Archivio della categoria 'I consigli del Dottor Belfusto'

Piantare i ranuncoli

ranuncoliCari Amici,
rigogliosi saluti!

Come avete letto nel post dei giorni scorsi, la nostra Clematidia pensa già alla bella stagione. E fa bene: per avere delle belle fioriture in primavera dobbiamo cominciare a prepararci adesso: un buon modo per cominciare è quello di piantare i ranuncoli!

I ranuncoli sono dei bei fiori dotati di radici tuberose. Si possono trovare di ogni colore, tranne blu e verdi, e di diverse forme: con fiori doppi, semidoppi, stradoppi, a peonia…

Piantare i ranuncoli

Per piantare i ranuncoli, prendiamo delle cassette o delle ciotole e sistemiamo le radici a circa 4-5 centimetri di profondità e 10-15 di distanza gli uni dagli altri. Innaffiamo abbondantemente subito dopo. Possiamo piantare anche altri fiori della stessa cassetta: per esempio anemoni, o fresie…
Quando cominceranno a crescere, potrebbero avere bisogno di tutori per sostenerli.
Possiamo piantare i ranuncoli anche in piena terra: al Nord, però, potrebbero avere difficoltà a sopravvivere al gelo invernale. Possiamo proteggerli con tessuto-non tessuto, oppure piantare direttamente in primavera le varietà a fioritura estiva. Con l’inverno, poi, una volta seccata la parte aerea estrarremo le radici e le terremo al riparo.

Coltivare i ranuncoli

Le esigenze dei ranuncoli sono una posizione in pieno sole (dovrebbero prenderne almeno 4 ore al giorno) e un terreno ben drenato e ricco. Possiamo somministrare del concime organico in primavera per aiutare le nostre piantine!
I fiori saranno splendidi e, se li avremo piantati in modo scalare (circa ogni 15 giorni), la fioritura durerà tutta la primavera. Possiamo decidere di tagliare i fiori o, se troviamo che diano il meglio di sé nel loro luogo naturale, aspettare che siano sfioriti prima di cimarli.

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Combattere lumache e limacce

lumacheCari Amici,
rigogliosi saluti!

Ormai siamo in autunno, il clima si farà presto umido e mite e torneranno a disturbare i nostri orti delle nemiche che ogni giardiniere conosce: lumache e limacce.

Questo è un buon momento per combatterle perché ci permetterà di avere una generazione meno numerosa la prossima primavera, quando i danni sarebbero maggiori.

I metodi chimici

Esistono molte esche chimiche, soprattutto a base di metaldeide, e indubbiamente funzionano. Il problema è che, naturalmente, sono tossiche: non possono essere usate quindi vicino a piante commestibili e costituiscono un pericolo per bambini e animali. Valutate bene, quindi, se fanno al caso vostro…

Eliminare le lumache a mano

Sembra una banalità, ma è ancora uno dei metodi più efficaci, purché l’infestazione non sia troppo estesa. Le lumache e le limacce, però, girano di notte, quindi le alternative sono fare la nostra battuta di caccia dopo il crepuscolo, oppure… allestire dei ripari dove le lumache siano portate a rifugiarsi di giorno. Anche delle semplici assi di legno offriranno loro un po’ d’ombra e di riparo – almeno finché non arriverete voi a guardare sotto le assi e a raccogliere le sfortunate lumache. A quel punto starà al vostro buon cuore decidere se ucciderle o allontanarle soltanto.

Trappole per lumache

E’ un metodo molto noto: basta interrare un vasetto di yoghurt o un altro contenitore, in modo che il bordo sia a livello del terreno, e riempirlo con due centimetri di birra. Le lumache sono attratte dal profumo della birra e vi precipiteranno dentro, morendo annegate. Se il sistema vi sembra troppo cruento, potete sostituire la birra con la crusca: in questo modo le lumache e le limacce non moriranno, ma resteranno soltanto intrappolate.

