Cari Amici,
rigogliosi saluti!
Sapete che è il momento di raccogliere i porri? Ci riflettevo ieri assaporando la splendida zuppa di porri di Clematidia, e ho deciso che oggi avrei scritto un post sulla coltivazione dei porri.
Perché coltivare i porri
Coltivare i porri è un’ottima idea per molte ragioni. Si tratta di un ortaggio ricco di virtù: è depurativo, diuretico e addirittura, si dice, afrodisiaco; contiene vitamine A, B e C, minerali (ferro, calcio, silicio, potassio), fibre, poche calorie… e poi ha moltissime applicazioni culinarie. Pur essendo parente della cipolla, infatti, ha un sapore molto più delicato e può essere consumato sia cotto che crudo.
Seminare i porri
Per seminare i porri si può procedere adesso, in semenzaio, se scegliamo le varietà estive, oppure tra marzo e aprile per quelle autunnali. Andranno poi trapiantati quando saranno alte circa 20 centimetri. Per trapiantare i porri, si scavano delle buche dove collocare le piantine, senza poi riempirle: ci si limita a versare un pochino d’acqua, che sciolga la terra vicino alla pianta e la consolidi. La buca si riempirà poi da sola.
invece, le varietà invernali (i porri da raccogliere adesso, insomma) si seminano direttamente in piena terra, tra maggio e giugno.
Coltivare i porri
Durante la coltivazione i porri si possono nutrire con concimi azotati (diversamente da quel che si fa prima della semina per preparare il terreno, che richiede letame maturo). L’irrigazione deve essere sospesa solo in inverno.
Le varietà estive possono essere rincalzate con il terreno circostante, per ottenere porri più bianchi.
Raccogliere i porri
La raccolta dei porri si fa quando i fusti hanno un diamtro di circa 2 o 3 centimetri, cioè di norma a 3 o 4 mesi dal trapianto o 5-7 dalla semina.
Dopo aver estirpato il porro, si tolgono le foglie esterne, più dure, e poi si taglia la cima circa 15 centimetri sopra la parte bianca. A questo punto si possono conservare: o in un luogo buio e freddo oppure in frigorifero…