Archivio di gennaio, 2011

Coltivare l’hamamelis o amamelide

hamamelisCari Amici,
rigogliosi saluti!

Vorrei parlarvi di un altro fiore invernale: l’hamamelis o amamelide, che ci regala splendidi colori e profumi proprio in questa stagione!

L’hamamelis è noto anche come witch hazel, o nocciolo delle streghe. Perché? Forse perché ha molte virtù terapeutiche e fin dai tempi più antichi è stato utilizzato come erba curativa. Quel che è certo è che, contrariamente alla classica immagine delle streghe, è molto bello: i suoi fiori gialli, arancioni o rossi ravvivano il giardino in inverno, mentre le sue foglie si infiammano in autunno.

Coltivare l’hamamelis

Coltivare l’hamamelis non è difficile. Bisogna però ricordare di non fargli soffrire il caldo o la sete dalla primavera all’autunno, quindi bisogna innaffiare abbondantemente nei periodi di siccità (anche in inverno, se le temperature sono miti). D’altro canto, per avere una fioritura lunga e abbondante, d’inverno dovrebbe essere al sole e tra la primavera e l’estate si può nutrire con un fertilizzante polivalente. L’hamamelis non necessita di protezioni per l’inverno: i suoi fiori possono sopravvivere anche a temperature di -10°C, perché si arrotolano per proteggersi dal freddo e si riaprono quando le temperature si fanno meno rigide.

Piantare l’hamamelis

Per piantare l’hamamelis questo è un buon momento, purché le giornate siano belle. In generale, il periodo utile è tra ottobre e marzo. Scegliere una pianta fiorita, comunque, ci darà la certezza di avere un esemplare che ci piace e di valutare anche il suo profumo.
Come terreno, l’hamamelis predilige i terreni profondi, fertili e ben drenati, e la posizione dovrebbe essere al sole (o leggera ombra), ma riparata dai venti asciutti dell’estate.

Sono sicuro che vi darà grandi soddisfazioni!

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (3) commenti

Coltivare un melo: “Dalla Terra alla Terra”

dalla_terra_alla_terraBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Se avete soltanto un balcone o un terrazzo, forse avete sempre sognato di coltivare un melo e raccoglierne i frutti… A Brescia 100 bambini stanno facendo questa esperienza, proprio in questi mesi.

È in corso infatti un’iniziativa particolare, dal nome di “Dalla Terra alla Terra”, promossa dalla Società della Cavallerizza A. Bettoni di Brescia: a novembre 100 bambini, insieme ai loro genitori, hanno avuto la possibilità di piantare altrettanti meli e di imparare molte cose sulle stagioni e sui frutti della terra. Altre due giornate, ad aprile e a ottobre prossimi, saranno dedicate alla cura della pianta e poi alla raccolta delle mele.

Coltivare un melo in una scuderia

Non è un caso se “Dalla Terra alla Terra” è organizzata da una scuola di equitazione: oltre ai laboratori teorici e pratici sulla coltivazione e sulla natura, infatti, i bambini avranno modo di fare esperienza anche del contatto con i cavalli e con il loro mondo. Impareranno a concimare i meli con lo stallatico equino e, in occasione dell’ultima giornata, porteranno alcune mele ai cavalli, che ne vanno ghiotti. Dolce, no?

Imparare a coltivare i rapporti con gli altri

Una cosa che mi piace particolarmente di questa iniziativa è che i bambini non si limitano a imparare a coltivare i meli o a conoscere i cavalli: hanno anche la possibilità di socializzare tra di loro, e con i ragazzi disabili che frequentano la scuderia. Mi sembra anche questo un fattore importante: è bello imparare a coltivare le piante, ma è altrettanto bello imparare a coltivare il rispetto, la comunicazione e l’amicizia. E condividere l’amore per il verde mi sembra un modo splendido per farlo!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia e ha ricevuto Nessun commento

Coltivare il calicanto

calicantoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Tra le piante che fioriscono d’inverno un posto speciale spetta a quei piccoli fiori gialli e profumati che ben conosce chiunque abbia provato a coltivare il calicanto.

Questa pianta rustica non teme il freddo: anzi, si copre di fiori proprio tra novembre e gennaio. Non è un caso se il calicanto è originario del Sichuan, una regione montuosa e fredda della Cina…
Per la sua resistenza al freddo e per la minima necessità di manutenzione, comunque, coltivare il calicanto è molto facile.

