Ecco il vostro postino preferito che si avvicina di soppiatto alla Tercomposti per compiere il suo dovere e consegnare un libro di giardinaggio al Dottor Belfusto. Quale libro? “Dai diamanti non nasce niente”, di Serena Dandini.
Forse vi chiedete come faccio a sapere di che libro si tratta… ebbene sì, l’ho liberato dall’imballaggio! E’ l’unica forma di difesa che posso usare contro quella piccola peste di Rosa Canina, che sicuramente tenterà di assalirmi. Il libro ha più di 200 pagine: chissà, forse potrebbe funzionare come arma impropria!
Ovviamente, dato che l’ho estratto, gli ho anche dato una bella occhiata. L’autrice sicuramente la conoscete tutti: Serena Dandini è un volto noto della televisione e non mi aspettavo di vederla associata al mondo del giardinaggio. E invece ecco qui il libro: “Dai diamanti non nasce niente”, edito da Rizzoli.
L’ho sfogliato un pochino e devo dire che sembra piuttosto interessante: ci sono racconti personali e indicazioni pratiche di giardinaggio, e soprattutto c’è una considerazione che tutti gli appassionati di giardinaggio non possono che condividere: in qualsiasi modo vogliate cambiare il mondo, il modo migliore per farlo e cominciare dal proprio giardino (o dal proprio balcone), perché il rapporto tra uomo e natura è una parte fondamentale di quello che siamo e dice tanto sulla nostra società e sulla nostra cultura. Vi pare poco?
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Per scrivere un libro sui giardini bisognerebbe conoscere almeno la differenza tra l’oleandro e il rododendro, non chiamare pelargone il pelargonio, sapere che sulle spiagge greche crescono semmai le tamerici (che appunto D’Annunzio chiamava “salmastre ed arse” e non gli oleandri, che peraltro è difficilissimo dormire all’ombra di un oleandro, dato che è un cespuglio ad andamento verticale che nelle ore più calde non fa praticamente ombra. Queste ed altre piacevolezze dette dalla Dandini nella trasmissione di Fazio mi hanno convinto a guardarmi bene da comprare il suo libro.
che dire? concordo con Fiamma. sono molto ansiosa di non leggerlo
Brava ho letto il libro, complimenti
sono una appassionata di botanica, sto allestendo un progetto di “ortoterapia” credo di avere molte idee in comune (scusate l’immodestia) con quanto scrive serena. Un rapporto simbiotico con la natura e le stagioni prima di tutto ci cambia la vita ma se lo condividiamo può contribuire a cambiare il mondo!!!!
@ Fiamma: i libri prima di essere commentati andrebbero almeno letti, i pregiudizi non durano a lungo ma si sfaldano con la conoscienza. Non puoi basarti sulle presunte affermazioni fatte in un’intervista per concludere che la scrittrice cui sopra non capirebbe nulla di giardinaggio. A parte che non si tratta di una guida ma di un viaggio nei giardini e sui personaggi che amavano le piante dai secoli passati a quello attuale. Ma poi non è un testo che ha la pretesa di essere un’ enciclopedia di botanica o di biologia, e l’autrice non è un’agronoma o una scienziata, ma una semplice appassionata. È un libro emozionale, scritto, al netto di possibili imprecisioni, con onestà e con passione per il giardinaggio, e raccontato attraverso frammenti di racconti su personalità scomparse, del loro modo di diffondere la cultura del verde e l’amore per le specie che diffondevano ad esempio spargendo semi sul loro passaggio, della considerazione che i fiori avevano nelle epoche e nelle culture passate. Forse non.sarà un gran libro, ma prima di poterlo dire varrà anche la pena leggerlo.