Archivio di novembre, 2011

Leggende sulle orchidee

orchidee_leggendeBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Vorrei raccontarvi una leggenda dedicata ai fiori più sensuali di tutti, le orchidee.

Narra il mito che dall’unione di un satiro e di una ninfa (i satiri amavano molto unirsi alle ninfe, non sempre con il loro consenso…!) nacque uno splendido giovane, Orchis. Questo ragazzo, oltre ad essere bellissimo, era anche di temperamento esuberante e ardente; così, un giorno, durante una festa in onore di Dioniso, cercò di insidiare una delle sacerdotesse del dio. Era un sacrilegio per cui perfino lui, con la sua discendenza semidivina, dovette pagare: Dioniso stesso lo condannò a essere sbranato dalle belve feroci.

Gli dei dell’Olimpo, però, di fronte alla sua fine, decisero di averne pietà e di tramutare i suoi resti in un bellissimo fiore: l’orchidea. Per questo, l’orchidea raccoglie in sé tanto la grande bellezza di Orchis quanto la sua esuberanza virile, simboleggiata dagli organi sotterranei a forma di testicoli.
Non è un caso, infatti, se nell’antichità si riteneva che i tuberi di orchidea fossero afrodisiaci e costituissero un rimedio contro la sterilità!

Un’altra leggenda racconta invece che Afrodite, dea della bellezza, durante una terribile tempesta perse una scarpetta. Un uomo, passando nel bosco, vide lo splendido calzare d’oro e fece per raccoglierlo, ma prima di poter essere toccato da mano umana esso si tramutò in un bellissimo fiore dorato: quello tuttora noto, per l’appunto, come “scarpetta di Venere”!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Leggende verdi e ha ricevuto Nessun commento

Piantare un ippocastano

ippocastanoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei proporvi un simpatico esperimento: piantare un ippocastano a partire dal seme! Crescerà rapidamente e vi darà grande soddisfazione.

Scegliere il seme di ippocastano

Il primo passo è selezionare il seme, cioè nel nostro caso la castagna. Dovrà essere grosso e intatto, senza danni agli involucri esterni. Se è possibile, evitiamo quelli che potrebbero essere caduti dall’alto su superfici dure, perché è probabile che siano rimasti danneggiati.
Già che ne parliamo, ricordiamo anche che le castagne dell’ippocastano sono molto belle, ma non sono commestibili. Una ragione in più per utilizzarle invece per la semina!

Piantare il seme di ippocastano

Mettiamo la nostra castagna in un vaso pieno di terriccio per piante da fiore. Dovrà essere affondata nel terriccio per metà.
A primavera si libererà del suo involucro e comincerà a germogliare…

Trapiantare l’ippocastano

Prima dell’inizio dell’estate conviene trapiantare il nostro piccolo ippocastano. Se lo lasciassimo troppo a lungo nel vaso, le sue forti radici potrebbero farsi strada attraverso i fori di drenaggio e cercare direttamente il terreno…
Scegliamo una posizione riparata, in modo che sia in ombra nelle ore più calde e non sia esposta a venti freddi. L’ippocastano è molto adattabile quindi qualsiasi tipo di terreno andrà bene, purché lo manteniamo fresco… dovremo anche fornirgli un tutore a cui aggrapparsi nella crescita.

Già durante l’estate, l’ippocastano formerà l’astone centrale, arrivando anche a 40 centimetri. Una bella crescita in così pochi mesi!
E l’emozione di veder crescere un albero vero e proprio, passo dopo passo, sarà un piacere che vi accompagnerà lungo gli anni.

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Ricette con le bacche di ginepro

ricette_gineproBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Mi si chiede qualche parola sulle bacche di ginepro… che vi posso dire? Sono grandi alleate in gastronomia: le bacche di ginepro danno un tocco da capolavoro a molti piatti.

I crauti con il ginepro

Se amate i crauti, per esempio, dovete assolutamente utilizzare il ginepro per cucinarli. Prendete 3 kg di cavolo cappuccio e pulitelo bene, togliendo la parte centrale e tenendo da parte le foglie esterne. Prendete un bel recipiente di ceramica non trattata, disponete uno strato di foglie intere e spolveratele di sale grosso. Intanto tagliate il cavolo in fettine sottili e disponetelo a strati nel recipiente, alternando del sale grosso e ogni tanto le nostre bacche di ginepro (in totale, utilizzatene 3 cucchiai). Se volete potete aggiungere anche semi di cumino.

Pressate bene gli strati e coprite tutto con uno strato ulteriore di foglie intere. A questo punto dovrete lasciar riposare in una cantina o in un altro locale buio e fresco, coprendo con un coperchio più piccolo che tenga compresso il contenuto. Dopo qualche giorno potrete cominciare a eliminare l’acqua in eccesso. Dopo una quarantina di giorni, eliminate le foglie superiori e cominciate a consumare i crauti, cotti o crudi!

