Vasi mobili per piccoli giardini

vasi_ruoteBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Oggi vorrei condividere con voi una piccola scoperta che ho fatto online: i vasi a rotelle!

Sembra una piccola cosa, ma se ci pensate chi ha poco spazio – magari solo un angoletto di terrazzino – si trova spesso nella necessità di spostare i vasi per ottimizzare gli spazi, e poterlo fare senza sollevarli da terra è un bel vantaggio. Senza contare gli spostamenti all’interno per affrontare la brutta stagione, e poi di nuovo all’esterno per godersi la primavera…

Ma la cosa importante è che, oltre alla comodità di chi coltiva, hanno tenuto conto anche del benessere delle piante: infatti il vaso è studiato in modo tale da garantire l’aerazione sotto le piante e facilitare il drenaggio dell’acqua in eccesso.

Leggevo anche che, essendo studiato anche per stare all’aperto, le rotelle e tutta la struttura sono finiti in modo tale da resistere a graffi, ruggine e corrosione…

Se siete curiosi, vi faccio vedere dove l’ho trovato: sul sito della Eserro, una ditta canadese specializzata in vasi che arredano!

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Un sacco di piante

b_sacCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei condividere con voi una curiosità in tema di giardinaggio che ho incontrato in rete: si chiama BacSac ed è, traducendo letteralmente, un vaso-borsa!

Curiosando sul sito ufficiale, si scopre che questo vaso-sacco è fatto di un materiale geo-tessile leggerissimo e si trova in diverse dimensioni e diversi modelli: si va dai contenitori quadrati, più grandi, per l’orto, alle borse vere e proprie con bretelle e manici, che permettono di trasportarle o, per esempio, appenderle da qualche parte.

Il materiale di cui sono fatte ha delle proprietà che lo rendono particolarmente ecologico: tanto per cominciare, è completamente riciclabile. Ma anche nei confronti delle piante che ospita è particolarmente friendly: protegge le radici (anche dal caldo e dal freddo) ma lascia respirare il terreno, rispettando l’equilibrio tra aria, suolo e acqua.

I vasi-sacco vengono realizzati anche su misura: Clematidia ne ha già ordinato uno delle dimensioni di una pochette, per portare sempre con sé qualche fiore al posto del portafogli o delle chiavi di casa, ma immagino che ciascuno di noi possa dare sfogo alla fantasia e immaginare le applicazioni più utili: dalla possibilità di creare un piccolo angolo verde senza il problema del peso dei vasi, alle varietà di “arredamento creativo” offerte da questo oggetto. Voi dove appendereste un vaso-borsa?

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Idea per le piante da appartamento: i vasi magnetici

vasi_magneticiBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

La vostra Clematidia, come al solito, aspetta la primavera con ansia: lo sapete, ormai, che non sto nella pelle immaginando le grandi fioriture… e sapete anche che, di solito, inganno la primavera che tarda ad arrivare fantasticando di giardini passati e futuri.

Questa volta, invece, vi propongo una concreta idea per le piante da appartamento: i vasi magnetici!

I vasi magnetici sono un modo per circondarsi di colore e di allegria anche se fuori piove ancora: basta riempirli con i nostri fiori preferiti e attaccarli a una superficie metallica qualsiasi presente in casa, o a una di quelle lavagnette magnetiche apposite, dove si fissano appunti e ricordi con i magneti.

I vasi magnetici sono colorati, quindi si può giocare con gli accostamenti cromatici tra vaso e fiore, e magari cambiare leggermente la posizione ogni giorno, disponendoli in modo diverso. In questo modo non saremo mai talmente abituati alla loro vista da non notarli più e ci manterranno sempre di buon umore!



Raccontacele vigorose! – Scopri come giocare

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Rinvasare le piante

pianteCari Amici,
rigogliosi saluti!

Come stanno le vostre piantine in vaso? Non staranno un po’ strette? Questo è il periodo ideale per rinvasare le piante in contenitori più ampi!

