Archivio di settembre, 2011

Leggende sul mirto

mirtoBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Potrei raccontarvi una leggenda sulla nascita del mirto, un bell’arbusto mediterraneo dai fiori bianchi.

La nascita del mirto

Narra la leggenda che Myrsine fosse una fanciulla di grande bellezza. Ma le sue doti non si fermavano qui: era anche molto abile nello sport e sconfiggeva sempre i suoi coetanei maschi nei giochi. Un giorno, dopo una sconfitta particolarmente bruciante, un giovane si lasciò prendere dall’invidia e dalla frustrazione e la uccise. Atena, allora, che la amava, la trasformò in un bellissimo arbusto dai fiori bianchi: per l’appunto, il mirto.

Il mirto e l’amore

Il mirto è legato anche a un’altra dea: Afrodite, dea della bellezza e dell’amore. Virgilio racconta infatti che, dopo essere nata sorgendo nuda dalla schiuma del mare, la splendida Afrodite si ritrovò sotto gli occhi vogliosi dei satiri e dovette nascondersi: trovò riparo dietro a un cespuglio di mirto, che nascose la sua nudità. Da quel momento, il mirto le fu dedicato e ne vennero coltivati boschetti sacri.

Il mirto e la morte

Ma il mirto era anche una pianta funebre. Sembra che questo aspetto derivi da un racconto mitologico legato a Dioniso. Su questo dio, noto anche come Bacco, ci sono moltissime storie: anche la sua nascita è degna di nota. Sua madre Semele, infatti, era una delle tante donne sedotte e amate da Zeus. Come tutte le volte che il padre degli dei intrecciava una relazione, sua moglie Era si ingelosì moltissimo: per questo, apparve a Semele sotto le spoglie della sua nutrice e la convinse a chiedere a Zeus di mostrarsi nel suo vero aspetto divino. Quando Zeus andò a trovare Semele, quindi, lei gli chiese di giurare che avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avesse chiesto, e poi pretese di vederlo nel suo vero aspetto. Zeus dovette obbedire e il suo fulgore divino incenerì la povera Semele. Il bimbo che portava in grembo, però, fu salvato: Zeus se lo cucì nella coscia e lì il piccolo Dioniso crebbe fino al momento della nascita.

Cosa c’entra il mirto?, direte voi. Be’, il mirto arriva molti anni dopo, quando Dioniso, ormai adulto, scende nel regno dei morti per riprendersi sua madre. Vi ricorda qualcosa? Se conoscete il mito di Orfeo sapete che raramente queste cose vanno a finire bene; in questo caso, tuttavia, forse perché Dioniso era un dio, riuscì nel suo intento, portò sua madre nell’Olimpo e la rese immortale. Secondo alcune versioni, però, in cambio dovette lasciare qualcosa nell’Ade: una pianta di mirto!

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Coltivare il colchico autunnale

colchico_autunnaleCari Amici,
rigogliosi saluti!

L’estate volge al termine ed è il momento di cominciare a occuparci delle piante destinate a rallegrarci nel periodo autunnale. Per esempio, il colchico, che colorerà di rosa i nostri prati fino a novembre!

Il colchico autunnale è una piccola bulbosa che si mette a dimora tra luglio, agosto e la prima metà di settembre: dopo circa un mese comincerà a produrre dei bei fiori, simili al crocus come forma, ma di colore rosa – o al massimo, nel caso di alcune varietà specifiche, viola, bianco o blu. Una buffa caratteristica del colchico è che in questa fase sarà completamente privo di foglie: queste appariranno solo più avanti, in primavera!

Piantare il colchico autunnale

Il colchico ama posizioni soleggiate o a mezz’ombra: è frequente vederli come un colorato tappeto sotto gli alberi. Come terreno, il colchico preferisce quelli freschi, ben drenati, ricchi di humus e con una tendenza verso l’acidità. Possiamo piantare i bulbi in gruppi di 10-15, a 7-8 centimetri di profondità.