Piantare il calicanto

Il calicanto ama il terreno ben drenato (se fosse sabbioso, potete ovviare disponendo del terriccio sul piede della pianta) e le posizioni soleggiate. Potete sistemarlo vicino ad altri arbusti rustici come la forsizia o il nocciolo, oppure addossato a un muro, legando i giovani rami a supporti in modo che si arrampichi sulla parete. Se lo sistemerete vicino a una finestra, il suo profumo si insinuerà anche in casa…

Una volta scelta la posizione, potete piantare il calicanto. Dato che le piante giovani impiegano qualche anno prima di cominciare a fiorire, potrebbe essere una buona idea comprare un esemplare già fiorito in vivaio. Poi, se la terra non è gelata, potete piantare il calicanto anche subito, scavando un’ampia buca e disponendo sul fondo uno strato di letame.

Coltivare il calicanto

Il calicanto non ha tantissime esigenze: ha bisogno di essere innaffiato nei periodi di siccità e si può somministrare un po’ di concime organico in autunno.
Anche per quanto riguarda la potatura del calicanto, gli interventi sono minimi: basta pulire un po’ la chioma dopo la fioritura, eliminando i rami troppo affollati. Bisogna comunque stare attenti a non tagliare troppo per non avere una fioritura troppo scarsa: dobbiamo ricordare, infatti, che i rami più giovani non fioriscono prima di due o tre anni…

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto (5) commenti

Coltivare la borragine

borragineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Coltivare le piante aromatiche è un’attività che, oltre a soddisfare il nostro gusto per il giardinaggio, soddisfa anche l’estro gastronomico. Spesso infatti le aromatiche, come la borragine, si prestano a ricette e utilizzi culinari originali e sfiziosi.

Coltivare la borragine

La borragine è conosciuta da sempre come erba commestibile e medicinale (si ritiene che abbia proprietà antidepressive ed espettoranti) e si credeva che avesse il dono di infondere coraggio. Ma ci sono altri motivi per coltivare la borragine: attira le api, stimola la crescita delle fragole e allontana i bruchi dai pomodori.
La borragine si semina in vaso o in piena terra (ama terreni sciolti e ben drenati) in posizioni soleggiate o a mezz’ombra. Le prime foglie si possono raccogliere 8 settimane dopo che i semi sono germogliati, mentre la fioritura può verificarsi tra aprile e settembre.

Maionese alla borragine

Parlandovi di un’aromatica, tra l’altro non una delle più note, mi dispiaceva non suggerirvi almeno una ricetta da provare. Ho chiesto consiglio alla nostra ineffabile Clematidia, che mi ha suggerito la maionese alla borragine. Come potete facilmente immaginare, la base è una normale maionese: sbattete un tuorlo d’uovo con un po’ di sale e un cucchiaio di succo di limone e poi incorporate gradualmente 2 decilitri di olio extravergine d’oliva. Alla fine, il tocco che fa la differenza: aggiungete dei fiori di borragine spezzettati. E poi, sbizzarrite la vostra fantasia nel decidere che cosa accompagnerà la vostra maionese aromatica! Ma ricordate che la borragine può essere usata anche per profumare vino o succhi di frutta…

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

Cosmetici naturali a base di miele

miele_balsamo_cremaBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

In questo periodo di tosse e influenza, siamo tutti molto grati alle api e al miele che producono.

Certo, il miele non è esattamente un prodotto del giardino, però ha una connessione strettissima e irrinunciabile con le piante, ed effetti benefici ad ampio spettro, non ultimo per il nostro buonumore! Oggi però non vi parlerò delle sue applicazioni gastronomiche: sfrutteremo alcune proprietà “cosmetiche” del miele per creare dei prodotti di bellezza fatti in casa.

Balsamo per capelli al miele

Creare un balsamo per capelli fatto in casa a base di miele è molto semplice. Basta mescolare 4 cucchiai di miele, un cucchiaio di olio d’oliva e un cucchiaino di estratto di vaniglia. Per un effetto lucidante, potete aggiungere anche qualche cucchiaino di succo di limone. Mescolate gli ingredienti appena prima di applicarli, stendete sui capelli il composto ottenuto e tenete per qualche minuto in posa, coprendo i capelli con una cuffia. Poi lavateli e aspettate di vedere il risultato!

Crema per le mani al miele

Il freddo cerca di rovinare, oltre ai capelli, anche le mani. Ma anche qui il miele ci viene in aiuto.
Facciamo sciogliere a bagnomaria un cucchiaino di granuli di cera d’api insieme a un cucchiaino di olio d’oliva. Quando si è sciolta, spegni il fuoco e unisci 2 cucchiai di miele e qualche goccia di essenza profumata. Mescolate finché diventa omogeneo, poi lasciate raffreddare un pochino. Quando diventa tiepido (si sarà un po’ solidificato), mescolatelo ancora per dargli la consistenza della crema. Ora è pronta!

