Le cure estive per le rose

roseCari Amici,
rigogliosi saluti!

Come possiamo curare le rose in estate? Di che cosa hanno bisogno in questa stagione?

L’irrigazione delle rose

Tra i problemi più delicati di questa stagione per le rose ci sono sicuramente il caldo e la siccità. Sebbene questa sia un’estate un po’ anomala, che ha visto molte precipitazioni, di solito questi mesi portano con sé periodi molto caldi che possono inaridire il terreno. In questi casi, è importante irrigare regolarmente, sempre nelle ore fresche, per mantenere idratata la pianta ed evitare colpi di calore. Bisogna naturalmente evitare di bagnare le foglie per non facilitare lo sviluppo di funghi.

Contro le infestanti

Le infestanti estive possono essere controllate con la zappatura del terreno intorno alle radici. Questa operazione ha il doppio risultato di eliminare la “concorrenza” per l’acqua e i nutrienti del terreno, e nello stesso tempo di rendere più facile per l’acqua raggiungere le radici, rompendo il terreno.

Eliminare i fiori appassiti

Le rose riprenderanno a fiorire con entusiasmo alla fine dell’estate, ma per avere una bella fioritura autunnale è importante eliminare tutti i fiori appassiti. Controllate anche la zona del colletto: potrebbero essersi riformati i getti chiamati polloni, che si tolgono in primavera e che sottraggono energia e acqua alla pianta. Eventualmente, quindi, conviene eliminarli di nuovo!

Malattie estive delle rose

Con tutta la pioggia di quest’anno, sicuramente bisogna tenere gli occhi aperti contro le malattie fungine come l’oidio, la ruggine o la ticchiolatura. Se si presentano, potete intervenire con prodotti specifici a base di rame e zolfo.

Buona estate a voi e alle vostre rose!

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“Parlare con le rose”

parlare_roseSalve, gente!

Ecco il vostro postino Amarillo che sfida ancora una volta il torrido sole di luglio, le insidie di un territorio ignoto e gli agguati crudeli e imprevedibili di Rosa Canina per compiere il suo dovere…

… come dite? Esagero un po’? E soprattutto come fa a essermi ignoto questo territorio se sono sempre qui a consegnare la posta? Va bene, va bene, avete ragione voi, forse mi sono fatto un po’ prendere la mano. Ma con il caldo che fa dovrei stare a riposare sotto l’ombra di un albero frondoso, godendomi qualche alito di vento e sognando terre lontane… No?

Ora cosa c’è? Trovate che il mio animo sia particolarmente sognante stamattina? Be’, sì, è per via di questo libro che devo consegnare al Dottor Belfusto, “Parlare con le rose” di Gian Paolo Bonani, edizioni Iacobelli.

Naturalmente, gli ho dato un’occhiatina. Non per curiosare, sia chiaro… per verificare la qualità di ciò che consegno! Fa parte dei miei doveri di postino – o almeno, così ho sempre pensato!

Quindi, dicevo, gli dato un’occhiatina: è composto da una serie di dialoghi immaginari con le diverse varietà di rosa. Parlare con le piante è un’abitudine molto diffusa, ma pochi la mettono su carta… Gian Paolo Bonani, che coltiva in prima persona un giardino di rose, lo ha fatto e ne ha approfittato per raccontare molto su questi splendidi fiori, sulla loro storia, sul loro simbolismo, sulle loro evoluzioni nel corso dei secoli.

E siccome parlare della bellezza è interessante, ma vederla vale più di mille parole, il volume riporta delle splendide fotografie di rose rare e poco note, alcune delle quali in Italia non ci sono proprio. Mi sembra una bella occasione per conoscere meglio questi fiori e nello stesso tempo concedersi una lettura piacevole e rasserenante!

Ma ora, scusatemi se torno al mio lavoro. Purtroppo il postino non può concedersi riposo o esitazioni, quando il dovere supremo lo chiama! Alla prossima!

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pubblicato da Amarillo in La posta di Amarillo, Libri verdi e ha ricevuto Nessun commento

Piantare le rose

roseCari Amici,
rigogliosi saluti!

State pensando di mettere a dimora le rose?

In effetti potrebbe essere ancora un buon momento per piantare le rose. Dovrete però avere l’accortezza di verificare che le piogge dei giorni scorsi non abbiano lasciato il terreno troppo bagnato: in quel caso, forse è meglio rimandare alla primavera.

