Piantare un ippocastano

ippocastanoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei proporvi un simpatico esperimento: piantare un ippocastano a partire dal seme! Crescerà rapidamente e vi darà grande soddisfazione.

Scegliere il seme di ippocastano

Il primo passo è selezionare il seme, cioè nel nostro caso la castagna. Dovrà essere grosso e intatto, senza danni agli involucri esterni. Se è possibile, evitiamo quelli che potrebbero essere caduti dall’alto su superfici dure, perché è probabile che siano rimasti danneggiati.
Già che ne parliamo, ricordiamo anche che le castagne dell’ippocastano sono molto belle, ma non sono commestibili. Una ragione in più per utilizzarle invece per la semina!

Piantare il seme di ippocastano

Mettiamo la nostra castagna in un vaso pieno di terriccio per piante da fiore. Dovrà essere affondata nel terriccio per metà.
A primavera si libererà del suo involucro e comincerà a germogliare…

Trapiantare l’ippocastano

Prima dell’inizio dell’estate conviene trapiantare il nostro piccolo ippocastano. Se lo lasciassimo troppo a lungo nel vaso, le sue forti radici potrebbero farsi strada attraverso i fori di drenaggio e cercare direttamente il terreno…
Scegliamo una posizione riparata, in modo che sia in ombra nelle ore più calde e non sia esposta a venti freddi. L’ippocastano è molto adattabile quindi qualsiasi tipo di terreno andrà bene, purché lo manteniamo fresco… dovremo anche fornirgli un tutore a cui aggrapparsi nella crescita.

Già durante l’estate, l’ippocastano formerà l’astone centrale, arrivando anche a 40 centimetri. Una bella crescita in così pochi mesi!
E l’emozione di veder crescere un albero vero e proprio, passo dopo passo, sarà un piacere che vi accompagnerà lungo gli anni.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (2) commenti

Piantare i ranuncoli

ranuncoliCari Amici,
rigogliosi saluti!

Come avete letto nel post dei giorni scorsi, la nostra Clematidia pensa già alla bella stagione. E fa bene: per avere delle belle fioriture in primavera dobbiamo cominciare a prepararci adesso: un buon modo per cominciare è quello di piantare i ranuncoli!

I ranuncoli sono dei bei fiori dotati di radici tuberose. Si possono trovare di ogni colore, tranne blu e verdi, e di diverse forme: con fiori doppi, semidoppi, stradoppi, a peonia…

Piantare i ranuncoli

Per piantare i ranuncoli, prendiamo delle cassette o delle ciotole e sistemiamo le radici a circa 4-5 centimetri di profondità e 10-15 di distanza gli uni dagli altri. Innaffiamo abbondantemente subito dopo. Possiamo piantare anche altri fiori della stessa cassetta: per esempio anemoni, o fresie…
Quando cominceranno a crescere, potrebbero avere bisogno di tutori per sostenerli.
Possiamo piantare i ranuncoli anche in piena terra: al Nord, però, potrebbero avere difficoltà a sopravvivere al gelo invernale. Possiamo proteggerli con tessuto-non tessuto, oppure piantare direttamente in primavera le varietà a fioritura estiva. Con l’inverno, poi, una volta seccata la parte aerea estrarremo le radici e le terremo al riparo.

Coltivare i ranuncoli

Le esigenze dei ranuncoli sono una posizione in pieno sole (dovrebbero prenderne almeno 4 ore al giorno) e un terreno ben drenato e ricco. Possiamo somministrare del concime organico in primavera per aiutare le nostre piantine!
I fiori saranno splendidi e, se li avremo piantati in modo scalare (circa ogni 15 giorni), la fioritura durerà tutta la primavera. Possiamo decidere di tagliare i fiori o, se troviamo che diano il meglio di sé nel loro luogo naturale, aspettare che siano sfioriti prima di cimarli.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Piantare l’ananas

ananasCari Amici,
rigogliosi saluti!

