Archivio di maggio, 2011

Le malattie delle fragole

fragoleCari Amici,
rigogliosi saluti!

Che grande soddisfazione vedere le nostre fragole che si formano e cominciano a ingrossarsi, e pregustare il momento in cui saranno mature, non è vero? Bisogna però tenerle controllate, perché questo potrebbe essere il momento di intervenire contro alcune malattie delle fragole!

Ecco alcuni dei problemi più frequenti per le fragole e alcuni rimedi, o forme di prevenzione da tenere presenti per la prossima volta.

Carenza di azoto per le fragole

Se le foglie delle fragole crescono lentamente e mostrano un ingiallimento, che piano piano coinvolge tutta la pianta, potrebbe essere una carenza di azoto. La carenza di azoto nelle fragole si previene piantandole in substrati ferili e drenati e somministrando concimi ricchi di azoto, fin da subito dopo la piantagione.

Carenza di ferro per le fragole

Se le foglie delle fragole ingialliscono, ma le nervature restano verdi, potrebbe essere una carenza di ferro, che a lungo andare può arrivare a bloccare la fioritura e la fruttificazione. La soluzione è distribuire prodotti ricchi in ferro.

Infestazione di ragnetto rosso sulle fragole

Anche le fragole possono essere attaccate dai temibili ragnetti rossi! Ve ne accorgerete perché le foglie diventano grigie e poi scolorano. Causano un deperimento vegetativo che può portare a una perdita ingente di fiori e di frutti. La cosa migliore da fare è intervenire con acaricidi specifici.

Combattere le lumache sulle fragole

Le lumache semplicemente mangiano foglie e frutti delle fragole (… e come dar loro torto?). Riconosceremo la loro presenza perché sui morsi si trova traccia del loro muco. Per combatterle ci sono esche specifiche, oppure si possono confezionare esche fatte in casa interrando bicchieri pieni di birra. La cosa migliore però è prevenire il problema sistemando le fragole in posizioni rialzate, che siano complicate da raggiungere per le lumache.

Infestazione di afidi sulle fragole

Se le foglie giovani scolorano e si accartocciano, o si deformano, potremmo essere davanti a un’infestazione di afidi. La crescita vegetativa sarà rallentata e i fiori potrebbero essere meno numerosi. Per le infestazioni più moderate si possono usare soluzioni biologiche come sapone di Marsiglia o aglio, ma se l’attacco è massiccio è meglio ricorrere a un insetticida aficida.

Muffa grigia o mal bianco sulle fragole

Se i frutti si ricoprono di una muffa grigia e marciscono, siamo di fronte alla muffa grigia o botrite. Questo inconveniente si previene evitando di lasciar diventare i cespugli troppo fitti: l’aria deve passare tra le foglie per evitare che si crei un’umidità troppo elevata. Le parti più colpite vanno eliminate; sui germogli appena attaccati si possono utilizzare prodotti a base di rame.
Se la lanugine che compare è di colore bianco, invece, la malattia è l’oidio e i prodotti da distribuire sono a base di zolfo.

Vaiolatura sulle fragole

La vaiolatura si manifesta attraverso macchie nere-rossastre-violacee sulle foglie. Le foglie più colpite appassiscono e poi seccano, e a lungo andare la pianta può morire. Per combattere la vaiolatura, che è sempre un attacco fungino, bisogna ricorrere a prodotti a base di rame ed eliminare le parti più colpite. Conviene anche ridurre le innaffiature.

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto, Malattie e parassiti e ha ricevuto Nessun commento

Asparagi sottolio e sottaceto

asparagiBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

State raccogliendo gli asparagi? Vi auguro che il vostro raccolto sia tanto abbondante da non riuscire a consumarlo tutto! Se è così, potrebbe farvi comodo qualche ricettina per conservare gli asparagi sottaceto o sottolio.

Asparagi sottolio

Puliamo gli asparagi, eliminando la parte più legnosa, e leghiamoli in mazzetti. Possiamo sistemarli in una pentola, con gli apici rivolti verso l’alto. Sciogliamo del sale in una soluzione di acqua e aceto in parti uguali e versiamo il risultato sugli asparagi: copriamo la pentola e facciamo cuocere. Dovremo fermare la cottura quando gli asparagi saranno ancora al dente, estrarli dalla pentola, slegarli e lasciarli asciugare bene.
A questo punto, una volta ben asciutti, sono pronti per essere sistemati in vasetti di vetro e ricoperti di olio. Inserite anche qualche foglia spezzettata di alloro e un po’ di peperoncino per insaporire.

