Cari Amici,
rigogliosi saluti!
In onore dei sempreverdi, che sono protagonisti in questa stagione, oggi vorrei parlare con voi della coltivazione dell’edera.
Coltivare l’edera
Coltivare l’edera è molto facile: non ha bisogno di particolari cure. Bisogna soltanto cimarla ogni tanto per limitarne e indirizzarne lo sviluppo; per il resto, l’edera si sviluppa da sola, aggrappandosi con le sue radichette alle altre piante, ai muri o a qualsiasi sostegno abbia a disposizione. Nel caso in cui si aggrappi a un’altra pianta, però, è importante sottolineare che non lo fa per sottrarle nutrimento ma soltanto per sostenersi. Non si tratta infatti di una pianta parassita: anzi, la sua presenza aiuta a tenere sotto controllo il proliferare di alcune infestanti.
La malattie dell’edera
L’edera è rustica e resistente, ma può ugualmente incontrare alcune avversità. Può essere attaccata da alcuni funghi (e in quel caso bisogna intervenire in primavera con prodotti a base di rame) oppure dagli afidi neri, che si possono sconfiggere con un insetticida specifico. Potrebbe dover affrontare anche la cocciniglia, che si elimina con i prodotti anticocciniglia appositi.
Seminare l’edera
Il momento giusto per seminare l’edera è tra settembre e ottobre, oppure tra marzo e aprile se il tempo è bello. L’edera si adatta a qualsiasi terreno o clima, ed è molto adattabile anche come posizione: cresce sia al sole che all’ombra. Le uniche accortezze da avere sono quando la pianta è giovane: se il clima è molto secco conviene innaffiarla abbondantemente, e bisogna fare attenzione a legare i fusti ai sostegni per aiutarli ad arrampicarvisi. Una volta che ha attecchito, in alcuni casi può vivere fino a 400 anni, trasformando il suo fusto in un vero e proprio tronco!
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