Cari Amici,
rigogliosi saluti!
Oggi vorrei rispondere a Carlo, che mi scrive: “Ho un po’ di spazio libero in pieno sole in giardino, che cosa posso seminare?”
Caro Carlo, perché non semini il girasole? Siamo proprio nel periodo adatto per la semina all’aperto!
Come dice già il nome, i girasoli amano la luce del sole; in effetti, sono famosi per il loro movimento eliotropico, cioé per la tendenza a rivolgersi verso la posizione del sole. Se il tuo spazio è in pieno sole, quindi, i girasoli ci staranno benissimo; possono tollerare anche posizioni a mezz’ombra, purché possano avere almeno 5 o 6 ore di sole al giorno. Hanno anche bisogno di molto spazio: le loro dimensioni sono notevoli (dai 30-40 centimetri di altezza delle piante nane ai 2 metri delle più grandi) e anche il loro apparato radicale tende a crescere molto.
Se hai spazio e sole a sufficienza, hai tutto quel che serve. Adesso che è aprile puoi seminare direttamente in giardino: sistema 2 o 3 semi in ogni buca, da cui poi lascerai crescere una sola pianta. Le piante più alte avranno bisogno di un tutore per sostenerle durante la crescita. Per quanto riguarda il substrato, invece, la loro esigenza principale è quella di un buon drenaggio: i girasoli temono molto i ristagni idrici.
Anche quando innaffierai i tuoi girasoli, infatti, dovrai avere l’accortezza di lasciar asciugare bene il terreno tra un’innaffiatura e l’altra. Brevi periodi di siccità, invece, non costituiranno un problema: i tuoi girasoli cresceranno ugualmente forti e ti regaleranno la loro bellissima fioritura estiva. Lo sai, tra l’altro, che i girasoli in realtà sono infiorescenze, come le margherite?
Una curiosità: il girasole viene dalle Americhe, dove veniva coltivato dagli indigeni. Stranamente, però, la sua nascita viene raccontata anche da un mito greco, che forse si riferiva in origine ad altri fiori. Clematidia mi ha lasciato un appunto, a questo proposito… eccolo qui!
C’era una volta una bellissima ninfa, di nome Clizia, che si era perdutamente innamorata del dio del sole, Apollo. Secondo il mito, Apollo era innamorato però di un’altra fanciulla, Leucotoe. Clizia allora, accecata dalla gelosia, rivelò la relazione al padre di Leucotoe, scatenandone l’ira e causando, come estrema conseguenza, la morte della ragazza. Apollo, disperato, cercò invano di riportare in vita la sua amata, ma non vi riuscì; addolorato e adirato con Clizia, non volle più saperne di lei. La ninfa restò annientata dal suo rifiuto. Si lasciò morire, rifiutando di mangiare e passando le sue giornate a fissare il carro del sole che attraversava i cieli… infine perse qualsiasi apparenza umana e divenne un fiore, ma, anche così, non smise mai di seguire con lo sguardo il suo amore perduto.
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