Buongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?
L’estate si avvia verso la fine e davanti a noi si preparano i giorni freddi dell’autunno e dell’inverno. Personalmente, la vostra Clematidia combatte la malinconia di questi momenti sognando… di giardini, ovviamente!
Per questo oggi ho voglia di raccontarvi qualcosa sui giardini nell’Antica Grecia.
La natura e la vegetazione in particolare sono importanti nella cultura greca, che ci ha tramandato tante leggende e tanti racconti mitologici legati ai fiori e alle piante. Nel periodo più arcaico della storia della Grecia, in effetti, i giardini erano legati direttamente alla sfera del sacro: erano la dimora degli dei. Si trattava comunque di luoghi recintati e al loro interno c’erano soprattutto alberi da frutto, vite, olivi e ortaggi. Omero stesso nell’Odissea descrive il giardino della dea Calipso come un luogo meraviglioso, una selva florida e lussureggiante dove accanto ai vigneti e al sedano crescevano anche violette e cipressi.
A partire dal VI secolo avanti Cristo, i giardini acquistano un valore diverso. Cominciano a diventare un luogo pubblico, interno alle città, e in particolare intorno alle scuole di filosofia. Le lezioni infatti spesso si tenevano all’aperto: i filosofi amavano passeggiare in mezzo al verde insieme ai loro discepoli. Questi giardini, quindi, non erano pensati per la produzione di frutti e ortaggi: il loro scopo principale era creare un ambiente piacevole e rilassante che potesse ospitare lo scambio culturale e il dialogo. Nascono in questo periodo anche le prime opere scritte dedicate all’arte del giardino: l’autore è Teofrasto, non a caso un amico del filosofo Platone.
Con il IV secolo avanti Cristo comincia il periodo ellenistico: i giardini greci, che prima erano alla fin fine molto semplici, cominciano a imparare il lusso dai giardini persiani. Diventano quindi più elaborati, con una disposizione geometrica di siepi di mirto e alloro, alberi da frutto come meli, olivi, peri, melograni e fichi, e anche fiori come violette e rose, che i Greci amavano molto. I viali erano ombreggiati da platani, pini e cipressi e c’erano zone dedicate espressamente alla caccia.
Personalmente, la cosa che mi colpisce di più di tutta questa storia è l’idea del giardino come luogo dove la mente funziona meglio: in effetti chiunque abbia curato un giardino sa che non c’è niente come qualche ora nel nostro regno verde per rendere la mente più lucida e schiarire le idee! Non è vero?
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