Raccogliere l’aglio

aglioCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se avete piantato l’aglio, si avvicina il momento della raccolta!

Aspettiamo che le foglie e i gambi siano quasi del tutto secchi, poi estirpiamoli dal terreno e lasciamoli al sole per una decina di giorni. Così si seccheranno completamente. A questo punto possiamo formare trecce o mazzi e appenderli in alto, in un luogo secco e aerato, dove – oltre a tenere lontani i vampiri, casomai ce ne fossero – potranno aspettare di essere consumati.

E il consumo dell’aglio è sicuramente consigliabile per molte persone: aiuta a combattere l’ipertensione ed è un espettorante antisettico delle vie respiratorie. C’è chi lo trova pesante per la digestione, ma questo difetto si attenua molto se si ha cura di eliminare il piccolo germoglio presente all’interno di ogni spicchio, o se si usa direttamente soltanto il succo dell’aglio.

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Coltivare i broccoli

broccoliCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di come coltivare i broccoli. In molte regioni italiane infatti questo è il periodo della raccolta dei broccoli, che fanno da protagonisti in molti orti con le loro grandi foglie e le loro buffe teste.

Seminare i broccoli

La semina dei broccoli (parenti dei cavoli) in piena terra si può fare all’inizio dell’estate o, nelle regioni dove gli inverni saranno miti, anche da luglio a metà ottobre. I broccoli infatti temono le gelate. Eppure, amano le temperature fresche: se torna il caldo dopo che hanno cominciato a formare la testa (composta dai boccioli dei tanti fiorellini) ricominceranno a produrre foglie, che si insinueranno anche in mezzo ai fiori: avremo così broccoli con teste piccole e poco compatte.
Una volta trovato il momento giusto per seminare i broccoli, bisogna scegliere in terreno, che deve essere ben drenato e non troppo arido o sassoso.

Coltivare i broccoli

Coltivare i broccoli non è difficile.
Non hanno bisogno di essere concimati molto: si può preparare il terreno con concime organico, ma una volta piantati i broccoli non è più necessario concimare, e va decisamente evitato dopo che hanno cominciato a formarsi le teste.

Raccogliere i broccoli

I broccoli vanno raccolti quando le teste sono ancora chiuse e compatte. Si taglia lo stelo centrale a 10 centimetri, lasciando circa 20 centimetri di gambo. Alcune varietà produrranno ancora teste laterali!

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Coltivare i porri

porriCari Amici,
rigogliosi saluti!

Sapete che è il momento di raccogliere i porri? Ci riflettevo ieri assaporando la splendida zuppa di porri di Clematidia, e ho deciso che oggi avrei scritto un post sulla coltivazione dei porri.

Perché coltivare i porri

Coltivare i porri è un’ottima idea per molte ragioni. Si tratta di un ortaggio ricco di virtù: è depurativo, diuretico e addirittura, si dice, afrodisiaco; contiene vitamine A, B e C, minerali (ferro, calcio, silicio, potassio), fibre, poche calorie… e poi ha moltissime applicazioni culinarie. Pur essendo parente della cipolla, infatti, ha un sapore molto più delicato e può essere consumato sia cotto che crudo.

Seminare i porri

Per seminare i porri si può procedere adesso, in semenzaio, se scegliamo le varietà estive, oppure tra marzo e aprile per quelle autunnali. Andranno poi trapiantati quando saranno alte circa 20 centimetri. Per trapiantare i porri, si scavano delle buche dove collocare le piantine, senza poi riempirle: ci si limita a versare un pochino d’acqua, che sciolga la terra vicino alla pianta e la consolidi. La buca si riempirà poi da sola.
invece, le varietà invernali (i porri da raccogliere adesso, insomma) si seminano direttamente in piena terra, tra maggio e giugno.

Coltivare i porri

Durante la coltivazione i porri si possono nutrire con concimi azotati (diversamente da quel che si fa prima della semina per preparare il terreno, che richiede letame maturo). L’irrigazione deve essere sospesa solo in inverno.
Le varietà estive possono essere rincalzate con il terreno circostante, per ottenere porri più bianchi.

