Coltivare il basilico

basilicoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi volevo parlare con voi di una pianta aromatica molto usata in cucina. Non so se siete d’accordo anche voi, ma avere a disposizione le piante aromatiche sul proprio balcone o nel proprio giardino è un grande stimolo per la fantasia gastronomica! Quindi, anche quest’anno non mi lascerò sfuggire l’occasione di piantare il basilico.

Si trovano in vendita anche i vasetti preseminati, che permettono di cominciare a raccogliere presto; aprile però è anche un ottimo momento per la semina vera e propria.

Se seminiamo in vaso, ci conviene sceglierne uno largo e non troppo profondo, e utilizzare un terriccio specifico per piante aromatiche; altrimenti, possiamo anche seminare il basilico in terra. Se fa ancora freddo, a volte preferisco seminare sottovetro e poi trapiantare più avanti la piantina nella collocazione definitiva. In ogni caso, comincio arando bene il terreno e poi dispongo i semi a circa 15-20 centimetri di distanza. Da qui in poi, è tutto facile: basta mantenere il substrato né troppo secco né troppo bagnato, innaffiando con due o tre bicchieri d’acqua alla settimana.

La raccolta si può fare al momento stesso del consumo… di solito infatti è Clematidia che, mentre cucina, esce in giardino e si procura il basilico di cui ha bisogno! Si possono staccare singole foglie o, meglio ancora, prendere le cime del basilico, che non andrebbero lasciate sulla pianta troppo a lungo. Se non le cogliessimo, infatti, finirebbero per fiorire, e la pianta impiegherebbe tutte le sue energie per la produzione dei semi. Così, invece, avremo a disposizione le cime di basilico, esteticamente molto piacevoli anche in tavola, e permetteremo alla pianta di continuare a produrre foglie profumate. L’unica attenzione che dobbiamo avere è nel modo di raccogliere la cima: la parte che asportate dovrebbe essere alta due o tre centimetri, ma la cosa più importante è che appena sotto il vostro taglio ci siano già pronte altre due minuscole foglioline, pronte a crescere e sostituire quelle che abbiamo preso!

Invece, prima del gelo conviene fare una raccolta più seria, tagliando la pianta fino a un’altezza di 15 centimetri. Le foglie, lavate e asciugate bene, possono essere conservate in vari modi: essiccate, o surgelate in un sacchettino di plastica, oppure ancora sott’olio. Basta metterle in un vasetto ermetico con un po’ di sale grosso e del buon olio extravergine: avremo a disposizione sia le foglie che dell’ottimo olio aromatizzato!

Buon appetito!

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Seminare la lattuga

lattugaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Vi state preparando a seminare la lattuga? Io sì! Sta cominciando il periodo delle semine all’aperto, e continuerà, ogni 15 giorni, fino a luglio. Se seguirò i ritmi stabiliti, potrò avere lattuga fresca da giugno fino a metà ottobre.

Ho già scelto la posizione: il terreno è ricco, umido e leggero, ed è stato concimato durante l’inverno. Nei prossimi giorni comincerò a seminare la lattuga: seminerò metà filare per volta, in solchi profondi 1,5 centimetri e distanziati di circa 30 centimetri l’uno dall’altro.

Quando compariranno le prime due vere foglie, sarà il momento di sfoltire: asporterò le piantine più deboli, in modo che le rimanenti siano distanziate dapprima di 8 centimetri, poi di 15 e infine di 30. Se siete come Clematidia, che si fa sempre intenerire dalla sorte delle povere piantine sfoltite, potete sempre trapiantarle negli spazi vuoti tra i filari!

Per il resto, mi limiterò a zappare regolarmente tra i filari, per mantenere il terreno ben aerato e libero da piante infestanti, e bagnerò nei periodi di siccità per non far inaridire il terreno. L’aspetto dell’innaffiatura va curato: una volta che si è cominciato a innaffiare, bisogna continuare con regolarità fintanto che il clima resta secco, altrimenti si rischia la fioritura prematura. Detto così sembra una filastrocca in rima (ma forse sono influenzato dal fatto che Rosa Canina mi sta saltellando intorno canticchiando “Fioritura prematura! Quanto è dura la iattura che ci infligge la natura!”), ma non va presa sotto gamba perché rende immangiabile la nostra lattuga: vengono prodotti fusti grossi, amari e non commestibili. Non c’è rimedio: se si verifica, la lattuga va estirpata ed eliminata. Per evitarla, oltre alla costanza dell’innaffiatura, bisogna fare attenzione a non piantare le lattughe troppo ravvicinate.

