La salvia per il benessere

salviaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Visto che il Dottor Belfusto vi ha parlato della salvia, vorrei suggerirvi alcuni utilizzi di questa erba aromatica per il benessere.

Tisana di salvia contro il raffreddore estivo

Non c’è niente di peggio di un raffreddore estivo, non è vero? E il rischio di prenderlo esiste: aria condizionata troppo forte e sbalzi di temperatura possono giocarci qualche brutto tiro. In questo caso, ecco cosa vi suggerisco: fate scaldare un po’ d’acqua e lasciate in infusione per qualche minuto un pizzico di salvia, timo, lavanda e altea. Aggiungete un pochino di miele per dolcificare e… la tisana è pronta! Se invece preferite il tipico latte e miele, potete sempre aggiungervi un po’ di salvia tritata per sfruttarne comunque i benefici effetti.

Gargarismi per la gola

Se il problema è localizzato in gola, potete provare con i gargarismi. Lasciate per dieci minuti 2 cucchiaini di salvia secca sminuzzata in 10 cc di acqua bollente, poi filtrate.

Infuso di salvia per regolarizzare la sudorazione

Sudare è importante: è un meccanismo importante del nostro corpo per gestire la temperatura esterna. A volte, però, la sudorazione diventa eccessiva e costituisce un problema. In questo caso, potete provare a far bollire mezzo litro d’acqua con 10 foglie di salvia e 10 foglie di menta e lasciare in infusione per una decina di minuti. Poi filtratelo e bevetene un po’ tutti i giorni… dovrebbe darvi sollievo!

Dentifricio alla salvia

La salvia ha anche altre qualità: è un antinfiammatorio del cavo orale, rinfresca l’alito e sbianca i denti. Un modo per sfruttare queste sue qualità è provare a fare in casa il dentifricio alla salvia: bisogna unire 2 cucchiai di salvia essiccata in polvere con 2 cucchiai di bicarbonato. Bisogna poi aggiungere mezzo cucchiaio di argilla verde ventilata e 4 gocce di olio essenziale di menta. Conservatelo in un vasetto di vetro e utilizzatelo come un normale dentifricio. Se però vi sembra una preparazione troppo complicata… c’è una scorciatoia: provate a sfregare una foglia di salvia su denti e gengive. Funziona anche così!

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Coltivare la salvia

salviaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se anche voi avete un angolino di erbe aromatiche, non potete fare a meno di avere anche una bella pianta di salvia!

Splendido ingrediente in cucina, la salvia non serve soltanto a insaporire sughi, arrosti e ripieni, ma è buonissima anche da sola: avete mai assaggiato le foglie di salvia fritte? Una delizia…
E non dimentichiamo le proprietà terapeutiche della salvia: favorisce la digestione, calma le infiammazioni al cavo orale e gli accessi di tosse, è antidepressiva e per la pelle ha proprietà detergenti e astringenti. Insomma, le virtù non le mancano!

Piantare la salvia

La salvia può vivere sia in vaso che in piena terra. In terra scegliamo una posizione in pieno sole o leggera ombra, perché la salvia ama molto il caldo e la luce. Il terreno sarà soffice, leggero e soprattutto ben drenato.
Se invece scegliamo il vaso, è importante che abbia almeno 30 centimetri di diametro. Possiamo trapiantarla in marzo/aprile se la prendiamo dal vivaio, ma anche la semina va fatta nello stesso periodo primaverile. I primi tempi, ricordiamo di potare spesso i piccoli arbusti per renderli più vigorosi!

Coltivare la salvia

La salvia non ha molte pretese colturali. Non serve irrigarla molto, anzi, bisogna fare attenzione ad aspettare che il terreno si asciughi tra un’innaffiatura e l’altra, e soprattutto evitare di creare ristagni d’acqua che la salvia soffre molto. Per il resto, si può somministrare un concime liquido con un buon contenuto in azoto in primavera.
La pianta andrà rinnovata dopo circa 3 anni.

Raccogliere la salvia

Le foglie della salvia possono essere raccolte in qualsiasi momento, ogni volta che ce ne sia la necessità. In maggio, poi, prima della fioritura, si possono tagliare i rami e farli essiccare, anche se il profumo tenderà gradualmente a diminuire…

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Raccogliere il rosmarino

rosmarinoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Dario, che mi chiede: “Come si raccoglie il rosmarino?”

Caro Dario, puoi recidere i rametti intorno a 30 centimetri dal suolo; si possono consumare freschi oppure farli essiccare. Per l’essiccazione, ti conviene appenderli a testa in giù in un luogo ombroso e arieggiato.

Il periodo in cui la pianta è più attiva è l’estate, che vede anche la fioritura (in realtà, i primi fiori possono comparire già a febbraio-marzo); il rosmarino, però, è un sempreverde, quindi in linea generale puoi raccoglierlo quando vuoi: le sue foglie odorose non cadono mai.

