Archivio della categoria 'Il diario di Rosa Canina'

Coltivare il finto gelsomino

gelsominoCiao a tutti,
sono io, Rosa Canina!

“Coltivare il finto gelsomino”: ecco il titolo dei compiti delle vacanze che mi ha assegnato il Dottor Belfusto.

Lo chiamano così perché fa finta di essere un gelsomino, ma in realtà lui e il gelsomino non si conoscono neanche!
Io ho detto che se fa finta non mi sembra il caso di dargli corda, ma poi il Dottor Belfusto mi ha portato a vederlo: ho scoperto che il finto gelsomino ha tantissimi fiorellini bianchi profumatissimi e ho deciso di perdonarlo. Però mi sembra giusto dire qual è il suo vero nome: Rhyncospermum jasminoides. Sembra una parolaccia, lo so, ma il Dottor Belfusto mi ha assicurato che non è così.

Piantare il finto gelsomino

Il primo capitolo dei miei compiti delle vacanze è questo: come piantare il finto gelsomino. Il momento migliore per piantarlo è all’inizio della primavera. Bisogna scegliere un terreno drenato e fertile e fare una buca di 30 centimetri di larghezza e profondità, metterci la pianta e poi riempire con terreno misto a stallatico pellettato. Poi naturalmente bisogna innaffiare bene.
Una cosa importante è che il finto gelsomino si diverte molto ad arrampicarsi, quindi dobbiamo pensare subito a dargli qualcosa a cui aggrapparsi, altrimenti si offende molto. Può essere un muro con una rete attaccata, oppure una pergola, o un gazebo, o alla peggio delle canne di bambù.

Coltivare il finto gelsomino

Il secondo capitolo riguarda le cose da sapere per coltivare il finto gelsomino. In primo luogo, dovete sapere che il finto gelsomino ama tantissimo prendere il sole. Quindi, se lo sistemate in pieno sole, sarà contento e farà tanti fiori in più.
Per quel che riguarda l’innaffiatura, ha bisogno di essere irrigato regolarmente per il primo anno di vita, poi se è piantato in piena terra comincia ad arrangiarsi da solo. Potrebbe aver bisogno d’aiuto se fa molto molto caldo: in quel caso, magari, un pochino di acqua è meglio che gliela diate. Se invece il finto gelsomino è in vaso, bisogna dargli da bere in tutti i periodi, a parte l’inverno: in quel caso, si irriga solo se la terra si secca troppo.
Un’altra cosa che fa molto piacere al finto gelsomino è la concimazione: se a novembre gli darete un po’ di stallatico pellettato lo farete molto felice!

Potare il finto gelsomino

L’ultimo capitolo dei miei compiti parla della potatura del finto gelsomino. Va potato in primavera e bisogna tagliare i rami secchi, naturalmente, ma anche alcuni di quelli sani. Infatti il finto gelsomino cresce molto in fretta, ma a volte nell’entusiasmo si dimentica della forma che doveva avere e diventa molto disordinato, quindi è meglio ricordargliela e fare un po’ di ordine: non bisogna farsi vedere con troppi rami fuori posto! No?

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Coltivare il melone

meloneCiao a tutti,
sono io, Rosa Canina!

La coltivazione del melone“: questo è il titolo dei compiti delle vacanze che mi ha dato da svolgere il Dottor Belfusto.

Ha deciso che se devo diventare brava bisogna che studi, e allora mi ha dato una serie di domande a cui rispondere!

“Come si fa a seminare il melone?”

Allora, questa la so: il melone si semina quando fa già caldo perché ha molta paura del freddo, quindi in maggio o al massimo se uno ha proprio fretta in aprile. Se volete seminare prima dovete farlo in serra, altrimenti il melone si offende molto. I semi vanno messi lontani tra loro, perché le piante di melone vogliono sempre stare comode e stendersi sul terreno: bisogna lasciare un metro tra un seme e l’altro e due metri almeno tra le diverse fila.

“Come si cura il melone dopo la semina?”

