Coltivare la zucca

zuccaCari Amici,
rigogliosi saluti!

La serata di Halloween vi ha fatto venire voglia di coltivare la zucca? È senz’altro un’ottima idea!

Seminare la zucca

La coltivazione della zucca richiede spazio, ma se ne avete poco potete scegliere una varietà rampicante. La zucca si adatta a qualsiasi terreno, ma l’ideale è che sia ricco di sostanze organiche; eventualmente potete lavorarlo in anticipo. Per quanto riguarda il clima, se non è particolarmente rigido la zucca non dovrebbe avere problemi.
Per avere un bel raccolto di zucche a settembre-ottobre, bisogna seminare la zucca a marzo in serra o in aprile-maggio all’aperto. Collocate tre semi alla volta in piccole buche; quando le piantine cominceranno a crescere, le diraderete tenendo come regola una distanza di un metro tra una pianta e l’altra e di circa 2,5 metri tra le file.

Coltivare la zucca

Quando le piantine di zucca cominciano a svilupparsi, è il momento di cimarle: si taglia il fusto sopra la quarta foglia, e poi si eliminano i germogli laterali. Anche i frutti, quando cominciano a comparire, vanno diradati, lasciandone 2 o 3 per ogni pianta. Le innaffiature devono essere regolari, soprattutto in primavera, quando la zucca ha particolare bisogno d’acqua. La concimazione, con letame maturo, compost o fertilizzante minerale, può essere effettuata due volte durante la fioritura e ogni 2 o 3 settimane durante la crescita dei frutti.
Bisogna sempre stare in guardia contro il principale nemico della zucca: il mal bianco. Se dovesse comparire, intervenite subito con prodotti a base di zolfo!

Raccogliere le zucche

Durante la maturazione, dobbiamo evitare che le zucche stiano a diretto contatto con il terreno, perché questo potrebbe favorire l’insorgere di marciumi. Meglio quindi sistemare sotto i frutti della paglia o un sostegno in legno.
Quando si raccolgono le zucche? Per capire se è ora di cominciare la raccolta delle zucche, proviamo a battere con le nocche contro la scorza: se “suona vuota” e il colore è quello giusto, significa che possiamo raccogliere. Taglieremo allora il fusto con un coltello affilato e metteremo la zucca in un ambiente asciutto e buio, dove si conserverà meglio… in attesa di cosa? Magari di diventare una lanterna di Halloween 2011!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare i fichi

fichiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Siamo nel periodo della raccolta dei fichi! L’albero di fico è facile da coltivare, produce frutti deliziosi e ha anche un valore ornamentale per il nostro giardino, quindi vale senz’altro la pena di provare a piantarlo.

Piantare il fico

Per piantare il fico conviene scegliere l’autunno o direttamente la fine dell’inverno. Bisogna preparare una buchetta abbastanza profonda e spargere ciottoli sul fondo per migliorare il drenaggio. Per quanto riguarda il terreno, il fico non è molto esigente: non ha bisogno di molte sostanze nutritive, quindi cresce in ogni genere di terreno, anche sabbioso e arido.
La pianta di fico può vivere anche in vaso; è più difficile però che dia frutti.

Coltivare il fico

La pianta di fico è molto facile da mantenere: non ha bisogno di concimazione (anche se si può dare del concime organico in autunno), non richiede trattamenti antiparassitari e anche gli interventi di potatura sono limitati, giusto per sfoltire o dare forma, oppure eliminare rami spezzati. Ciò che il fico teme è il gelo: soffre gli inverni rigidi, così come le gelate tardive della primavera.

Raccogliere i fichi

Quello che consideriamo di solito il frutto del fico è in realtà un ricettacolo carnoso che contiene i veri frutti, che si chiamano acheni. Frutto o ricettacolo che sia, il fico è molto nutriente e zuccherino: non è esattamente un alimento dietetico, ma è ottimo da solo, nei dolci come confettura o marmellata oppure anche associato ad alcuni cibi salati, come il prosciutto crudo.
Bisogna raccogliere i fichi appena giungono a maturazione, per evitare che uccelli e insetti ne approfittino al posto nostro! Si vede che il fico è maturo quando cambia il colore della buccia e al tatto lo sentiamo più tenero. Si raccoglie a strappo, con delicatezza, tenendo il peduncolo e il collo con due dita.

