Archivio di aprile, 2011

Un sacco di piante

b_sacCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei condividere con voi una curiosità in tema di giardinaggio che ho incontrato in rete: si chiama BacSac ed è, traducendo letteralmente, un vaso-borsa!

Curiosando sul sito ufficiale, si scopre che questo vaso-sacco è fatto di un materiale geo-tessile leggerissimo e si trova in diverse dimensioni e diversi modelli: si va dai contenitori quadrati, più grandi, per l’orto, alle borse vere e proprie con bretelle e manici, che permettono di trasportarle o, per esempio, appenderle da qualche parte.

Il materiale di cui sono fatte ha delle proprietà che lo rendono particolarmente ecologico: tanto per cominciare, è completamente riciclabile. Ma anche nei confronti delle piante che ospita è particolarmente friendly: protegge le radici (anche dal caldo e dal freddo) ma lascia respirare il terreno, rispettando l’equilibrio tra aria, suolo e acqua.

I vasi-sacco vengono realizzati anche su misura: Clematidia ne ha già ordinato uno delle dimensioni di una pochette, per portare sempre con sé qualche fiore al posto del portafogli o delle chiavi di casa, ma immagino che ciascuno di noi possa dare sfogo alla fantasia e immaginare le applicazioni più utili: dalla possibilità di creare un piccolo angolo verde senza il problema del peso dei vasi, alle varietà di “arredamento creativo” offerte da questo oggetto. Voi dove appendereste un vaso-borsa?

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Coltivare i peperoni

peperoniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Se quest’anno avete deciso di coltivare i peperoni, preparatevi a metterli a dimora: il momento si avvicina!

Seminare i peperoni

Chi voleva cominciare la coltivazione del peperone dal seme, si sarà attivato già a febbraio, seminando i peperoni in piccoli vasetti o in semenzaio, in cassone riscaldato. Avrà innaffiato le piantine con regolarità ogni 3 o 4 giorni e, quando sono arrivate a 2 o 3 centimetri di altezza, le avrà diradate lasciando le più forti. Adesso, probabilmente, le sta già irrobustendo in vista della messa a dimora!

Piantare i peperoni

Chi non è partito dal seme può ugualmente mettere a dimora i peperoni nel mese di maggio comprando le piantine in un vivaio. Scegliete le piante di peperone facendo attenzione che il fusto sia corto e rigido e le foglie verde scuro, poi cominciate a pensare dove metterle. Ricordate che i peperoni amano il caldo e il sole (anche se soffrono siccità e temperature eccessive) e hanno bisogno di un terreno fertile e ben drenato, preparato con terriccio o letame e fertilizzante. Un aspetto importante da considerare: è controindicato piantare i peperoni in un terreno che abbia ospitato patate o pomodori durante l’anno precedente!
Piantate i peperoni su file distanziate circa 60 centimetri e, dopo la piantagione, innaffiate abbondantemente.

Coltivare i peperoni

Se il terreno è stato preparato correttamente, nella fase vegetativa non dovrebbe essere necessario concimare i peperoni. Può essere utile invece pacciamare il terreno e soprattutto annaffiare con regolarità, soprattutto se il tempo è siccitoso. Se la varietà che avete scelto è piccante, tenete conto però del fatto che più innaffiate meno intenso sarà il sapore del peperone
Tenete gli occhi aperti anche contro le avversità: i peperoni possono essere colpiti da diversi nemici, tra cui gli afidi e la peronospora.

Raccogliere i peperoni

La raccolta dei peperoni si fa in modo scalare, a partire da giugno. Se vi piacciono acerbi li potete raccogliere quando sono ancora verdi, altrimenti aspettate che prendano colore e diventino più dolci.
Per raccogliere i peperoni bisogna tagliare un pezzo di picciolo (strapparlo sarebbe un grosso errore!). Ricordate di annaffiate la pianta dopo ogni raccolta e, dato che i peperoni maturano fino a stagione avanzata, se il clima si fa ostile proteggete le vostre piante con fogli di plastica.

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Macedonia di Pasqua

macedonia_pasquaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Avete già deciso le vostre ricette di Pasqua? Vorrei suggerirvi un dolce pasquale per allietare la vostra tavola!

Macedonia di Pasqua

Prendete della frutta. Quale frutta? Questo dipende da voi… Scegliete i frutti che preferite, quelli che producete voi nel vostro giardino o quelli che amate consumare. L’unica accortezza è scegliere frutta che vada d’accordo con il cioccolato… io vi suggerisco banane, mele, spicchi d’arancia o magari qualche fragola!

