Rinvasare i bonsai

bonsaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlare con voi del rinvaso dei bonsai.

Preparare il vaso per il bonsai

Scegliere il nuovo vaso per il bonsai non è difficile: basta ricordare che i vasi appositi sono poco profondi, e le dimensioni non troppo superiori rispetto a quelle delle radici.
Sul fondo del vaso metteremo una rete zincata e del materiale drenante, come l’argilla; poi stenderemo un centimetro di terriccio specifico. A questo punto il vaso è pronto ad accogliere il bonsai.

La potatura delle radici

Dopo aver estratto il bonsai dal contenitore precedente, ripuliamo un po’ le radici dal vecchio terriccio. Bisogna poi osservare bene le radici e tagliare quelle danneggiate o morte. Le radici in salute dovranno subire solo la cosiddetta potatura di contenimento, e quella dipende dall’età e dalla specie del bonsai. Un’accortezza importante è utilizzare strumenti affilati, in modo da fare tagli netti, e naturalmente ben disinfettati.

Il rinvaso del bonsai

A questo punto il bonsai è pronto a prendere possesso della sua nuova casa! Sistemiamolo con le radici ben allargate e completiamo il riempimento del vaso con terriccio specifico. Con un bastoncino spingiamo il terriccio tra le radici in modo che non rimangano sacche d’aria, poi compattiamo delicatamente e innaffiamo. Et voila, il trasloco è completo!

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Mettere a dimora le petunie e le surfinie

petunieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlare del primo passo necessario per coltivare un grande classico di balconi e terrazzi: le petunie. Se acquistate una pianta di petunie o di surfinie in un vivaio, la prima cosa da fare sarà metterle a dimora, in un’aiuola o, più probabilmente, in un altro vaso.

Il terriccio per mettere a dimora le petunie

Non importa se il terriccio vecchio sembra ancora soffice e ricco: cambiamolo ugualmente. Le petunie hanno bisogno di tutto il nutrimento possibile, perché stanno iniziando un lungo tour de force che durerà tutta l’estate! In certi casi potrebbe anche valere la pena di mescolarlo con un fertilizzante in granuli a cessione programmata.

Svasare le petunie

La prima cosa da fare è estrarre delicatamente le piantine dal vecchio contenitore. Osserviamo le radici: probabilmente saranno intricate e avvolte intorno al pane di terra. In questo caso conviene “scioglierle” un po’, con delicatezza, e aprirle in modo che siano libere di crescere verso l’esterno e non verso l’interno. Il nuovo vaso in cui le metteremo, infatti, dovrà essere un po’ più grande del precedente e le petunie dovranno essere libere di sfruttarlo in ogni sua parte.

Rinvasare le petunie

Sistemiamole nel nuovo vaso, posizionando un pezzo di coccio o comunque un materiale drenante sul fondo, e tenendo presente che il colletto dovrebbe restare un centimetro al di sotto del livello del nuovo terriccio. Tenderà infatti a essere “portato via” dalle innaffiature e potrebbe abbassarsi troppo rispetto alle radici della pianta: teniamolo d’occhio, quindi, e ripristiniamolo se ci sembra che sia sceso.

Le prime cure dopo il rinvaso

Le petunie hanno sempre bisogno di frequenti annaffiature, non solo dopo il rinvaso: bagniamo la mattina o la sera, cercando di non fare entrare in contatto foglie e fiori con l’acqua. Nel primo mese dopo il rinvaso, inoltre, le petunie e le surfinie avranno bisogno di ricevere una volta alla settimana un concime per piante verdi, che dovrà essere poi sostituito da un concime per piante da fiore. Se le sostenete così – e magari consentite loro una pausa di riposo in luglio – vi regaleranno una splendida fioritura per tutta l’estate!

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Rinvasare i gerani

geraniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Avete già portato all’aperto i gerani che hanno svernato in cantina? Bisogna “svegliarli” dal letargo invernale e rinvasarli, in modo che siano pronti alla nuova stagione!

Rinvasare i gerani

Se il vaso è molto grande, per rinnovare il terriccio è sufficiente aggiungere due dita di buon terriccio in superficie, ma se è possibile la cosa migliore da fare è direttamente rinvasare i gerani, liberando anche le radici del terriccio vecchio e offrendo loro una nuova “casa” piena di terriccio fresco e fertile. Con l’occasione si può anche somministrare del concime a base di potassio, che dovrebbe favorire la fioritura.

Potare i gerani

Per facilitare la crescita della nuova vegetazione, conviene potare i gerani eliminando tutti i fusti vecchi e troppo allungati, quelli poco vigorosi e tutte le foglie secche. Questo aiuterà le piante a essere più vigorose.

Portare i gerani all’aperto

Conviene portare i gerani all’aperto per gradi, cominciando con una posizione luminosa ma riparata e annaffiando con moderazione. Piano piano la pianta comincerà a dare segni di ripresa!

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Rinvasare le piante

pianteCari Amici,
rigogliosi saluti!

Come stanno le vostre piantine in vaso? Non staranno un po’ strette? Questo è il periodo ideale per rinvasare le piante in contenitori più ampi!

