Coltivare la menta

mentaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Avete già una piantina di menta o di mentuccia? L’autunno è un buon momento per mettere a dimora la menta!

Coltivare la menta

La menta ama posizioni semiombreggiate e protette dalle correnti. Prospera in piena terra ma potete coltivare la menta anche in vaso: questo vi consentirà, tra l’altro, di ritirarla in inverno. Il terreno dovrebbe essere ricco, quindi potete mescolare un fertilizzante a lenta cessione.
Il terreno dovrebbe rimanere sempre umido: innaffiatelo quindi quanto basta, senza esagerare, ma con regolarità, in modo che non si asciughi mai del tutto.

Mettere a dimora la menta

Potete farlo in autunno o in primavera, collocando dei pezzi di radice lunghi 15 centimetri in solchi profondi 5 centimetri e distanziati di 30 centimetri l’uno dall’altro.

Raccogliere la menta

Potete raccogliere le foglie di menta ogni volta che vi servono. Potete anche congelarle: se non le schiacciate troppo, manterranno tutto il loro profumo!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare il timo

timoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta aromatica molto interessante: il timo.

Dico “il timo”, ma forse dovrei dire “i timi”, visto che ce ne sono moltissime varietà; tra le più usate in cucina, il Thymus vulgaris e il Thymus citriodorus, che ha un gradevole aroma di limone. Il timo però non è usato soltanto in cucina: da sempre viene utilizzato in campo medico, e ancora oggi gli erboristi lo consigliano per le sue proprietà antibatteriche e per aiutare la digestione. Ne esistono, peraltro, anche specie unicamente ornamentali. In effetti, il timo è anche piacevole a vedersi: i cespuglietti alti circa 30 centimetri producono infiorescenze da giugno a settembre, nei colori del bianco, del rosa e del violetto.

Piantare il timo

Il timo si può seminare o mettere a dimora sia in piena terra che in vaso.
Per seminarlo in piena terra conviene aspettare aprile: allora metteremo i semi in solchi poco profondi e distanti 30 centimetri l’uno dall’altro, per poi sfoltire le piantine più avanti mantenendo una distanza di 15 centimetri tra l’una e l’altra. Per la messa a dimora, invece, si può procedere tra ottobre e marzo, lavorando la terra per una profondità di 20 centimetri e mescolando al terreno un pochino di concime organico.

Coltivare il timo

Il timo ama le posizioni soleggiate e resiste bene alla siccità. Anzi, troppa acqua potrebbe fargli male, perché faciliterebbe la formazione di marciumi radicali. Conviene quindi che le innaffiature siano contenute e costanti.
Dopo la fioritura bisogna potarlo, tagliando i rametti piuttosto bassi, cosicché la pianta rimanga compatta.

Raccogliere il timo

Se vogliamo utilizzare le foglie fresche di timo, possiamo raccoglierle in qualsiasi momento lo desideriamo. Se vogliamo farle essiccare, il momento migliore per coglierle è appena prima della fioritura di giugno.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (3) commenti

Coltivare il prezzemolo

prezzemoloCari Amici,
rigogliosi saluti!

Vi piace il prezzemolo? Si tratta di una pianta aromatica molto usata, per guarnire e insaporire piatti caldi o freddi, zuppe, salse… insomma, sta bene un po’ dappertutto, come la saggezza popolare ben sa!

Seminare il prezzemolo

Il prezzemolo si può seminare in febbraio-marzo, per raccoglierlo in estate-autunno, o a fine luglio per raccolti primaverili e invernali.
Facciamo dei solchi profondi mezzo centimetro e distanti 30 centimetri l’uno dall’altro e seminiamo il prezzemolo. Dovremo poi sfoltire le piantine in modo che siano distanti circa 25-30 centimetri l’una dall’altra. Teniamo presente che la germinazione del prezzemolo è lunga e richiede diverse settimane.

Trapiantare il prezzemolo

Una soluzione alternativa è comprare le piantine di prezzemolo al vivaio e trapiantarle poi in terra. Se scegliamo questa procedura, ricordiamo di annaffiare abbondantemente le piantine dopo il trapianto. In generale, bisogna tenere conto del fatto che il prezzemolo ama posizioni aperte per i raccolti estivi e autunnali, mentre è meglio trovargli un posto riparato per i raccolti invernali. Il terreno dovrà essere profondo, umido e ricco.

Raccogliere il prezzemolo

Per raccogliere il prezzemolo bisogna tagliare i gambi, non proprio alla base ma un po’ sopra, in modo che si possano riformare nuovi steli. Preleviamone un massimo di 2-3 per pianta ogni volta.
Il prezzemolo raccolto può essere utilizzato subito, oppure essiccato o congelato per conservare il suo sapore nel tempo!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare la borragine

borragineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Coltivare le piante aromatiche è un’attività che, oltre a soddisfare il nostro gusto per il giardinaggio, soddisfa anche l’estro gastronomico. Spesso infatti le aromatiche, come la borragine, si prestano a ricette e utilizzi culinari originali e sfiziosi.