Altri nemici temibili per la nostra lattuga sono le lumache, contro cui si possono usare dei prodotti specifici, e gli uccelli, che amano becchettarla quando è ancora giovane. Nella prima fase della loro vita, quindi, di solito sistemo una protezione di rete per difendere le piantine. Quando arrivano a toccare la rete, tolgo la protezione: a questo punto, non risulta più appetibile per gli uccelli.

Poi, intorno a giugno, arriverà il periodo della raccolta! Al mattino presto, uscirò con un coltello affilato e taglierò la parte bassa del fusto. In seguito sterrerò ed eliminerò la parte rimasta in terra, e mi preparerò a una bella insalata rinfrescante!

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Coltivare le cipolle

trapianto_cipollaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Lidia, che mi scrive: “Ho seminato le cipolle in serra a febbraio. Quando è il momento di trapiantarle?”

Cara Lidia, potrai trapiantarle ad aprile. Intanto, se le temperature te lo consentono, potresti cominciare il rinvigorimento delle piantine proprio in questi giorni. Lo scopo è abituarle gradualmente al clima esterno, in modo che non restino traumatizzate dal freddo una volta sistemate nella loro nuova collocazione. Ecco le diverse fasi che puoi seguire:

  • come prima cosa, puoi spostarle nella parte più fredda della serra
  • dopo una settimana, mettile in un cassone freddo
  • comincia a sollevare gradualmente la copertura, ogni giorno un po’ di più; nelle ore più calde del giorno puoi arrivare a rimuoverla completamente, ricordando poi di sistemarla per la notte in modo da proteggere le piantine dal vento.


A questo punto sarà quasi il momento di trapiantarle. La notte prima del grande giorno, ricordati di bagnare bene il semenzaio, in modo da idratare le piantine.
Per metterle a dimora, aiutati con un trapiantatoio e sistemale a circa 15 cm l’una dall’altra, distribuite su filari distanti tra loro 30 cm. Sistemale in modo che una parte del fusto, almeno 1,5 cm, sia interrata.

Un’alternativa sarebbe la semina direttamente in terra ai primi di marzo, ma quest’anno le temperature avranno scoraggiato tutti i giardinieri – tutti tranne Rosa Canina, naturalmente, che l’ha considerata un’ottima scusa per giocare a fare buchi nella neve. Ho dovuto nascondere non solo i semi di cipolla, ma tutte le sementi che avevamo in casa, altrimenti non avrebbe risparmiato nemmeno un angolo del giardino…

Alla fine, quest’anno per le cipolle sceglierò la coltivazione da bulbilli, che si pratica in aprile. Troverò un punto soleggiato, sminuzzerò il terreno e lo inumidirò; poi farò dei solchi distanziati di 30 cm, vi sistemerò i bulbilli in modo che gli apici affiorino alla superficie. Poi coprirò i filari con una rete di protezione per difenderli dagli attacchi degli uccelli e di Rosa Canina e… speriamo in bene!

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Seminare le gerbere

gerbereCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Clara, che mi scrive: “Mi piacciono molto le gerbere e vorrei provare a coltivarle. Posso seminarle in piena terra o è meglio coltivarle in vaso?

Carissima Clara, dipende da dove abiti. Nelle zone dal clima particolarmente mite, infatti, le gerbere possono vivere anche in piena terra, se le sistemi in una posizione riparata. Se invece prevedi che la temperatura possa scendere sotto i 7°C, meglio coltivarle in vaso, per poterle ritirare e proteggerle dal freddo.

Puoi seminarle in questo periodo, fino alla fine di marzo: spargi uniformemente i semi su buon terriccio umido e poi ricoprili con uno strato di terriccio non troppo spesso, perché hanno bisogno di aria per germinare. (Rosa Canina l’anno scorso aveva portato direttamente il ventilatore in serra, ma questo francamente mi sembra eccessivo).
Quando saranno spuntate le piantine, le dovrai rinvasare in contenitori via via più grandi, fino a vasi di 12-18 centimetri di diametro.

Tieni presente che le gerbere amano un terriccio leggero e ben drenato. In effetti, è meglio non darle troppa acqua: la gerbera teme molto i ristagni d’acqua ed è meglio aspettare che il terreno sia ben asciutto prima di innaffiarla di nuovo.

Se va tutto bene, tra la fine della primavera e la fine dell’estate la gerbera mostra i suoi coloratissimi fiori a capolino. Sono come delle grandi margherite, gialle, rosse, arancioni, fucsia e di ogni colore. Mettono molta allegria!

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Seminare le zucchine

zucchineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di un ortaggio molto buono e molto decorativo: la zucchina. Si può consumare in cucina in tanti modi diversi, è molto salutare e rallegra l’orto con i suoi fiori arancioni.