Repellenti naturali per lumache e limacce

Perché lumache e limacce restino lontane da alcune piante in particolare ci sono diversi sistemi, che prevedono di cospargere il perimetro dell’orto o dei vasi con sale, o cenere, o segatura, o ancora gusci d’uovo tritati. Il sale uccide le lumache, che quindi non vi si avventurano; gli altri materiali rendono difficile per loro strisciarvi sopra. Questo sistema, com’è ovvio, non limita la proliferazione delle lumache, ma le tiene solo (si spera) lontane da alcune piante.

I predatori delle lumache

Anatre, polli, serpenti, tartarughe… non tutti possiamo permetterci di tenere dei predatori naturali nel giardino o nell’orto. In realtà, esiste anche una lumaca predatrice, che si nutre delle “colleghe”… ma non c’è garanzia che non si mangiucchi anche qualche foglia.

E allora? Quali sono i metodi migliori? Il consiglio migliore è sempre quello di provare… Bisogna che ciascuno trovi il suo, secondo le sue esigenze e inclinazioni e verificando quale funziona meglio nella sua situazione. Certo in alcuni casi rischi e controindicazioni sono maggiori che in altri…

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Coltivare la menta

mentaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Avete già una piantina di menta o di mentuccia? L’autunno è un buon momento per mettere a dimora la menta!

Coltivare la menta

La menta ama posizioni semiombreggiate e protette dalle correnti. Prospera in piena terra ma potete coltivare la menta anche in vaso: questo vi consentirà, tra l’altro, di ritirarla in inverno. Il terreno dovrebbe essere ricco, quindi potete mescolare un fertilizzante a lenta cessione.
Il terreno dovrebbe rimanere sempre umido: innaffiatelo quindi quanto basta, senza esagerare, ma con regolarità, in modo che non si asciughi mai del tutto.

Mettere a dimora la menta

Potete farlo in autunno o in primavera, collocando dei pezzi di radice lunghi 15 centimetri in solchi profondi 5 centimetri e distanziati di 30 centimetri l’uno dall’altro.

Raccogliere la menta

Potete raccogliere le foglie di menta ogni volta che vi servono. Potete anche congelarle: se non le schiacciate troppo, manterranno tutto il loro profumo!

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Coltivare il gelsomino

gelsominoCari Amici,
rigogliosi saluti!

E’ quasi il momento di mettere a dimora le piante di gelsomino!

Se avete una bella posizione in pieno sole, o se cercate una bella pianta da coltivare in vaso, fateci un pensiero. Di gelsomino ci sono tantissime varietà, di tutte le dimensioni e di diversi colori (bianco, giallo, rosa), rampicanti o arbustivi: troverete sicuramente quello che fa per voi.

Mettere a dimora il gelsomino

Scegliete come prima cosa la varietà, tenendo presente anche la sua resistenza al freddo. Quando avete individuato il gelsomino che fa per voi, decidete dove metterlo a dimora. Come dicevo, occorre una posizione in pieno sole e del terreno fertile e ben drenato. Il momento giusto è ottobre: sistemate il gelsomino in un’ampia buca e ricordate che per i primi anni richiede innaffiature costanti.

Coltivare il gelsomino

Le piante in vaso vanno annaffiate regolarmente e abbondantemente, quelle in piena terra soprattutto nei periodi di siccità; in inverno è meglio diradare (ma non interrompere) le irrigazioni.
A Marzo possiamo somministrare un po’ di concime per piante da fiore, per rinvigorire la fioritura che comincerà a maggio e continuerà fino ad agosto.
I gelsomini potrebbero essere attaccati da afidi o cocciniglie: tenete quindi un occhio attento alla presenza di questi malandrini!

Moltiplicare per talea il gelsomino

Settembre è il momento di moltiplicare il gelsomino per talea. Preleviamo un rametto tagliandolo all’attaccatura con il ramo, poi accorciamolo fino a  12 centimetri di lunghezza. Immergiamo la sua parte inferiore in una polvere radicante, poi piantiamolo in un vasetto, annaffiamo e copriamo il vasetto con un sacchetto di plastica bucherellato. Dovrebbero volerci 40-45 giorni prima di vedere i primi germogli: a questo punto, rinvasiamolo in un vaso più grande e predisponiamo un sostegno a cui si possa appoggiare.