In questa stagione che tanto ci regala sotto forma di frutti succosi, non vi è mai capitato di sognare una coltivazione di ananas? Ebbene, sappiate che è un sogno che, in determinate condizioni, può anche tramutarsi in realtà!

Il problema principale per coltivare l’ananas è la temperatura: questa pianta, infatti, prospera in ambienti caldi. Bisogna predisporgli una serra ad hoc, che gli garantisca il calore necessario. Per incominciare, però, basta molto meno: in effetti, è sufficiente un frutto fresco.

Piantare l’ananas

Per piantare l’ananas, ci serve la rosetta apicale di un frutto, cioè quel ciuffo verde che rimane quando abbiamo mangiato tutto il resto!
Tagliamo quindi l’apice dell’ananas, lasciando un po’ di polpa attaccata, e dopo un paio di giorni sistemiamolo in un vasetto di circa 8 centimetri di diametro. Il vaso dovrà essere riempito di terriccio umido ricoperto da uno strato di sabbia. Sopra sistemeremo l’apice dell’ananas, e poi copriremo la parte di polpa rimasta attaccata con altro terriccio. Il vaso andrà poi ricoperto con un sacchetto di plastica e posizionato all’ombra, a una temperatura intorno ai 18°C. Dopo circa 8 settimane, le foglie dovrebbero dare “segni di vita”, acquistando vigore e, magari, mostrando la nascita di qualche nuova fogliolina. Questo è il momento di rimuovere il sacchetto e trapiantare in un vaso più grande.

Coltivare l’ananas

A questo punto, l’ananas può continuare la sua crescita e raggiungere anche 60 centimetri di altezza. Perché produca frutti, però, ci vorranno almeno un paio d’anni e soprattutto un ambiente caldo e umido. Meglio comunque non irrigarlo eccessivamente, ma con regolarità, in modo da mantenere sempre umido il terreno.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Piantare le siepi di ligustro

ligustroCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se desiderate una siepe di ligustro, questo è un ottimo momento per metterla a dimora. Se invece l’avete già, è il momento della prima potatura!

Mettere a dimora una siepe di ligustro

Per mettere a dimora una siepe di ligustro conviene scegliere un giorno in cui il terreno non sia troppo bagnato. L’ideale sarebbe averlo anche preparato, scavando un fosso lungo quanto la siepe e largo 60 centimetri, stendendovi del terriccio fertile e poi riempiendolo nuovamente di terra.
Per piantare la siepe, segniamo con delle canne il posto di ogni pianta (a circa 30 centimetri l’una dall’altra) e poi scaviamo una buca di dimensioni sufficienti per accogliere la zolla di terra, con l’accortezza di mantenere il colletto all’altezza del livello del terreno. Se le radici sono nude, pressiamo torba umida attorno a esse, smuoviamole per eliminare eventuali sacche d’aria e poi ricopriamo di terreno, pressandolo con i piedi.

Dove piantare una siepe di ligustro

La posizione ideale per una siepe di ligustro richiede che non sia troppo esposto al vento, e che possa prendere almeno qualche ora di sole diretto. In caso di necessità si possono predisporre protezioni contro il vento, oppure sostegni: fissare due sostegni ai due lati del filare, tendere del fil di ferro e legarvi ciascuna pianta.
Le radici del ligustro potrebbero anche soffrire di eccessivo caldo o freddo, quindi in estate e in inverno conviene stendere una pacciamatura di corteccia per proteggerle.

Potare la siepe di ligustro

In generale, le siepi appena piantate devono essere accorciate circa di un terzo. Se devono avere una forma definita, si possono accorciare anche di metà, e poi ancora di metà o un terzo ogni anno successivo finché non raggiungono l’altezza desiderata, che nel caso del ligustro può arrivare anche a 1,5/2 metri.
In linea di massima, le siepi adulte si potano a maggio e poi altre due o tre volte, quando la vegetazione fuoriesce dalla sagoma. L’importante è utilizzare cesoie affilate o forbicioni da siepe, che producano un taglio netto, e tagliare a non più di un centimetro dall’inserzione della coppia di foglie.
Dopo la potatura, possiamo somministrare del concime minerale complesso alle siepi adulte (operazione che andrà ripetuta all’inizio dell’estate) e, al termine delle operazioni, irrigarle.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare i peperoni

peperoniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se quest’anno avete deciso di coltivare i peperoni, preparatevi a metterli a dimora: il momento si avvicina!

