Archivio della categoria 'I consigli del Dottor Belfusto'

Coltivare la magnolia

magnoliaCari Amici,
rigogliosi saluti!

… e buona primavera a tutti! Lo so, sono un anticipo di un paio di settimane, ma bisogna pure prepararsi… anche la natura sta cominciando a risvegliarsi! Con marzo, infatti, iniziano a comparire fiori e colori, compresi quelli delle magnolie

Coltivare le magnolie

La magnolia è un bell’alberello che non ha moltissime pretese: ama il pieno sole (o almeno qualche ora di esposizione) e un terreno fertile e ben drenato. A livello climatico sopporta abbastanza bene sia il caldo che il freddo, quantomeno da adulta; durante i primi anni è il caso invece di dedicarle qualche attenzione in più, assicurandosi di irrigarla nelle settimane più calde e di proteggerla dal gelo con una pacciamatura di corteccia.
A fine inverno e dopo la fioritura si può sostenerla con un po’ di concime: letame maturo o letame pellettato andranno benissimo.

Potare la magnolia

Dopo la fioritura, possiamo potare la magnolia. I rami che hanno fiorito andrebbero tagliati lasciando soltanto una gemma, da cui si svilupperà un nuovo ramo destinato a fiorire il prossimo anno. Se vogliamo dare alla nostra pianta la forma ad alberello, possiamo anche tagliare alla base i rametti più bassi, in modo da dare forma al tronco e alla chioma!

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Un albero di Natale vivo

albero_nataleCari Amici,
rigogliosi saluti!

Ormai è tempo di pensare all’albero di Natale! Se desiderate un abete vivo, ma da bravi amanti delle piante non volete che muoia, ecco alcune istruzioni per rendere meno traumatico il periodo natalizio per il vostro albero di Natale.

Comprate l’albero di Natale

Sceglietelo al vivaio, sano, ovviamente dotato di radici. Se è alto un metro e mezzo dovrà avere un vaso di almeno 35 cm di diametro, con tre dita di argilla espansa sul fondo.
Il passo successivo è trovare un punto dove sistemare il futuro albero di Natale per un paio di settimane, in attesa di entrare in casa: dovrà essere una stanza luminosa e non riscaldata, in modo che si abitui a poco a poco all’ambiente interno, più caldo e più secco di quello esterno.

Far sopravvivere in casa l’albero di Natale

Nonostante la preparazione, per il vostro abete sarà comunque uno shock. Per rendergli meno pesante questo periodo, ricordate di tenerlo innaffiato e tenetelo lontano da caloriferi e fonti di calore. Una buona idea è sistemargli vicino un umidificatore che produca vapore e tenga alta l’umidità dell’aria.

L’albero di Natale dopo Natale

Tenete l’abete in casa per non più di due settimane. Poi, rimettetelo nella posizione “di passaggio”, luminosa e non riscaldata, in modo che si abitui per gradi a tornare all’esterno, per altre due settimane. Quando si sarà riabituato, potremo pensare di trapiantarlo in giardino!

Alberi di Natale alternativi

Ci sono anche altri modi per ottenere un albero di Natale vivo e bello senza far soffrire una povera conifera. Un esempio per tutti: un albero di Natale di edera! Prendete del filo metallico inossidabile e piegatelo in modo da dargli la forma di un abete. Realizzate due sagome, che fisserete insieme in modo da dare tridimensionalità al vostro albero. Piantate l’edera in un vaso e fissate nel vaso anche il vostro supporto: l’edera, crescendo, si arrampicherà sulla vostra forma e sembrerà proprio un albero di Natale! Certo, ci vorrà qualche mese… è una buona idea di mettere in programma per l’anno prossimo!

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Far rifiorire le stelle di Natale

piante_nataleCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Diana, che mi chiede: “La stella di Natale dell’anno scorso è sopravvissuta, ma non sembra che quest’anno voglia fiorire. Come devo fare?

Cara Diana, il segreto è nella luce: la stella di Natale, infatti, forma i boccioli solo quando la luce diurna dura meno di 12 ore. Per farla fiorire, quindi, bisogna avere l’accortezza, già da ottobre-novembre, di spostarla in un posto buio per 14-15 ore. Nelle ore di luce può restare scoperta, ma l’importante è che non ti dimentichi delle ore di buio! Se non hai seguito questo programma, è normale che la tua stella di Natale non si stia colorando e non stia producendo i boccioli. Semplicemente, non ha capito che è ora di farlo!

Prendersi cura della stella di Natale per il resto dell’anno non è difficile. Può stare in casa, tra i 16 e i 25 °C, e nella bella stagione può anche avventurarsi all’aperto, purché non sia esposta alla luce diretta del sole e alle correnti d’aria fredda.