Asparagi sottaceto

Un’altra saporita alternativa sono gli asparagi sottaceto. L’inizio della procedura è lo stesso: gli asparagi vanno lavati e puliti, poi vanno fatti sbollentare per qualche minuto in una pentola ampia.  Intanto, facciamo bollire anche dell’aceto di vino bianco.
Togliamo gli asparagi dall’acqua, lasciamoli asciugare e poi mettiamoli nei soliti vasetti di vetro, con le punte rivolte verso l’alto. Aggiungiamo un po’ di pepe bianco in grani e riempiamo i vasetti con l’aceto fino a coprire gli asparagi. Se non basta, possiamo “allungarlo” con un po’ di vino bianco, ma senza esagerare!

A questo punto, entrambe le preparazioni vanno conservate in un luogo fresco e asciutto, intanto che prepariamo le nostre papille gustative ad accogliere questo piccolo sfizio!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Ricette verdi e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare il prezzemolo

prezzemoloCari Amici,
rigogliosi saluti!

Vi piace il prezzemolo? Si tratta di una pianta aromatica molto usata, per guarnire e insaporire piatti caldi o freddi, zuppe, salse… insomma, sta bene un po’ dappertutto, come la saggezza popolare ben sa!

Seminare il prezzemolo

Il prezzemolo si può seminare in febbraio-marzo, per raccoglierlo in estate-autunno, o a fine luglio per raccolti primaverili e invernali.
Facciamo dei solchi profondi mezzo centimetro e distanti 30 centimetri l’uno dall’altro e seminiamo il prezzemolo. Dovremo poi sfoltire le piantine in modo che siano distanti circa 25-30 centimetri l’una dall’altra. Teniamo presente che la germinazione del prezzemolo è lunga e richiede diverse settimane.

Trapiantare il prezzemolo

Una soluzione alternativa è comprare le piantine di prezzemolo al vivaio e trapiantarle poi in terra. Se scegliamo questa procedura, ricordiamo di annaffiare abbondantemente le piantine dopo il trapianto. In generale, bisogna tenere conto del fatto che il prezzemolo ama posizioni aperte per i raccolti estivi e autunnali, mentre è meglio trovargli un posto riparato per i raccolti invernali. Il terreno dovrà essere profondo, umido e ricco.

Raccogliere il prezzemolo

Per raccogliere il prezzemolo bisogna tagliare i gambi, non proprio alla base ma un po’ sopra, in modo che si possano riformare nuovi steli. Preleviamone un massimo di 2-3 per pianta ogni volta.
Il prezzemolo raccolto può essere utilizzato subito, oppure essiccato o congelato per conservare il suo sapore nel tempo!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare i viburni o pallon di maggio

viburniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi parliamo della coltivazione dei viburni, noti anche come pallon di maggio o palle di neve.

Nomi particolari, vero? Mentre fermiamo la nostra scatenata Rosa Canina, che cerca di rubare i viburni recisi per organizzare una battaglia a palle di neve, proviamo a capire come coltivare questa bella pianta e avere una fioritura vigorosa e abbondante fino a giugno.

La posizione per i viburni

I viburni sono ideali per aiuole, bordure e siepi. Possono raggiungere un’altezza media di due o tre metri e hanno rami diritti e flessibili. Oltre alla loro dimensione, per scegliere la posizione tenete conto anche delle loro esigenze: i viburni amano un terreno fresco e drenato e si trovano bene al sole o a mezz’ombra. Non temono il freddo, ma se si tratta di una varietà precoce i venti e le gelate tardive potrebbero danneggiare i boccioli.

Coltivare i viburni

I viburni non richiedono tantissime attenzioni: come potatura è sufficiente eliminare in primavera i rami danneggiati o troppo intricati. In linea di massima non richiedono neanche innaffiature, per lo meno quando ci sono precipitazioni. In caso di siccità, invece, è meglio intervenire e irrigare a fondo. In aprile, può essere una buona idea disporre una pacciamatura di letame o di terriccio da giardino.

I viburni nelle composizioni di fiori recisi

La loro bellezza, la loro resistenza e, in alcuni casi, il loro profumo rendono i viburni molto amati anche come fiori recisi. Il modo migliore perché resistano a lungo con tutta la loro bellezza è tagliarli al mattino presto, prima che il sole li colpisca. Recidiamoli mezzo centimetro sopra una foglia o una gemma e mettiamoli in un vaso pieno d’acqua e, magari, anche di una soluzione specifica per fiori recisi. Sistemiamo il vaso in una posizione che non sia sotto il sole diretto e che sia lontana dalla frutta, che ne accelererebbe la maturazione. Per farli durare più a lungo, ogni tre giorni tagliamo di due centimetri il fusto. In questo modo, possono durare anche dieci giorni!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Mettere a dimora le petunie e le surfinie

petunieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlare del primo passo necessario per coltivare un grande classico di balconi e terrazzi: le petunie. Se acquistate una pianta di petunie o di surfinie in un vivaio, la prima cosa da fare sarà metterle a dimora, in un’aiuola o, più probabilmente, in un altro vaso.