Bisogna contare le foglie del melone. Quando diventano 5 o 6 bisogna tagliare gli steli lasciando solo 2 o 3 foglie su ogni ramo. In questo modo il melone farà più rami diversi e farà più fiori femminili, che sono quelli che poi diventano frutti. Perché il melone fa fiori femmine e fiori maschi, infatti a volte si può fare una cosa che si chiama “impollinazione manuale” mettendo a contatto i fiori maschili con quelli femminili. Il Dottor Belfusto però mi ha detto che è una cosa da adulti e io sono ancora troppo giovane per assistere.

“Come si innaffia il melone?”

La so, la so! Tutti i giorni: il terreno deve restare umido, perché altrimenti i frutti non crescono bene! Però non bisogna dare troppa acqua e bisogna essere regolari, altrimenti potrebbe marcire il colletto. E non bisogna bagnare il fusto a livello del suolo.
E poi visto che lo so dico anche come bisogna fare a concimare il melone. Si danno il potassio e il fosforo quando si prepara il terreno, e l’azoto sia prima che durante la coltivazione.

“Quando si raccolgono i meloni?”

Quando cominciano a crescere i meloni bisogna cominciare a toglierne qualcuno, prima che diventino grossi. Bisogna sceglierne uno per ogni ramo, e per non esagerare si sceglie quello che non è né troppo grande né troppo piccolo: tutti gli altri bisogna toglierli. Poi si taglia il ramo due o tre foglie sopra il melone che abbiamo scelto. Quelli che lasciamo sulla pianta devono avere tutti più o meno le stesse dimensioni, altrimenti quello più grande farà il prepotente con gli altri e si prenderà lui tutto il nutrimento della pianta!

Ma non ho risposto su quando si raccolgono… bisogna raccoglierli quando non sono ancora proprio maturi maturi, però premendo un pochino fanno un buon profumo. Si taglia il picciolo 4 o 5 centimetri sopra il frutto. E poi si mangia il melone, che a me piace molto, e poi quando si mangia il melone vuol dire che è estate… perché il melone comincia a essere pronto a luglio e continua tutto agosto, quindi quando raccolgo il melone di solito sono in vacanza!

Ecco, ho risposto a tutto! Visto che brava?

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Coltivare i frutti di bosco

coltivazione_frutti_boscoCiao a tutti!
Sono io, Rosa Canina!

In questo momento sto strisciando nel sottobosco per tendere un agguato al postino Amarillo. Non sono sicura che oggi passi di qui, ma strisciare nel sottobosco è divertente in ogni caso. In realtà, il Dottor Belfusto dice che questo non è un vero sottobosco, anche perché sopra non c’è il bosco.

Però ci sono le piante di more, lamponi, ribes e tutti i frutti di bosco, quindi un pochettino di bosco in fondo in fondo c’è… no? E così, anche se il postino non arriva, almeno ho qualcosa da fare: raccogliere i frutti di bosco!

A me i frutti di bosco piacciono moltissimo. Sono buoni e sono anche molto coraggiosi: ho sentito il Dottor Belfusto che diceva che di solito non hanno paura del freddo!

E poi sono tanti e tutti diversi. Lo sapete quanti ce ne sono? Ve ne dico alcuni che conosco.

Ci sono i lamponi, che di solito sono rossi, ma ce ne sono anche alcuni tipi gialli e neri. La pianta è un cespuglio di tralci e il Dottor Belfusto le mette sempre vicino un sostegno, perché si vede che a stare dritta da sola si stanca. I lamponi si possono raccogliere tra giugno e luglio, e dopo si tagliano via i rami che hanno fatto i frutti, rasoterra.
Una cosa importante è che, anche se i lamponi non hanno paura del freddo, soffrono le temperature alte, quindi in primavera il Dottor Belfusto sparge per terra l’erba tagliata, oppure della paglia o della torba, perché dice che così protegge un pochino la pianta dal caldo.

