Coltivare il mandorlo

mandorloCari Amici,
rigogliosi saluti!

Tra gli alberi che producono quella che consumiamo come frutta secca, non abbiamo ancora avuto modo di parlare della coltivazione del mandorlo. Rimediamo oggi.

Il mandorlo è simbolo di amore, rinascita, fertilità e abbondanza. I primi due significati sono probabilmente da attribuirsi alla sua precocissima fioritura: i suoi rami si colorano di rosa ancora in febbraio o inizio marzo, quando ancora non sono comparse neppure le foglie.

Mettere a dimora il mandorlo

Siamo in un buon momento per mettere a dimora il mandorlo: tra novembre e metà gennaio, infatti, è il periodo giusto. Si scava una buca di 60-70 centimetri di profondità e sul fondo si dispone uno strato di ghiaietto per il drenaggio, uno strato di terra, uno di concime e poi ancora uno di terra; su questi si possono appoggiare le radici dell’albero.
Il terreno deve essere fertile e senza ristagni, calcareo e assolutamente non argilloso. Il clima dovrebbe risparmiare al nostro mandorlo la nebbia e l’umidità, tanto quanto l’afa estiva.

Coltivare il mandorlo

Il mandorlo richiede irrigazioni quando la siccità è prolungata. La fertilizzazione va fatta in febbraio, con un concime bilanciato. Per i primi due anni bastano 500 grammi di concime, dal terzo anno in poi un chilo.
La potatura, invece, si può fare in dicembre, eliminando un quinto dei rami più quelli spezzati o secchi.

La raccolta delle mandorle

Le mandorle si raccolgono di solito dalla seconda metà di agosto a tutto settembre, a seconda delle varietà; in ogni caso, quando tutti i frutti hanno il mallo peloso aperto. Si può aspettare che cadano naturalmente dalla pianta, oppure percuotere i rami con una pertica; le mandorle vanno poi lasciate a essiccare al sole per una settimana. E buon appetito!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

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