Raccogliere i porri

La raccolta dei porri si fa quando i fusti hanno un diamtro di circa 2 o 3 centimetri, cioè di norma a 3 o 4 mesi dal trapianto o 5-7 dalla semina.
Dopo aver estirpato il porro, si tolgono le foglie esterne, più dure, e poi si taglia la cima circa 15 centimetri sopra la parte bianca. A questo punto si possono conservare: o in un luogo buio e freddo oppure in frigorifero…

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Coltivare le giuggiole

giuggioleCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta che vi manderà… “in brodo di giuggiole”! Ebbene sì, parleremo del giuggiolo e dei suoi ottimi frutti.

La posizione per il giuggiolo

Scegliere la posizione giusta per un albero di giuggiole è piuttosto facile, perché il giuggiolo è una pianta molto adattabile. Molto produttivo, resistente e rustico, il giuggiolo non teme né il caldo (sopporta anche 40°C) né il freddo: quando è in riposo vegetativo, sopravvive anche fino a -20°C. E dato che la sua ripresa è molto tardiva (intorno ad aprile) non teme nemmeno le gelate primaverili.
L’unico clima che può creargli problemi è quello molto piovoso, perché può indurre ristagni.

Mettere a dimora il giuggiolo

Anche per quanto riguarda il terreno il giuggiolo ha poche pretese: vive bene anche in terreni siccitosi, sabbiosi o poveri, anche se i suoi prediletti sono i terreni ben drenati e profondi. Una volta scelta la posizione (tenendo conto anche che la pianta di giuggiole può diventare alta anche 6 o 7 metri!), scaviamo una buca larga e profonda il doppio del pane di terra. Il momento migliore per farlo è in novembre o, in alternativa, all’inizio di maggio.

Coltivare il giuggiolo

Coltivare un albero di giuggiole è molto facile: non ha grandi esigenze, anche perché ha un apparato radicale che tende a espandersi molto e a recuperare acqua e nutrienti anche lontano dal tronco. Innaffiature regolari ogni dieci giorni, però, miglioreranno la qualità dei frutti.
La concimazione della pianta di giuggiole si può effettuare in primavera, con letame maturo.
Per quanto riguarda la potatura del giuggiolo, gli interventi da fare sono minimi: solo quel che occorre per dargli forma o per eliminare rami secchi o spezzati.

Raccogliere le giuggiole

Le giuggiole maturano tardi, tra settembre e novembre. Sembrano un po’ delle grosse olive (tonde oppure ovali, a seconda della varietà) o, soprattutto a maturazione, dei datteri. La raccolta delle giuggiole va fatta quando i tre quarti della buccia hanno cambiato colore e poi si conservano in frigorifero. Oltre a essere molto buone (il brodo di giuggiole è una ricetta esistente!) fanno anche bene: tra le altre cose le giuggiole sono ricche di vitamina C, che ci aiuterà a evitare i malanni stagionali!

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Coltivare il cachi

cachiCari Amici,
rigogliosi saluti!

I cachi o kaki sono frutti tipici di questo periodo: l’ultimo colpo di colore prima dell’inverno e la prima ghiottoneria del periodo pre-natalizio. Ma come si coltivano i cachi?

L’albero di cachi

La pianta di cachi (o kaki) è un albero molto decorativo, dotato di una chioma globosa piuttosto fitta. Diventa quindi difficile coltivare ai suoi piedi piante o fiori, soprattutto se richiedono sole, che filtra poco attraverso i suoi rami. Valutate bene quindi dove posizionarlo, tenendo conto, tra le altre cose,  anche di questo fattore. Per il resto, il kaki teme le gelate primaverili e la siccità, anche se le estati calde regalano ai frutti una maggiore qualità. Il freddo, d’altro canto, quando è molto intenso può arrivare perfino a uccidere la pianta (si parla però di temperature inferiori a -15°C!)

Piantare il cachi

Per piantare una pianta di kaki bisogna scegliere il momento adatto tenendo conto del clima: al Sud il momento giusto per piantare il cachi è l’autunno, mentre al Nord potrebbe essere preferibile aspettare la primavera.
Il cachi si adatta a terreni di tipo diverso, ma l’importante è che siano freschi, profondi e ben drenati: l’albero di kaki teme molto i ristagni idrici, che potrebbero causare dei marciumi radicali.