Coltivare la borragine

La borragine è conosciuta da sempre come erba commestibile e medicinale (si ritiene che abbia proprietà antidepressive ed espettoranti) e si credeva che avesse il dono di infondere coraggio. Ma ci sono altri motivi per coltivare la borragine: attira le api, stimola la crescita delle fragole e allontana i bruchi dai pomodori.
La borragine si semina in vaso o in piena terra (ama terreni sciolti e ben drenati) in posizioni soleggiate o a mezz’ombra. Le prime foglie si possono raccogliere 8 settimane dopo che i semi sono germogliati, mentre la fioritura può verificarsi tra aprile e settembre.

Maionese alla borragine

Parlandovi di un’aromatica, tra l’altro non una delle più note, mi dispiaceva non suggerirvi almeno una ricetta da provare. Ho chiesto consiglio alla nostra ineffabile Clematidia, che mi ha suggerito la maionese alla borragine. Come potete facilmente immaginare, la base è una normale maionese: sbattete un tuorlo d’uovo con un po’ di sale e un cucchiaio di succo di limone e poi incorporate gradualmente 2 decilitri di olio extravergine d’oliva. Alla fine, il tocco che fa la differenza: aggiungete dei fiori di borragine spezzettati. E poi, sbizzarrite la vostra fantasia nel decidere che cosa accompagnerà la vostra maionese aromatica! Ma ricordate che la borragine può essere usata anche per profumare vino o succhi di frutta…

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare i capperi

capperiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Capperi!
No, non era un’esclamazione, ma l’argomento di oggi: la coltivazione della pianta di cappero.

Tutti conosciamo i capperi e il loro sapore intenso; forse non tutti sappiamo che cos’è il cappero. In effetti, i capperi sono i fiori della pianta, o per meglio dire i boccioli non ancora schiusi. Se non vengono raccolti, diventano dei bellissimi fiori bianchi o rosati, grandi all’incirca come una rosa selvatica e dotati di lunghissimi stami. La loro vita è brevissima: si aprono al mattino e non durano che qualche ora.

In effetti, da un po’ di tempo a questa parte si consumano anche i frutti del cappero, per esempio come accompagnamento agli aperitivi: sono delle bacche verdi, dal sapore un po’ più delicato rispetto ai fiori. Vengono raccolte prima della maturazione, altrimenti diventerebbero rosse e rilascerebbero una miriade di semini neri, della cui diffusione si occuperebbero insetti e uccelli.

Le piante di cappero crescono spontanee sui muri e sulle rupi calcaree, in tutto il bacino del Mediterraneo. Per quanto riguarda la coltivazione… be’, è inutile girarci intorno: coltivare i capperi non è facile. Soprattutto, è molto difficile seminare i capperi, perché hanno una germinabilità molto bassa. Si può provare a seminare in marzo, in un miscuglio di sabbia, calcinaccio e terriccio, in vasi tenuti in un ambiente caldo, e portarli all’aperto solo quando le piante raggiungono i due anni di età. Si può anche provare a seminarli direttamente in un mattone forato, che poi dopo due anni potrà essere murato nel posto desiderato. Un altro sistema che viene usato è racchiudere i semi in un fico maturo, infilato poi insieme al terriccio nelle fessure del muro.

Si può anche provare a moltiplicare il cappero per talea, d’estate, prelevando un pezzo di ramo lungo 7-10 centimetri, ma forse il modo più sicuro è acquistare la piantina al vivaio e provare a metterla a dimora in giardino, o in un vaso pieno di terriccio e di un buono strato di cocci frantumati.

La raccolta comincia a maggio e continua in modo scalare durante tutta la fioritura. I boccioli possono essere raccolti a diversi gradi di maturazione, a cui corrispondono diversi tipi di cappero. Una volta raccolti, non si possono consumare subito: sarebbero amarissimi! Bisogna metterli sott’aceto o sotto sale.

Per conservarli sotto sale, raccoglieteli insieme a due centimetri di gambo, lavateli bene e lasciateli asciugare un paio d’ore al sole, su un canovaccio. Poi metteteli in un vasetto, alternando uno strato di sale grosso e uno di capperi, concludendo con uno strato spesso di sale grosso. Ricordate che al momento di consumarli conviene lavarli bene, e comunque condire il piatto con poco sale, perché i capperi saranno molto saporiti.

Sott’aceto, invece, i capperi lavari e scolati vanno lasciati riposare nel sale grosso per un paio di giorni e poi riposti insieme a un po’ di quel sale in un vasetto. Intanto, mettete sul fuoco un litro di aceto bianco insieme a due foglie di alloro, qualche foglia di basilico e qualche chiodo di garofano e fate bollire per un paio di minuti, poi versate il composto nel vasetto. Lasciate raffreddare e poi chiudere ermeticamente… e buon appetito!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (5) commenti

Raccogliere il rosmarino

rosmarinoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Dario, che mi chiede: “Come si raccoglie il rosmarino?”

Caro Dario, puoi recidere i rametti intorno a 30 centimetri dal suolo; si possono consumare freschi oppure farli essiccare. Per l’essiccazione, ti conviene appenderli a testa in giù in un luogo ombroso e arieggiato.

