverno nell’attesa del verde della primavera… Scusate, ogni tanto il vostro Naturzio si fa prendere dall’entusiasmo. Il fatto è che la semina dei tappeti erbosi è una cosa che personalmente trovo toccante, e per cui ho lavorato molto.

La preparazione del terreno per il tappeto erboso

La preparazione del terreno è ovviamente la fase a cui ho dedicato maggiori energie e per cui ho elaborato le soluzioni più brillanti, se mi concedete l’immodestia.
Infatti, dopo aver asportato sassi e radici, e dopo aver eliminato le infestanti, è il momento di correggere il terreno, che potrebbe non essere abbastanza fertile, o abbastanza drenato. Ed è qui che vi posso dare il mio piccolo contributo.

Un terriccio per prati molto calpestati

Se non si cammina sul prato lo si gode solo a metà… ma per sopportare i passi e le corse un tappeto erboso deve essere particolarmente tosto! Ho fatto molti esperimenti per risolvere questo problema, e alla fine il risultato è stato il terriccio TSI 70: il segreto è la presenza della sabbia di lapillo vulcanico, che migliora il drenaggio del terreno e la radicazione dell’erba. Vi assicuro che funziona: se resiste alle corse della nostra Rosa Canina, può resistere a qualsiasi cosa!

Un terriccio specifico per la semina dei prati

Non mi sono fermato qui: ho elaborato un terriccio specifico per la semina e la rigenerazione dei tappeti erbosi. È il Terriccio per Tappeti Erbosi della Linea Natura, che è pensato per garantire l’aderenza del seme al terreno e per evitare la formazione di muschi, grazie alla presenza del Solfato di Ferro.

La semina del tappeto erboso

Seminare il prato a livello pratico non è difficile: dopo aver corretto il terreno, lo si rastrella e poi si cerca di distribuire il seme in modo uniforme. Un trucco può essere suddividere il prato in settori diversi, tramite cordicelle tirate, in modo da distribuire più o meno la stessa quantità di semi in ogni settore. Poi il terreno andrà rullato e rastrellato per interrare il seme; si irriga abbondantemente e… si aspetta con fiducia che la natura faccia il suo corso!

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È nato il terriccio VIP

sacco_vipCari Amici,
lasciate che vi porga i miei omaggi!

Sono davvero molto orgoglioso di presentarvi la nostra ultima creazione: il terriccio VIP!

Dopo mesi di ricerche, chiuso nel mio laboratorio, con i tappi nelle orecchie (non avete idea di quanto possa essere rumorosa Rosa Canina!) con le mie modeste cognizioni ho finalmente messo a punto un prodotto senza eguali. La nascita del terriccio VIP sarà come l’avvento del telefono nelle comunicazioni… come la scoperta delle onde elettromagnetiche… come l’arrivo della cioccolata nella gastronomia… Ma dall’espressione del Dottor Belfusto suppongo che il mio entusiasmo abbia tracimato e che io stia un pochino esagerando. Quindi, mi atterrò ai fatti!

Quando ho cominciato a lavorare sul terriccio VIP volevo creare un prodotto che permettesse agli appassionati di mantenere le loro piante floride e fruttuose come quando le avevano acquistate. Ci voleva quindi un terriccio pronto all’uso, ma con le stesse caratteristiche di quelli usati dai floricoltori professionisti.

Mi sono chiesto: quali sono le differenze tra un terriccio professionale e un terriccio per hobbysti? In primo luogo, la qualità delle materie prime, e poi la struttura e il drenaggio. Quindi mi sono messo al lavoro, cominciando dalla torba: ho scelto con attenzione solo quella più pregiata, che proviene dalle regioni baltiche e dall’Irlanda.

E poi, il colpo di genio: la perlite! Si tratta di granuli di roccia espansa, tipici dei terricci professionali. Hanno un effetto decisivo sul drenaggio del terriccio. A quel punto era fatta: il VIP era nato!

Perdonate la mia esuberanza… ora provvederò a smorzare il mio giubilo… sì, a contenere il mio tripudio… insomma, mi darò una calmata. Ma sono sicuro che quando avrete provato il VIP potrete comprendere e condividere il mio gaudioso trasporto!

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I terricci Tercom Plus

terricci per il giardinaggio TercompostiCari Amici,
lasciate che vi porga i miei omaggi!

Oggi sarò io, Nasturzio, a intrattenervi. Vi relazionerò sui risultati delle mie ricerche, qui nel laboratorio Tercomposti. Al momento sto conducendo un’accurata indagine sulla risposta fisiologica delle coltivazioni alla stimolazione acustica… sì, all’effetto migliorativo della comunicazione interspecie… insomma, se parlare con i fiori funziona davvero! Le mie conclusioni non sono ancora definitive, però, quindi…

Per oggi vi parlerò del prodotto di ricerche che hanno già dato risultati tangibili, cioè della linea di terricci Tercom Plus.

Il nostro tentativo era creare un incrocio tra un terriccio per professionisti e uno per hobbisti. Volevamo che avesse la qualità e la resa di un prodotto professionale, ma fosse fatto su misura per gli appassionati e per le loro esigenze.
Quindi mi sono messo al lavoro per trovare le migliori materie prime, che fossero di altissima qualità, senza materiale compostato, e ho arricchito la miscela con l’utilizzo di argille e altri inerti. Poi ho differenziato i terricci a seconda delle varie esigenze, creando sia terricci universali che specifici.

Personalmente ne sono molto fiero, e credo che siano prodotti ideali per tutti i tipi di rinvaso, per le piccole coltivazioni di piante fiorite e per la rigenerazione dei substrati esausti. Credo anche di aver visto la moglie del nostro vicino portarne a casa una confezione… non l’ho vista bene, ma la forma sembrava proprio quella delle nostre ballette: sono riconoscibili perché abbiamo deciso che avessero la maniglia per renderle più comode da trasportare. Naturalmente, questo spiegherebbe come mai i davanzali del nostro vicino sono diventati improvvisamente tanto rigogliosi… ma è inutile chiederglielo, non lo ammetterà mai. Ah, le rivalità tra vicini…!

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