La posizione per mettere a dimora le rose

Mettete a dimora le rose in una posizione che garantisca loro un’esposizione in pieno sole. Il terreno, d’altro canto, dovrebbe essere molto ricco, lievemente acido e soprattutto ben drenato. Cercate di evitare, se possibile, di piantare le rose in un terreno dove altre piante di rose siano vissute a lungo: sicuramente si sarà impoverito, e potrebbe anche aver accumulato tossine.

Preparare la pianta di rose

La prima cosa da fare è potare la pianta di rose, tagliando i rami anche della metà, e facendo sempre attenzione che ogni branca sia potata appena al di sopra di una gemma.
Se la pianta è in vaso, andrà poi estratta dal vaso stesso. Mettete il vaso in orizzontale ed esercitate una forza costante, senza strattoni, per estrarre la pianta. Poi bisogna liberare le radici quanto più possibile dalla vecchia terra.
Bisogna anche osservare con attenzione le radici della pianta: se è stata in vaso, potrebbero essere chiuse e involute. In questo caso, vanno aperte e distese verso il basso e verso l’esterno, altrimenti la pianta potrebbe trovare difficoltà a radicarsi bene nel nuovo terreno. Se poi le radici appaiono molto asciutte, si possono immergere in una poltiglia di terra e acqua prima di piantarle.

Mettere a dimora le rose

Preparate la buca per piantare le rose: dovrà essere più grande circa del doppio rispetto al pane di terra della pianta. Sul fondo è importante mettere del materiale drenante, come della ghiaia; poi si disporrà un po’ di terriccio, del fertilizzante organico e ancora del terriccio. A questo punto si può mettere a dimora la pianta di rose, colmando poi la buca di terriccio nuovo. Se mettete a dimora più di una pianta di rose, fate attenzione alle distanze tra le piante:

  • Rose in miniature: 30 cm
  • Rosaio ad alberello: 90 cm
  • Rosaio a cespuglio: 45-60 cm o anche di più, a seconda della crescita
  • Rosai per siepi: 150 cm
  • Rose rampicanti: 200 cm o anche di più


Buon lavoro (ma diciamolo… è anche un piacere, mentre la stagione peggiora, preparare e pregustare i colori dell’anno prossimo!)

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Moltiplicare le rose per talea

roseCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Marco, che mi chiede: “Come si fanno le talee di rosa?

Caro Marco, scegli una bella mattina di luglio, possibilmente non troppo calda, e una pianta di rose sana e vigorosa. Individua sulla pianta un ramo laterale senza più fiori e taglialo a circa 40 centimetri, appena sotto una gemma. Taglia anche la punta, a circa 10 centimetri, appena sopra un’altra gemma.

Puoi suddividere ulteriormente questo ramo, se lo desideri, ma su ogni parte devono restare almeno due gemme. Poi dovrai eliminare tutte le foglie, tagliandole con le forbici, tranne le due di punta che devono rimanere.

Esistono in commercio delle polveri radicanti che possono aumentare le chance delle tue talee. Se vuoi utilizzarle, devi inumidire le basi delle talee e immergerle per qualche tempo nella polvere, prima di interrarle. Si tratta però soltanto di un aiuto: le tue talee possono farcela anche senza!

Interra le tue talee di rosa per metà della loro lunghezza in un substrato leggero, ricco di sostanza organica e ben drenato (il terriccio VIP, per esempio), in un contenitore che riporrai dopo averle bagnate in un luogo fresco e riparato ma non troppo buio.

Verso la fine dell’estate dovresti notare uno sviluppo di nuova vegetazione nelle tue talee: sarà il segno che la moltiplicazione ha funzionato e le tue nuove piante di rosa hanno radicato! A questo punto, puoi trapiantarle in un vaso di circa 10 centimetri di diametro. Puoi spostarle all’esterno, ma dovrai ritirarle durante l’inverno in un locale non riscaldato, luminoso e aerato.

A febbraio rinvasale ancora, in vasi di 20 centimetri di diametro. A partire da maggio puoi pensare di metterle a dimora in piena terra, oppure per sicurezza puoi aspettare fino all’anno successivo… congratulazioni! Hai ottenuto delle nuove piante di rosa!

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Le varietà di rosa

tipologie_roseCari Amici,
rigogliosi saluti!