Quando perde le foglie, dopo la fioritura, si devono recidere gli steli a 10 centimetri dalla base, fermando la perdita della linfa biancastra con un panno inumidito di acqua calda. La pianta va poi collocata in una posizione luminosa e non fredda, mantenendo il terreno quasi asciutto per un mese.

Intorno a maggio, la stella di Natale comincerà a crescere. A questo punto conviene rinvasarla, con un terriccio a base di torba, e irrigarla aggiungendo ogni due settimane un fertilizzante liquido. Fino a settembre è il caso di cimare regolarmente gli apici degli steli e di potare la stella di Natale lasciando soltanto 5 o 6 steli principali. Da ottobre, poi, si comincia la cura del buio…

Queste sono le linee guida da seguire per avere una bella fioritura proprio per Natale, e poter utilizzare la stella di Natale come splendida decorazione viva per le nostre case!

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Curare le piante in casa d’inverno

piante_invernoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi qualche consiglio su come curare le nostre piante in casa, durante i mesi più freddi.

Dove tenere le piante in casa

Occhio ai termosifoni! Non devono essere troppo vicini alle nostre piante. Sarebbe meglio evitare anche posizioni esposte a correnti d’aria oppure troppo vicine alle finestre, soprattutto se esposte al sole. Scegliamo quindi con attenzione la posizione e, una volta stabilita, cerchiamo di non spostare troppo frequentemente la nostra pianta: lasciamo che si ambienti!

Innaffiare le piante d’inverno

Le piante in casa vanno innaffiate anche durante la stagione invernale, ma non troppo. Al contrario, aspettiamo che il terriccio si asciughi e solo a quel punto diamo alla nostra pianta un pochino d’acqua. Ovviamente, attenzione agli eccessi: non dobbiamo nemmeno farla seccare…!

Concimare le piante in inverno

Qui la regola è semplice: durante la brutta stagione hanno “diritto” al concime soltanto le piante che fioriscono, come stelle di Natale o orchidee. Possiamo nutrirle ogni due settimane. Per le altre, invece, è meglio osservare un periodo di riposo durante il quale non le stimoliamo con fertilizzanti. Se ne riparlerà in primavera!

Altre cure

Le piante a foglia grande si possono pulire con una spugnetta umida, una volta al mese. Per tutte, facciamo attenzione ai grandi nemici: il ragnetto rosso, che con il secco va a nozze, e il marciume, che invece può essere conseguenza di troppa acqua.

E quando riportare le nostre piante all’aperto? Soltanto quando la temperatura sarà stabile sopra i 15 °C. Come vedete, manca ancora un bel po’…

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Piantare un ippocastano

ippocastanoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei proporvi un simpatico esperimento: piantare un ippocastano a partire dal seme! Crescerà rapidamente e vi darà grande soddisfazione.

Scegliere il seme di ippocastano

Il primo passo è selezionare il seme, cioè nel nostro caso la castagna. Dovrà essere grosso e intatto, senza danni agli involucri esterni. Se è possibile, evitiamo quelli che potrebbero essere caduti dall’alto su superfici dure, perché è probabile che siano rimasti danneggiati.
Già che ne parliamo, ricordiamo anche che le castagne dell’ippocastano sono molto belle, ma non sono commestibili. Una ragione in più per utilizzarle invece per la semina!

Piantare il seme di ippocastano

Mettiamo la nostra castagna in un vaso pieno di terriccio per piante da fiore. Dovrà essere affondata nel terriccio per metà.
A primavera si libererà del suo involucro e comincerà a germogliare…

Trapiantare l’ippocastano

Prima dell’inizio dell’estate conviene trapiantare il nostro piccolo ippocastano. Se lo lasciassimo troppo a lungo nel vaso, le sue forti radici potrebbero farsi strada attraverso i fori di drenaggio e cercare direttamente il terreno…
Scegliamo una posizione riparata, in modo che sia in ombra nelle ore più calde e non sia esposta a venti freddi. L’ippocastano è molto adattabile quindi qualsiasi tipo di terreno andrà bene, purché lo manteniamo fresco… dovremo anche fornirgli un tutore a cui aggrapparsi nella crescita.

Già durante l’estate, l’ippocastano formerà l’astone centrale, arrivando anche a 40 centimetri. Una bella crescita in così pochi mesi!
E l’emozione di veder crescere un albero vero e proprio, passo dopo passo, sarà un piacere che vi accompagnerà lungo gli anni.

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Coltivare il ginepro

gineproCari Amici,
rigogliosi saluti!

Già da agosto è iniziata la raccolta delle bacche di ginepro! E voi, avete provato a piantare un ginepro?