Il maiale al ginepro

Le bacche di ginepro si usano in moltissime ricette di carne, dal coniglio alla selvaggina, passando per il maiale. Proprio di questo vi suggerisco una ricetta: in una ciotola unite uno spezzatino di maiale, aglio e olio, un limone a fette, un po’ di timo secco e un goccio di vino bianco. Aggiungete bacche di ginepro pestate e un po’ di pepe bianco. Lasciatelo marinare per una ventina di minuti, poi infornate a 200 °C per un’altra ventina di minuti. Dovrebbe riuscire una ricettina aromatica e delicata!

Liquore al ginepro

Se amate i liquori, perché non cimentarvi? Potreste scoprire un mondo! Con le bacche di ginepro, per esempio, si può produrre un ottimo liquore. Prendete 500 cc di alcol e altrettanta acqua, aggiungetevi 100 gr di zucchero, 100 gr di bacche di ginepro e qualche rametto di ginepro. Lasciate macerare tutto insieme, mescolando circa ogni 2 giorni; dopo 20 giorni filtrate il liquido, anche più di una volta, finché non diventa liquido. Non è ancora ora di berlo: lasciatelo invecchiare un paio di mesi, e poi… alla vostra!

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Coltivare il ginepro

gineproCari Amici,
rigogliosi saluti!

Già da agosto è iniziata la raccolta delle bacche di ginepro! E voi, avete provato a piantare un ginepro?

Il ginepro è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle conifere. Coltivarlo non significa “cacciarsi in un ginepraio”: al contrario, si tratta di una pianta rustica, che non soffre né il freddo né il caldo e, da adulta, non richiede cure particolari.

Piantare un ginepro

Per piantare il ginepro è bene agire prima delle gelate, quindi tra settembre e ottobre. E’ sufficiente scavare una buca nel terreno e depositarvi l’arbusto, colmandola poi con il terreno scavato. Subito dopo bisogna innaffiare abbondantemente per assestare il terreno.
Avremo scelto un terreno ben drenato; questa è l’unica richiesta del ginepro, che si trova bene anche in terreni sassosi e perfino in pendenza, dove anzi aiuta a consolidare il terreno scosceso. Come posizione, sarebbe meglio sceglierne una soleggiata, ma il ginepro può vivere anche a mezz’ombra.

Coltivare il ginepro

Come dicevo, coltivare il ginepro non è difficile. Bisogna ricordarsi di innaffiarlo durante la stagione calda nei primi anni, poi se la caverà da solo. All’inizio della primavera possiamo somministrargli del concime maturo, o del fertilizzante per piante verdi a lenta cessione.
Possiamo coltivare il ginepro anche in un vaso di coccio, purché sia ben esposto al sole e ricordiamo di mantenere umido il terreno.

Raccogliere le bacche di ginepro

Le bacche di ginepro non sono propriamente dei frutti: sono dei galbuli, cioè delle strutture per proteggere i semi. Vengono prodotte dalle piante femmine quando nelle vicinanze ci sono piante maschili e impiegano ben due anni a maturare; si possono raccogliere a mano tra agosto e la fine di novembre. Poi si fanno essiccare al sole e sono pronte per moltissimi utilizzi! Chissà, forse la nostra Clematidia in questi giorni ce ne racconterà qualcuno…

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Coltivare la violetta africana o saintpaulia

violetta-africanaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo ad Andrea, che mi chiede: “La violetta africana è facile da coltivare?

Caro Andrea, coltivare la violetta africana o saintpaulia non è sicuramente difficile, se si conoscono le sue esigenze, e dà molta soddisfazione perché si tratta di una piantina deliziosa: a seconda degli incroci, i suoi fiori possono essere singoli, doppi o semidoppi, e di diversi colori: viola, rosa, bianca, blu, variegati… Inoltre c’è una grande varietà di dimensioni, dai 15 centimetri di altezza in giù, fino a piantine minuscole – una bella comodità, considerando che si tratta di una pianta da coltivare in vaso.

La posizione per la violetta africana

In natura, la violetta africana vive nelle foreste tropicali: questo significa che raramente la luce del sole la colpisce direttamente. Quindi, anche in casa cercheremo per la nostra saintpaulia un angolo luminoso ma non colpito direttamente dal sole. La temperatura ambiente dovrà stare tra i 18° e i 35°C e dovrà essere lontana dai termosifoni. Durante la bella stagione, possiamo spostare all’aperto la violetta africana, purché la posizione in cui la metteremo non sia esposta al sole diretto, all’acqua piovana o alle correnti d’aria.

Coltivare la saintpaulia

Ci sono alcune cose importanti da sapere per coltivare la saintpaulia con successo. Una di queste riguarda l’irrigazione: per evitare il rischio di muffe, infatti, bisogna stare attenti a non bagnare mai né le foglie né la parte superficiale del terriccio. Come si fa allora ad innaffiare la saintpaulia? Semplice: bisogna immergere il vaso in un contenitore con dentro l’acqua, che dovrà essere decalcificata e a temperatura ambiente. Dopo una ventina di minuti, il vaso può essere estratto dal contenitore. Bisogna però scongiurare anche il rischio dei ristagni: metteremo allora nel sottovaso un po’ di argilla espansa su cui appoggiare il vaso, in modo da facilitare il drenaggio. D’inverno, potremo diradare le irrigazioni.
Un’altra piccola accortezza: durante la fioritura, somministriamo una volta alla settimana alla violetta africana del fertilizzante liquido: avremo una fioritura più abbondante e colori più brillanti!