Coltivare il cachi

Il cachi non è un albero difficile da coltivare. Richiede irrigazioni costanti e regolari in estate, mentre la concimazione può essere fatta una sola volta l’anno, con concimi organici come letame o cornunghia. Le concimazioni azotate si danno soltanto il primo anno, per stimolare la crescita vegetativa.
La potatura serve solo per pulire la pianta, ed evitare che si carichi eccessivamente di frutti. Del resto, la pianta stessa perde spontaneamente parecchi frutti tra luglio e agosto, con la cosiddetta “cascola”: non allarmatevi, quindi, se in estate cade a terra anche il 30% dei piccoli frutti.

Raccogliere i cachi

La raccolta dei cachi va fatta prima delle gelate, con molta attenzione: il peduncolo del frutto è molto legnoso e potrebbe danneggiare gli altri frutti. I cachi sono maturi quando si ammorbidiscono; se non sono pronti, non è il caso di mangiarli: potrebbero essere molto allappanti. Meglio lasciarli maturare al fresco, oppure chiuderli in un sacchetto insieme a qualche mela: le mele emettono delle sostanze che stimolano la maturazione.

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Coltivare la zucca

zuccaCari Amici,
rigogliosi saluti!

La serata di Halloween vi ha fatto venire voglia di coltivare la zucca? È senz’altro un’ottima idea!

Seminare la zucca

La coltivazione della zucca richiede spazio, ma se ne avete poco potete scegliere una varietà rampicante. La zucca si adatta a qualsiasi terreno, ma l’ideale è che sia ricco di sostanze organiche; eventualmente potete lavorarlo in anticipo. Per quanto riguarda il clima, se non è particolarmente rigido la zucca non dovrebbe avere problemi.
Per avere un bel raccolto di zucche a settembre-ottobre, bisogna seminare la zucca a marzo in serra o in aprile-maggio all’aperto. Collocate tre semi alla volta in piccole buche; quando le piantine cominceranno a crescere, le diraderete tenendo come regola una distanza di un metro tra una pianta e l’altra e di circa 2,5 metri tra le file.

Coltivare la zucca

Quando le piantine di zucca cominciano a svilupparsi, è il momento di cimarle: si taglia il fusto sopra la quarta foglia, e poi si eliminano i germogli laterali. Anche i frutti, quando cominciano a comparire, vanno diradati, lasciandone 2 o 3 per ogni pianta. Le innaffiature devono essere regolari, soprattutto in primavera, quando la zucca ha particolare bisogno d’acqua. La concimazione, con letame maturo, compost o fertilizzante minerale, può essere effettuata due volte durante la fioritura e ogni 2 o 3 settimane durante la crescita dei frutti.
Bisogna sempre stare in guardia contro il principale nemico della zucca: il mal bianco. Se dovesse comparire, intervenite subito con prodotti a base di zolfo!

Raccogliere le zucche

Durante la maturazione, dobbiamo evitare che le zucche stiano a diretto contatto con il terreno, perché questo potrebbe favorire l’insorgere di marciumi. Meglio quindi sistemare sotto i frutti della paglia o un sostegno in legno.
Quando si raccolgono le zucche? Per capire se è ora di cominciare la raccolta delle zucche, proviamo a battere con le nocche contro la scorza: se “suona vuota” e il colore è quello giusto, significa che possiamo raccogliere. Taglieremo allora il fusto con un coltello affilato e metteremo la zucca in un ambiente asciutto e buio, dove si conserverà meglio… in attesa di cosa? Magari di diventare una lanterna di Halloween 2011!

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Coltivare il melo

meleCari Amici,
rigogliosi saluti!

È il momento di raccogliere le mele!

Spero che molti di voi abbiano almeno un albero di mele in giardino – e non solo perché una mela al giorno toglie il medico di torno, anche se è un proverbio sicuramente veritiero nell’attribuire molte virtù a questi frutti ricchi di minerali, vitamine e fibre.