Scegliere il vaso per rinvasare

Per rinvasare una pianta vi occorre in primo luogo il nuovo vaso che la ospiterà. Per scegliere il vaso, tenete conto che dovrebbe essere un po’ più grande di quello vecchio: nel caso di contenitori medio-piccoli, dovrà avere almeno due centimetri per lato in più.
Se si tratta di un vaso di terracotta, poi, conviene lasciarlo in acqua per mezz’oretta prima di riempirlo: in questo modo eviteremo che “beva” tutta l’acqua contenuta nel terriccio.

Svasare la pianta

Afferriamo la pianta per il colletto e sfiliamola dal vaso tirando delicatamente. Se il vaso è morbido, possiamo premere delicatamente sui lati per aiutare la fuoriuscita, mentre se è duro possiamo battere lievemente.

Il rinvaso delle piante

A questo punto è il momento del rinvaso. Il nostro nuovo vaso dovrà avere un po’ di ghiaia o di argilla espansa sul fondo, per facilitare il drenaggio, e uno strato di terriccio per portare la pianta al giusto livello. Prima di inserirla, rompiamo leggermente il pane di terra con le mani, poi posizioniamola nel vaso e riempiamo con il terriccio. Ricordiamoci di annaffiare abbondantemente.

La scelta del terriccio per il rinvaso

Per molte piante possiamo usare del terriccio universale, come il Fiorfiore o il VIP, ma alcune piante necessitano di un terriccio specifico. Se stiamo rinvasando delle acidofile, per esempio, è molto importante usare un Terriccio per Acidofile. Anche le cactacee vanno rinvasate, ogni due o tre anni (… ricordate di usare i guanti!), e necessitano del loro terriccio specifico. E così via dicendo: Piante d’Appartamento, Fioriere e Terrazzi… ogni pianta ha esigenze diverse e può trarre benefici da un terriccio diverso!

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Coltivare le petunie

petunieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei dedicare la nostra chiacchierata alla coltivazione della petunia, l’altra pianta “regina dei balconi” d’estate, insieme ai gerani.

Oggi ci sono petunie di tutti i tipi, ma non è sempre stato così: è dal 1700 che la petunia è arrivata in Europa dal Brasile, e in questi secoli l’uomo si è divertito a creare ibridi di tutti i colori e di diverse forme. Così oggi troviamo petunie quasi di ogni sfumatura, anche screziate o bicolori, e di diverse fogge, come la famosissima Surfinia, una petunia ricadente creata in Giappone e ormai diffusissima.

Tutto questo per dire che avete solo l’imbarazzo della scelta nel decidere quali petunie fanno al caso vostro e del vostro balcone (o del vostro giardino, perché – nonostante siano tra le piante in vaso più diffuse – le petunie vanno benissimo anche per le aiuole!). Una volta fatta la vostra scelta, la coltivazione delle petunie non è difficile. Sono piante resistenti e danno una grande soddisfazione: offrono infatti fioriture lunghissime, ancor più nel caso della Surfinia. Bisogna solo ricordare alcune linee guida.

Le irrigazioni dovrebbero essere costanti e regolari. In vaso, l’ideale sarebbe bagnarle tutti i giorni d’estate. Ovviamente non vi dico di rinunciare alle vacanze per innaffiare le petunie, però potrebbe essere una buona idea cercare qualcuno a cui affidarle, oppure predisporre un sistema di irrigazione automatica, se state via a lungo. Spostarle all’ombra, inoltre, diminuisce il rischio di disidratazione.

Le petunie richiedono di essere nutrite con concime per piante da fiore, circa ogni 10 giorni da maggio fino ad agosto/settembre. Probabilmente, intorno a luglio le piante cominceranno a mostrare segni di affaticamento (… provate voi a fiorire ininterrottamente per tutta l’estate!). Per aiutarle, sarà sufficiente lasciarle riposare un paio di settimane: spostarle in una posizione a mezz’ombra, sospendere la concimazione e asportare i fiori appassiti. Dopo una quindicina di giorni saranno pronte a tornare al sole e riprendere la fioritura con nuovo vigore!

