Buongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?
Potrei raccontarvi una leggenda sulla nascita del mirto, un bell’arbusto mediterraneo dai fiori bianchi.
La nascita del mirto
Narra la leggenda che Myrsine fosse una fanciulla di grande bellezza. Ma le sue doti non si fermavano qui: era anche molto abile nello sport e sconfiggeva sempre i suoi coetanei maschi nei giochi. Un giorno, dopo una sconfitta particolarmente bruciante, un giovane si lasciò prendere dall’invidia e dalla frustrazione e la uccise. Atena, allora, che la amava, la trasformò in un bellissimo arbusto dai fiori bianchi: per l’appunto, il mirto.
Il mirto e l’amore
Il mirto è legato anche a un’altra dea: Afrodite, dea della bellezza e dell’amore. Virgilio racconta infatti che, dopo essere nata sorgendo nuda dalla schiuma del mare, la splendida Afrodite si ritrovò sotto gli occhi vogliosi dei satiri e dovette nascondersi: trovò riparo dietro a un cespuglio di mirto, che nascose la sua nudità. Da quel momento, il mirto le fu dedicato e ne vennero coltivati boschetti sacri.
Il mirto e la morte
Ma il mirto era anche una pianta funebre. Sembra che questo aspetto derivi da un racconto mitologico legato a Dioniso. Su questo dio, noto anche come Bacco, ci sono moltissime storie: anche la sua nascita è degna di nota. Sua madre Semele, infatti, era una delle tante donne sedotte e amate da Zeus. Come tutte le volte che il padre degli dei intrecciava una relazione, sua moglie Era si ingelosì moltissimo: per questo, apparve a Semele sotto le spoglie della sua nutrice e la convinse a chiedere a Zeus di mostrarsi nel suo vero aspetto divino. Quando Zeus andò a trovare Semele, quindi, lei gli chiese di giurare che avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse chiesto, e poi pretese di vederlo nel suo vero aspetto. Zeus dovette obbedire e il suo fulgore divino incenerì la povera Semele. Il bimbo che portava in grembo, però, fu salvato: Zeus se lo cucì nella coscia e lì il piccolo Dioniso crebbe fino al momento della nascita.
Cosa c’entra il mirto?, direte voi. Be’, il mirto arriva molti anni dopo, quando Dioniso, ormai adulto, scende nel regno dei morti per riprendersi sua madre. Vi ricorda qualcosa? Se conoscete il mito di Orfeo sapete che raramente queste cose vanno a finire bene; in questo caso, tuttavia, forse perché Dioniso era un dio, riuscì nel suo intento, portò sua madre nell’Olimpo e la rese immortale. Secondo alcune versioni, però, in cambio dovette lasciare qualcosa nell’Ade: una pianta di mirto!
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