Essiccare i fichi

I fichi non si conservano a lungo: o si mangiano subito, oppure conviene farli essiccare. Basta tagliarli a metà e disporli su assi di legno, lasciandoli al sole durante il giorno e ritirandoli per la notte. Ci vorranno diversi giorni, ma alla fine i vostri fichi saranno pronti per essere conservati e gustati a lungo. Attenzione però: i fichi secchi hanno cinque volte più calorie di quelli freschi!

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (3) commenti

Coltivare il luppolo

luppoloCari Amici,
rigogliosi saluti!

Proprio in questi giorni si possono raccogliere i frutti del luppolo. Ma sapete come si fa a coltivare il luppolo?

Perché coltivare il luppolo

Tanto per cominciare, possiamo chiederci il motivo per cui vale la pena di coltivare questa pianta. Tanto per cominciare, è un bellissimo rampicante ornamentale, perenne, che può essere coltivato con successo per motivi estetici; inoltre, i suoi frutti (o, per meglio dire, gli acheni) nascondono dei piccoli granelli giallastri che contengono la luppolina, una sostanza aromatica che viene utilizzata anche per insaporire la birra. Perché non provare?

Come piantare il luppolo

Per piantare il luppolo in giardino o nell’orto conviene vangare il terreno a circa 40 centimetri di profondità e aggiungere concime organico.
Procuratevi poi delle talee, anche da piante spontanee, di circa 15-20 centimetri di lunghezza, e interratele di 4 o 5 centimetri lasciando circa due metri tra l’una e l’altra. Annaffiate abbondantemente e poi, quando le piantine cominceranno a crescere, aiutatele ad avvolgersi attorno a qualcosa – al limite, a un tutore.

Coltivare il luppolo e raccogliere i frutti

La pianta di luppolo richiede molta luce ma non vuole troppa umidità e non ama il vento. Trovatele quindi una posizione luminosa ma riparata.
A fine agosto, come dicevo, è il momento della raccolta del luppolo. Scegliete una giornata secca, in modo da evitare il rischio di muffe, raccogliete i frutti e poi metteteli a essicare in un luogo buio e asciutto. Quando saranno pronti, batteteli per facilitare la fuoriuscita dei granellini, che poi riporrete in vasi ermetici in vetro.

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (7) commenti

Coltivare la ginestra

ginestraCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta molto resistente e facile da coltivare, che è spesso fiorita proprio in questo mese: la ginestra.

Si tratta di un arbusto molto adattabile da ogni punto di vista: tollera bene il caldo come il freddo, cresce anche in terreni sabbiosi o argillosi, sopporta anche periodi di siccità e d’estate regala una bellissima fioritura giallo-oro!

Ce ne sono di diverse qualità, con dimensioni diverse: pensate che le ginestre dell’Etna possono toccare i 6 metri di altezza! Potrete però trovarne anche di dimensioni più contenute, in modo da scegliere quella più adatta a voi.

Per coltivarla, di solito la semino in piccoli vasetti, mettendo quattro o cinque semi per vasetto. Faccio in modo che il terreno rimanga sempre umido e quando spuntano le piantine le dirado, in modo che ne resti una in ogni vasetto; poi, in autunno o in primavera, la metto a dimora in piena terra. Sto attento soltanto che il terreno sia drenato e che la posizione sia in pieno sole.

Da questo momento in poi, la ginestra non richiede molte cure; basta annaffiarla con regolarità in primavera ed estate (per quanto, come dicevo, abbia una buona resistenza anche alla siccità) e potarla dopo la fioritura, riducendo i rami di un terzo della loro lunghezza: in questo modo, la prossima fioritura sarà abbondante!

Si può anche tenere in vaso, almeno per qualche anno, ma in questo caso conviene rinvasarla ogni primavera.

Ah, una cosa: se vedete che le foglie cadono molto presto, non vi spaventate: è normale. La fotosintesi continua lo stesso sui rami, che infatti sono verdi!

Ma Clematidia voleva aggiungere qualcosa…

Sì, Dottor Belfusto, volevo soltanto dire che anche un poeta come Leopardi è stato ispirato da questa pianta, che cresce anche in zone aride e con il suo profumo “consola il deserto”. Mi permette di ricordarne solo qualche verso?
La poesia si chiama “La ginestra”:

“… dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola…”

Bellissimo, non trovate?

| Condividi
pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (1) commento