Le petunie non amano la pioggia. Se restano esposte a piogge abbondanti o a temporali, potrebbero riportare dei danni. Se vedete che dopo qualche ora non si sono riprese, è il caso di intervenire e asportare le parti danneggiate. Svuotate anche il sottovaso e aspettate che il terriccio si sia ben asciugato, prima di innaffiare di nuovo.

Per avere fioriture sempre abbondanti, basta potare regolarmente: quando il fiore appassisce, si può tagliare il ramo che lo porta. In questo modo si stimola la formazione di nuovi boccioli, e dai rami tagliati si possono ottenere talee da mettere nel terriccio umido per creare nuove piantine di petunia!

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I gerani o pelargoni

geraniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Marinella, che mi chiede: “Ma è vero che i gerani sul balcone tengono lontane le zanzare? Ed è facile coltivare i gerani?

Cara Marinella, pare che il profumo dei gerani effettivamente aiuti a tenere lontane le zanzare. Non tutti i gerani però sono profumati: solo alcune varietà sono odorose, e possono avere aromi diversi, simili a quelli di altre piante: al limone alla rosa, dalla lavanda alla menta… Quindi, verifica con attenzione quali gerani stai acquistando, e non ti aspettare comunque dei miracoli. Il pregio sicuro dei gerani è il colore e l’allegria che regalano ai nostri balconi e alle nostre aiuole, e su questo aspetto almeno non possono esserci dubbi!

I gerani, che secondo i botanici dovremmo in realtà chiamare pelargoni, non sono affatto difficili da coltivare. Si tratta di una pianta robusta e per dare il meglio di sé richiede un terreno sciolto e fertile o un terriccio specifico. Ama il sole, ma se il suo vaso è troppo piccolo potrebbe soffrire il caldo: ti consiglio quindi di tenerli in vasi di almeno 12 centimetri, oppure di immergere il vaso in un contenitore pieno di torba, che lo proteggerà dal calore eccessivo.

Da maggio ad agosto puoi aggiungere in ogni vaso un cucchiaino di concime complesso. Per quanto riguarda l’annaffiatura, bagnali regolarmente ma senza ristagni d’acqua e annaffiali dal basso, lasciando asciutte le parti aeree della pianta. In inverno bisogna diminuire le innaffiature, perché l’associazione tra freddo e acqua rischia di facilitare i marciumi radicali.

Il geranio non richiede una potatura particolare: in primavera puoi tagliare le cime dei rami più rigogliosi. Per il resto, è sufficiente eliminare i fiori appassiti.

I gerani più coltivati si possono dividere in quattro gruppi:

Gerani zonali: sono tra i più diffusi. Si chiamano così perché hanno una striscia più scura che divide le foglie, per l’appunto, in tre zone. Si possono coltivare in piena terra e possono fiorire anche tutto l’anno nelle zone dove l’inverno è mite, altrove è meglio tenerli in vaso e ritirarli per l’inverno.

Gerani edera: hanno il fusto prostrato, quindi sono ideali per muri, spalliere e vasi appesi. Anch’essi se l’inverno non è rigido possono sopravvivere in piena terra.

Gerani a grandi fiori: sono meno rustici, è meglio coltivarli in vaso e ritirarli per l’inverno; hanno una fioritura più breve, ma – come dice il nome – i loro fiori sono più grandi, semplici e doppi.

Gerani ibridi: sono ottenuti incrociando diverse specie, sono rifiorenti, hanno dei bei colori brillanti e hanno fiori semplici, doppi e semidoppi.

Scegliete i vostri gerani e… il vostro balcone vi ringrazierà!

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Coltivare le fucsie

fucsieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di un bel fiore che dà il meglio di sé proprio in questo periodo: la fucsia. Coltivare le fucsie (o fuchsie) non è difficile, una volta che abbiamo ben chiare alcune esigenze di questa pianta.

