Combattere la muffa grigia o botrite

botriteCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei mettervi in guardia dalla muffa grigia, nota anche come botrite, che può attaccare praticamente ogni genere di pianta.

I segni della botrite o muffa grigia

La muffa grigia è un fungo e attacca le parti erbacee e i frutti di molte piante. Provoca il rammollimento dei gambi delle foglie e dei fiori, che appassiscono. I gambi e i frutti si ricoprono di una peluria grigia o biancastra e vanno incontro a un progressivo disfacimento. L’attacco della muffa grigia è favorito dall’umidità, quindi trova delle condizioni ideali negli ambienti di protezione dove le piante vengono tenute in inverno.

Prevenire la muffa grigia

Per evitare l’attacco della muffa grigia bisogna contrastare l’umidità. Conviene quindi tenere un po’ distanziate le piante e far circolare l’aria nell’ambiente, quando il tempo è bello e lo consente.
Alcune accortezze durante l’irrigazione possono aiutare a prevenire la botrite: bagnare poco e solo nei sottovasi, evitando assolutamente di bagnare foglie e fiori. Un’ottima idea è fare attenzione a eliminare subito le parti della pianta che appassiscono.

Combattere la muffa grigia

Per combattere la botrite una volta che ha sferrato il suo attacco, per prima cosa bisogna eliminare subito tutte le parti colpite; poi conviene affidarsi agli anticrittogamici e alle polveri fungicide. Si danno ogni dieci giorni, al mattino, con l’accortezza, naturalmente, di sospendere per tempo se si tratta di piante da frutto: queste sostanze chimiche potrebbero lasciare dei residui dannosi per la salute!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto, Malattie e parassiti e ha ricevuto Nessun commento

La ruggine delle piante

ruggineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Lo sapevate che anche le piante arrugginiscono? Non sto scherzando: esiste un fungo, chiamato proprio ruggine, che provoca macchie polverulente tra il giallo e il marrone, proprio come se la pianta fosse “arrugginita”.

Ve ne parlo perché questo fungo, che si presenta di solito in primavera ed estate, ha di solito la sua massima diffusione in questo periodo: potrebbe essere quindi il caso di dare un’occhiata alle vostre amate piantine, sia che abbiate un giardino, un balcone, un terrazzo o un orto. Le ruggini, infatti, colpiscono volentieri una grande varietà di piante: dalle rose alle piante da frutto, dai gerani alla cipolla, dagli abeti alle erbacee perenni…

Ma cosa bisogna cercare? Molto semplice: la ruggine causa sulla parte superiore delle foglie delle macchioline che inizialmente sono gialle e si scuriscono con il passare del tempo. Intanto, sulla parte inferiore della foglia compaiono come delle piccole pustole che liberano della polvere dello stesso colore. Nel contempo, i germogli possono apparire attorcigliati e malformati e la pianta nel suo complesso meno vigorosa: la ruggine, infatti, la indebolisce, e la rende anche più vulnerabile agli attacchi di altre malattie e parassiti.

Conviene quindi correre ai ripari. La prima cosa da fare per combattere la ruggine delle piante è asportare e distruggere le parti colpite; poi conviene ricorrere a trattamenti specifici contro i funghi, per esempio quelli a base di zolfo.

La ruggine non è facile da eliminare, quindi la cosa migliore è evitare che si presenti. Come si fa a prevenire la ruggine delle piante? Dato che si tratta di un fungo, l’arma principale è l’arieggiamento: è una buona idea effettuare periodiche potature per assicurarsi che aria e luce possano raggiungere tutte le parti delle nostre piante.

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Combattere l’oidio o mal bianco

iodioCari Amici,
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Oggi vorrei rispondere a Milena, che mi chiede: “Aiuto, ci sono delle macchie bianche sulle rose! Potrebbe essere oidio?

Cara Milena, è possibile: le rose sono tra le “vittime” preferite dall’oidio o mal bianco, che causa proprio il sintomo che hai descritto. Si tratta di un tipo di funghi, che non attacca soltanto le rose ma una grande varietà di piante: acero, pesco, vite, zucchine, cetrioli e molte altre…

Il primo indizio è lo scolorimento delle parti colpite; piano piano si crea uno strato di feltro bianco, come una polvere; le parti colpite si deformano, il loro sviluppo si ferma. Se non si interviene, fiori e foglie si disseccano, la pianta deperisce e, se si tratta di una pianta erbacea, può rischiare addirittura di morire! Oltretutto, in certi casi l’oidio provoca delle spaccature che possono facilitare l’attacco di altre malattie fungine, peggiorando ulteriormente la salute della pianta colpita.

Un quadro abbastanza apocalittico, vero? Che cosa si può fare per evitarlo?

  • appena vediamo le prime tracce di mal bianco, dobbiamo eliminare immediatamente le parti colpite per evitare che si diffonda
  • come tutti i funghi, è l’umidità che ne favorisce la formazione. Quindi, un’ottima idea può essere sfoltire rami e foglie della pianta per facilitare la circolazione dell’aria
  • ci sono in commercio molti prodotti antioidici a base di zolfo, spesso accompagnato da altri principi attivi: funzionano sia come prevenzione che come cura.


Cara Milena, ti auguro di sconfiggere l’oidio senza difficoltà e di restituire alle tue rose tutta la loro bellezza!

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Il marciume radicale

marciumeCari Amici,
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Oggi rispondo a Giada, che mi scrive: “Ho sentito parlare di marciume radicale. Che cos’è? Come posso evitare che colpisca le mie piante?

Il marciume radicale, cara Giada, è una malattia – anche se la nostra impagabile Rosa Canina insiste a utilizzarlo come insulto contro il povero postino.

In realtà, il marciume radicale è causato da crittogami o funghi che attaccano diverse piante: dall’insalata al melone, dalla carota al melo, dall’olivo agli agrumi… se una pianta fa fatica a crescere, ha le foglie che tendono a ingiallire e a cadere e alcuni rami sono molto deboli, potrebbe essere stata colpita da questa malattia. Probabilmente sotto la corteccia del colletto e delle radici potresti trovare placche miceliali color bianco-crema, a forma di ventaglio, e in autunno potresti veder spuntare piccole colonie di funghi sul terreno intorno alla pianta.

Si tratta di un problema molto grave, quindi la cosa migliore da fare è cercare di prevenirlo. Il marciume radicale è favorito dal ristagno di umidità, quindi bisogna cercare di non esagerare con l’irrigazione e assicurarsi che il drenaggio sia buono.

Se poi, sventuratamente, una delle tue piante dovesse restarne colpita, puoi provare ad asportare i rami colpiti, disinfettare la pianta con prodotti a base di rame o usare un fungicida; se però la malattia è in fase troppo avanzata, sarai costretta a estirparla e disinfettare il terreno, sperando di liberarti del problema una volta per tutte!

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