Piantare le siepi di ligustro

ligustroCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se desiderate una siepe di ligustro, questo è un ottimo momento per metterla a dimora. Se invece l’avete già, è il momento della prima potatura!

Mettere a dimora una siepe di ligustro

Per mettere a dimora una siepe di ligustro conviene scegliere un giorno in cui il terreno non sia troppo bagnato. L’ideale sarebbe averlo anche preparato, scavando un fosso lungo quanto la siepe e largo 60 centimetri, stendendovi del terriccio fertile e poi riempiendolo nuovamente di terra.
Per piantare la siepe, segniamo con delle canne il posto di ogni pianta (a circa 30 centimetri l’una dall’altra) e poi scaviamo una buca di dimensioni sufficienti per accogliere la zolla di terra, con l’accortezza di mantenere il colletto all’altezza del livello del terreno. Se le radici sono nude, pressiamo torba umida attorno a esse, smuoviamole per eliminare eventuali sacche d’aria e poi ricopriamo di terreno, pressandolo con i piedi.

Dove piantare una siepe di ligustro

La posizione ideale per una siepe di ligustro richiede che non sia troppo esposto al vento, e che possa prendere almeno qualche ora di sole diretto. In caso di necessità si possono predisporre protezioni contro il vento, oppure sostegni: fissare due sostegni ai due lati del filare, tendere del fil di ferro e legarvi ciascuna pianta.
Le radici del ligustro potrebbero anche soffrire di eccessivo caldo o freddo, quindi in estate e in inverno conviene stendere una pacciamatura di corteccia per proteggerle.

Potare la siepe di ligustro

In generale, le siepi appena piantate devono essere accorciate circa di un terzo. Se devono avere una forma definita, si possono accorciare anche di metà, e poi ancora di metà o un terzo ogni anno successivo finché non raggiungono l’altezza desiderata, che nel caso del ligustro può arrivare anche a 1,5/2 metri.
In linea di massima, le siepi adulte si potano a maggio e poi altre due o tre volte, quando la vegetazione fuoriesce dalla sagoma. L’importante è utilizzare cesoie affilate o forbicioni da siepe, che producano un taglio netto, e tagliare a non più di un centimetro dall’inserzione della coppia di foglie.
Dopo la potatura, possiamo somministrare del concime minerale complesso alle siepi adulte (operazione che andrà ripetuta all’inizio dell’estate) e, al termine delle operazioni, irrigarle.

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Il pesco in fiore

pescoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se Clematidia oggi vi sembra un po’ strana, non fateci caso: è quel che succede ogni anno nel periodo di fioritura dei peschi. Se ne resta tutto il giorno assorta a guardare fuori dalla finestra sospirando, e spesso non sente neanche le domande che le fate… si tratta solo di portare pazienza: tra due o tre settimane sarà tornata alla normalità.

Nel frattempo, che ne direste di scambiare due parole proprio sui peschi?

Se non vivete in una zona dal clima troppo rigido, il pesco è un’ottima scelta, sia per il giardino che per la coltivazione in vaso. Oltre alla splendida fioritura che vedete, infatti, vi offrirà una buona produzione di pesche tra giugno e i primi di settembre, a seconda delle varietà.

Bisognerà scegliere un terreno possibilmente un po’ acido, fertile, poco argilloso e poco calcareo, e ben drenato; un altro aspetto su cui il pesco richiede una certa attenzione è l’irrigazione, che deve essere abbondante soprattutto durante l’ingrossamento dei frutti. Conviene anche concimare i peschi due volte l’anno (una volta a fine inverno e l’altra dopo uno o due mesi), con solfato o nitrato ammonico.

Un’altra fase delicata è quella della potatura. Ecco un breve riassunto delle diverse potature per un pesco in vaso:

  • al momento dell’impianto: tagliamo il fusto a 70-80 centimetri da terra. Se ci sono rami anticipati, li tagliamo al di sopra di due gemme;
  • primo anno, estate: scegliamo tre germogli robusti, con un buon angolo di apertura, e cimiamo o asportiamo tutti gli altri germogli concorrenti;
  • secondo anno, estate: selezioniamo un germoglio per branca, a 1,20 metri da terra, che diventerà la branca secondaria. Cimiamo i germogli concorrenti;
  • terzo anno, estate: scegliamo per ogni branca anche un altro germoglio, dal lato opposto rispetto al primo;
  • quarto anno, inverno: raccorciamo i rami che hanno fruttificato, tagliando sopra quello di sostituzione.


Da questo momento in poi le potature saranno due:

  • inverno: conserviamo interi i rami misti. La branca fruttifera si può accorciare al di sopra esterno se quello terminale è debole;
  • estate: tra maggio e giugno, eliminiamo i rami infruttiferi, alla base o sopra un ramo di sostituzione.


Quando poi i frutti maturano, è il momento di raccoglierli. Vi sconsiglio di utilizzare il sistema di Rosa Canina, che si precipita ripetutamente verso l’albero, schiantandosi sul tronco. In effetti le pesche mature a volte si staccano, ma rischiano di danneggiarsi durante la caduta. E, alla lunga, si danneggia anche Rosa Canina.
Il mio consiglio è piuttosto quello di verificare il grado di maturazione premendo leggermente con le dita vicino al peduncolo: se la polpa cede leggermente e la buccia dà segno di staccarsi facilmente dalla polpa, allora probabilmente la pesca è pronta da cogliere e gustare!

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