Scegliere il vaso per rinvasare

Per rinvasare una pianta vi occorre in primo luogo il nuovo vaso che la ospiterà. Per scegliere il vaso, tenete conto che dovrebbe essere un po’ più grande di quello vecchio: nel caso di contenitori medio-piccoli, dovrà avere almeno due centimetri per lato in più.
Se si tratta di un vaso di terracotta, poi, conviene lasciarlo in acqua per mezz’oretta prima di riempirlo: in questo modo eviteremo che “beva” tutta l’acqua contenuta nel terriccio.

Svasare la pianta

Afferriamo la pianta per il colletto e sfiliamola dal vaso tirando delicatamente. Se il vaso è morbido, possiamo premere delicatamente sui lati per aiutare la fuoriuscita, mentre se è duro possiamo battere lievemente.

Il rinvaso delle piante

A questo punto è il momento del rinvaso. Il nostro nuovo vaso dovrà avere un po’ di ghiaia o di argilla espansa sul fondo, per facilitare il drenaggio, e uno strato di terriccio per portare la pianta al giusto livello. Prima di inserirla, rompiamo leggermente il pane di terra con le mani, poi posizioniamola nel vaso e riempiamo con il terriccio. Ricordiamoci di annaffiare abbondantemente.

La scelta del terriccio per il rinvaso

Per molte piante possiamo usare del terriccio universale, come il Fiorfiore o il VIP, ma alcune piante necessitano di un terriccio specifico. Se stiamo rinvasando delle acidofile, per esempio, è molto importante usare un Terriccio per Acidofile. Anche le cactacee vanno rinvasate, ogni due o tre anni (… ricordate di usare i guanti!), e necessitano del loro terriccio specifico. E così via dicendo: Piante d’Appartamento, Fioriere e Terrazzi… ogni pianta ha esigenze diverse e può trarre benefici da un terriccio diverso!

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Terriccio per Acidofile per rinvasare le azalee

acidofileCari amici,
lasciate che vi porga i miei omaggi (mai adeguati quanto in questo mese!)

Il Dottor Belfusto e Clematidia vi hanno parlato delle rose; io invece sono qui per parlarvi come al solito delle ricerche Tercomposti, e vorrei concentrarmi su un altro fiore molto regalato in questo periodo: l’azalea. Mi sono occupato molto di azalee perché, come probabilmente sapete, ha delle esigenze molto precise in fatto di terriccio.

In molti casi risulta difficile mantenere in salute le azalee ricevute in regalo per la festa della mamma. Uno dei problemi è il fatto che spesso sono contenute in vasi piccoli: un aspetto importante per la loro salute è quindi il momento del rinvaso.

Per rinvasare le azalee è fondamentale scegliere un terriccio specifico per acidofile: nel nostro laboratorio abbiamo messo a punto il Terriccio per Acidofile della Linea Natura.

Ricordo che durante le ricerche ho dovuto chiudere Rosa Canina fuori dal laboratorio, perché si era messa in testa che per ottenere un terriccio acido bastasse aggiungere del succo di limone; una volta minimizzata la sua interferenza… obliterate le sue intromissioni… insomma, quando me l’hanno tolta dai piedi il resto è andato tutto liscio!

Sono riuscito a creare un terriccio ideale per le azalee: intanto, ha un ottimo drenaggio, il che è molto importante per una pianta come l’azalea che ama l’acqua ma teme i ristagni idrici; e poi, naturalmente, l’indispensabile pH acido che consente il corretto sviluppo dell’azalea.

Un altro consiglio per mantenere a lungo in salute il vostro “o-maggio” floreale riguarda l’innaffiatura… le azalee infatti non amano molto l’acqua calcarea dei nostri rubinetti. L’acqua demineralizzata è l’ideale, ma un sistema efficace è anche raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per l’irrigazione. Questa è una cosa che diverte molto Rosa Canina: quando piove, passa il suo tempo a disseminare il giardino di vecchie pentole: non fa nient’altro per ore. Non è un caso se le mie ricerche più fruttuose si svolgono proprio quando piove…

Comunque, se proprio non avete alternative e dovete usare l’acqua del rubinetto per le vostre azalee, vi consiglio di lasciarla decantare a lungo per eliminare la maggior quantità possibile di calcare, o di aggiungere un prodotto specifico!

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pubblicato da Nasturzio in Dal laboratorio di Nasturzio e ha ricevuto Nessun commento

Rinvasare i gerani

geraniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere ad Arianna, che mi chiede: “So che i gerani andrebbero rinvasati ogni anno. Il momento giusto è adesso?“.

No, cara Arianna, adesso è ancora un po’ presto, però ti conviene cominciare a tenerli d’occhio. Immagino che in questi mesi li avrai protetti dalle gelate, tenendoli in un ambiente dove la temperatura non scenda mai sotto zero; tra un mese o poco meno potresti ricominciare a innaffiarli, stando attenta e evitare i ristagni e a non bagnare le foglie.

Per rinvasarli, invece, devi aspettare che compaiano i primi germogli, cosa che probabilmente succederà durante il mese di marzo. A quel punto, puoi svasarli, togliere circa metà della zolla di terra e tagliare parte delle radici avvolte a matassa. Poi rinvasali, utilizzando un buon terriccio specifico. Ricorda di scegliere vasi non troppo piccoli, perché i gerani, pur amando molto il sole, temono il caldo e ne soffrirebbero!

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