Per la semina, marzo è un ottimo momento: potete seminare in un ambiente protetto (in casa o in serra) oppure sottovetro. Ma temo proprio che il resto voglia raccontarvelo Rosa Canina, perché è qui che saltella intorno a me e continua a schiamazzare, e temo proprio che non ci lascerà in pace se non la lasciamo parlare.

Sì, sì, voglio raccontarvelo io, perché sono stata a guardare tante volte mentre il Dottor Belfusto seminava e quindi ormai so tutto! Il Dottor Belfusto prende dei vasi larghi 7 centimetri e fa dei buchi profondi 2,5 centimetri e ci mette i semi. Però non li lascia lì per sempre: a metà maggio, quando ci sono già le piantine, le sposta nell’orto, ogni volta in un punto diverso perché le zucchine si stufano a stare sempre nella stessa terra. Le pianta abbastanza lontane l’una dall’altra, non so perché – forse se stanno troppo vicine litigano, come succede a me con il postino.

A questo punto innaffia spesso le piantine, le guarda bene, e se vede che alcune foglie diventano troppo grandi le toglie, perché dice che così l’aria circola meglio. E magari, se ha voglia, ne pianta ancora, direttamente fuori perché a maggio ormai fa caldo! Continua fino a luglio, così io continuo a mangiare zucchine anche in autunno.

Le piante fanno tantissime zucchine! Io non posso raccoglierle perché bisogna usare un coltello molto affilato per tagliare la base, e il Dottor Belfusto dice che piuttosto che dare un coltello simile in mano a me preferirebbe dare un fiammifero in mano a un piromane. Io non so cosa sia un piromane, ma sono abbastanza sicura che non si possono raccogliere le zucchine con un fiammifero!

Comunque, il Dottor Belfusto le raccoglie quando sono ancora piccole (10 centimetri o 15-25 centimetri, a seconda del tipo di piante) altrimenti si offendono e diventano cattive. Forse mordono anche, ma non ne sono sicura. Una volta il Dottor Belfusto se n’è dimenticato una, che è rimasta sulla pianta, è diventata enorme e quando l’abbiamo raccolta faceva schifo, dentro era tutta molliccia ed era amarissima!

Ma la cosa più bella sono i fiori delle zucchine, che sono bellissimi ma soprattutto sono buoni, soprattutto quando Clematidia li fa fritti. Sono anche meglio delle patatine fritte!

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Seminare i ravanelli

ravenelliCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi mi scrive Jacopo, che chiede: “Posso già cominciare a seminare i ravanelli?

Caro Jacopo, la risposta è sì! Le prime semine di ravanelli si possono fare tra fine gennaio e inizio marzo, quindi vedi che siamo proprio nel periodo giusto. Dovrai però seminare sotto un tunnel di plastica per proteggere le piantine dal freddo ancora intenso; intorno a marzo, se le temperature avranno cominciato a salire, potrai aprirlo.

Per seminare i ravanelli, dovrai scegliere un terreno leggero e fertile e fare dei piccoli solchi profondi circa 1,5 centimetri. Ricorda che non devono essere troppo vicini: se semini abbastanza rado, non avrai bisogno di sfoltire le piantine in seguito. Dopo aver sparso i semi, ricopri i solchi con circa un centimetro di terra e innaffia moderatamente.

Potrai continuare a seminare i ravanelli, all’aperto, da marzo a settembre, con l’attenzione nei mesi estivi di scegliere posizioni fresche e ombreggiate e di innaffiare regolarmente ( i ravanelli non devono soffrire di siccità!).

Raccoglili quando saranno abbastanza grandi, ma non aspettare troppo. In questo modo potrai mettere sempre in tavola ravanelli deliziosi e croccanti!

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Seminare le carote

caroteCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Marta, che mi scrive: “Sogno di realizzare un orto in giardino e vorrei cominciare dalle carote. C’è qualcosa che devo sapere?

Cara Marta, la prima cosa che devi sapere è questa: tieni Rosa Canina lontana dal tuo orto, altrimenti dissotterrerà le tue carote prima del tempo e se le mangerà tutte… non sai quante volte abbiamo tentato: non siamo riusciti a convincerla ad aspettare almeno che siano cresciute!

Detto questo, tu che non hai questo problema puoi senz’altro cominciare a organizzarti per la semina delle carote! Ti servirà un terreno leggero e sciolto, quindi abbastanza sabbioso, senza sassi o ghiaia (le radici devono essere libere di crescere) e con un pH neutro.
Puoi seminare le varietà precoci già tra febbraio e marzo, ma se fa molto freddo ti conviene aspettare ancora qualche settimana, oppure seminare sotto delle campane di vetro.