Come prima considerazione, potremmo dire che le fucsie presentano una grandissima varietà, e vengono costantemente introdotti nuovi ibridi. Ci sono quindi fucsie rampicanti, erette o con i rami pendenti, con fogliame e fiori di varie dimensioni, forma e colore. Quando ne ha sentito parlare per la prima volta, Rosa Canina ha trovato esilarante il fatto che potessero esserci fucsie di colori diversi dal fucsia, finché non l’ho fatta riflettere sul suo nome. A quel punto sarebbe arrossita, se non fosse già rossa…

Ma torniamo alle nostre fucsie. Possiamo coltivare le fucsie in vaso (i vasi sospesi, per esempio, creano delle composizioni molto suggestive con le fucsie ricadenti), ma scegliendo vasi di colori chiari, che non raccolgano troppo calore; altrimenti si possono coltivare in piena terra, con l’avvertenza però che per la maggior parte non si tratta di piante rustiche. Insomma, temono tanto il caldo quanto il freddo eccessivi: per questo è senz’altro il caso di ricorrere alla pacciamatura, per proteggerle dalle variazioni di temperatura del terreno. In inverno facilmente perderanno tutte le foglie ed entreranno in riposo vegetativo; in molti casi, comunque, vengono utilizzate come piante annuali, perché non sempre sopravvivono.

Proprio perché sono così delicate, è importante scegliere bene la posizione: in vaso o in terra, le fuchsie non devono essere tenute in pieno sole. Amano una luce delicata, due o tre ore al giorno, preferibilmente alla sera o al mattino, e leggere correnti d’aria.

Il loro terreno ideale è leggero e ben drenato, non tanto per evitare l’umidità (le fucsie amano l’atmosfera umida, anche se ovviamente non i ristagni!) quanto perché le radici hanno bisogno di respirare e soffrono molto la mancanza d’aria. Conviene quindi che disponiamo cocci, palline d’argilla o ghiaia sul fondo dei vasi o del buco d’impianto, in modo da garantire il drenaggio e soprattutto l’aerazione. L’annaffiatura deve essere regolare ma non troppo abbondante, preferibilmente al mattino; d’inverno, invece, se la pianta va in riposo vegetativo, le annaffiature vanno ridotte al minimo.

La potatura dipende dalla forma che desideriamo dare alla pianta: se ci piace l’idea di avere un alberello, possiamo legare la pianta a un tutore e tagliare i rami laterali, lasciando crescere soltanto la cima. Quando arriva a un metro di altezza, possiamo cimarla e lasciarla ramificare. Se invece vogliamo un cespuglio, allora d’inverno possiamo ridurre le dimensioni della pianta e in primavera è sufficiente che eliminiamo i fiori troppo precoci: ne farà molti di più al momento giusto!

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Coltivare le palme

palmeCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi risponderò alla domanda di Giusy, che scrive: “Gentile dottore, potrebbe aiutarmi, un amico che possiede una palma nel giardino con diversi “figli” me ne vorrebbe regalare una da tenere in vaso sul mio piccolo terrazzo. Cosa devo fare, quale accortezze devo avere perchè resista al passaggio dal terreno al vaso? grazie mille“.

Cara Giusy, sono sicuro che non avrai difficoltà e la tua palma sarà bellissima.

La cosa fondamentale per assicurare la sopravvivenza della tua palma è che il tuo amico faccia molta attenzione nell’estirpare il pollone, cioè il “figlio” della pianta, cercando di conservarne le radici.

A te consiglio di scegliere un vaso grande e utilizzare terriccio universale leggero. Innaffia la tua palma con regolarità, ma senza inzuppare il terreno, e aspettando che sia asciutto prima di innaffiare di nuovo. Tra marzo e ottobre puoi concimare con regolarità, utilizzando un prodotto ternario. Vedrai che la tua palma crescerà benissimo!

Se non avete amici disponibili come quello di Giusy, ma volete ugualmente coltivare una palma, potete sempre procurarvene una in un vivaio: recentemente, la richiesta e la disponibilità di queste piante sono cresciute entrambe. L’importante è scegliere la palma giusta per il clima in cui vivete: alcune, infatti, non sopravviverebbero con il clima freddo delle regioni settentrionali.

