Piante grasse: coltivare le cactacee

cacataceeCari Amici,
rigogliosi saluti!

Laura mi scrive: “Caro Dottor Belfusto, non ho il pollice verde, al contrario. Vorrei provare a coltivare almeno un piccolo cactus, ma temo di far morire anche quello, come posso fare?”

Cara Laura, spesso il pollice verde diventa verde con l’esperienza. Quindi non abbatterti: riuscirai sicuramente! Per aiutarti, oggi proverò a parlare della coltivazione delle piante grasse o succulente, e in particolare delle Cactacee.

Le piante grasse si chiamano “succulente” non perché siano buone da mangiare, come pensava Rosa Canina (prima di scoprire a sue spese quanto possono essere spinose!), ma perché immagazzinano l’acqua all’interno delle foglie o del fusto e possono così resistere abbastanza a lungo anche in periodi di siccità. Spesso, per limitare la dispersione di acqua, le foglie sono piccole o sferiche e la fotosintesi avviene soprattutto sul fusto.

Tra le piante grasse, le Cactacee sono quelle a forma di cactus, che conservano l’acqua all’interno del fusto. Su di esso non nascono foglie, ma compaiono dei piccoli cuscinetti da cui si dipartono spine o fiori. La coltivazione delle Cactacee è effettivamente semplice, ma ci sono alcune cose da tenere ben presenti.

  • Il riposo invernale
    la fase vegetativa delle cactacee si svolge in primavera e in estate. In autunno e in inverno, invece, hanno bisogno di riposare: significa che devono stare in un ambiente asciutto e fresco (ma non sottozero!) e ricevere pochissima acqua, solo il necessario per non avvizzire. Se viceversa vengono tenute al caldo, rimangono in parte attive e faranno fatica a fiorire l’anno seguente.
  • Il rischio dell’umidità
    Le Cactacee sono particolarmente esposte al rischio del marciume e di conseguenza temono le piogge abbondanti e, soprattutto, i terreni poco drenati. I terricci specifici sono preparati in modo da garantire un perfetto drenaggio; altrimenti bisogna cercare di scegliere un terreno sabbioso e sciolto e disporre 50 centimetri di ghiaia o altro materiale drenante sul fondo della buca.
  • Poca acqua, poco fertilizzante
    La capacità delle Cactacee di immagazzinare acqua fa sì che non abbiano bisogno di essere innaffiate quando vivono in piena terra, e che in vaso si accontentino di una innaffiatura a settimana, preferibilmente con acqua del rubinetto. Anche con i concimi non è il caso di esagerare, altrimenti si rischia di avere una crescita esagerata della parte verde ma una scarsa fioritura. Basta dare un po’ di fertilizzante con fosforo e potassio, ogni due settimane, soltanto nel periodo della fioritura.


Sono sicuro che avrai la gioia di veder nascere dei bellissimi fiori su queste piante all’apparenza così scorbutiche!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (1) commento

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