Poi ci sono i ribes: li raccolgo fino ad agosto. Anche i ribes possono essere di tanti colori: rossi, neri o giallini. Quelli giallini si chiamano anche uva spina, perché la pianta è un po’ spinosa. Io pensavo che si usasse per fare il vino spino, ma il Dottor Belfusto mi ha detto di no. Credo che bisognerebbe provare, però.
Anche il ribes è coraggioso, però un po’ meno degli altri frutti di bosco, perché ha un po’ paura delle gelate tardive: il Dottor Belfusto dice che è perché germoglia presto, a marzo, e quindi il freddo può fargli male in quel periodo. Ha paura anche della siccità, e infatti va innaffiato tutte le settimane.

Ci sono fino ad agosto anche i mirtilli. La segretaria Clematidia dice che i mirtilli sono antiossidanti. Non so esattamente cosa voglia dire, forse che se li spalmi sul ferro non arrugginisce, però non ne sono sicura, anche perché qualche tempo fa ho sentito il Dottor Belfusto parlare della ruggine delle piante e quindi adesso non so bene cosa pensare. Non so se mangiare tanti mirtilli mi impedirà di arrugginire, ma sicuramente sarà molto piacevole.
I mirtilli hanno molte pretese. Non tollerano il calcare, vogliono un suolo acido, soffice e ricco di humus, e anche loro hanno un po’ paura della siccità estiva. Anche loro, come i lamponi, vogliono essere protetti dalla paglia a partire dalla primavera.

Sono quasi pronte anche le more, che si mangiano a luglio e agosto. La pianta di more si chiama rovo e nei boschi veri ha le spine, ma quelle che si trovano nel mio sottobosco sono speciali per i giardini e quindi non hanno le spine, e fanno dei frutti più grossi.
Il rovo si pianta in autunno. Ha un carattere molto deciso e un po’ invadente, quindi bisogna tenerla sotto controllo: indirizzare i tralci su dei fili orizzontali sovrapposti, ad altezze diverse, e poi dopo che hanno fatto i frutti tagliare i tralci rasoterra. Il Dottor Belfusto dice che non bisogna lasciarsi intimorire dal rovo e bisogna tagliare con decisione, altrimenti diventa troppo fitto e secondo me si monta anche un po’ la testa. Anche se la pianta ha un caratteraccio, però, le more vengono fuori sempre buone!

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Coltivare le fragole

fragoleCiao a tutti!
Sono io, Rosa Canina!

Non dite al Dottor Belfusto che sono qui: sono in missione segreta! Sto andando a raccogliere le fragole.

Il Dottor Belfusto a dire il vero direbbe che vado a “rubare le fragole”… a me sembra che “rubare” sia un po’ troppo: in realtà, faccio un favore alle povere piante di fragola e le alleggerisco un pochino! Le fragole sono pesanti, sapete? Fanno piegare gli steli fino a terra! Infatti il Dottor Belfusto mette sempre un telo di plastica sul terreno e sparge anche della paglia, perché se no le fragole si appoggiano per terra e si sporcano tutte.

Speriamo che ce ne sia già qualcuna bella rossa! Il Dottor Belfusto dice che vanno raccolte quando sono proprio rosse rosse. Bisognerebbe raccoglierle spezzando il picciolo, lasciandone un pezzetto attaccato alla fragola, perché così si conserva meglio; ma tanto noi ce le mangiamo tutte subito, vero?

Intanto che le cerchiamo, vi racconto alcune cose buffe che so sulle fragole. Il loro nome non vuole dire che sono fragili e golose, come pensavo io, ma che sono profumate. E poi, c’è una cosa stranissima: in realtà, le fragole non sono dei frutti! Sono dei “frutti finti”: i frutti veri sono quei semini piccoli che ci sono all’esterno, quelli che si infilano sempre tra i denti e danno tanto fastidio! Voi lo sapevate? Io no, ma da quando me l’hanno spiegato ho rinunciato a tentare di toglierli tutti con il coltello prima di mangiare le fragole. Il risultato è che risparmio un sacco di tempo e riesco a mangiare molte più fragole!