Il terriccio per mettere a dimora le petunie

Non importa se il terriccio vecchio sembra ancora soffice e ricco: cambiamolo ugualmente. Le petunie hanno bisogno di tutto il nutrimento possibile, perché stanno iniziando un lungo tour de force che durerà tutta l’estate! In certi casi potrebbe anche valere la pena di mescolarlo con un fertilizzante in granuli a cessione programmata.

Svasare le petunie

La prima cosa da fare è estrarre delicatamente le piantine dal vecchio contenitore. Osserviamo le radici: probabilmente saranno intricate e avvolte intorno al pane di terra. In questo caso conviene “scioglierle” un po’, con delicatezza, e aprirle in modo che siano libere di crescere verso l’esterno e non verso l’interno. Il nuovo vaso in cui le metteremo, infatti, dovrà essere un po’ più grande del precedente e le petunie dovranno essere libere di sfruttarlo in ogni sua parte.

Rinvasare le petunie

Sistemiamole nel nuovo vaso, posizionando un pezzo di coccio o comunque un materiale drenante sul fondo, e tenendo presente che il colletto dovrebbe restare un centimetro al di sotto del livello del nuovo terriccio. Tenderà infatti a essere “portato via” dalle innaffiature e potrebbe abbassarsi troppo rispetto alle radici della pianta: teniamolo d’occhio, quindi, e ripristiniamolo se ci sembra che sia sceso.

Le prime cure dopo il rinvaso

Le petunie hanno sempre bisogno di frequenti annaffiature, non solo dopo il rinvaso: bagniamo la mattina o la sera, cercando di non fare entrare in contatto foglie e fiori con l’acqua. Nel primo mese dopo il rinvaso, inoltre, le petunie e le surfinie avranno bisogno di ricevere una volta alla settimana un concime per piante verdi, che dovrà essere poi sostituito da un concime per piante da fiore. Se le sostenete così – e magari consentite loro una pausa di riposo in luglio – vi regaleranno una splendida fioritura per tutta l’estate!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (7) commenti

Giardini in terrazza a Roma

giardini_terrazzaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Volevo segnalare a quanti abitano a Roma o nei dintorni la manifestazione Giardini in Terrazza!

Ho scoperto che dal 20 al 22 maggio all’Auditorium Parco della Musica ci sarà una manifestazione completamente dedicata a come trasformare terrazzi e balconi in veri e propri mini-giardini.

Ci saranno dei prototipi di balconi da guardare e copiare, con tante idee: orti pensili, arredi, balconi all’ombra e al sole… Gli autori saranno giovanissimi botanici e architetti del verde, uno dei quali sarà premiato con l’opportunità di uno stage.

Secondo il sito ufficiale ci saranno anche incontri con architetti, paesaggisti e designer, oltre naturalmente all’esposizione vera e propria e addirittura a vari corsi e workshop, sui temi più vari legati la giardinaggio: riproduzione e moltiplicazione delle piante, il frutteto e l’orto famigliare, la potatura delle piante da frutto e ornamentali, la difesa delle piante dai parassiti…

Insomma, sembra proprio un’occasione adatta ai garden addicted, anche a quelli che devono “coltivare” la loro passione nello spazio ristretto di un balcone! Se andate a dare un’occhiata, naturalmente, aspettiamo il vostro resoconto…

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia e ha ricevuto (1) commento

Il libro di giardinaggio di Serena Dandini

dandiniSalve, gente!

Ecco il vostro postino preferito che si avvicina di soppiatto alla Tercomposti per compiere il suo dovere e consegnare un libro di giardinaggio al Dottor Belfusto. Quale libro? “Dai diamanti non nasce niente”, di Serena Dandini.

Forse vi chiedete come faccio a sapere di che libro si tratta… ebbene sì, l’ho liberato dall’imballaggio! E’ l’unica forma di difesa che posso usare contro quella piccola peste di Rosa Canina, che sicuramente tenterà di assalirmi. Il libro ha più di 200 pagine: chissà, forse potrebbe funzionare come arma impropria!

Ovviamente, dato che l’ho estratto, gli ho anche dato una bella occhiata. L’autrice sicuramente la conoscete tutti: Serena Dandini è un volto noto della televisione e non mi aspettavo di vederla associata al mondo del giardinaggio. E invece ecco qui il libro: “Dai diamanti non nasce niente”, edito da Rizzoli.