Piantare il melo

Siamo anche molto vicini a uno dei momenti migliori per piantare il melo, ovvero quello successivo alla caduta delle foglie; un altro momento favorevole è alla fine dell’inverno.
La prima cosa da fare per piantare un melo è sceglierne la varietà: ci sono molti tipi di meli, ciascuno con caratteristiche proprie.
Tutti i meli comunque amano un clima fresco e umido e si adattano a diversi tipi di terreno, anche se preferiscono quello fresco e sciolto.

Coltivare il melo

Durante i primi anni il melo va concimato con fertilizzanti a base di azoto, ma a partire dal quarto anno ha soprattutto bisogno di potassio, quindi si può spargere del letame a fine inverno.
I meli non temono il freddo, mentre soffrono i periodi di siccità, durante i quali è opportuno irrigarli con regolarità.
Il melo è soggetto a diverse problematiche, quindi bisogna sorvegliarlo ed essere pronti a correre ai ripari: in particolare, bisogna stare attenti alla ticchiolatura (un tipo di fungo che provoca macchie scure e deformazioni), agli afidi e al verme della mela.
Per quanto riguarda i frutti, potrebbe esserci bisogno di diradarli intorno a giugno, in modo da lasciare soltanto uno o due frutti per ogni infiorescenza.

Raccogliere le mele

Scegliere il momento giusto per raccogliere le mele non è così semplice come può sembrare: il colore della buccia, infatti, potrebbe indurre a raccoglierle prima del tempo, ma d’altro canto se si aspetta troppo i frutti vanno soggetti a marciume.
Come fare allora? C’è un semplice esperimento che può dirci se è il momento di raccogliere le mele: si afferra una mela e la si fa ruotare orizzontalmente: è pronta se il peduncolo si stacca facilmente, restando attaccato al frutto.

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Coltivare il melograno

melogranoCari Amici,
rigogliosi saluti!

È tempo di melagrane! Le varietà più dolci cominciano a maturare ora e, se avete un melograno in giardino o in terrazzo, vi aspetta la raccolta delle melagrane.

Raccogliere le melagrane

Per raccogliere le melagrane si usa una forbice da potatura e si taglia il peduncolo, robusto e legnoso, proprio vicino al frutto. Bisogna aspettare che i frutti raggiungano un colore brillante, giallo-rosso: è il segnale che sono pronti.
In questa fase è importante diradare le innaffiature, perché troppa acqua mentre i frutti stanno maturando rischia di facilitare spaccature che aprirebbero la strada ai marciumi.

Dove coltivare il melograno

La posizione ideale del melograno è in pieno sole, in un terreno fertile, fresco e un po’ calcareo.
Si può coltivare il melograno sia in giardino che in vaso, su un terrazzo. In questo caso, il contenitore dovrà essere più largo che profondo, perché le radici del melograno si espandono in orizzontale; bisogna anche fare attenzione che il vaso sia bucato sul fondo e abbia un sostegno che lo rialza rispetto al sottovaso, per migliorare il drenaggio ed evitare ristagni d’acqua.

Come coltivare il melograno

Coltivare il melograno è facile: è una pianta che richiede poche cure. Irrigazioni non esagerate ed eventualmente un po’ di concime per piante da frutto tra maggio e settembre saranno sufficienti.
Il melograno non teme il caldo né la siccità; può avere invece qualche problema con il gelo. Per questo, se lo coltivate a Nord il mio consiglio è di proteggerlo durante i mesi invernali con del tessuto-non tessuto. Le gelate tardive, invece, non sono un problema, perché il melograno comincia a vegetare più tardi delle altre piante.

Potare il melograno

Potete approfittare dei mesi invernali per i limitati interventi di potatura richiesti dal melograno: se volete una forma ad albero, riducete i rami secondari; altrimenti, sarà sufficiente eliminare i polloni cresciuti dalla base del tronco!

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Coltivare le pere

pereCari Amici,
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Oggi vorrei parlarvi della coltivazione delle pere: chi di voi ha un pero in giardino sa infatti che siamo nel periodo della raccolta delle pere. E chi non ce l’ha? Può sempre programmare di piantarne uno!