Seminare i peperoni

Chi voleva cominciare la coltivazione del peperone dal seme, si sarà attivato già a febbraio, seminando i peperoni in piccoli vasetti o in semenzaio, in cassone riscaldato. Avrà innaffiato le piantine con regolarità ogni 3 o 4 giorni e, quando sono arrivate a 2 o 3 centimetri di altezza, le avrà diradate lasciando le più forti. Adesso, probabilmente, le sta già irrobustendo in vista della messa a dimora!

Piantare i peperoni

Chi non è partito dal seme può ugualmente mettere a dimora i peperoni nel mese di maggio comprando le piantine in un vivaio. Scegliete le piante di peperone facendo attenzione che il fusto sia corto e rigido e le foglie verde scuro, poi cominciate a pensare dove metterle. Ricordate che i peperoni amano il caldo e il sole (anche se soffrono siccità e temperature eccessive) e hanno bisogno di un terreno fertile e ben drenato, preparato con terriccio o letame e fertilizzante. Un aspetto importante da considerare: è controindicato piantare i peperoni in un terreno che abbia ospitato patate o pomodori durante l’anno precedente!
Piantate i peperoni su file distanziate circa 60 centimetri e, dopo la piantagione, innaffiate abbondantemente.

Coltivare i peperoni

Se il terreno è stato preparato correttamente, nella fase vegetativa non dovrebbe essere necessario concimare i peperoni. Può essere utile invece pacciamare il terreno e soprattutto annaffiare con regolarità, soprattutto se il tempo è siccitoso. Se la varietà che avete scelto è piccante, tenete conto però del fatto che più innaffiate meno intenso sarà il sapore del peperone
Tenete gli occhi aperti anche contro le avversità: i peperoni possono essere colpiti da diversi nemici, tra cui gli afidi e la peronospora.

Raccogliere i peperoni

La raccolta dei peperoni si fa in modo scalare, a partire da giugno. Se vi piacciono acerbi li potete raccogliere quando sono ancora verdi, altrimenti aspettate che prendano colore e diventino più dolci.
Per raccogliere i peperoni bisogna tagliare un pezzo di picciolo (strapparlo sarebbe un grosso errore!). Ricordate di annaffiate la pianta dopo ogni raccolta e, dato che i peperoni maturano fino a stagione avanzata, se il clima si fa ostile proteggete le vostre piante con fogli di plastica.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Piantare i lamponi

lamponiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se volete un’estate piena di frutti di bosco e un inverno pieno di marmellate, ci siamo: è il momento di piantare i lamponi!

La posizione per i lamponi

La prima cosa da fare è scegliere la posizione. Il lampone è una pianta rustica e resistente, quindi non ha grosse pretese: l’unica esigenza fondamentale che ha è essere piantato in una posizione riparata dal vento. Per il resto, si adatta ad ogni genere di terreno (purché non presenti ristagni), anche se le sue preferenze (e i suoi massimi risultati) vanno a terreni sciolti, freschi e ricchi. Potrebbe essere una buona idea quindi scegliere un terreno che sia stato preparato con l’aggiunta di letame maturo o torba.