Un’altra cosa che so, perché l’ho sentita dire al Dottor Belfusto, è che le fragole si mettono a dimora a fine agosto. Quanto a metterle a dimora non c’è problema, perché le piante sono sempre nel giardino della nostra dimora, quindi va bene. Il Dottor Belfusto però dice anche che se non si può poi dare da bere tutti i giorni nei primi tempi, allora è meglio rimandare all’inizio dell’autunno, oppure – se l’inverno sarà freddo – alla primavera successiva.

In ogni caso bisogna cominciare 1-2 mesi prima a preparare il terreno. In questo sono brava anche io: sto lì tutti i giorni a spiegare al terreno come sono le fragole e a cercare di convincerlo che deve farle crescere. Il Dottor Belfusto invece lo lavora con la vanga e ci mette anche del concime. Le fragole poi crescono bene, ma secondo me è più che altro merito mio.

Il Dottor Belfusto le pianta a 25-30 centimetri di distanza, su file che sono lontane 70-80 centimetri l’una dall’altra. Vanno annaffiate spesso ma con poca acqua alla volta. Stanno lì per due o tre anni, poi vanno cambiate. Loro starebbero lì anche più a lungo, ma dopo due o tre anni diventano pigre e non fanno più tante fragole, quindi conviene cambiarle e metterne di nuove, più volonterose.

Poi alla fine dell’estate succede una cosa buffa: crescono dei germogli che si chiamano stoloni e che si stendono di lato, e fanno delle radici nuove tutte loro. Se diventano abbastanza grandi, si può tagliare il collegamento con la pianta madre e… voila! Abbiamo una nuova pianta!
Però per la maggior parte delle volte conviene tagliarli via subito e lasciar perdere, perché crescendo portano via energia alla pianta. Quindi, a meno che la pianta non sia già vecchia, è meglio che tenga da parte la sua energia per fare le fragole l’anno dopo! No?

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Interrare i bulbi dei gigli

gigliCiao a tutti,

se incontrate il Dottor Belfusto che mi cerca, non ditegli che sono qui! Stiamo giocando a nascondino. Solo che lui non lo sa.
Insomma, oggi volevo parlare io, e allora “ho creato un diversivo”. (Questa frase l’ho sentita dire a Clematidia, e credo voglia dire combinare un disastro per poter combinare dopo un disastro più grosso).

Comunque, io non voglio combinare un disastro: voglio solo raccontarvi che ieri abbiamo comprato i bulbi dei gigli da interrare!

Non vedo l’ora: mi diverto sempre molto quando piantiamo i bulbi. Ogni volta il Dottor Belfusto dice a Clematidia: “Sto per interrare i bulbi, crea un diversivo per Rosa Canina”. Non ho ben capito perché si debba combinare un disastro mentre si interrano i bulbi… forse tutto considerato non l’ho capita tanto bene, quella frase.

Comunque, il Dottor Belfusto fa così: prima prepara il terreno e toglie i sassi, poi mette i bulbi in terra, con la punta verso l’alto, a una profondità uguale a quella di due bulbi e mezzo, e a una distanza di tre bulbi l’uno dall’altro. Sotto a ogni bulbo, però, mette un po’ di ghiaietto e un po’ di terriccio, e poi li ricopre ancora di terriccio. Dice che il ghiaietto serve per evitare il ristagno idrico, ma non so bene cosa intenda: noi in giardino non abbiamo lo stagno!

Un altro momento divertente è quando sbocciano i fiori. Questo di solito succede in estate. Quando i fiori appassiscono, bisogna staccarli tutti, altrimenti la pianta si concentra a produrre i semi e non fa più fiori; invece togliendo i fiori vecchi la pianta si confonde e ne fa di nuovi. Prima o poi si accorgerà del trucco, penso, ma finora ha sempre funzionato!

Un’altra cosa che si può fare con i gigli è moltiplicarli. Per moltiplicarli bisogna dividerli. Lo so, suona strano, però Clematidia mi ha detto che ho proprio capito giusto. Ci sono altri modi per moltiplicare i bulbi, comunque: si possono usare i bulbilli o le squame.