Una delle palme più famose è la Chamaerops Humilis, che si può coltivare anche nel Nord Italia perché sopporta abbastanza bene anche le basse temperature. Non è l’unica, in effetti: sono diverse le varietà di palma che resistono al freddo e possono essere coltivate in vaso o in piena terra. Se l’inverno diventa molto rigido, conviene raggruppare le foglie verso l’alto e fare un cappuccio con il tessuto non tessuto, fissandolo senza stringere, in modo da consentire alla luce e all’aria di circolare. Quando poi la temperatura risale un pochino e raggiunge gli zero gradi, bisogna scoprire la palma.

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Seminare le gerbere

gerbereCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Clara, che mi scrive: “Mi piacciono molto le gerbere e vorrei provare a coltivarle. Posso seminarle in piena terra o è meglio coltivarle in vaso?

Carissima Clara, dipende da dove abiti. Nelle zone dal clima particolarmente mite, infatti, le gerbere possono vivere anche in piena terra, se le sistemi in una posizione riparata. Se invece prevedi che la temperatura possa scendere sotto i 7°C, meglio coltivarle in vaso, per poterle ritirare e proteggerle dal freddo.

Puoi seminarle in questo periodo, fino alla fine di marzo: spargi uniformemente i semi su buon terriccio umido e poi ricoprili con uno strato di terriccio non troppo spesso, perché hanno bisogno di aria per germinare. (Rosa Canina l’anno scorso aveva portato direttamente il ventilatore in serra, ma questo francamente mi sembra eccessivo).
Quando saranno spuntate le piantine, le dovrai rinvasare in contenitori via via più grandi, fino a vasi di 12-18 centimetri di diametro.

Tieni presente che le gerbere amano un terriccio leggero e ben drenato. In effetti, è meglio non darle troppa acqua: la gerbera teme molto i ristagni d’acqua ed è meglio aspettare che il terreno sia ben asciutto prima di innaffiarla di nuovo.

Se va tutto bene, tra la fine della primavera e la fine dell’estate la gerbera mostra i suoi coloratissimi fiori a capolino. Sono come delle grandi margherite, gialle, rosse, arancioni, fucsia e di ogni colore. Mettono molta allegria!

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Filodendro o monstera

filodendroCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Claudia, che mi scrive: “Mi piacciono le piante ma non ho tanto tempo da dedicare alla loro cura. Mi consigli una pianta facile, in vaso?

Cara Claudia, ti consiglio senz’altro un filodendro. Si tratta di una bellissima pianta da tenere in vaso, e il fatto che le sue grandi foglie siano incise e bucherellate non significa (come pensa Rosa Canina) che nel suo vaso si nasconda una colonia di gnomi vegetariani, bensì fa parte della sua peculiare bellezza.

La cosa principale che devi sapere sul filodendro (o Monstera deliciosa) è che richiede spazio: può andare bene su un ballatoio, o in una veranda, o comunque in posizioni dove abbia tutto lo spazio che le serve, anche in previsione della sua crescita. Infatti quando sarà più grande spostarla diventerà difficile e rischioso per la sua salute.

Bisogna che il posto dove la collocherai sia luminoso, ma non esposto al sole diretto, che ci sia una buona umidità e che non faccia troppo freddo: la monstera, infatti, soffre già a 10°C.

Le cure sono semplici: annaffiala abbondantemente d’estate e meno in inverno; se fa caldo, spruzza d’acqua le sue grandi foglie. In primavera e in estate, ogni 15 giorni puoi aggiungere del fertilizzante all’acqua delle innaffiature. Dato che si tratta di un rampicante, conviene farlo crescere intorno a un tutore, coperto di muschio, a cui possano ancorarsi le sue radici aeree. Questo tutore va tenuto bagnato, perché le radici ne traggono sostentamento.

Per il resto, finché la pianta è giovane richiede un rinvaso ogni due o tre anni, con un buon terriccio a base di torba; in seguito, basta che tu sostituisca ogni anno la parte più superficiale di terriccio.

Se sceglierai il filodendro, tienimi aggiornato… e se non lo sceglierai, be’, tienimi aggiornato comunque!

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