Mettere a dimora i lamponi

Per piantare i lamponi bisogna tenere a mente che il nostro cespuglietto diventerà grande e fitto, e che le sue radici germoglieranno, facendo spuntare dal terreno nuovi tralci anche a una certa distanza dalla pianta. Bisogna quindi tenere una buona distanza (intorno ai 60 centimetri) tra una pianta e l’altra: ce ne sarà bisogno.
Il lampone va piantato a una profondità non eccessiva, in modo che la parte superiore delle radici sia a non più di 5 centimetri, altrimenti i nuovi getti faranno fatica a spuntare. Facciamo anche attenzione a non lasciare sacche d’aria che potrebbero isolare le radici dal terreno e farle seccare.

Coltivare i lamponi

Uno degli aspetti fondamentali della coltivazione dei lamponi è l’irrigazione: soprattutto in aprile, durante la fioritura, e durante la maturazione dei frutti, è fondamentale che l’apporto d’acqua sia regolare.
Altre accortezze sono:

  • fissare dei tutori per sostenere i rami, a mano a mano che acquistano peso;
  • somministrare del concime granulare in primavera;
  • sempre in primavera, curare la potatura del lampone, in modo da lasciar circolare l’aria tra i rami e scongiurare il rischio di malattie fungine.

Raccogliere i lamponi

La raccolta dei lamponi si fa in primavera o in estate a seconda delle varietà; le rifiorenti fruttificano anche in autunno. Raccogliamo i lamponi al momento giusto: quando si staccano facilmente con le dita, ma prima che diventino troppo molli…



Raccontacele vigorose! – Scopri come giocare

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (3) commenti

Coltivare le fresie

fresieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Si avvicina il momento di piantare i bulbi delle fresie!

Le fresie sono bulbose del Sud Africa dalle infiorescenze colorate (anche grazie al lavoro di selezione degli ibridi) e profumate. Fioriscono a spighe: ogni spiga porta diversi boccioli, che fioriscono in modo scalare, prolungando il tempo complessivo di fioritura. Se la fioritura è molto abbondante, gli steli (che sono sottili) potrebbero aver bisogno di un sostegno per non toccare terra!

Piantare i bulbi di fresia

Per piantare le fresie scegliete una posizione luminosa, in pieno sole, e un terriccio grasso e fertile ma ben drenato. Il momento per interrare i bulbi di fresia si presenta quando il terreno comincia a scaldarsi con l’arrivo della primavera, ma non ha ancora perso del tutto l’umidità delle precipitazioni invernali.
I bulbi di fresia vanno piantati a circa 3 centimetri di profondità; se li piantate in vaso, sistematene circa 7 per un vaso di 12 centimetri di diametro.

Innaffiare le fresie

Subito dopo aver piantato i bulbi di fresia, limitatevi a mantenere il terreno fresco e umido. Quando cominciano a crescere bagnate due volte a settimana e poi, con la comparsa dei boccioli, a giorni alterni. Attenzione però a non infradiciare il terreno! Se vedete che le foglie prima della fioritura cominciano a ingiallire, significa che state innaffiando troppo: in caso di bisogno, può essere il caso anche di estrarre i bulbi e farli asciugare.
Dopo la fioritura delle fresie, diradiamo l’innaffiatura e sospendiamola del tutto quando comincia a seccare.

Coltivare le fresie

A parte l’innaffiatura, non c’è molto altro da fare per coltivare le fresie. Dalla comparsa dei boccioli si può somministrare un fertilizzante liquido per piante da fiore ogni settimana, passando poi a quello per piante verdi. Dopo la fioritura, infatti, conviene recidere lo stelo ma non tagliare subito le foglie, che dovrebbero restare verdi il più a lungo possibile per accumulare nutrimento nel bulbo in vista dell’inverno. A ottobre, infine, si tagliano anche le foglie, e poi si estrae il bulbo di fresia, che andrà conservato in un posto buio e freddo. Tenete presente che sopra i 10°C potrebbe già riprendere a vegetare!



Raccontacele vigorose! – Scopri come giocare

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare gli asparagi

asparagiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Siete pronti a piantare gli asparagi? Vi guadagnerete una splendida produzione di asparagi a partire da fine aprile – inizio maggio!