Buon gelsomino a tutti!

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Coltivare il colchico autunnale

colchico_autunnaleCari Amici,
rigogliosi saluti!

L’estate volge al termine ed è il momento di cominciare a occuparci delle piante destinate a rallegrarci nel periodo autunnale. Per esempio, il colchico, che colorerà di rosa i nostri prati fino a novembre!

Il colchico autunnale è una piccola bulbosa che si mette a dimora tra luglio, agosto e la prima metà di settembre: dopo circa un mese comincerà a produrre dei bei fiori, simili al crocus come forma, ma di colore rosa – o al massimo, nel caso di alcune varietà specifiche, viola, bianco o blu. Una buffa caratteristica del colchico è che in questa fase sarà completamente privo di foglie: queste appariranno solo più avanti, in primavera!

Piantare il colchico autunnale

Il colchico ama posizioni soleggiate o a mezz’ombra: è frequente vederli come un colorato tappeto sotto gli alberi. Come terreno, il colchico preferisce quelli freschi, ben drenati, ricchi di humus e con una tendenza verso l’acidità. Possiamo piantare i bulbi in gruppi di 10-15, a 7-8 centimetri di profondità.

Coltivare il colchico autunnale

Il colchico autunnale non richiede grandi cure. Se è in piena terra, non richiede innaffiature salvo nei periodi di forte siccità, ma anche in questo caso bisogna stare attenti a non esagerare per non facilitare l’insorgere di marciumi. Ovviamente, se coltiviamo il colchico in vaso, avrà bisogno di ricevere un po’ d’acqua, ma vale sempre l’invito alla moderazione!
Durante l’inverno, il colchico sopravvive senza grossi problemi. Se le temperature fossero eccezionalmente fredde, può essere il caso di ricorrere alla pacciamatura.
Per quanto riguarda la concimazione, può essere utile al momento dell’impianto mescolare al terreno del fertilizzante a lenta cessione. Più avanti, in primavera, quando compariranno le foglie, si può somministrare una o due volte del fertilizzante per piante da fiore, in modo da assicurare il nutrimento necessario alla fioritura dell’autunno successivo!

Attenzione al colchico!

Una cosa importante: il colchico autunnale è molto bello, ma è anche velenoso. Potrebbe quindi essere un rischio per bambini o animali domestici. Se temete che il vostro cagnolino vada a rosicchiare i bulbi del colchico, forse è il caso di sistemare una rete di protezione: farete un favore anche al colchico, che ama la tranquillità e non ama che si scavi o si calpesti il terreno dove risiede…

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Coltivare il timo

timoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta aromatica molto interessante: il timo.

Dico “il timo”, ma forse dovrei dire “i timi”, visto che ce ne sono moltissime varietà; tra le più usate in cucina, il Thymus vulgaris e il Thymus citriodorus, che ha un gradevole aroma di limone. Il timo però non è usato soltanto in cucina: da sempre viene utilizzato in campo medico, e ancora oggi gli erboristi lo consigliano per le sue proprietà antibatteriche e per aiutare la digestione. Ne esistono, peraltro, anche specie unicamente ornamentali. In effetti, il timo è anche piacevole a vedersi: i cespuglietti alti circa 30 centimetri producono infiorescenze da giugno a settembre, nei colori del bianco, del rosa e del violetto.

Piantare il timo

Il timo si può seminare o mettere a dimora sia in piena terra che in vaso.
Per seminarlo in piena terra conviene aspettare aprile: allora metteremo i semi in solchi poco profondi e distanti 30 centimetri l’uno dall’altro, per poi sfoltire le piantine più avanti mantenendo una distanza di 15 centimetri tra l’una e l’altra. Per la messa a dimora, invece, si può procedere tra ottobre e marzo, lavorando la terra per una profondità di 20 centimetri e mescolando al terreno un pochino di concime organico.