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Vasi fluorescenti e vasi-gioiello

vasi_designBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Se siete stufi dei soliti vasi, oggi vi propongo due idee simpatiche e creative per un vaso diverso dal solito: i vasi fluorescenti e i vasi gioiello!

I vasi fluorescenti

Immaginate un giardino o un terrazzo che, al calare del crepuscolo, si accendono di piccole luci colorate, che illuminano dolcemente fiori e piante anche nell’oscurità. Bello, no? Si può ottenere con dei vasi fluorescenti come questi, che immagazzinano la luce del giorno e la restituiscono poi di notte.
Ce ne sono di diverse dimensioni, forma e colore, per progettare liberamente un suggestivo angolo verde notturno.

I vasi gioiello

I fiori tra i capelli o all’occhiello si mettono da anni, quindi non vi dico niente di nuovo: le piante sono belle e rendono belli. Un’applicazione particolarmente originale di questa idea sono gli anelli con piante grasse creati dalla disegner Barbara Uderzo. Il nome dell’articolo, “Succulent ring”, dice già tutto! Sono dei minuscoli anelli-vasi in legno, contengono un po’ di terra e una mini-pianta grassa, e si innaffiano soltanto, una volta ogni tanto, con una goccia d’acqua. Un bel modo per considerare la passione per le piante come il più bell’ornamento possibile.

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Difendere il melo da malattie e parassiti

meloCari Amici,
rigogliosi saluti!

L’autunno è un buon momento per difendere il melo dai suoi più acerrimi nemici. Bisogna agire, senza pietà, dopo che tutte le foglie sono cadute.

Difendere il melo da parassiti e malattie fungine

Il melo è uno degli alberi da frutto più predisposto a malattie e parassiti. Appena avrà perso le foglie, quindi, conviene fare un trattamento con prodotti a base di rame o zolfo; dopo una settimana o dieci giorni, i tronchi vanno puliti con guanti metallici, perché sotto la corteccia si annidano insetti e larve in vista dell’inverno. Infine, bisogna coprire i tronchi di calce spenta, che funziona come disinfettante.

E contro le malattie fungine come i cancri rameali o la ticchiolatura? Se avete osservato sintomi di queste malattie, procedere adesso con un trattamento di poltiglia bordolese e poi ripetetelo più avanti, verso la fine dell’inverno, dopo la potatura. Se invece i vostri meli quest’anno hanno subito un attacco combinato di insetti, acari e malattie fungine, effettuate un trattamento con un prodotto rameico mescolato con un 4% di silicato di sodio.

Difendere il melo dall’oidio

Un altro nemico dei meli è l’oidio o mal bianco. In questo caso, agite durante questo mese, tagliando via i rami colpiti e irrorando gli alberi con un prodotto a base di zolfo bagnabile. Se l’infezione era molto grave, portebbe essere il caso di ripetere il trattamento alla fine dell’inverno.

Difendere il melo dalla carpocapsa

Forse, la minaccia maggiore per il melo è la carpocapsa, un insetto le cui larve attaccano i frutti e li danneggiano irrimediabilmente. I trattamenti contro la carpocapsa (per esempio a base di feromoni) si mettono in campo in altre stagioni, ma adesso è un buon momento per liberarsi di un po’ di larve. Applichiamo alla base del tronco delle fasce di cartone ondulato: le larve vi si rifugeranno e noi le distruggeremo. Subito dopo, potremo procedere con la raschiatura del tronco!

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Coltivare il papiro

papiroCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta particolare, ma abbastanza facile da coltivare: il papiro.

Coltivare il papiro in vaso

Potete coltivare il papiro direttamente in casa. Scegliamo un terriccio molto poroso e sistemiamo il papiro in un vaso, che immergeremo poi in un catino o in un vaso più grande pieno d’acqua, in modo che il livello arrivi circa a metà dell’altezza del vaso. Il papiro infatti è una pianta di palude: ama quindi luce e soprattutto umidità.
A proposito di luce: scegliamo per il papiro una posizione luminosa, ma non colpita direttamente dal sole.

Durante la stagione vegetativa, una fialetta di fertilizzante per piante verdi mescolato con l’acqua di innaffiatura aiuterà il papiro a crescere con foglie di un bel verde brillante; la fioritura, invece, avverrà tra luglio e settembre, con delle belle infiorescenze.

Moltiplicare il papiro per talea

Ma come procurarci il papiro? O acquistandolo in un vivaio, o partendo da un altro papiro e moltiplicandolo per talea. Tagliamo uno stelo con un’infiorescenza e si tagliano le foglie circa a metà della loro lunghezza. Poi sistemiamo lo stelo capovolto in un vaso pieno d’acqua. Teniamo il vaso in una posizione luminosa e non troppo calda (circa 21°C). Quando comincerà a sviluppare radici e germogli, sarà il momento di trapiantare il papiro in un vaso vero e proprio.

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