Coltivare il colchico autunnale

Il colchico autunnale non richiede grandi cure. Se è in piena terra, non richiede innaffiature salvo nei periodi di forte siccità, ma anche in questo caso bisogna stare attenti a non esagerare per non facilitare l’insorgere di marciumi. Ovviamente, se coltiviamo il colchico in vaso, avrà bisogno di ricevere un po’ d’acqua, ma vale sempre l’invito alla moderazione!
Durante l’inverno, il colchico sopravvive senza grossi problemi. Se le temperature fossero eccezionalmente fredde, può essere il caso di ricorrere alla pacciamatura.
Per quanto riguarda la concimazione, può essere utile al momento dell’impianto mescolare al terreno del fertilizzante a lenta cessione. Più avanti, in primavera, quando compariranno le foglie, si può somministrare una o due volte del fertilizzante per piante da fiore, in modo da assicurare il nutrimento necessario alla fioritura dell’autunno successivo!

Attenzione al colchico!

Una cosa importante: il colchico autunnale è molto bello, ma è anche velenoso. Potrebbe quindi essere un rischio per bambini o animali domestici. Se temete che il vostro cagnolino vada a rosicchiare i bulbi del colchico, forse è il caso di sistemare una rete di protezione: farete un favore anche al colchico, che ama la tranquillità e non ama che si scavi o si calpesti il terreno dove risiede…

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Coltivare il timo

timoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una pianta aromatica molto interessante: il timo.

Dico “il timo”, ma forse dovrei dire “i timi”, visto che ce ne sono moltissime varietà; tra le più usate in cucina, il Thymus vulgaris e il Thymus citriodorus, che ha un gradevole aroma di limone. Il timo però non è usato soltanto in cucina: da sempre viene utilizzato in campo medico, e ancora oggi gli erboristi lo consigliano per le sue proprietà antibatteriche e per aiutare la digestione. Ne esistono, peraltro, anche specie unicamente ornamentali. In effetti, il timo è anche piacevole a vedersi: i cespuglietti alti circa 30 centimetri producono infiorescenze da giugno a settembre, nei colori del bianco, del rosa e del violetto.

Piantare il timo

Il timo si può seminare o mettere a dimora sia in piena terra che in vaso.
Per seminarlo in piena terra conviene aspettare aprile: allora metteremo i semi in solchi poco profondi e distanti 30 centimetri l’uno dall’altro, per poi sfoltire le piantine più avanti mantenendo una distanza di 15 centimetri tra l’una e l’altra. Per la messa a dimora, invece, si può procedere tra ottobre e marzo, lavorando la terra per una profondità di 20 centimetri e mescolando al terreno un pochino di concime organico.

Coltivare il timo

Il timo ama le posizioni soleggiate e resiste bene alla siccità. Anzi, troppa acqua potrebbe fargli male, perché faciliterebbe la formazione di marciumi radicali. Conviene quindi che le innaffiature siano contenute e costanti.
Dopo la fioritura bisogna potarlo, tagliando i rametti piuttosto bassi, cosicché la pianta rimanga compatta.

Raccogliere il timo

Se vogliamo utilizzare le foglie fresche di timo, possiamo raccoglierle in qualsiasi momento lo desideriamo. Se vogliamo farle essiccare, il momento migliore per coglierle è appena prima della fioritura di giugno.

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Il tavolo giardino

tavolo_giardinoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Quante volte siete stati colti dalla smania di fare un pic-nic, ma il freddo o la pioggia ve l’hanno impedito? Oppure avete dovuto rinunciare perché non potevate spostarvi, oppure vostra moglie non aveva voglia di uscire, oppure c’erano i bambini piccoli… Be’, provate a immaginare di avere il prato in sala da pranzo!

Sì, qualcuno ci ha pensato. Per esempio, date un’occhiata a questo tavolo di Emily Wettstein: un normale tavolo in noce, su cui corre una striscia di erba: un prato dentro un vaso, integrato nel mobile. Il vaso, tra l’altro, può essere rimosso, riconducendo il tavolo a un aspetto più “tradizionale”.

Ma la versione “estrema” del tavolo-giardino è quella ideata dagli architetti polacchi di Neostudio. Il tavolo intero è, praticamente, un pezzo di prato: una vera fusione tra natura e arredamento! Come idea è sicuramente originale. Potrebbe forse creare qualche problema di manutenzione, e certo è poco compatibile con l’eventuale presenza di animali domestici.
Lo terreste in casa vostra?

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Le stanze in fiore di Canalicchio

CanalicchioBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Cosa ne dite di partire insieme per uno dei nostri viaggi con l’immaginazione nei più bei giardini d’Italia (e non solo)? Oggi potremmo andare a Catania, a visitare le Stanze in fiore di Canalicchio!