Il ginepro è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle conifere. Coltivarlo non significa “cacciarsi in un ginepraio”: al contrario, si tratta di una pianta rustica, che non soffre né il freddo né il caldo e, da adulta, non richiede cure particolari.

Piantare un ginepro

Per piantare il ginepro è bene agire prima delle gelate, quindi tra settembre e ottobre. E’ sufficiente scavare una buca nel terreno e depositarvi l’arbusto, colmandola poi con il terreno scavato. Subito dopo bisogna innaffiare abbondantemente per assestare il terreno.
Avremo scelto un terreno ben drenato; questa è l’unica richiesta del ginepro, che si trova bene anche in terreni sassosi e perfino in pendenza, dove anzi aiuta a consolidare il terreno scosceso. Come posizione, sarebbe meglio sceglierne una soleggiata, ma il ginepro può vivere anche a mezz’ombra.

Coltivare il ginepro

Come dicevo, coltivare il ginepro non è difficile. Bisogna ricordarsi di innaffiarlo durante la stagione calda nei primi anni, poi se la caverà da solo. All’inizio della primavera possiamo somministrargli del concime maturo, o del fertilizzante per piante verdi a lenta cessione.
Possiamo coltivare il ginepro anche in un vaso di coccio, purché sia ben esposto al sole e ricordiamo di mantenere umido il terreno.

Raccogliere le bacche di ginepro

Le bacche di ginepro non sono propriamente dei frutti: sono dei galbuli, cioè delle strutture per proteggere i semi. Vengono prodotte dalle piante femmine quando nelle vicinanze ci sono piante maschili e impiegano ben due anni a maturare; si possono raccogliere a mano tra agosto e la fine di novembre. Poi si fanno essiccare al sole e sono pronte per moltissimi utilizzi! Chissà, forse la nostra Clematidia in questi giorni ce ne racconterà qualcuno…

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Coltivare la violetta africana o saintpaulia

violetta-africanaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo ad Andrea, che mi chiede: “La violetta africana è facile da coltivare?

Caro Andrea, coltivare la violetta africana o saintpaulia non è sicuramente difficile, se si conoscono le sue esigenze, e dà molta soddisfazione perché si tratta di una piantina deliziosa: a seconda degli incroci, i suoi fiori possono essere singoli, doppi o semidoppi, e di diversi colori: viola, rosa, bianca, blu, variegati… Inoltre c’è una grande varietà di dimensioni, dai 15 centimetri di altezza in giù, fino a piantine minuscole – una bella comodità, considerando che si tratta di una pianta da coltivare in vaso.

La posizione per la violetta africana

In natura, la violetta africana vive nelle foreste tropicali: questo significa che raramente la luce del sole la colpisce direttamente. Quindi, anche in casa cercheremo per la nostra saintpaulia un angolo luminoso ma non colpito direttamente dal sole. La temperatura ambiente dovrà stare tra i 18° e i 35°C e dovrà essere lontana dai termosifoni. Durante la bella stagione, possiamo spostare all’aperto la violetta africana, purché la posizione in cui la metteremo non sia esposta al sole diretto, all’acqua piovana o alle correnti d’aria.

Coltivare la saintpaulia

Ci sono alcune cose importanti da sapere per coltivare la saintpaulia con successo. Una di queste riguarda l’irrigazione: per evitare il rischio di muffe, infatti, bisogna stare attenti a non bagnare mai né le foglie né la parte superficiale del terriccio. Come si fa allora ad innaffiare la saintpaulia? Semplice: bisogna immergere il vaso in un contenitore con dentro l’acqua, che dovrà essere decalcificata e a temperatura ambiente. Dopo una ventina di minuti, il vaso può essere estratto dal contenitore. Bisogna però scongiurare anche il rischio dei ristagni: metteremo allora nel sottovaso un po’ di argilla espansa su cui appoggiare il vaso, in modo da facilitare il drenaggio. D’inverno, potremo diradare le irrigazioni.
Un’altra piccola accortezza: durante la fioritura, somministriamo una volta alla settimana alla violetta africana del fertilizzante liquido: avremo una fioritura più abbondante e colori più brillanti!

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Difendere il melo da malattie e parassiti

meloCari Amici,
rigogliosi saluti!

L’autunno è un buon momento per difendere il melo dai suoi più acerrimi nemici. Bisogna agire, senza pietà, dopo che tutte le foglie sono cadute.

Difendere il melo da parassiti e malattie fungine

Il melo è uno degli alberi da frutto più predisposto a malattie e parassiti. Appena avrà perso le foglie, quindi, conviene fare un trattamento con prodotti a base di rame o zolfo; dopo una settimana o dieci giorni, i tronchi vanno puliti con guanti metallici, perché sotto la corteccia si annidano insetti e larve in vista dell’inverno. Infine, bisogna coprire i tronchi di calce spenta, che funziona come disinfettante.

