Archivio di giugno, 2011

Coltivare il finto gelsomino

gelsominoCiao a tutti,
sono io, Rosa Canina!

“Coltivare il finto gelsomino”: ecco il titolo dei compiti delle vacanze che mi ha assegnato il Dottor Belfusto.

Lo chiamano così perché fa finta di essere un gelsomino, ma in realtà lui e il gelsomino non si conoscono neanche!
Io ho detto che se fa finta non mi sembra il caso di dargli corda, ma poi il Dottor Belfusto mi ha portato a vederlo: ho scoperto che il finto gelsomino ha tantissimi fiorellini bianchi profumatissimi e ho deciso di perdonarlo. Però mi sembra giusto dire qual è il suo vero nome: Rhyncospermum jasminoides. Sembra una parolaccia, lo so, ma il Dottor Belfusto mi ha assicurato che non è così.

Piantare il finto gelsomino

Il primo capitolo dei miei compiti delle vacanze è questo: come piantare il finto gelsomino. Il momento migliore per piantarlo è all’inizio della primavera. Bisogna scegliere un terreno drenato e fertile e fare una buca di 30 centimetri di larghezza e profondità, metterci la pianta e poi riempire con terreno misto a stallatico pellettato. Poi naturalmente bisogna innaffiare bene.
Una cosa importante è che il finto gelsomino si diverte molto ad arrampicarsi, quindi dobbiamo pensare subito a dargli qualcosa a cui aggrapparsi, altrimenti si offende molto. Può essere un muro con una rete attaccata, oppure una pergola, o un gazebo, o alla peggio delle canne di bambù.

Coltivare il finto gelsomino

Il secondo capitolo riguarda le cose da sapere per coltivare il finto gelsomino. In primo luogo, dovete sapere che il finto gelsomino ama tantissimo prendere il sole. Quindi, se lo sistemate in pieno sole, sarà contento e farà tanti fiori in più.
Per quel che riguarda l’innaffiatura, ha bisogno di essere irrigato regolarmente per il primo anno di vita, poi se è piantato in piena terra comincia ad arrangiarsi da solo. Potrebbe aver bisogno d’aiuto se fa molto molto caldo: in quel caso, magari, un pochino di acqua è meglio che gliela diate. Se invece il finto gelsomino è in vaso, bisogna dargli da bere in tutti i periodi, a parte l’inverno: in quel caso, si irriga solo se la terra si secca troppo.
Un’altra cosa che fa molto piacere al finto gelsomino è la concimazione: se a novembre gli darete un po’ di stallatico pellettato lo farete molto felice!

Potare il finto gelsomino

L’ultimo capitolo dei miei compiti parla della potatura del finto gelsomino. Va potato in primavera e bisogna tagliare i rami secchi, naturalmente, ma anche alcuni di quelli sani. Infatti il finto gelsomino cresce molto in fretta, ma a volte nell’entusiasmo si dimentica della forma che doveva avere e diventa molto disordinato, quindi è meglio ricordargliela e fare un po’ di ordine: non bisogna farsi vedere con troppi rami fuori posto! No?

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pubblicato da Rosa Canina in Il diario di Rosa Canina e ha ricevuto (2) commenti

The World Garden of Plants: il giardino del mondo

word_gardenBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Se avete in programma una vacanza in Inghilterra (magari nella zona del Kent) e amate le piante, non potete farvi mancare una visita a un giardino eccezionale: quello del castello di Lullingstone, the World Garden of Plants.

La sua storia è molto emozionante: l’idea è nata nel 2000, mentre il suo progettista, Tom Hark Dyke, era prigioniero di un gruppo di guerriglieri colombiani. Per tenere lucida e impegnata la mente, Tom ha cominciato a prendere appunti e a progettare un giardino che ospitasse tutte le specie botaniche del pianeta – o almeno, una buona rappresentanza di esse.

Quando è stato finalmente liberato, Tom ha cominciato a dare corpo al suo progetto e così, nel 2005, è nato il World Garden of Plants, che riproduce la mappa del mondo e accoglie più di 10.000 specie diverse provenienti da tutto il pianeta. Il giardino, che è vasto 4.000 mq, si estende intorno al Castello di Lullingstone: il castello è nello stesso tempo la casa di Tom e un monumento storico, in cui soggiornarono anche Enrico VIII e Anna Bolena.

Per vedere le fotografie di alcune delle rarissime specie ospitate, e per leggere nei dettagli la storia atipica di questo giardino, vi consiglio un giretto sul sito ufficiale. Tra l’altro, potrete verificare quali eventi vengono organizzati per animare giardino e castello: nel mese di giugno, per esempio, è prevista una rievocazione storica medievale!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Parchi e giardini e ha ricevuto Nessun commento

Rinvasare i bonsai

bonsaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlare con voi del rinvaso dei bonsai.

Preparare il vaso per il bonsai

Scegliere il nuovo vaso per il bonsai non è difficile: basta ricordare che i vasi appositi sono poco profondi, e le dimensioni non troppo superiori rispetto a quelle delle radici.
Sul fondo del vaso metteremo una rete zincata e del materiale drenante, come l’argilla; poi stenderemo un centimetro di terriccio specifico. A questo punto il vaso è pronto ad accogliere il bonsai.

La potatura delle radici

Dopo aver estratto il bonsai dal contenitore precedente, ripuliamo un po’ le radici dal vecchio terriccio. Bisogna poi osservare bene le radici e tagliare quelle danneggiate o morte. Le radici in salute dovranno subire solo la cosiddetta potatura di contenimento, e quella dipende dall’età e dalla specie del bonsai. Un’accortezza importante è utilizzare strumenti affilati, in modo da fare tagli netti, e naturalmente ben disinfettati.