Intorno a una bella villa neoclassica dell’Ottocento, si apre un giardino particolare, concepito come una serie di stanze che si svelano a poco a poco, un passo dopo l’altro.
Incontriamo per esempio uno splendido stagno pieno di ninfee e piante acquatiche tropicali, mentre intorno crescono altre piante come l’eliconia o il cardamomo.

Più avanti, ci aspetta anche il giardino birmano, con palme rare, fiori coloratissimi e un’atmosfera da foresta; poi potremo sostare nell’ambiente rilassante del giardino giapponese, che ci accoglie con timo, ortensie bianche e bonsai, mentre una cascata si tuffa nel laghetto delle carpe.

Alla fine, l’esperienza viene completata dai sapori della cucina casalinga, che fonde antiche ricette tradizionali con la gastronomia contemporanea.

Vi siete incuriositi? Potete andare a dare un’occhiata sul sito. E se volete trasformare il viaggio fantastico in una gita reale, ricordate che il tour del giardino e la degustazione finale sono entrambi su prenotazione!

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Coltivare le orchidee Cattleya

orchideaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Dato che abbiamo toccato l’argomento delle orchidee, oggi mi piacerebbe parlarvi della coltivazione di un’orchidea particolare, la Cattleya.

Con i loro fiori grandi e splendidi, le Cattleya sono considerate tra le orchidee più belle. Il modo migliore per coltivarle probabilmente è in serra: tollerano una temperatura tra i 13 e i 30°C e amano la luce, purché sia filtrata da tende o stuoie. Questo dipende dal fatto che sono piante epifite, che in natura vivono aggrappate ai rami degli alberi.

Rinvasare le orchidee Cattleya

Proprio perché sono piante epifite, le Cattleya richiedono un substrato particolare, a base di corteccia di pino. Inoltre amano stare in contenitori piccoli, a cui le radici possano ancorarsi prima di cominciare a emettere nuova vegetazione.
Una volta trovati contenitore e substrato, si può procedere al rinvaso, che dovrebbe avvenire circa 4 settimane dopo la fioritura, quando appaiono nuovi germogli. Se le foglie sono particolarmente sviluppate potranno richiedere il supporto di un tutore, almeno finché l’apparato radicale non si sarà sviluppato abbastanza.
Appena rinvasata, la Cattleya andrà innaffiata e poi lasciata senz’acqua finché gli pseudobulbi assumono un aspetto a fisarmonica: a quel punto, si può riprendere con le normali irrigazioni.

Innaffiare le orchidee Cattleya

Per innaffiare le Cattleya è meglio scegliere la mattina presto; durante il giorno, soprattutto in estate, conviene nebulizzare le piante, almeno due o tre volte in una giornata. Nella fase della fioritura, però, questa operazione potrebbe facilitare la formazione di muffe e di macchie sui fiori, quindi è bene assicurarsi che le prese d’aria della serra siano aperte.
In generale, dobbiamo fare attenzione a non innaffiare troppo le Cattleya: soffrirebbero di più un eccesso d’acqua che non un periodo di siccità.

Il periodo di riposo per le orchidee Cattleya

Inoltre, per le Cattleya a fioritura invernale, c’è un’altra variabile da considerare: il periodo di riposo. E’ bene infatti diminuire l’apporto di acqua e di fertilizzante per circa 6 settimane, in modo che gli pseudobulbi possano maturare e, poi, fiorire!

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Ritirare in casa le orchidee

orchidee_appartamentoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Purtroppo, con l’arrivo di settembre, è ora di cominciare a prepararci all’autunno. Quindi bisogna cominciare anche a pensare di ritirare in appartamento le piante che non possono sopportare i primi freddi, come le orchidee.

Le orchidee sono piante tropicali, che quindi richiedono ambienti caldi e umidi. D’estate possono star bene anche all’aperto, ma con la brutta stagione è imperativo ripararle in casa. Conviene che studiamo per loro la collocazione e l’ambiente più adatti alle loro esigenze!

Le correnti d’aria

Le correnti d’aria sono pericolose per le orchidee! Dovremo quindi assicurarci che la posizione in cui le metteremo sia riparata, in modo che possano mostrare la loro bellezza senza correre rischi.

