Cari Amici,
rigogliosi saluti!
Come vi anticipava Clematidia sabato scorso, l’argomento di oggi sarà la coltivazione del kiwi.
Ciò che rende delicata la coltivazione di questa pianta è il fatto che è molto sensibile sia al gelo che alla siccità. Ama climi miti e un elevato grado di umidità, con poca escursione termica, e non tollera bene l’eccessiva irradiazione solare. Richiede anche un certo spazio, perché bisogna piantarne almeno due: il maschio e la femmina. In generale, un albero maschio (che non produce frutti) è sufficiente per far fruttificare anche 4 o 5 femmine. Hanno bisogno però di stare a circa 5 metri di distanza l’una dall’altra.
Se disponete dello spazio e dell’ambiente adatti, potete provare con una talea, oppure andare al vivaio e comprare una pianta pronta per essere messa a dimora. Basterà scegliere una zona con terreno ben drenato e fare una buca larga 40 centimetri, mettendo del concime sul fondo.
Un aspetto importante nella coltivazione del kiwi è l’irrigazione: come dicevo, il kiwi è più assetato di Rosa Canina dopo un chilo e mezzo di cioccolata, quindi occorre irrigarlo con poca acqua ma molto frequentemente, in modo da mantenere il terreno fresco. Anche la concimazione è importante, con prodotto a base di azoto ma anche di fosfato e potassio.
Bisogna anche eliminare le infestanti, eventualmente coprendo il terreno con plastica nera.
Crescendo, il kiwi avrà bisogno di un sostegno: si possono piantare dei pali, tra cui tendere fili orizzontali di ferro zincato a diverse altezze, oppure utilizzare un pergolato.
Un altro aspetto da tenere presente è la potatura. Le piante maschili vanno potate subito dopo la fioritura, per favorire l’emissione basale dei germogli per l’anno successivo; in inverno, basterà diradare i tralci in sovrannumero. Per quanto riguarda invece le femmine, che fruttificano, il primo anno la potatura dovrà essere molto leggera – sostanzialmente, ci sarà soltanto da guidare i rami sui supporti. Negli anni successivi, in inverno bisognerà accorciare o asportare i tralci che hanno fruttificato, e accorciare un po’ anche quelli “di sostituzione”, che fruttificheranno l’anno dopo. Anche il tralcio fondamentale (che diventa “cordone”) va accorciato, o addirittura asportato se si individua un altro migliore che può prendere il suo posto. In estate, invece, si può procedere alla cimatura dei germogli troppo vigorosi e non fruttiferi.
A seconda delle varietà, il kiwi fruttifica tra l’inizio di dicembre e la fine di gennaio. I frutti sono molto buoni e ricchi di vitamina C; spero non vi diano fastidio i suoi piccoli semi, altrimenti, se fate come Rosa Canina che cerca di toglierli a uno a uno, mangiare un kiwi potrebbe richiedervi parecchie ore…!
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