Scava dei solchi di circa 2 cm, distanziati di 15 cm l’uno dall’altro. Semina e copri con uno strato di terreno.
Quando cominciano ad apparire le prime foglie interamente formate, comincia a sfoltire e continua finché non restano 5-12 cm tra una pianta e l’altra. Annaffia quanto basta per mantenere umido il terreno.
Quando avranno raggiunto le dimensioni tipiche della loro varietà, è il momento di raccoglierle: se si aspetta troppo potrebbero diventare legnose. Sarebbe un vero peccato!

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Coltivare i cavolini di Bruxelles

cavolini_bruxellesCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Silvia, che mi scrive: “In questa stagione mi piace cucinare i cavolini di Bruxelles e sarebbe bellissimo piantarli nel mio orto. Però ci sono due problemi. Il primo è che non so niente della coltivazione dei cavolini di Bruxelles, e il secondo è che mio figlio Walter li detesta e non riesco a farglieli mangiare in nessun modo. Puoi aiutarmi?

Cara Silvia, in primo luogo sappi che hai la comprensione di tutti noi qui in Tercomposti, perché abbiamo lo stesso problema con Rosa Canina. Quando mettiamo in tavola i cavolini di Bruxelles, tende a giocarci come se fossero biglie… spero proprio che tuo figlio Walter non faccia così! In ogni caso, di questo parleremo dopo.

Per quanto riguarda la coltivazione, devi sapere che ci sono diverse varietà di cavolini o cavoletti di Bruxelles. Quelle precoci si seminano già a febbraio, quelle intermedie a partire dalla metà di marzo, per concludere la semina con le varietà tardive a metà aprile. Tra maggio e giugno, quando le piantine cominciano a essere alte 12-15 centimetri, vanno trapiantate nella posizione definitiva, scartando quelle prive di gemme.

Bagnali abbondantemente, dopo la messa a dimora e nei periodi di siccità. Vedrai che crescerà uno stelo, che durante l’anno raggiungerà un’altezza di 60-80 centimetri. Alla sommità avrà delle foglie più grandi; i germogli che si mangiano si sviluppano all’ascella delle foglie e lungo tutto il gambo. Raccoglili quando sono grandi circa come una noce e non si sono ancora schiusi; prendine pochi alla volta, cominciando dal basso e salendo verso l’alto. Puoi anche tagliare la parte superiore della pianta, che sembra un cavolo, per stimolare la crescita dei cavolini.

A questo punto, non resta che convincere Walter a mangiarli! Ma su questo punto, cedo la parola a Clematidia per un consiglio femminile.

Cara Silvia, come ti capisco! Il tuo è un bel problema, ma credo che tu possa provare a risolverlo. Non ci dici quanti anni ha tuo figlio, ma immagino che sia ancora un bimbo… Ti suggerisco due soluzioni diverse. Una consiste nel lavorare di fantasia: i cavolini di Bruxelles hanno una forma e un nome curiosi, giusto? Prova a inventare una favola per raccontare a Walter la nascita dei cavolini di Bruxelles: può darsi che si affezioni alla storia e si decida a mangiarli.

Un’altra possibilità, se Walter è un po’ più grandicello, potrebbe essere quella di coinvolgerlo nella semina e nella coltivazione dei cavolini. In questo modo li sentirà più suoi, ne sarà orgoglioso e probabilmente sarà lui il primo a volerli assaggiare!

Spero che queste soluzioni funzionino… ma se qualcuno ha idee o esperienze in merito, provate a condividerle con noi e con Silvia!

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La semina della melanzana

melanzanaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Alessandro mi chiede: “Come devo fare per seminare le melanzane?

Le melanzane, caro Alessandro, si seminano tra poco: a febbraio-marzo, in cassone riscaldato. Dovrai sistemare i grani in solchi profondi 1-2 centimetri: calcola circa 2 grammi di semi per un metro quadrato di coltivazione.

Quando la piantina sarà alta 6-7 centimetri, dovrai trapiantarla: puoi metterla in vasi di 9 centimetri oppure puoi metterla a dimora, sistemando ogni pianta a 10-12 centimetri dalla più vicina.

Intorno a maggio o giugno potrai procedere alla messa a dimora definitiva: piantale a buona profondità, a 60 centimetri l’una dall’altra, su file distanziate tra loro 70 centimetri. Ricorda però una cosa importante: prima di farle uscire dal cassone riscaldato e portarle all’aperto, dovrai abituarle piano piano al cambiamento di temperatura, spostandole in zone progressivamente più fresche e meno riparate.

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