La luce

Le orchidee non dovrebbero ricevere direttamente la luce del sole, nemmeno se in mezzo c’è il vetro di una finestra. Nello stesso tempo, però, godranno una posizione luminosa.

L’umidità

Questo aspetto è cruciale: le orchidee, infatti, amano un ambiente umido, ma sono sensibili a innaffiature troppo abbondanti che le espongono al rischio dei marciumi radicali. Dato che il riscaldamento dei nostri appartamenti tende a rendere secca l’aria, è fondamentale ricreare l’umidità in qualche modo. Un sistema è predisporre per le nostre orchidee dei sottovasi pieni di argilla espansa, da tenere bagnata, in modo che l’aria circostante sia sempre un po’ umida. Un altro trucco è tenere più piante vicine, non perché si facciano compagnia, come suggerisce la nostra Rosa Canina, ma perché si scambiano l’umidità che traspira dalle foglie.

Pulire le foglie

Se le nostre orchidee hanno passato la bella stagione all’aperto, probabilmente le loro foglie avranno bisogno di essere pulite dalla polvere che vi si sarà depositata. Potete farlo passando delicatamente una spugna imbevuta d’acqua sulle foglie. In questo modo potranno respirare meglio e saranno più belle!

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La menta per il benessere

mentaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Come sapete, la vostra Clematidia ha una passione per i cosmetici fai da te, soprattutto se di origine naturale… quindi, oggi vorrei parlarvi dei cosmetici per il benessere a base di menta!

La menta ci ha fatto compagnia tutta l’estate come aromatizzazione per ghiaccioli e granite, ma anche adesso che la bella stagione volge al termine non ci abbandonerà: può essere usata per diverse preparazioni utili per la bellezza e il benessere.

La menta contro l’alito cattivo

Un grande classico: sappiamo tutti che la menta aiuta ad avere sempre un alito fresco. C’è un modo semplicissimo per sfruttare questa sua proprietà: fare un infuso di foglie di menta e usarlo spesso per sciacquarsi la bocca.

Il tonico per la pelle a base di menta

Un altro modo davvero semplice per utilizzare la menta è creare un tonico per la pelle alla menta. Basta metterne qualche foglia in una tazzina di latte fresco e poi intingere un batuffolo di cotone nel latte così aromatizzato. Il cotone andrà passato più volte sul viso, e poi si farà lo stesso con un altro batuffolo bagnato d’acqua.

Il pediluvio alla menta

L’abbinamento latte-menta (che fa venire anche l’acquolina in bocca!) non fa bene soltanto al viso: può portare benefici anche ai piedi! Preparate un pediluvio di acqua calda e aggiungete due cucchiai di latte in polvere, 100 ml di olio di sesamo e qualche goccia di olio essenziale alla menta. Una decina di minuti in questo bagno renderà morbida la pelle dei vostri piedi, e li preparerà per il momento pedicure!

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Coltivare la Datura

datura_arboreaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Coltivate la Datura? In questo caso dovreste avere proprio in questo periodo una fioritura splendida!

Con i loro grandi imbuti bianchi, rossi, rosa, porpora o arancioni, le Dature sono uno splendido regalo della tarda estate ai nostri angoli verdi, che diventano un po’ tropicali: la Datura arborea, infatti, originaria del Sud America, con il suo inebriante profumo sembra rapire verso terre lontane… in effetti, è qualcosa più di un’impressione: le Dature contengono sostanze con proprietà narcotizzanti. Lo sapevano già gli indios, che ne masticavano le foglie per cadere in trance!

Coltivare la Datura

Diversamente dagli indios, ci accontentiamo di farci ipnotizzare dalla bellezza delle Dature. Per avere delle piante sempre belle, è importante sapere che le Dature non tollerano né il gelo né un caldo eccessivo; è bene quindi coltivarle in vaso, in modo da poterle riparare durante l’inverno. In generale richiedono una posizione di leggera ombra e un terreno leggero e fertile. La loro fioritura lussureggiante richiede molte energie, quindi non siamo avari né di concime né di acqua, durante il periodo estivo; facciamo però attenzione ai ristagni, che la Datura soffre.

Potare la Datura

La Datura arborea va potata fin da giovane, in modo da farle assumere la forma corretta ed equilibrata, con il fusto slanciato. Per moltiplicarla, questo potrebbe essere il momento buono per utilizzare i rami dell’anno e farne delle talee legnose!

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