E contro le malattie fungine come i cancri rameali o la ticchiolatura? Se avete osservato sintomi di queste malattie, procedere adesso con un trattamento di poltiglia bordolese e poi ripetetelo più avanti, verso la fine dell’inverno, dopo la potatura. Se invece i vostri meli quest’anno hanno subito un attacco combinato di insetti, acari e malattie fungine, effettuate un trattamento con un prodotto rameico mescolato con un 4% di silicato di sodio.

Difendere il melo dall’oidio

Un altro nemico dei meli è l’oidio o mal bianco. In questo caso, agite durante questo mese, tagliando via i rami colpiti e irrorando gli alberi con un prodotto a base di zolfo bagnabile. Se l’infezione era molto grave, portebbe essere il caso di ripetere il trattamento alla fine dell’inverno.

Difendere il melo dalla carpocapsa

Forse, la minaccia maggiore per il melo è la carpocapsa, un insetto le cui larve attaccano i frutti e li danneggiano irrimediabilmente. I trattamenti contro la carpocapsa (per esempio a base di feromoni) si mettono in campo in altre stagioni, ma adesso è un buon momento per liberarsi di un po’ di larve. Applichiamo alla base del tronco delle fasce di cartone ondulato: le larve vi si rifugeranno e noi le distruggeremo. Subito dopo, potremo procedere con la raschiatura del tronco!

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Coltivare il papiro

papiroCari Amici,
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Oggi vorrei parlarvi di una pianta particolare, ma abbastanza facile da coltivare: il papiro.

Coltivare il papiro in vaso

Potete coltivare il papiro direttamente in casa. Scegliamo un terriccio molto poroso e sistemiamo il papiro in un vaso, che immergeremo poi in un catino o in un vaso più grande pieno d’acqua, in modo che il livello arrivi circa a metà dell’altezza del vaso. Il papiro infatti è una pianta di palude: ama quindi luce e soprattutto umidità.
A proposito di luce: scegliamo per il papiro una posizione luminosa, ma non colpita direttamente dal sole.

Durante la stagione vegetativa, una fialetta di fertilizzante per piante verdi mescolato con l’acqua di innaffiatura aiuterà il papiro a crescere con foglie di un bel verde brillante; la fioritura, invece, avverrà tra luglio e settembre, con delle belle infiorescenze.

Moltiplicare il papiro per talea

Ma come procurarci il papiro? O acquistandolo in un vivaio, o partendo da un altro papiro e moltiplicandolo per talea. Tagliamo uno stelo con un’infiorescenza e si tagliano le foglie circa a metà della loro lunghezza. Poi sistemiamo lo stelo capovolto in un vaso pieno d’acqua. Teniamo il vaso in una posizione luminosa e non troppo calda (circa 21°C). Quando comincerà a sviluppare radici e germogli, sarà il momento di trapiantare il papiro in un vaso vero e proprio.

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Piantare le iris bulbose

iris_bulboseCari Amici,
rigogliosi saluti!

Proseguo il discorso sulle splendide iris: oggi parliamo di come piantare le iris bulbose!

Piantare le iris bulbose

La piantagione dei bulbi di iris va fatta in settembre-ottobre, scegliendo un angolo soleggiato. Il terreno dovrà essere ben drenato, possibilmente preparato con letame maturo e buon terriccio. Interriamo i bulbi alla profondità di circa 10-15 centimetri, lasciando una distanza di 15-20 centimetri tra un bulbo e l’altro.

Piantare le iris in vaso

Le iris bulbose possono essere coltivate anche in vaso, e possono essere sistemate a decorare anche posizioni molto scomode perché, una volta piantati e annaffiati, non hanno bisogno di altro.
Ecco alcune varietà adatte alla coltivazione in vaso:
Iris xiphium, che raggiungono un’altezza di 45-60 centimetri;
Iris juno, che sono alte 30-60 centimetri e richiedono contenitori molto profondi, perché hanno radici carnose;
Iris reticulata, che sono alte tra i 10 e i 20 centimetri e hanno la particolarità di fiorire tra dicembre e marzo. Dopo la fioritura, richiedono di essere nutrite ogni 15 giorni con un fertilizzante liquido completo finché le foglie non ingialliscono: così, la fioritura dell’anno dopo sarà ancora bellissima.

Moltiplicare le iris bulbose per divisione

Per moltiplicare la nostra pianta di iris, aspettiamo che le foglie siano completamente secche e poi estraiamo il bulbo dal terreno. Dividiamolo delicatamente e lasciamolo asciugare. Li ripianteremo nel normale periodo di piantagione dei bulbi.
In linea di massima, lasciare i bulbi in terra durante l’inverno o meno dipende dalle varietà di iris che abbiamo!

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