I bulbilli sono dei piccoli bulbi che si formano sul fusto, all’ascella delle foglie. Il Dottor Belfusto li stacca e li mette in vasi pieni di terriccio. Fa dei fori di 2 centimetri, distanti circa 3 centimetri l’uno dall’altro. In primavera si portano all’aperto, perché si sviluppino nei vasi. L’anno dopo saranno diventati abbastanza grandi da metterli in terra, come i bulbi normali.

Poi c’è la squamatura, che a me fa un po’ impressione, perché mi fa pensare ai pesci. Però in realtà non c’entra molto, perché le squame dei bulbi sono diverse da quelle dei pesci: sono più cicciotte. Il Dottor Belfusto prende i bulbi all’inizio dell’autunno, toglie le squame esterne, che di solito sono un po’ appassite, e arriva a quelle più belle. Ne stacca qualcuna e poi rimette a posto il bulbo.

Infila le squame nel terriccio per metà, con la base verso il basso, a 5 centimetri di distanza l’una dall’altra, e poi tiene la cassetta in un posto caldo; dopo 6 settimane dovrebbero formarsi dei bulbilli alla base. A quel punto porta la cassetta in un posto fresco e aspetta che spuntino i germogli: quando spuntano, mette ogni piantina in un vaso da circa 8-10 centimetri e poi fa una cosa buffa: pianta anche il vaso! La prima volta pensavo che si fosse confuso, invece no: fa così ogni volta, interra il vaso all’aperto e lo lascia lì. L’anno dopo, trapianta i nuovi bulbi direttamente in terra.

Ecco, ora ve l’ho raccontato e torno a nascondermi. Mi raccomando, se passa qualcuno… io non sono mai stata qui!

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Seminare le zucchine

zucchineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di un ortaggio molto buono e molto decorativo: la zucchina. Si può consumare in cucina in tanti modi diversi, è molto salutare e rallegra l’orto con i suoi fiori arancioni.

Per la semina, marzo è un ottimo momento: potete seminare in un ambiente protetto (in casa o in serra) oppure sottovetro. Ma temo proprio che il resto voglia raccontarvelo Rosa Canina, perché è qui che saltella intorno a me e continua a schiamazzare, e temo proprio che non ci lascerà in pace se non la lasciamo parlare.

Sì, sì, voglio raccontarvelo io, perché sono stata a guardare tante volte mentre il Dottor Belfusto seminava e quindi ormai so tutto! Il Dottor Belfusto prende dei vasi larghi 7 centimetri e fa dei buchi profondi 2,5 centimetri e ci mette i semi. Però non li lascia lì per sempre: a metà maggio, quando ci sono già le piantine, le sposta nell’orto, ogni volta in un punto diverso perché le zucchine si stufano a stare sempre nella stessa terra. Le pianta abbastanza lontane l’una dall’altra, non so perché – forse se stanno troppo vicine litigano, come succede a me con il postino.

A questo punto innaffia spesso le piantine, le guarda bene, e se vede che alcune foglie diventano troppo grandi le toglie, perché dice che così l’aria circola meglio. E magari, se ha voglia, ne pianta ancora, direttamente fuori perché a maggio ormai fa caldo! Continua fino a luglio, così io continuo a mangiare zucchine anche in autunno.

Le piante fanno tantissime zucchine! Io non posso raccoglierle perché bisogna usare un coltello molto affilato per tagliare la base, e il Dottor Belfusto dice che piuttosto che dare un coltello simile in mano a me preferirebbe dare un fiammifero in mano a un piromane. Io non so cosa sia un piromane, ma sono abbastanza sicura che non si possono raccogliere le zucchine con un fiammifero!

Comunque, il Dottor Belfusto le raccoglie quando sono ancora piccole (10 centimetri o 15-25 centimetri, a seconda del tipo di piante) altrimenti si offendono e diventano cattive. Forse mordono anche, ma non ne sono sicura. Una volta il Dottor Belfusto se n’è dimenticato una, che è rimasta sulla pianta, è diventata enorme e quando l’abbiamo raccolta faceva schifo, dentro era tutta molliccia ed era amarissima!