Piantare il pero

Per piantare i peri il momento migliore è probabilmente l’inizio della primavera. Si sceglie una posizione soleggiata, con un terreno ricco e profondo, anche argilloso. Il drenaggio deve essere abbastanza buono. È importante lasciare un po’ di spazio tra una pianta e l’altra (circa 4 o 5 metri) in modo da lasciare tutto l’agio necessario alle piante per poter crescere.

Coltivare il pero

Il pero è una pianta rustica, quindi il freddo in linea di massima non è un problema, salvo per quanto riguarda le gelate primaverili: se il gelo sorprende le gemme sui rami, infatti, potrebbe causare danni. Il pero teme anche la siccità: soprattutto nei primi anni d’età, è importante irrigare molto.
Come concimazione, si può ricorrere al letame un paio di volte all’anno (in primavera e dopo la raccolta).

Potare il pero

Per quanto riguarda la potatura, molto dipende dalla varietà scelta e dalla forma che le si vuole dare. Conviene quindi chiedere informazioni al vivaio quando si compra l’alberello, per avere la sicurezza di agire nel modo migliore.

Raccogliere le pere

Quando le pere hanno raggiunto la grandezza di una noce, bisogna valutare se procedere al diradamento: se ogni ramo non porta a maturazione più di due o tre pere i frutti saranno migliori.
La raccolta delle pere va effettuata un po’ prima che i frutti arrivino a maturazione, almeno per quanto riguarda le varietà europee. Nel raccogliere le pere, bisogna fare attenzione a non spezzare il peduncolo: il modo migliore è capovolgerlo dopo avervi appoggiato l’indice.

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Coltivare i fichi

fichiCari Amici,
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Siamo nel periodo della raccolta dei fichi! L’albero di fico è facile da coltivare, produce frutti deliziosi e ha anche un valore ornamentale per il nostro giardino, quindi vale senz’altro la pena di provare a piantarlo.

Piantare il fico

Per piantare il fico conviene scegliere l’autunno o direttamente la fine dell’inverno. Bisogna preparare una buchetta abbastanza profonda e spargere ciottoli sul fondo per migliorare il drenaggio. Per quanto riguarda il terreno, il fico non è molto esigente: non ha bisogno di molte sostanze nutritive, quindi cresce in ogni genere di terreno, anche sabbioso e arido.
La pianta di fico può vivere anche in vaso; è più difficile però che dia frutti.

Coltivare il fico

La pianta di fico è molto facile da mantenere: non ha bisogno di concimazione (anche se si può dare del concime organico in autunno), non richiede trattamenti antiparassitari e anche gli interventi di potatura sono limitati, giusto per sfoltire o dare forma, oppure eliminare rami spezzati. Ciò che il fico teme è il gelo: soffre gli inverni rigidi, così come le gelate tardive della primavera.

Raccogliere i fichi

Quello che consideriamo di solito il frutto del fico è in realtà un ricettacolo carnoso che contiene i veri frutti, che si chiamano acheni. Frutto o ricettacolo che sia, il fico è molto nutriente e zuccherino: non è esattamente un alimento dietetico, ma è ottimo da solo, nei dolci come confettura o marmellata oppure anche associato ad alcuni cibi salati, come il prosciutto crudo.
Bisogna raccogliere i fichi appena giungono a maturazione, per evitare che uccelli e insetti ne approfittino al posto nostro! Si vede che il fico è maturo quando cambia il colore della buccia e al tatto lo sentiamo più tenero. Si raccoglie a strappo, con delicatezza, tenendo il peduncolo e il collo con due dita.

Essiccare i fichi

I fichi non si conservano a lungo: o si mangiano subito, oppure conviene farli essiccare. Basta tagliarli a metà e disporli su assi di legno, lasciandoli al sole durante il giorno e ritirandoli per la notte. Ci vorranno diversi giorni, ma alla fine i vostri fichi saranno pronti per essere conservati e gustati a lungo. Attenzione però: i fichi secchi hanno cinque volte più calorie di quelli freschi!

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