Prendete un uovo di Pasqua fondente e tagliatene la parte superiore. Spezzettate la linea di frattura con le dita in modo che sembri il guscio di un uovo appena schiuso… Sciogliete a bagnomaria metà del cioccolato che avete tolto e versatelo ai piedi dell’uovo, in un vassoio: sostenete l’uovo finché il cioccolato non si sarà rappreso e avrete creato uno splendido piedistallo!

Intanto preparate la frutta: lavatela, tagliatela a pezzetti e bagnatela subito con del succo di limone in modo che non annerisca. Zuccheratela, dopo qualche minuto sgocciolatela e versatela nell’uovo. Aggiungete il cioccolato rimasto e qualche fogliolina di menta. Ecco una macedonia fresca, saporita e molto a tema!

Decorazioni di Pasqua

Un ultimo suggerimento al volo… oltre a cucinare leccornie, perché non decorare la casa? Se a Natale si fa l’albero di Natale, perché non fare l’albero… di Pasqua? Ovviamente sarà un pesco in fiore, e ovviamente ai suoi rami (facendo attenzione a non appesantirli troppo) potremo appendere uova decorate!

… e tanti tanti auguri a tutti!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Ricette verdi e ha ricevuto Nessun commento

Una nuova fioritura per i ciclamini

ciclaminiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Il culmine della loro stagione è passato, ma i ciclamini possono fiorire ancora, se li “coccoliamo” un po’!

Portare all’aperto i ciclamini

Non lasciamoci intristire dalle loro foglie diradate e dai loro boccioli stentati: i ciclamini hanno bisogno in primo luogo di cambiare aria! Dall’interno o dai davanzali, spostiamoli all’aperto, al fresco (non al freddo!), protetti dal sole diretto ma comunque in una posizione luminosa. In questo modo, aiutate dal terriccio che deve essere mantenuto umido, le foglie continueranno a operare la fotosintesi clorofilliana e permetteranno al tubero del ciclamino di continuare a immagazzinare sostanze nutritive.

Irrigare i ciclamini in primavera

Come dicevo, è importante irrigare i ciclamini in modo che il terreno resti umido, però non bisogna esagerare: verifichiamo prima con un dito com’è la situazione nei primi centimetri di terriccio, e poi bagniamo facendo attenzione a versare l’acqua al bordo del vaso, senza toccare le foglie, che potrebbero marcire. All’esterno, inoltre, non occorre il sottovaso; anzi, è dannoso, perché potrebbe trattenere l’acqua piovana e farla ristagnare nel terriccio.

Quando i ciclamini seccano

Arriva fatalmente il momento in cui la parte aerea dei ciclamini secca. A questo punto, possiamo spostarli all’ombra di un grande albero, dove potranno trascorrere un’estate più fresca. Se i ciclamini sono all’interno di vasi di terracotta, possiamo interrare i vasi stessi ai piedi dell’albero. In ogni caso, una leggera pacciamatura con corteccia impedirà che il calore disidrati i tuberi dei ciclamini. Naturalmente, bisognerà irrigare i ciclamini in modo che il terreno non asciughi mai del tutto, ricordandosi che la chioma dell’albero li protegge dal sole, ma anche dall’acqua piovana!

Seguendo questi piccoli spunti, faremo in modo che all’interno dei tuberi dei ciclamini rimanga una riserva di acqua e sostanze nutritive che permetterà fioriture più lunghe e piante più vigorose!

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Coltivare le calle

calleCari Amici,
rigogliosi saluti!

Siamo nel periodo giusto per piantare le calle!

Sapete perché le calle si chiamano così, a proposito? Il nome viene dal greco e fa riferimento alla loro bellezza; le piante, invece, provengono dall’Africa, ma sono arrivate in Europa già nel 1700.

Piantare le calle partendo dal vaso

Se acquistate le calle in vaso, da un vivaio, vi procurate delle piante che quasi sicuramente sono state coltivate in serra. Trapiantatele in piena terra o in un vaso di almeno 30 centimetri e non spaventatevi se dopo la prima fioritura le vostre calle si prendono una pausa: riprenderanno a fiorire con più vigore in estate.
Per le calle scegliete una posizione possibilmente a mezz’ombra oppure fate in modo che il terreno resti sempre umido.

Piantare le calle da tubero

Prima di interrare i tuberi delle calle, valutate il clima: farà molto freddo il prossimo inverno? Se la temperatura scenderà di molto sotto lo zero, dovrete riparare i tuberi delle calle durante la brutta stagione. In questo caso, piantateli ora, a una profondità di 10 centimetri in un terreno soffice e ricco e annaffiate. Mantenete il terreno appena umido finché non germogliano e poi annaffiate abbondantemente e concimate. La fioritura sarà da giugno ad agosto.
Nelle regioni meridionali, invece, i tuberi possono restare interrati anche durante l’inverno. In questo caso, è meglio interrarli in autunno: fioriranno da febbraio a maggio, e riposeranno durante la stagione calda.

