Ricette con i frutti di bosco

frutti_boscoBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Visto che quella piccola peste di Rosa Canina vi ha parlato dei frutti di bosco, oggi potrei raccontarvi qualcuna delle mie ricette a base di frutti di bosco. Chi le ha assaggiate parla con molto entusiasmo delle marmellate della vostra Clematidia!

Non sono tutte marmellate, però. Per esempio, potrei cominciare dalla gelatina di mirtilli e uva spina. Non è difficile: basta pulire 350 grammi di mirtilli e 150 grammi di uva spina e metterli a cuocere con un bicchiere scarso d’acqua. Quando bollono, lascio cuocere per 6 o 7 minuti e poi verso tutto in un setaccio. Lascio colare tutto il succo dei frutti e aggiungo circa la stessa quantità di zucchero, mescolo bene e poi rimetto tutto sul fuoco. Quando si addensa, la gelatina è pronta per essere invasettata!

Per una buona marmellata di more, invece, serve ovviamente 1 Kg di more e poco altro: un limone e 700 grammi di zucchero. Passo le more al passaverdura e ottengo una bella purea, a cui aggiungo lo zucchero e il succo di limone. Lascio cuocere a fuoco basso finché non raggiunge la consistenza giusta. Come si fa a sapere quando una marmellata ha la consistenza giusta? Il mio trucco è semplice e forse ho già avuto modo di rivelarvelo: lascio cadere una goccia di marmellata su un piatto e guardo come si comporta: se scivola lentamente, restando aderente al piatto, allora si può togliere dal fuoco!

Se invece delle more avete a disposizione una bella pianta di lamponi, potreste preparare i lamponi sotto grappa. Basta metterli in un vasetto, insieme a qualche foglia di basilico e a due cucchiai di miele, e poi coprire tutto di grappa bianca. Chiudete ermeticamente e poi tenete i vasetti al sole ogni giorno per due settimane. Scuoteteli ogni tanto. Potete fare lo stesso con i mirtilli, sostituendo il basilico con qualche foglia di menta.

Infine, per chi ama i ribes, consiglio i ribes al maraschino. Metto 1Kg di ribes in una ciotola, insieme a 200 grammi di zucchero e il succo di mezzo limone. Li lascio  per 3 ore, poi li metto nei vasetti, aggiungo un po’ di scorza di limone e copro di maraschino. Li lascio al sole due ore ogni giorno per una settimana, scuotendoli bene una volta ogni tanto per far mescolare bene i succhi e l’alcol. Dopo una settimana, li metto in dispensa. Ancora non sono pronti, però: dovranno restare lì ancora per un mese prima di poterli gustare!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Ricette verdi e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare i frutti di bosco

coltivazione_frutti_boscoCiao a tutti!
Sono io, Rosa Canina!

In questo momento sto strisciando nel sottobosco per tendere un agguato al postino Amarillo. Non sono sicura che oggi passi di qui, ma strisciare nel sottobosco è divertente in ogni caso. In realtà, il Dottor Belfusto dice che questo non è un vero sottobosco, anche perché sopra non c’è il bosco.

Però ci sono le piante di more, lamponi, ribes e tutti i frutti di bosco, quindi un pochettino di bosco in fondo in fondo c’è… no? E così, anche se il postino non arriva, almeno ho qualcosa da fare: raccogliere i frutti di bosco!

A me i frutti di bosco piacciono moltissimo. Sono buoni e sono anche molto coraggiosi: ho sentito il Dottor Belfusto che diceva che di solito non hanno paura del freddo!

E poi sono tanti e tutti diversi. Lo sapete quanti ce ne sono? Ve ne dico alcuni che conosco.

Ci sono i lamponi, che di solito sono rossi, ma ce ne sono anche alcuni tipi gialli e neri. La pianta è un cespuglio di tralci e il Dottor Belfusto le mette sempre vicino un sostegno, perché si vede che a stare dritta da sola si stanca. I lamponi si possono raccogliere tra giugno e luglio, e dopo si tagliano via i rami che hanno fatto i frutti, rasoterra.
Una cosa importante è che, anche se i lamponi non hanno paura del freddo, soffrono le temperature alte, quindi in primavera il Dottor Belfusto sparge per terra l’erba tagliata, oppure della paglia o della torba, perché dice che così protegge un pochino la pianta dal caldo.

Poi ci sono i ribes: li raccolgo fino ad agosto. Anche i ribes possono essere di tanti colori: rossi, neri o giallini. Quelli giallini si chiamano anche uva spina, perché la pianta è un po’ spinosa. Io pensavo che si usasse per fare il vino spino, ma il Dottor Belfusto mi ha detto di no. Credo che bisognerebbe provare, però.
Anche il ribes è coraggioso, però un po’ meno degli altri frutti di bosco, perché ha un po’ paura delle gelate tardive: il Dottor Belfusto dice che è perché germoglia presto, a marzo, e quindi il freddo può fargli male in quel periodo. Ha paura anche della siccità, e infatti va innaffiato tutte le settimane.

Ci sono fino ad agosto anche i mirtilli. La segretaria Clematidia dice che i mirtilli sono antiossidanti. Non so esattamente cosa voglia dire, forse che se li spalmi sul ferro non arrugginisce, però non ne sono sicura, anche perché qualche tempo fa ho sentito il Dottor Belfusto parlare della ruggine delle piante e quindi adesso non so bene cosa pensare. Non so se mangiare tanti mirtilli mi impedirà di arrugginire, ma sicuramente sarà molto piacevole.
I mirtilli hanno molte pretese. Non tollerano il calcare, vogliono un suolo acido, soffice e ricco di humus, e anche loro hanno un po’ paura della siccità estiva. Anche loro, come i lamponi, vogliono essere protetti dalla paglia a partire dalla primavera.

Sono quasi pronte anche le more, che si mangiano a luglio e agosto. La pianta di more si chiama rovo e nei boschi veri ha le spine, ma quelle che si trovano nel mio sottobosco sono speciali per i giardini e quindi non hanno le spine, e fanno dei frutti più grossi.
Il rovo si pianta in autunno. Ha un carattere molto deciso e un po’ invadente, quindi bisogna tenerla sotto controllo: indirizzare i tralci su dei fili orizzontali sovrapposti, ad altezze diverse, e poi dopo che hanno fatto i frutti tagliare i tralci rasoterra. Il Dottor Belfusto dice che non bisogna lasciarsi intimorire dal rovo e bisogna tagliare con decisione, altrimenti diventa troppo fitto e secondo me si monta anche un po’ la testa. Anche se la pianta ha un caratteraccio, però, le more vengono fuori sempre buone!

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pubblicato da Rosa Canina in Il diario di Rosa Canina e ha ricevuto Nessun commento