Il periodo in cui la pianta è più attiva è l’estate, che vede anche la fioritura (in realtà, i primi fiori possono comparire già a febbraio-marzo); il rosmarino, però, è un sempreverde, quindi in linea generale puoi raccoglierlo quando vuoi: le sue foglie odorose non cadono mai.

Perché la tua pianta cresca bene, tieni presente che dovrà essere in posizione soleggiata e riparata dal vento e dovrà affondare le radici in un terreno sabbioso e ben drenato.

Puoi seminarla a febbraio o marzo, in solchi profondi mezzo centimetro; in seguito sfoltirai le piantine e infine le trapianterai a una distanza di 60 centimetri l’una dall’altra. Dopo tre anni potrebbe essere già alto 90 centimetri, e in sei anni raggiungerà la sua massima altezza, che si aggira intorno ai 120-150 centimetri.

Dalla tua domanda, però, immagino che tu abbia già una pianta di rosmarino. In questo caso, quest’estate potresti aver voglia di moltiplicarla per talea. Puoi farlo prendendo dalla tua pianta dei rametti teneri, lunghi 10 centimetri, da cui dovrai togliere le foglie per un terzo della loro lunghezza. A questo punto puoi preparare un miscuglio di terriccio, torba e sabbia e metterlo in una cassetta; qui conficcherai i rametti, facendo attenzione che aderiscano bene al terreno.

Se tieni il terreno ben umido, nel giro di un mese i rametti metteranno radici e potranno essere trapiantati in un vaso o in piena terra. Contribuiranno così a profumare il tuo giardino… e la tua tavola!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare il basilico

basilicoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi volevo parlare con voi di una pianta aromatica molto usata in cucina. Non so se siete d’accordo anche voi, ma avere a disposizione le piante aromatiche sul proprio balcone o nel proprio giardino è un grande stimolo per la fantasia gastronomica! Quindi, anche quest’anno non mi lascerò sfuggire l’occasione di piantare il basilico.

Si trovano in vendita anche i vasetti preseminati, che permettono di cominciare a raccogliere presto; aprile però è anche un ottimo momento per la semina vera e propria.

Se seminiamo in vaso, ci conviene sceglierne uno largo e non troppo profondo, e utilizzare un terriccio specifico per piante aromatiche; altrimenti, possiamo anche seminare il basilico in terra. Se fa ancora freddo, a volte preferisco seminare sottovetro e poi trapiantare più avanti la piantina nella collocazione definitiva. In ogni caso, comincio arando bene il terreno e poi dispongo i semi a circa 15-20 centimetri di distanza. Da qui in poi, è tutto facile: basta mantenere il substrato né troppo secco né troppo bagnato, innaffiando con due o tre bicchieri d’acqua alla settimana.

La raccolta si può fare al momento stesso del consumo… di solito infatti è Clematidia che, mentre cucina, esce in giardino e si procura il basilico di cui ha bisogno! Si possono staccare singole foglie o, meglio ancora, prendere le cime del basilico, che non andrebbero lasciate sulla pianta troppo a lungo. Se non le cogliessimo, infatti, finirebbero per fiorire, e la pianta impiegherebbe tutte le sue energie per la produzione dei semi. Così, invece, avremo a disposizione le cime di basilico, esteticamente molto piacevoli anche in tavola, e permetteremo alla pianta di continuare a produrre foglie profumate. L’unica attenzione che dobbiamo avere è nel modo di raccogliere la cima: la parte che asportate dovrebbe essere alta due o tre centimetri, ma la cosa più importante è che appena sotto il vostro taglio ci siano già pronte altre due minuscole foglioline, pronte a crescere e sostituire quelle che abbiamo preso!

Invece, prima del gelo conviene fare una raccolta più seria, tagliando la pianta fino a un’altezza di 15 centimetri. Le foglie, lavate e asciugate bene, possono essere conservate in vari modi: essiccate, o surgelate in un sacchettino di plastica, oppure ancora sott’olio. Basta metterle in un vasetto ermetico con un po’ di sale grosso e del buon olio extravergine: avremo a disposizione sia le foglie che dell’ottimo olio aromatizzato!

Buon appetito!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Liquore di lauro

liquore_lauroBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Per esempio, mi piacerebbe condividere con voi una ricetta che ho provato: si tratta del liquore di lauro, cioè di alloro.

Se avete una di queste belle piante sempreverdi sicuramente la usate già per cucinare, ma ho scoperto che se ne può trarre un liquore davvero gradevole. Ed è facilissimo da preparare.

  • Mettete in infusione 30 grammi di foglie fresche di alloro in un litro di alcool 90° e lasciatele per una settimana al buio.
  • Fate bollire in una pentola 700 ml di acqua e 350 gr di zucchero in modo da creare uno sciroppo.
  • Filtrate l’alcool e aggiungetelo allo sciroppo (quando si sarà raffreddato)


Nel giro di un mese, il liquore sarà pronto, e potrete usarlo per… far girare la testa a qualcuno!

| Condividi
pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Ricette verdi e ha ricevuto Nessun commento