Ieri Clematidia voleva raccontarvi la storia delle rose, ma poi si è lasciata prendere la mano e vi ha parlato per lo più di aneddoti e leggende – molto suggestivi, questo è vero, ma certo poco informativi sulla storia delle rose e sulle diverse varietà di rosa.

Oggi vorrei quindi dire qualcosa sulle diverse varietà di rosa e sul loro sviluppo lungo gli anni.

Per raccontare la storia delle rose bisogna partire da molto lontano: reperti fossili indicano infatti che le rose esistono da molto prima dell’uomo e producono i loro splendidi fiori da molto prima che ci fosse un occhio intelligente ad osservarli. Pensate: 40 milioni di anni fa esistevano già le rose!

Le specie spontanee producono quasi tutte fiori semplici, con cinque petali disposti a spirale. Le varietà esistenti oggi però sono molte di più, spesso hanno caratteristiche diverse e sono state ottenute attraverso la coltivazione e l’ibridazione.

La maggior parte delle rose da giardino europee deriva dalla specie nota come Rosa gallica; nel Medioevo, questo fiore si incrociò spontaneamente con la Rosa Damascena, che era stata portata in Europa dalla Siria a opera dei Crociati. Questi incroci e le naturali mutazioni dei fiori avevano dato origine a diverse varietà, nessuna delle quali però era stata prodotta artificialmente dall’uomo.

La svolta nella storia della rosa avvenne alla fine del XVIII secolo, quando arrivarono in Europa le rose cinesi. Le loro particolarità erano il colore e soprattutto la rifiorenza, cioè la capacità di fiorire più di una volta nella stessa stagione. Piano piano i giardinieri impararono a incrociare tra loro tutte queste varietà e a ottenere, per esempio, le rose tea e molti altri ibridi rifiorenti.

Oggi il panorama delle rose è talmente complesso, pieno di diversi colori e forme, che descriverlo in modo esauriente non è facile. Le divisioni più importanti però sono queste:

Rosai botanici: comprendono tutte le specie spontanee e gli ibridi di due specie spontanee differenti. Di solito presentano fiori singoli con soli cinque petali.
Rosai antichi: hanno più petali e più fiori e sono ottenuti da ibridi e mutazioni di rose botaniche.
Rosai ibridi di tea: sono i successori delle ibride rifiorenti dei rosai antichi; hanno spesso fiori doppi, di 10-15 centimetri di diametro.
Rosai floribunda: sono tra i più diffusi oggi. Hanno grandi grappoli di fiori, più piccoli rispetto a quelli delle rose tea, non sempre sono profumati.
Rosai a cespuglio: nascono di solito da ibridi di rose antiche e rose botaniche, sono piante a cespuglio che possono raggiungere un’altezza e una larghezza di 180 centimetri.
Rosai rampicanti e sarmentosi: alcuni derivano effettivamente da piante rampicanti, altri sono mutazioni di ibridi di tea e di floribunda.

Quali scegliere? Be’, le rose botaniche e antiche sono sempre meno diffuse, anche perché fioriscono meno delle varietà moderne, ma non richiedono grandi cure e sono molto belle e profumate. Le rose oggi più piantate nei giardini sono le rifiorenti a mazzi, cioè quelle che portano più fiori sullo stesso stelo; soprattutto le Floribunda sono molto amate, ma anche le Poliantha, che derivano da un’ibridazione spontanea. Sono poi molto amate le rose rampicanti e sarmentose, che permettono di creare degli angoli molto suggestivi.

L’importante è scegliere una collocazione in pieno sole, in un terreno molto ricco e con un ottimo drenaggio. Le rose richiedono concimazione e irrigazione regolari e, nei periodi giusti, una potatura decisa. In questo periodo, invece, è importante tenere presente che non conviene lasciare tutti i boccioli sulla pianta: i fiori saranno più piccoli e sicuramente la fioritura sarà molto dispendiosa per la pianta. Meglio eliminare qualche bocciolo e assicurarsi fiori più grandi e una fioritura più prolungata.

Allo stesso modo, per non far sprecare energia alla pianta, meglio eliminare i polloni, cioè quei fusti verdi eretti che compaiono alla base della pianta: basta tagliarli a un centimetro dalla base con delle cesoie affilate. Un’altro grande “spreco” di energia sono le bacche, cioè i frutti della rosa: se togliamo subito i fiori appassiti, la nostra pianta utilizzerà tutte le sue risorse per produrre nuovi fiori!