Coltivare le calle

In generale, le calle amano essere annaffiate frequentemente: facciamo però attenzione a non bagnare le foglie, che potrebbero restarne danneggiate. Ogni 20 giorni possiamo nutrire le calle con un fertilizzante liquido per piante da fiore, o spargendo del concime in granuli.

Raccogliere le calle

Le calle sono splendide anche come fiori recisi. Se decidiamo di adornare la nostra casa, raccogliamo le calle appena schiuse senza tagliare il fusto, ma strappandolo delicatamente alla base: resisterà in acqua anche una settimana, e la pianta sarà incentivata a produrre altri fiori. Certo, anche sulla pianta le calle fanno il loro effetto… ma anche in questo caso, eliminiamole appena appassite, e la pianta ce ne regalerà delle altre!

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Coltivare il glicine

glicineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Avete visto che belle giornate? Avrete visto sicuramente anche i primi glicini fioriti! Oggi vorrei parlarvi proprio di questo: come coltivare il glicine.

Piantare il glicine

Il glicine si pianta tra ottobre e marzo. Non ha troppe pretese. Ama le posizioni in pieno sole o leggera ombra, sopravvive al gelo, non he esigenze particolari per il terreno: basta che sia ben drenato. Se è troppo calcareo, le foglie possono sbiadire, ma se lo è soltanto leggermente la pianta lo tollera. Cresce e prospera anche in vaso, seppur con qualche difficoltà in più, che può tradursi in una fioritura meno abbondante: il trucco è rinvasarlo spesso e, quando questo non è possibile, rinnovare almeno lo strato superficiale di terriccio.

Scegliere il glicine

Dove piantare il glicine è una decisione che influisce anche sulla scelta del tipo di pianta. Il glicine cinese, infatti (Wisteria sinensis), si presta particolarmente per essere piantato vicino ai muri, perché ha una vegetazione folta e grappoli compatti, mentre il glicine giapponese (Wisteria floribunda) ha dei grappoli allungati che danno il loro meglio quando pendono da un pergolato.
I glicini possono essere coltivati anche in forma di alberello, ma richiedono moltissime cure. Un’altra alternativa è lasciarli arrampicare su un’altra pianta, con effetti scenografici molto particolari. Il rischio è che crescendo e diventando sempre più forte il glicine sottragga nutrimento alle radici della pianta che lo sostiene e, avviluppando i propri rami attorno al tronco, rischi addirittura di soffocarla.

Coltivare il glicine

Il glicine non si ammala facilmente. A volte capita qualche infestazione di afidi, ma raramente tale da mettere in difficoltà la pianta.
Se si incontrano periodi di siccità, va innaffiato abbondantemente (anche se le sue radici molto profonde lo aiutano a sopravvivere al secco). Nel caso di esemplari giovani, è importante irrigarli molto in primavera, per facilitare la crescita dei getti giovani, ancora non legnosi, e poterli indirizzare correttamente sui sostegni. Nel caso il glicine debba arrampicarsi su un muro, questi sostegni potranno essere cavi d’acciaio fissati in orizzontale o in verticale, distanziati di una trentina di centimetri, cui i getti andranno legati.
Come nutrimento, conviene somministrare fertilizzati completi in estate o in primavera. Se le foglie diventano giallo-crema, significa che c’è bisogno di concimare con torba o con chelati di ferro.
Per il resto, rimane soltanto l’ultimo segreto per una fioritura splendida: la potatura

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Lozioni e infusi all’ortica

lozioni_infusi_orticaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Per completare la panoramica che il Dottor Belfusto e io stiamo facendo sull’ortica, penso che ci manchino gli utilizzi dell’ortica per il benessere.
E non sono pochi!

Tra le tante qualità dell’ortica ho selezionato tre preparazioni con diverse finalità, ma se chiedete al vostro erborista ve ne saprà consigliare anche tante altre.

L’infuso depurativo all’ortica

Siamo ormai in primavera e abbiamo voglia di depurarci e prepararci alla bella stagione. L’ortica è un’alleata in questo, perché è una pianta depurativa. Un modo per sfruttare questa sua dote è far bollire 2 cucchiaini di foglie essiccate in una tazza d’acqua per 5 minuti. Il liquido che ne risulta andrà filtrato e dolcificato con il miele, prima di assaporarlo. Se lo assumete per due o tre settimane di seguito sentirete la differenza!