Ma la cosa più bella sono i fiori delle zucchine, che sono bellissimi ma soprattutto sono buoni, soprattutto quando Clematidia li fa fritti. Sono anche meglio delle patatine fritte!

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Raccogliere le arance rosse

arance_rosseCiao a tutti!

Oggi ho deciso che parlo io, che sono Rosa Canina, intanto che il Dottor Belfusto è distratto. Ho anche già deciso di che cosa parlare: delle arance rosse!

In questo periodo ci sono le arance rosse e io sono molto felice, perché ogni mattina Clematidia mi fa la spremuta rossa rossa e posso far finta che sia sangue e pensare di essere una pianta carnivora!

Il Dottor Belfusto mi ha spiegato che le arance rosse dei nostri alberi si chiamano Tarocco – non nel senso che non sono buone, anzi! Sono buonissime!

Ieri mattina, però, mi ha anche rimproverata. Volevo raccogliere da sola le arance per la spremuta, ma mi ha detto che non devo assolutamente strapparle dai rami. Bisogna che venga Clematidia con un paio di forbici e tagli il peduncolo alla base. Io non ho capito tanto bene che cosa sia il peduncolo, ma non ho neanche il permesso di giocare con le forbici, quindi non è così importante.
Però io volevo raccoglierle subito, non volevo aspettare Clematidia. Allora il Dottor Belfusto mi ha spiegato che non c’è nessuna fretta di raccogliere gli agrumi: possono aspettare un po’ sulla pianta, perché hanno una buona “tenuta di maturazione”. A quel punto non ho risposto più niente, perché non so proprio cosa sia, la tenuta di maturazione.

Invece una cosa che ho capito bene è che per le piante di agrumi bisogna preparare il cappotto per l’inverno, altrimenti prendono freddo. Si può fare con un telo di plastica trasparente o con del tessuto non tessuto e bisogna avvolgerlo intorno all’albero per proteggerlo dal gelo. Se poi prende lo stesso il raffreddore… be’, può sempre farsi una spremuta, no?

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Tisana di primula

Tisana di primulaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi avevo in mente di parlarvi di un altro argomento, ma temo che dovremo rimandare. Nonostante si sia presa una bella influenza, Rosa Canina è più vispa che mai e ha deciso che oggi deve raccontarvi qualcosa.

Quando si mette in testa qualcosa è difficile dissuaderla, quindi credo non ci resti altro da fare che ascoltarla.

Ciao a tutti! Qui è ancora tutto pieno di neve, che bello, che bello! Solo che non mi lasciano uscire oggi, e Clematidia continua a prepararmi le tisane. Clematidia qui fa la segretaria: non so bene cosa voglia dire, forse che conosce tanti segreti, come quello delle tisane – ora però ve lo racconto, così non sarà più un segreto. Spero che le permettano di continuare a fare la segretaria lo stesso!

Il segreto è questo: la primula è un fiore magico e fa passare l’influenza.

Bisogna avere pronti i fiori, le foglie e le radici già secchi: Clematidia dice che ha staccato le foglie e i fiori tra gennaio e aprile e che ha raccolto le radici in autunno. Poi ha fatto seccare tutto, lasciando le radici al sole e le foglie e i fiori all’ombra.

Quando ha visto che mi stava venendo l’influenza, ha messo un cucchiaino di fiori un una tazza di acqua bollente, li ha lasciati lì per dieci minuti e poi li ha filtrati. Visto che non volevo berla, ha aggiunto anche il miele.

Quando ho cominciato ad avere la febbre e la tosse, ha fatto bollire per cinque minuti un cucchiaino di radice secca spezzettata con un litro d’acqua, l’ha filtrato, ha messo il miele e me l’ha dato. Io ho detto che ancora non volevo berla, così le ho fatto aggiungere ancora un po’ di miele.

Volevo dire che funziona, mi sento già moooolto meglio… posso tornare a giocare con la neve! Posso, vero? Dottor Belfusto?

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