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La nascita delle rose

rose_leggendeBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Prima di tutto, in qualità di segretaria vorrei fare gli auguri a nome di tutti noi a tutte le mamme in ascolto! Maggio è il vostro mese, così come è il mese della fioritura più romantica e dolce di tutte, quella delle rose.

La storia delle rose è punteggiata di aneddoti e leggende emozionanti, di cui ovviamente la vostra Clematidia non può fare a meno di darvi un assaggio… ormai mi conoscete, sono fatta così!

La rosa ha accompagnato la storia dell’uomo dal suo inizio e ha sempre avuto un forte valore simbolico. La sua nascita leggendaria viene raccontata in molti modi diversi, che sempre però la collegano ad Afrodite, dea della bellezza e dell’amore. Le prime rose sarebbero nate insieme alla dea: quando ella nacque dalla spuma del mare, alcune gocce d’acqua, scivolando sul suo corpo, caddero a terra e diedero origine alle prime piante di rosa.

Queste rose, però, erano bianche; sul modo in cui abbiano preso il colore rosso ci sono diverse storie. Una racconta che Afrodite, correndo incontro a uno dei suoi amanti, si punse un piede con la spina di una rosa. Il fiore, vergognandosi di averle causato dolore, arrossì e non perse più quel colore; oppure fu il sangue stesso di Afrodite a colorare per sempre i suoi petali.

Secondo un’altra versione, il vermiglio delle rose nasce sempre dal sangue, ma da quello di Adone, uno degli amanti della dea. La storia di Adone è complessa: sua madre era stata tramutata in albero, per sfuggire alla collera di suo padre, che aveva scoperto di aver commesso incesto con lei. Dopo nove mesi, dal tronco dell’albero nacque Adone, che fu, letteralmente, il “frutto” del peccato! Ciononostante, Adone era un giovanetto bellissimo, tanto bello che di lui si innamorarono due dee: Afrodite, appunto, e Persefone, la dea degli Inferi. Dato che la lite delle due dee per il possesso di Adone non si placava, le Muse furono chiamate a fare da giudici, e stabilirono che il ragazzo dovesse dividersi tra Afrodite e Persefone, passando un po’ di tempo con entrambe. Naturalmente, Afrodite non si rassegnò e fece in modo che Adone non rispettasse il patto e restasse sempre con lei. Persefone, infuriata, corse da Ares, il dio della guerra; questi, che in precedenza era stato amante di Afrodite, si rodeva dalla gelosia (come sono umani questi dei, vero?), quindi non gli parve vero di potersi vendicare. Si trasformò in un enorme cinghiale e, durante una battuta di caccia, massacrò Adone. Afrodite, corsa al fianco dell’amato, non poté fare altro che piangere calde lacrime, da cui nacquero delle rose, colorate di rosso dal sangue del giovane ucciso.

Ma ci sono anche altre storie… per la cultura islamica, le rose nacquero da una goccia di sudore caduta dalla fronte del profeta Maometto; una leggenda celtica, invece, spiega il colore rosso delle rose con la storia di un usignolo che, sentendo il profumo di questi fiori, cadde in estasi d’amore a tal punto che non si accorse delle spine che ferivano il suo petto. Dal suo sangue, le rose presero il colore.

Ci sono anche aneddoti storici sulle rose. Pare ad esempio che un grande intellettuale persiano, Omar Hayyaam, fosse innamorato delle rose. Omar era poeta, matematico, astronomo, filosofo… insomma, un intellettuale a 360 gradi! Visse nell’XI secolo e molti dei suoi versi furono tradotti nel XIX secolo dal poeta inglese Edward Fitzgerald. Secondo la sua traduzione, una volta Omar disse che sulla sua tomba il vento avrebbe fatto nascere le rose. La cosa interessante è che davvero sulla sua tomba, secoli dopo, è stata trovata una rosa, i cui semi, inviati in Europa, diedero vita a un rosaio e a una nuova varietà. I semi di questa rosa furono piantati anche sulla tomba del suo traduttore, Edward Fitzgerald.

Potrei andare avanti ancora a lungo, ma mi fermo qui, lasciandovi solo un piccolo suggerimento: provate il risotto alle rose! Basta preparare la base del risotto con il brodo vegetale e aggiungervi poi qualche goccia di essenza di rosa, di quella che si usa anche in pasticceria. Potrete poi guarnire i piatti con petali di rosa. L’ideale per una cenetta romantica!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Leggende verdi e ha ricevuto Nessun commento