Di solito è Clematidia a parlarvi di storia dei giardini; certo non ve lo aspettereste dal postino Amarillo (cioè dal sottoscritto!).
Invece, sono lieto di stupirvi! Anche se il merito non è tanto mio quanto degli autori di questo libro: “L’invenzione del giardino occidentale”, di Matteo e Virgilio Vercelloni, edizione Jaca Books.
No, il libro non è mio… è per il Dottor Belfusto, io dovrei solo consegnarlo. Ma non farò male a nessuno se do una sbirciatina…
Uhm, a quanto pare si tratta di una carrellata storica a partire dal giardino mesopotamico, passando per il giardino romano, quello ellenistico e quello medievale, fino ad arrivare al giardino rinascimentale e alle sue successive evoluzioni. Arriva fino alla concezione di giardino dei giorni nostri e alle varie sperimentazioni.
La cosa interessante è che il giardino viene raccontato come un aspetto della società e come una spia del modo di rapportarsi dell’uomo con la natura. In effetti, se ci penso, in un certo senso si capisce tanto di una persona dal suo giardino; quindi ha senso pensare che guardando i giardini di un’epoca si possa capire qualcosa della società che lo ha creato… non vi pare?
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