Piantare gli asparagi

Per piantare gli asparagi, scegliete una zona che in autunno abbiate già arricchito di composto per giardino o di letame e sminuzzate il terreno.
Comprate poi delle zampe di asparagi (si chiamano proprio così: la nostra Rosa Canina è già molto preoccupata che, con tutte quelle zampe, possano scappar via!). Scavate delle fossette larghe 35 centimetri, profonde 25 centimetri e distanti tra loro 1,30 metri. Mescolate la terra tolta con sabbia grossolana e riversatene dentro un piccolo cumulo alto circa 10 centimetri (quindi, più basso di 15 centimetri rispetto al terreno). Questa operazione serve per garantire la giusta aerazione delle radici. Tenete presente che gli asparagi, pur prediligendo i terreni sabbiosi, si adattano anche ad altri terreni purché siano ben drenati.
Disponete le piantine con le radici ben aperte, a 30 centimetri l’una dall’altra, e coprite le radici con un po’ di sabbia sminuzzata. Il resto della buca sarà riempito più tardi, quando la piantina sarà già più cresciuta.

Seminare gli asparagi

Naturalmente si può anche partire dai semi di asparagi: per seminare gli asparagi aspettate marzo/aprile, sistemate i semi in buchette profonde 2 centimetri e distanziate 35. L’anno seguente potrete sfoltirle e trapiantarle.
Seminare gli asparagi però non è la via più rapida: per i primi due anni di vita, infatti, non si raccoglie nulla. Solo dal terzo anno si può cominciare la raccolta degli asparagi, ma soltanto per 5 settimane, mentre dal quarto anno si comincia la raccolta standard di 6 settimane.

Raccogliere gli asparagi

La raccolta degli asparagi si fa quando i turioni (così si chiama la parte che si mangia) sono alti 8-10 centimetri: dopodiché, l’asparago diventerebbe legnoso e immangiabile.
Per raccogliere gli asparagi, tagliare appena sotto il terreno, con un coltello ricurvo. Se volete conservarli, potete immergerli per qualche ora in acqua gelata, oppure metterli in frigorifero o nel congelatore, a seconda di quanto tempo pensate di aspettare prima di consumarli.

Terminata la raccolta degli asparagi, lasciate crescere liberamente i turioni, sostenendoli con dei paletti. In estate, asportate i frutti delle piante femminili, e in ottobre, quando le foglie diventano gialle, tagliate i fusti a livello del terreno. In aprile compariranno i nuovi getti!



Raccontacele vigorose! – Scopri come giocare

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare le felci

felceCari Amici,
rigogliosi saluti!

Comincia la stagione in cui i protagonisti non sono più i fiori, ma i sempreverdi, come molte delle felci.

La maggior parte delle felci, tra l’altro, i fiori proprio non li ha: l’origine di queste piante risale a 400 milioni di anni fa, molto prima che la natura inventasse la fioritura. Le felci, però, riescono a essere molto belle ugualmente: le strane forme delle loro foglie, i diversi toni di verde e gli accostamenti con altre felci, o con pianta da fiore, danno loro un grande valore decorativo e hanno ispirato leggende lungo gli anni.

Piantare le felci

Le felci hanno il grande pregio di amare posizioni ombreggiate, con diversi gradi di luminosità, per cui si possono piantare anche negli angoli ombrosi, sui lati delle case che guardano a nord, oppure sotto alberi molto frondosi. L’ideale è che la posizione sia protetta dai venti. Per quanto riguarda il terreno, bisogna evitare quello troppo pesante o poco drenato, ma per il resto la maggior parte delle felci è molto adattabile, anche se le preferenze variano a seconda della specie.

Piantare le felci cespitose

Le felci si piantano in autunno o in primavera: si scava una buca di una trentina di centimetri, si frantuma la terra e vi si mescola una manciata di perfosfato minerale e un po’ di foglie decomposte, o di composto organico per giardino.
Le felci cespitose hanno le fronde che emergono da un fascio di radici. Prima di piantarle bisogna togliere le fronde vecchie e legnose, per permettere a quelle giovani di crescere e svilupparsi. Si colloca la pianta nella buca e si riempie di terreno in modo che il colletto sia allo stesso livello del suolo, poi si pressa con i piedi.