Coltivare il timo

Il timo ama le posizioni soleggiate e resiste bene alla siccità. Anzi, troppa acqua potrebbe fargli male, perché faciliterebbe la formazione di marciumi radicali. Conviene quindi che le innaffiature siano contenute e costanti.
Dopo la fioritura bisogna potarlo, tagliando i rametti piuttosto bassi, cosicché la pianta rimanga compatta.

Raccogliere il timo

Se vogliamo utilizzare le foglie fresche di timo, possiamo raccoglierle in qualsiasi momento lo desideriamo. Se vogliamo farle essiccare, il momento migliore per coglierle è appena prima della fioritura di giugno.

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Il tavolo giardino

tavolo_giardinoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Quante volte siete stati colti dalla smania di fare un pic-nic, ma il freddo o la pioggia ve l’hanno impedito? Oppure avete dovuto rinunciare perché non potevate spostarvi, oppure vostra moglie non aveva voglia di uscire, oppure c’erano i bambini piccoli… Be’, provate a immaginare di avere il prato in sala da pranzo!

Sì, qualcuno ci ha pensato. Per esempio, date un’occhiata a questo tavolo di Emily Wettstein: un normale tavolo in noce, su cui corre una striscia di erba: un prato dentro un vaso, integrato nel mobile. Il vaso, tra l’altro, può essere rimosso, riconducendo il tavolo a un aspetto più “tradizionale”.

Ma la versione “estrema” del tavolo-giardino è quella ideata dagli architetti polacchi di Neostudio. Il tavolo intero è, praticamente, un pezzo di prato: una vera fusione tra natura e arredamento! Come idea è sicuramente originale. Potrebbe forse creare qualche problema di manutenzione, e certo è poco compatibile con l’eventuale presenza di animali domestici.
Lo terreste in casa vostra?

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Coltivare le orchidee Cattleya

orchideaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Dato che abbiamo toccato l’argomento delle orchidee, oggi mi piacerebbe parlarvi della coltivazione di un’orchidea particolare, la Cattleya.

Con i loro fiori grandi e splendidi, le Cattleya sono considerate tra le orchidee più belle. Il modo migliore per coltivarle probabilmente è in serra: tollerano una temperatura tra i 13 e i 30°C e amano la luce, purché sia filtrata da tende o stuoie. Questo dipende dal fatto che sono piante epifite, che in natura vivono aggrappate ai rami degli alberi.

Rinvasare le orchidee Cattleya

Proprio perché sono piante epifite, le Cattleya richiedono un substrato particolare, a base di corteccia di pino. Inoltre amano stare in contenitori piccoli, a cui le radici possano ancorarsi prima di cominciare a emettere nuova vegetazione.
Una volta trovati contenitore e substrato, si può procedere al rinvaso, che dovrebbe avvenire circa 4 settimane dopo la fioritura, quando appaiono nuovi germogli. Se le foglie sono particolarmente sviluppate potranno richiedere il supporto di un tutore, almeno finché l’apparato radicale non si sarà sviluppato abbastanza.
Appena rinvasata, la Cattleya andrà innaffiata e poi lasciata senz’acqua finché gli pseudobulbi assumono un aspetto a fisarmonica: a quel punto, si può riprendere con le normali irrigazioni.

Innaffiare le orchidee Cattleya

Per innaffiare le Cattleya è meglio scegliere la mattina presto; durante il giorno, soprattutto in estate, conviene nebulizzare le piante, almeno due o tre volte in una giornata. Nella fase della fioritura, però, questa operazione potrebbe facilitare la formazione di muffe e di macchie sui fiori, quindi è bene assicurarsi che le prese d’aria della serra siano aperte.
In generale, dobbiamo fare attenzione a non innaffiare troppo le Cattleya: soffrirebbero di più un eccesso d’acqua che non un periodo di siccità.