Il rinvaso del bonsai

A questo punto il bonsai è pronto a prendere possesso della sua nuova casa! Sistemiamolo con le radici ben allargate e completiamo il riempimento del vaso con terriccio specifico. Con un bastoncino spingiamo il terriccio tra le radici in modo che non rimangano sacche d’aria, poi compattiamo delicatamente e innaffiamo. Et voila, il trasloco è completo!

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Vasi mobili per piccoli giardini

vasi_ruoteBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Oggi vorrei condividere con voi una piccola scoperta che ho fatto online: i vasi a rotelle!

Sembra una piccola cosa, ma se ci pensate chi ha poco spazio – magari solo un angoletto di terrazzino – si trova spesso nella necessità di spostare i vasi per ottimizzare gli spazi, e poterlo fare senza sollevarli da terra è un bel vantaggio. Senza contare gli spostamenti all’interno per affrontare la brutta stagione, e poi di nuovo all’esterno per godersi la primavera…

Ma la cosa importante è che, oltre alla comodità di chi coltiva, hanno tenuto conto anche del benessere delle piante: infatti il vaso è studiato in modo tale da garantire l’aerazione sotto le piante e facilitare il drenaggio dell’acqua in eccesso.

Leggevo anche che, essendo studiato anche per stare all’aperto, le rotelle e tutta la struttura sono finiti in modo tale da resistere a graffi, ruggine e corrosione…

Se siete curiosi, vi faccio vedere dove l’ho trovato: sul sito della Eserro, una ditta canadese specializzata in vasi che arredano!

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Coltivare la speronella o Delphinium

delphinumCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di un fiore che ci regala la sua fioritura proprio in questi giorni: il Delphinium o speronella.

Il Delphinium presenta una grande varietà di specie, suddivise in annuali e perenni.

Coltivare il Delphinium annuale

Per coltivare la speronella annuale occorre una posizione soleggiata, su un terreno normale, poco calcareo e ben drenato, ricco di sostanza organica.
L’ideale è seminarli in settembre, in modo da averli fioriti più o meno adesso. Ricordate che se scegliete delle varietà alte avranno bisogno di tutori che le aiutino a stare dritte…
Avrete delle belle infiorescenze a forma di spiga, nei colori del rosa, celeste, blu, bianco e viola.

Coltivare il Delphinium perenne

Il Delphinium perenne si può piantare in autunno o in marzo su terreno fertile e ben drenato, leggermente acido, ricco e fresco nel periodo vegetativo. Anche in questo caso i tutori possono essere utili per sostenere i lunghi steli.
L’esposizione può essere in pieno sole, però deve essere riparata dal vento e soprattutto il clima non deve essere troppo caldo: il Delphinium non sopporta le estati torride, e nei periodi di siccità deve essere innaffiato frequentemente. Un’altra accortezza è disporre uno stato di pacciamatura ai suoi piedi fin dall’inizio della primavera.
Sono l’ideale per aiuole e bordure e sono molto apprezzati anche come fiori recisi. Rispetto alle specie annuale, si trovano anche colori come il giallo e il rosso.

Per sviluppare una seconda fioritura, potete accorciare le infiorescenze ormai sfiorite fino a una foglia verde; in autunno, poi, potrete tagliare gli steli secchi al livello del suolo. La pianta sopravviverà e vi proporrà una nuova fioritura l’anno seguente… quando comincerà ad avere quattro anni, però, potreste cominciare a notare una fioritura meno abbondante: potrebbe essere ora di sostituire la pianta con una più giovane!

Un ultimo consiglio: occhio all’oidio! La speronella è molto sensibile!

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Cetrioli per il benessere

cetrioloBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Oggi vorrei raccontarvi qualche utilizzo dei cetrioli per il benessere. Il cetriolo infatti può essere un ottimo alleato nella cura della pelle, lo sapevate?

Maschera purificante per il viso

Per purificare la pelle potete provare questa maschera purificante al cetriolo: immergete rapidamente una fettina di cetriolo nell’acqua bollente, poi mescolatela con mezzo vasetto di yogurt e un pochino di succo di limone. Spalmate sul viso la crema e lasciatela in posa per una decina di minuti, poi risciacquate bene… dovreste vedere subito l’effetto rivitalizzante e purificante!

Crema per il benessere delle mani

Il cetriolo può portare benefici anche alla pelle delle mani! Fate fondere del burro di cacao, diciamo 4 cucchiai, poi aggiungete tre cucchiai di olio di mandorle dolci e 5 cucchiai di succo di cetriolo. Mescolate bene il tutto (… non ci si sente un po’ come le streghe nel proprio antro?). Lasciate in frigorigero a raffreddare e poi… si può cominciare a spalmare sulle mani! Vedrete i primi risultati da subito!

Impacco contro le occhiaie

Se la stanchezza vi tira qualche brutto scherzo agli occhi, niente paura: gonfiore e occhiaie possono essere ridotti con un impacco ad hoc a base di cetriolo e patata, che sono decongestionanti, lenitivi e vasocostrittori.
Tagliate a fette sia i cetrioli che le patate e sciacquateli bene, poi lasciateli in freezer per qualche minuto. Intanto passate sugli occhi chiusi un dischetto di cotone bagnato di olio d’oliva; poi, applicate le fette di patate sugli occhi per una decina di minuti, cambiandole spesso. Dopo sarà il turno delle fette di cetriolo. Dopo altri dieci minuti, sciacquate gli occhi con acqua tiepida e… osservate il risultato!

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pubblicato da Clematidia in Benessere verde, L'angolo di Clematidia e ha ricevuto Nessun commento