L’ho sfogliato un pochino e devo dire che sembra piuttosto interessante: ci sono racconti personali e indicazioni pratiche di giardinaggio, e soprattutto c’è una considerazione che tutti gli appassionati di giardinaggio non possono che condividere: in qualsiasi modo vogliate cambiare il mondo, il modo migliore per farlo e cominciare dal proprio giardino (o dal proprio balcone), perché il rapporto tra uomo e natura è una parte fondamentale di quello che siamo e dice tanto sulla nostra società e sulla nostra cultura. Vi pare poco?

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pubblicato da Amarillo in La posta di Amarillo, Libri verdi, Senza categoria e ha ricevuto (4) commenti

Piantare le siepi di ligustro

ligustroCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se desiderate una siepe di ligustro, questo è un ottimo momento per metterla a dimora. Se invece l’avete già, è il momento della prima potatura!

Mettere a dimora una siepe di ligustro

Per mettere a dimora una siepe di ligustro conviene scegliere un giorno in cui il terreno non sia troppo bagnato. L’ideale sarebbe averlo anche preparato, scavando un fosso lungo quanto la siepe e largo 60 centimetri, stendendovi del terriccio fertile e poi riempiendolo nuovamente di terra.
Per piantare la siepe, segniamo con delle canne il posto di ogni pianta (a circa 30 centimetri l’una dall’altra) e poi scaviamo una buca di dimensioni sufficienti per accogliere la zolla di terra, con l’accortezza di mantenere il colletto all’altezza del livello del terreno. Se le radici sono nude, pressiamo torba umida attorno a esse, smuoviamole per eliminare eventuali sacche d’aria e poi ricopriamo di terreno, pressandolo con i piedi.

Dove piantare una siepe di ligustro

La posizione ideale per una siepe di ligustro richiede che non sia troppo esposto al vento, e che possa prendere almeno qualche ora di sole diretto. In caso di necessità si possono predisporre protezioni contro il vento, oppure sostegni: fissare due sostegni ai due lati del filare, tendere del fil di ferro e legarvi ciascuna pianta.
Le radici del ligustro potrebbero anche soffrire di eccessivo caldo o freddo, quindi in estate e in inverno conviene stendere una pacciamatura di corteccia per proteggerle.

Potare la siepe di ligustro

In generale, le siepi appena piantate devono essere accorciate circa di un terzo. Se devono avere una forma definita, si possono accorciare anche di metà, e poi ancora di metà o un terzo ogni anno successivo finché non raggiungono l’altezza desiderata, che nel caso del ligustro può arrivare anche a 1,5/2 metri.
In linea di massima, le siepi adulte si potano a maggio e poi altre due o tre volte, quando la vegetazione fuoriesce dalla sagoma. L’importante è utilizzare cesoie affilate o forbicioni da siepe, che producano un taglio netto, e tagliare a non più di un centimetro dall’inserzione della coppia di foglie.
Dopo la potatura, possiamo somministrare del concime minerale complesso alle siepi adulte (operazione che andrà ripetuta all’inizio dell’estate) e, al termine delle operazioni, irrigarle.

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Orchidee e azalee per la festa della mamma

orchidee_aircBuongiorno a tutti!
Posso fare qualcosa per voi?

Manca ormai pochissimo alla festa della mamma. Avete già deciso quale sarà il vostro regalo per la festa della mamma? Naturalmente, una pianta… ma quale?

Regalare le azalee per sostenere la ricerca

Un regalo per la festa della mamma che ormai è un classico: l’azalea dell’AIRC, che si può trovare la mattina stessa nelle piazze italiane. Sicuramente è un regalo fatto con il cuore, perché oltre all’affetto per la destinataria dimostra la sensibilità verso la ricerca per la cura dei tumori femminili. Quindi, potremmo dire che è un regalo per tutte le mamme e tutte le donne!
Per avere più informazioni sull’AIRC e per individuare la piazza della propria città dove trovare le azalee basta visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

Regalare un’orchidea molto trendy

Non vi basta? Potete abbinare un altro fiore: una bella orchidea. Il Flower Council of Holland, l’ente di riferimento per la fioritura olandese, ha ideato una simpatica proposta per questa festa della mamma: le Orchid Bags, colorate borse estive che contengono splendide piante d’orchidea. Così, al fiore viene abbinato un accessorio trendy che le mamme possono poi sfruttare per tutta l’estate!
Le Orchid Bags si trovano in alcuni concept store: First Floor a Milano, Tearose a Milano, Monza e Roma, Flo’ Fiori a Bologna, Labardi Fiori a Firenze, Callas a Cremona e Falcetta Floreal Designer a Barletta.

… oppure? Oppure una semplice pianta, magari seminata e cresciuta da voi stessi, con tanta pazienza e tanto amore. Alla fine, è di questo che stiamo parlando, no? Auguri a tutte le mamme!

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