Perché la tua pianta cresca bene, tieni presente che dovrà essere in posizione soleggiata e riparata dal vento e dovrà affondare le radici in un terreno sabbioso e ben drenato.

Puoi seminarla a febbraio o marzo, in solchi profondi mezzo centimetro; in seguito sfoltirai le piantine e infine le trapianterai a una distanza di 60 centimetri l’una dall’altra. Dopo tre anni potrebbe essere già alto 90 centimetri, e in sei anni raggiungerà la sua massima altezza, che si aggira intorno ai 120-150 centimetri.

Dalla tua domanda, però, immagino che tu abbia già una pianta di rosmarino. In questo caso, quest’estate potresti aver voglia di moltiplicarla per talea. Puoi farlo prendendo dalla tua pianta dei rametti teneri, lunghi 10 centimetri, da cui dovrai togliere le foglie per un terzo della loro lunghezza. A questo punto puoi preparare un miscuglio di terriccio, torba e sabbia e metterlo in una cassetta; qui conficcherai i rametti, facendo attenzione che aderiscano bene al terreno.

Se tieni il terreno ben umido, nel giro di un mese i rametti metteranno radici e potranno essere trapiantati in un vaso o in piena terra. Contribuiranno così a profumare il tuo giardino… e la tua tavola!

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Coltivare l’erba cipollina

erba_cipollinaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi voglio parlarvi di una pianta aromatica che viene spesso utilizzata in cucina: l’erba cipollina.

Può essere una buona idea di coltivazione per chi ama sbizzarrirsi con la fantasia quando prepara la cena: se utilizzate ingredienti di produzione propria, almeno sapete esattamente cosa state mettendo nei vostri piatti!

L’erba cipollina, poi, è particolarmente facile da coltivare. Si semina da settembre ad aprile, facendo solchi nel terreno profondi 1,5 centimetri e distanziati 30 centimetri tra loro. Andranno poi sfoltiti: le piantine devono distare tra loro circa 15 centimetri.

Potete già utilizzare le foglie dopo 4-6 mesi dalla semina. Per far crescere bene l’erba cipollina conviene tagliarla spesso a livello del terreno, e asportare i fiori appena compaiono. Per averla anche d’inverno, si può coltivarla in vaso e tenerlo in serra quando fa freddo, oppure congelarne un po’ di foglie da tenere di scorta.

Buon appetito a tutti!

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Conservare le erbe aromatiche

erbe-aromaticheCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi mi scrive Marina, che chiede: “Come posso conservare le erbe aromatiche e continuare a usarle anche durante l’inverno?

Cara Marina, bisogna essiccarle! Raccogli le foglie delle tue erbe aromatiche in un giorno non troppo umido, al mattino presto, e lavale molto bene. Per le piante con foglie molto grandi, come menta e alloro, separa le foglie dai rametti e scarta quelle malate o appassite, poi disponi quelle sane su una trama di fili di ferro oppure su fogli di giornale. Per le piante con foglie più piccole, come rosmarino e timo, legale in mazzetti e avvolgili in una pezza di mussola, poi appendili.

Quando le avrai preparate, dovrai lasciare le tue erbe aromatiche in una stanza ben arieggiata, ma con le finestre oscurate, in modo che il sole non possa scolorire le foglie. La temperatura dovrebbe essere mantenuta abbastanza costante, intorno ai 21°C, finché le foglie non si raggrinziscono.

Se non disponi di una stanza di questo genere, puoi usare il forno. Per prima cosa, dovrai avvolgere le erbe in una pezza di mussola e immergerle in acqua a bollore per un solo minuto. Dopodiché, strizzale bene e disponile su una griglia che lasci circolare l’aria. Programma il forno in modo che, a sportello aperto, la temperatura rimanga tra i 45°C e i 55°C. Perché le foglie vengano disidratate e si raggrinziscano ci vorrà circa un’ora.

In ogni caso, quando le tue erbe saranno essiccate dovrai sminuzzarle, o addirittura ridurle in polvere, e conservarle in vasi ermetici e possibilmente dotati di vetro scuro, per evitare che le foglie perdano colore.

C’è una piccola variante nel caso del prezzemolo: per conservarne il colore, devi legarlo in mazzetti, immergerlo in acqua bollente per un minuto, poi strizzarlo e disporlo sul piatto del forno con un foglio metallico sotto. Lo lascerai lì per un minuto, alla temperatura di 200°C, poi lo estrarrai e lascerai raffreddare il forno fino a 115°C. A questo punto, il prezzemolo va rimesso nel forno e lasciato lì finché non sarà essiccato completamente. Così, oltre a essere buono, rimarrà anche bello!

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