La lozione all’ortica contro la caduta dei capelli

Un utilizzo “esterno” dell’ortica è finalizzato al benessere dei capelli. In mezzo litro d’aceto bianco fate bollire 200 gr di foglie secche d’ortica, poi aspettate che si raffreddi e filtratelo. Se il vostro problema è la caduta dei capelli, frizionate la cute con questa lozione di sera e aspettate fino al mattino dopo per lavarvi i capelli. Se invece volete semplicemente dei capelli più lucenti, mettetela in uno spruzzino come quelli che si usano per nebulizzare l’acqua su certe piante e… spruzzatevi i capelli!

Il decotto d’ortica contro l’acne

L’ortica fa bene anche contro la produzione eccessiva di sebo, responsabile a volte di problemi antiestetici come l’acne. Se è il vostro caso, potreste provare con il decotto d’ortica. Servono delle foglie fresche d’ortica: immergetele in acqua fredda, poi accendete il fuoco e portate a bollore. Fate bollire per 30 minuti. Dopodiché filtrate il decotto e bevetene una tazza ogni mattina a digiuno… la vostra pelle ve ne sarà grata!

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pubblicato da Clematidia in Benessere verde, L'angolo di Clematidia e ha ricevuto Nessun commento

Le doti dell’ortica

coltivazione_orticaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Dato che Clematidia vi ha confidato la sua ricetta per il risotto alle ortiche, a me non resta che parlarvi della materia prima e delle sue doti: ecco a voi madame ortica.

Le doti dell’ortica

Tecnicamente l’ortica è un’erba infestante e viene usata al massimo come concime per il terreno. Il suo contributo al benessere dell’uomo, però, è molteplice: l’ortica ha un alto contenuto di clorofilla, che fa bene contro l’anemia, contiene vitamina A e C, sali minerali e aminoacidi. Tutti questi elementi la rendono depurativa, diuretica e ricostituente. Sembra che addirittura faccia bene contro il colesterolo!

Raccogliere l’ortica

Se proprio non la volete nel vostro giardino, quindi, potete sempre andare a raccoglierla dove cresce spontanea, possibilmente lontana dal traffico e da altre fonti inquinanti. Ma se siete disposti a “ospitarla”, trapiantando una piantina d’ortica nel vostro giardino, ne avrete una fonte costante e facilmente reperibile. Soltanto, se avete bambini piccoli, non dimenticate che l’ortica è, per l’appunto, urticante, e potrebbe essere un’esperienza poco piacevole per loro.

Coltivare l’ortica

L’ortica cresce bene nei terreni ricchi, e va tenuta sotto controllo perché, da buona infestante, si propaga alla velocità della luce.
Può raggiungere 1 o 2 metri di altezza e  tra giugno e settembre farà dei piccoli fiori giallo-verdi. Non ha bisogno di grandi cure, e il momento migliore per raccoglierla è senz’altro in aprile, quando le sue doti raggiungono il massimo.

C’è però un’alternativa per chi non vuole tenerla in giardino e non ha voglia di girare per la campagna armato di guanti e cesoie: si può sempre acquistarla essiccata, in erboristeria! Per molte preparazioni andrà altrettanto bene e potrete godere comodamente dei suoi benefici effetti.

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Risotto alle ortiche

risotto_orticaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Quest’oggi vorrei parlarvi del risotto alle ortiche!

No, non è uno scherzo, come potrebbe pensare chi – come Rosa Canina – conosce le ortiche più per le loro proprietà irritanti che per quelle culinarie… D’altro canto, se non avete mai assaggiato il risotto all’ortica, dovreste assolutamente dargli una chance!

Raccogliere le ortiche

L’ortica è considerata una pianta infestante – anche se ha molte virtù – perché si moltiplica facilmente. Non sarà quindi difficile trovare un angolo lontano dalla strada e dall’inquinamento dove raccogliere qualche piantina d’ortica. Non dimenticate di indossare dei guanti robusti!

Preparare le ortiche

Lasciate le ortiche a bagno in acqua e bicarbonato, poi sciacquatele abbondantemente. Fatelo con i guanti: in questa fase sono ancora uticanti. Smetteranno di esserlo soltanto dopo che le avrete fatte bollire per una decina di minuti. Dopodiché scolatele e pulitele, eliminando le parti più dure.

Il risotto all’ortica

A questo punto si comincia a fare sul serio: fate soffriggere uno scalogno tagliato sottile e aggiungetevi circa 70 grammi di ortica. Aggiungete poi il riso (120-150 grammi) e fatelo tostare un momento, prima di sfumarlo con un po’ di vino bianco. Da qui, la preparazione non è diversa da quella di qualsiasi altro risotto: si aggiunge brodo vegetale, un mestolo alla volta, e alla fine mantecate con una noce di burro e un po’ di parmigiano.

Buon appetito!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Ricette verdi e ha ricevuto (1) commento