Il periodo di riposo per le orchidee Cattleya

Inoltre, per le Cattleya a fioritura invernale, c’è un’altra variabile da considerare: il periodo di riposo. E’ bene infatti diminuire l’apporto di acqua e di fertilizzante per circa 6 settimane, in modo che gli pseudobulbi possano maturare e, poi, fiorire!

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Ritirare in casa le orchidee

orchidee_appartamentoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Purtroppo, con l’arrivo di settembre, è ora di cominciare a prepararci all’autunno. Quindi bisogna cominciare anche a pensare di ritirare in appartamento le piante che non possono sopportare i primi freddi, come le orchidee.

Le orchidee sono piante tropicali, che quindi richiedono ambienti caldi e umidi. D’estate possono star bene anche all’aperto, ma con la brutta stagione è imperativo ripararle in casa. Conviene che studiamo per loro la collocazione e l’ambiente più adatti alle loro esigenze!

Le correnti d’aria

Le correnti d’aria sono pericolose per le orchidee! Dovremo quindi assicurarci che la posizione in cui le metteremo sia riparata, in modo che possano mostrare la loro bellezza senza correre rischi.

La luce

Le orchidee non dovrebbero ricevere direttamente la luce del sole, nemmeno se in mezzo c’è il vetro di una finestra. Nello stesso tempo, però, godranno una posizione luminosa.

L’umidità

Questo aspetto è cruciale: le orchidee, infatti, amano un ambiente umido, ma sono sensibili a innaffiature troppo abbondanti che le espongono al rischio dei marciumi radicali. Dato che il riscaldamento dei nostri appartamenti tende a rendere secca l’aria, è fondamentale ricreare l’umidità in qualche modo. Un sistema è predisporre per le nostre orchidee dei sottovasi pieni di argilla espansa, da tenere bagnata, in modo che l’aria circostante sia sempre un po’ umida. Un altro trucco è tenere più piante vicine, non perché si facciano compagnia, come suggerisce la nostra Rosa Canina, ma perché si scambiano l’umidità che traspira dalle foglie.

Pulire le foglie

Se le nostre orchidee hanno passato la bella stagione all’aperto, probabilmente le loro foglie avranno bisogno di essere pulite dalla polvere che vi si sarà depositata. Potete farlo passando delicatamente una spugna imbevuta d’acqua sulle foglie. In questo modo potranno respirare meglio e saranno più belle!

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Coltivare la Datura

datura_arboreaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Coltivate la Datura? In questo caso dovreste avere proprio in questo periodo una fioritura splendida!

Con i loro grandi imbuti bianchi, rossi, rosa, porpora o arancioni, le Dature sono uno splendido regalo della tarda estate ai nostri angoli verdi, che diventano un po’ tropicali: la Datura arborea, infatti, originaria del Sud America, con il suo inebriante profumo sembra rapire verso terre lontane… in effetti, è qualcosa più di un’impressione: le Dature contengono sostanze con proprietà narcotizzanti. Lo sapevano già gli indios, che ne masticavano le foglie per cadere in trance!

Coltivare la Datura

Diversamente dagli indios, ci accontentiamo di farci ipnotizzare dalla bellezza delle Dature. Per avere delle piante sempre belle, è importante sapere che le Dature non tollerano né il gelo né un caldo eccessivo; è bene quindi coltivarle in vaso, in modo da poterle riparare durante l’inverno. In generale richiedono una posizione di leggera ombra e un terreno leggero e fertile. La loro fioritura lussureggiante richiede molte energie, quindi non siamo avari né di concime né di acqua, durante il periodo estivo; facciamo però attenzione ai ristagni, che la Datura soffre.

Potare la Datura

La Datura arborea va potata fin da giovane, in modo da farle assumere la forma corretta ed equilibrata, con il fusto slanciato. Per moltiplicarla, questo potrebbe essere il momento buono per utilizzare i rami dell’anno e farne delle talee legnose!

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