Piantare le felci con rizoma stolonifero

Questo tipo di felci produce le fronde dal rizoma. Non occorre quindi scavare una buca: basta interrare il rizoma in una depressione poco profonda, riempita poi di terra, e pressarla con le dita.

Piantare le felci asplenium

Queste felci crescono in orizzontale, quindi si possono piantare nei muri a secco. Basta rimuovere una pietra, collocare la felce insieme a un po’ di foglie decomposte e poi ricollocare la pietra nella sua posizione. Sta benissimo anche nei giardini rocciosi.

Coltivare le felci

La necessità di acqua dipende dalle varietà: ci sono addirittura felci acquatiche. In linea di massima, però, le felci amano l’umidità ma non hanno bisogno di bere molto spesso, se non quando fa molto caldo e il terreno si secca. Per mantenerlo umido, è il caso di rinnovare la pacciamatura in autunno e in primavera. Sempre in primavera, si può dare nuovo impulso allo sviluppo dei nuovi getti tagliando le fronte secche con un coltello affilato o con le cesoie.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Piantare le rose

roseCari Amici,
rigogliosi saluti!

State pensando di mettere a dimora le rose?

In effetti potrebbe essere ancora un buon momento per piantare le rose. Dovrete però avere l’accortezza di verificare che le piogge dei giorni scorsi non abbiano lasciato il terreno troppo bagnato: in quel caso, forse è meglio rimandare alla primavera.

La posizione per mettere a dimora le rose

Mettete a dimora le rose in una posizione che garantisca loro un’esposizione in pieno sole. Il terreno, d’altro canto, dovrebbe essere molto ricco, lievemente acido e soprattutto ben drenato. Cercate di evitare, se possibile, di piantare le rose in un terreno dove altre piante di rose siano vissute a lungo: sicuramente si sarà impoverito, e potrebbe anche aver accumulato tossine.

Preparare la pianta di rose

La prima cosa da fare è potare la pianta di rose, tagliando i rami anche della metà, e facendo sempre attenzione che ogni branca sia potata appena al di sopra di una gemma.
Se la pianta è in vaso, andrà poi estratta dal vaso stesso. Mettete il vaso in orizzontale ed esercitate una forza costante, senza strattoni, per estrarre la pianta. Poi bisogna liberare le radici quanto più possibile dalla vecchia terra.
Bisogna anche osservare con attenzione le radici della pianta: se è stata in vaso, potrebbero essere chiuse e involute. In questo caso, vanno aperte e distese verso il basso e verso l’esterno, altrimenti la pianta potrebbe trovare difficoltà a radicarsi bene nel nuovo terreno. Se poi le radici appaiono molto asciutte, si possono immergere in una poltiglia di terra e acqua prima di piantarle.

Mettere a dimora le rose

Preparate la buca per piantare le rose: dovrà essere più grande circa del doppio rispetto al pane di terra della pianta. Sul fondo è importante mettere del materiale drenante, come della ghiaia; poi si disporrà un po’ di terriccio, del fertilizzante organico e ancora del terriccio. A questo punto si può mettere a dimora la pianta di rose, colmando poi la buca di terriccio nuovo. Se mettete a dimora più di una pianta di rose, fate attenzione alle distanze tra le piante:

  • Rose in miniature: 30 cm
  • Rosaio ad alberello: 90 cm
  • Rosaio a cespuglio: 45-60 cm o anche di più, a seconda della crescita
  • Rosai per siepi: 150 cm
  • Rose rampicanti: 200 cm o anche di più


Buon lavoro (ma diciamolo… è anche un piacere, mentre la stagione peggiora, preparare e pregustare i colori dell’anno prossimo!)

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (3) commenti