Cari Amici,
rigogliosi saluti!
Oggi vorrei dedicare la nostra chiacchierata alla coltivazione della petunia, l’altra pianta “regina dei balconi” d’estate, insieme ai gerani.
Oggi ci sono petunie di tutti i tipi, ma non è sempre stato così: è dal 1700 che la petunia è arrivata in Europa dal Brasile, e in questi secoli l’uomo si è divertito a creare ibridi di tutti i colori e di diverse forme. Così oggi troviamo petunie quasi di ogni sfumatura, anche screziate o bicolori, e di diverse fogge, come la famosissima Surfinia, una petunia ricadente creata in Giappone e ormai diffusissima.
Tutto questo per dire che avete solo l’imbarazzo della scelta nel decidere quali petunie fanno al caso vostro e del vostro balcone (o del vostro giardino, perché – nonostante siano tra le piante in vaso più diffuse – le petunie vanno benissimo anche per le aiuole!). Una volta fatta la vostra scelta, la coltivazione delle petunie non è difficile. Sono piante resistenti e danno una grande soddisfazione: offrono infatti fioriture lunghissime, ancor più nel caso della Surfinia. Bisogna solo ricordare alcune linee guida.
Le irrigazioni dovrebbero essere costanti e regolari. In vaso, l’ideale sarebbe bagnarle tutti i giorni d’estate. Ovviamente non vi dico di rinunciare alle vacanze per innaffiare le petunie, però potrebbe essere una buona idea cercare qualcuno a cui affidarle, oppure predisporre un sistema di irrigazione automatica, se state via a lungo. Spostarle all’ombra, inoltre, diminuisce il rischio di disidratazione.
Le petunie richiedono di essere nutrite con concime per piante da fiore, circa ogni 10 giorni da maggio fino ad agosto/settembre. Probabilmente, intorno a luglio le piante cominceranno a mostrare segni di affaticamento (… provate voi a fiorire ininterrottamente per tutta l’estate!). Per aiutarle, sarà sufficiente lasciarle riposare un paio di settimane: spostarle in una posizione a mezz’ombra, sospendere la concimazione e asportare i fiori appassiti. Dopo una quindicina di giorni saranno pronte a tornare al sole e riprendere la fioritura con nuovo vigore!
Le petunie non amano la pioggia. Se restano esposte a piogge abbondanti o a temporali, potrebbero riportare dei danni. Se vedete che dopo qualche ora non si sono riprese, è il caso di intervenire e asportare le parti danneggiate. Svuotate anche il sottovaso e aspettate che il terriccio si sia ben asciugato, prima di innaffiare di nuovo.
Per avere fioriture sempre abbondanti, basta potare regolarmente: quando il fiore appassisce, si può tagliare il ramo che lo porta. In questo modo si stimola la formazione di nuovi boccioli, e dai rami tagliati si possono ottenere talee da mettere nel terriccio umido per creare nuove piantine di petunia!
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aiutatemi non riesco a cltivare le petunie muoiono dopo circa un mese non so la causa.
Ciao Anna,
forse il terriccio non è quello giusto, oppure eccedi un po’ con il concime o con l’acqua. La quantità di acqua è un punto delicato, perché la pianta morirà se non ne riceve abbastanza, ma se ne riceve troppa può andare incontro a malattie fungine che possono essere ugualmente fatali in poco tempo…
Spero di averti aiutato!
Le petunie possono superare l’inverno con qualche accorgimento, o a prescindere dalla temperatura una volta terminata la fioritura si esauriscono inevitabile fino a seccare? All’aperto è sufficiente pacciamare per proteggere le radici oppure è consigliabile tenerle in vaso per rientrarle in un luogo luminoso ma non.riscaldato? È vero che sono piante economiche, ma è comunque un peccato buttarle dopo una stagione se nel loro luogo d’origine fossero perenni. Per esempio io ho salvato dalle gelate una bocca di leone (anthirrinum majus) comperata la scorsa primavera. La vivaista disse che dopo l’estate sarebbe seccata da sola, ma io ho pacciamato con paglia e potato tagliandola quasi al livello del terreno nel mese di novembre, a febbraio era sotto la neve (e uno strato di ghiaccio la circondava!!!), ebbene ora è già rifiorita più bella dell’anno scorso e penso si sia anche autoseminata perché il cespuglietto è ora più ampio. Con questo metodo si possono salvare molte piante coltivate pigramente come annuali, pronte ad essere sostituite con altre identiche solo perché non si cerca di manutenerle e vedere se possono vivere da perenni. Certo, una centaurea cianus (fiordaliso) seccherà comunque al termine della fioritura, ma ci sono varie specie di piante che coltiviamo come annuali solo per via della temperatura, ma che se trattassimo come una perenne tropicale vivrebbero più anni, poiché anche loro nel loro luogo di origine sono perenni. Il vantaggio di coltivare una perennante come perenne è quello di poter scegliere l’anno successivo nuove varietà da aggiungere alle vecchie già in nostro possesso, senza dover ripetere una spesa che per quanto esigua, chi è appassionato di giardinaggio impiegherebbe diversamente.