Difendere il melo da malattie e parassiti

meloCari Amici,
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L’autunno è un buon momento per difendere il melo dai suoi più acerrimi nemici. Bisogna agire, senza pietà, dopo che tutte le foglie sono cadute.

Difendere il melo da parassiti e malattie fungine

Il melo è uno degli alberi da frutto più predisposto a malattie e parassiti. Appena avrà perso le foglie, quindi, conviene fare un trattamento con prodotti a base di rame o zolfo; dopo una settimana o dieci giorni, i tronchi vanno puliti con guanti metallici, perché sotto la corteccia si annidano insetti e larve in vista dell’inverno. Infine, bisogna coprire i tronchi di calce spenta, che funziona come disinfettante.

E contro le malattie fungine come i cancri rameali o la ticchiolatura? Se avete osservato sintomi di queste malattie, procedere adesso con un trattamento di poltiglia bordolese e poi ripetetelo più avanti, verso la fine dell’inverno, dopo la potatura. Se invece i vostri meli quest’anno hanno subito un attacco combinato di insetti, acari e malattie fungine, effettuate un trattamento con un prodotto rameico mescolato con un 4% di silicato di sodio.

Difendere il melo dall’oidio

Un altro nemico dei meli è l’oidio o mal bianco. In questo caso, agite durante questo mese, tagliando via i rami colpiti e irrorando gli alberi con un prodotto a base di zolfo bagnabile. Se l’infezione era molto grave, portebbe essere il caso di ripetere il trattamento alla fine dell’inverno.

Difendere il melo dalla carpocapsa

Forse, la minaccia maggiore per il melo è la carpocapsa, un insetto le cui larve attaccano i frutti e li danneggiano irrimediabilmente. I trattamenti contro la carpocapsa (per esempio a base di feromoni) si mettono in campo in altre stagioni, ma adesso è un buon momento per liberarsi di un po’ di larve. Applichiamo alla base del tronco delle fasce di cartone ondulato: le larve vi si rifugeranno e noi le distruggeremo. Subito dopo, potremo procedere con la raschiatura del tronco!

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Combattere la cocciniglia

coccinigliaCari Amici,
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Combattere la cocciniglia è un problema che ogni giardiniere prima o poi incontra nella sua carriera.

Come riconoscere la cocciniglia

Le cocciniglie sono degli insetti fitofagi, cioè che si alimentano a spese delle nostre piante. Sono parenti degli afidi: come loro, succhiano la linfa dei nostri vegetali e li fanno deperire. Riconoscere la presenza della cocciniglia non è difficile, perché, mentre i maschi sono dotati di zampe, antenne e ali e quindi se ne vanno in giro come la maggior parte degli insetti, le femmine sono stanziali: infilano il loro rostro nella pianta e non si spostano più. Se vediamo dei piccoli “elmetti”, delle “montagnole” senza zampe né antenne attaccati alle nostre piante, probabilmente sono le femmine della cocciniglia.

Altri segnali della presenza della cocciniglia

Oltre al deperimento della pianta, un altro indizio della presenza di cocciniglia (o di afidi, se è per questo) è un’attività vivace delle formiche sulla pianta. Anche la cocciniglia, infatti, produce la melata, una sostanza di scarto che viene emessa per bilanciare l’apporto eccessivo di zuccheri contenuto nella linfa. Le formiche vanno letteralmente pazze di melata, quindi non solo la raccolgono con entusiasmo, ma allevano e proteggono le cocciniglie né più né meno come noi alleviamo le mucche per mungerle…

I danni prodotti dalle cocciniglie

Le cocciniglie danneggiano le piante sottraendo loro la linfa. Il risultato sono indebolimento, macchie, scolorimenti, deformazioni e a lungo andare riduzione dello sviluppo di foglie e rami. Inoltre, le ferite lasciate da questi insetti aprono la strada a infezioni virali.
Come se non bastasse, la presenza della melata facilita la formazione di fumaggine, cioè di un insieme di funghi che, coprendo la pianta, impediscono alla luce di passare.

Eliminare la cocciniglia

Ci sono diverse forme di lotta contro la cocciniglia. Se l’invasione non è troppo diffusa, si può ricorrere all’eliminazione manuale: si individuano le femmine, si staccano dalla pianta (magari usando con delicatezza uno spazzolino) e si disinfetta con cotone imbevuto d’alcol il foro lasciato dall’insetto.
Se la pianta è invasa e si trova all’aperto viene usato l’olio bianco, che soffoca e uccide gli insetti, oppure diversi insetticidi da contatto, che però rischiano di uccidere anche ospiti “buoni”. Un sistema alternativo è quello della lotta biologica contro le cocciniglie: hanno diversi predatori, tra cui alcune coccinelle, che possono contenere in modo naturale e sicuro questa minaccia per le nostre piante.

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Combattere il ragnetto rosso

ragnetto_rossoCari Amici,
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Oggi rispondo a Francesco che mi chiede: “Come posso debellare il ragnetto rosso? Ogni anno fa danni peggiori e non so proprio più che cosa fare“.

Caro Francesco, in effetti è un bel problema: il ragnetto rosso è una piaga per molti giardini, e anche i coltivatori professionisti lo vedono come una minaccia.

Tanto per cominciare, il ragnetto rosso è un acaro e il suo nome scientifico è Tetranychus urticae. Si tratta di un animaletto piccolissimo (è difficile da distinguere a occhio nudo) che si nutre della linfa e delle cellule delle foglie, che danneggia in modo pesante: i sintomi osservabili sono le “punture” sulle foglie, che perdono colore a chiazze (sembra quasi che vengano “bruciate”) fino a seccarsi completamente. Quando l’infestazione è molto avanzata si possono vedere anche le ragnatele.
Questo parassita ama il secco, quindi in questa stagione è facile che attacchi in casa, mentre in giardino il suo periodo è la piena estate.

Qui in Tercomposti abbiamo tentato diverse strategie: Nasturzio, nel suo laboratorio, ha provato a misurare gli effetti dei diversi generi musicali sullo sviluppo del ragnetto rosso (per un certo periodo si era convinto che il jazz freddo rallentasse la riproduzione del parassita, ma a quanto pare i risultati delle sue ricerche non sono stati conclusivi). Rosa Canina invece ha passato due giorni a latrare contro le piante infestate, poi Nasturzio le ha fatto vedere un ragnetto rosso al microscopio e si è spaventata talmente tanto che ha avuto gli incubi per una settimana.

In realtà, i rimedi che si possono concretamente applicare sono di diverso tipo. A livello professionale si pratica anche la lotta biologica, inserendo predatori (per esempio, altri acari) che sconfiggano il ragnetto malefico. Per gli appassionati, però, ci sono altri sistemi.
Se l’infestazione non è troppo estesa, la prima cosa da fare è tentare con i rimedi naturali: il ragnetto rosso detesta l’acqua, quindi spruzzare la pianta o lavare manualmente con acqua tutte le foglie è un’ottima strategia per uccidere gli esemplari adulti (le uova, purtroppo, resistono). La procedura va ripetuta spesso, con costanza, perché questi piccoli acari si riproducono a grande velocità e bisogna essere sicuri di sterminare tutte le generazioni.
Se questo sistema non basta, bisogna ricorrere a un acaricida o a un insetticida che agisca anche sugli acari. Gli insetticidi ad azione più ristretta non funzioneranno: il ragnetto rosso, infatti, non è un insetto, ma un aracnide!

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