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pubblicato da Clematidia in Benessere verde, L'angolo di Clematidia e ha ricevuto (1) commento

Coltivare il gelsomino d’inverno

gelsominoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Il gelsomino d’inverno, o gelsomino di San Giuseppe, rallegra con i suoi fiorellini gialli queste giornate invernali!

Già da novembre, infatti, è cominciata la fioritura di questa pianta, il cui nome completo è Jasminum nudiflorum, perché i fiori compaiono sui rami quando questi sono spogli di fogliame.

Piantare il gelsomino d’inverno

Piantare il gelsomino di San Giuseppe è un’operazione che si può svolgere nei momenti di bel tempo tra ottobre e aprile, in grandi buche scavate nel terreno. Prima però bisogna scegliere la posizione: tenete conto che questo arbusto può arrivare anche a 2,5 m di altezza. Non teme il freddo e vive anche nei terreni calcarei, ama il sole ma può stare anche in leggera ombra.

Coltivare il gelsomino d’inverno

Le accortezze da avere non sono molte: ricordarsi di innaffiare molto se si passano periodi di siccità e, se il terreno tende ad essere asciutto, pacciamare con della torba a partire da aprile. In primavera e in estate, si può incentivare la crescita del gelsomino con un fertilizzante completo. Per il resto, finita la fioritura tagliate i rami fiorali e… preparatevi alla primavera, perché a quel punto sarà vicina!

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Coltivare il mandorlo

mandorloCari Amici,
rigogliosi saluti!

Tra gli alberi che producono quella che consumiamo come frutta secca, non abbiamo ancora avuto modo di parlare della coltivazione del mandorlo. Rimediamo oggi.

Il mandorlo è simbolo di amore, rinascita, fertilità e abbondanza. I primi due significati sono probabilmente da attribuirsi alla sua precocissima fioritura: i suoi rami si colorano di rosa ancora in febbraio o inizio marzo, quando ancora non sono comparse neppure le foglie.

Mettere a dimora il mandorlo

Siamo in un buon momento per mettere a dimora il mandorlo: tra novembre e metà gennaio, infatti, è il periodo giusto. Si scava una buca di 60-70 centimetri di profondità e sul fondo si dispone uno strato di ghiaietto per il drenaggio, uno strato di terra, uno di concime e poi ancora uno di terra; su questi si possono appoggiare le radici dell’albero.
Il terreno deve essere fertile e senza ristagni, calcareo e assolutamente non argilloso. Il clima dovrebbe risparmiare al nostro mandorlo la nebbia e l’umidità, tanto quanto l’afa estiva.

Coltivare il mandorlo

Il mandorlo richiede irrigazioni quando la siccità è prolungata. La fertilizzazione va fatta in febbraio, con un concime bilanciato. Per i primi due anni bastano 500 grammi di concime, dal terzo anno in poi un chilo.
La potatura, invece, si può fare in dicembre, eliminando un quinto dei rami più quelli spezzati o secchi.

La raccolta delle mandorle

Le mandorle si raccolgono di solito dalla seconda metà di agosto a tutto settembre, a seconda delle varietà; in ogni caso, quando tutti i frutti hanno il mallo peloso aperto. Si può aspettare che cadano naturalmente dalla pianta, oppure percuotere i rami con una pertica; le mandorle vanno poi lasciate a essiccare al sole per una settimana. E buon appetito!

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Coltivare i bonsai

bonsaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Vi hanno regalato un bonsai per Natale? O ne avete regalato uno voi e i vostri amici ora si aspettano da voi un consiglio su come mantenerlo in salute? Se la risposta a una di queste domande è sì, eccomi in vostro aiuto! Oggi parleremo della coltivazione dei bonsai.

“Bonsai” è un termine giapponese, ma sembra che l’arte di miniaturizzare le piante sia nata in Cina addirittura più di un millennio fa. I giapponesi però hanno attribuito al bonsai significati molto profondi: armonia tra terra e cielo e tra natura e uomo, concretizzata nella cura e nella dedizione che queste piantine richiedono. Questa forza significativa è tra i motivi che rendono i bonsai uno splendido regalo. Per mantenerli bene, però, bisogna conoscere le loro esigenze, perché avendo poca terra a disposizione e piccole radici per nutrirsi i bonsai richiedono cure particolari.

Terriccio e posizione dei bonsai

I bonsai richiedono un terriccio specifico, particolarmente fertile; se la pianta è un’acidofila, bisognerà tenerne conto e scegliere un terriccio apposito. In linea di massima, i bonsai vanno protetti, senza che siano esposti a un caldo eccessivo: per la maggior parte delle specie, la temperatura ideale è tra i 17 e i 22°C e – a meno che la specie non richieda altre accortezze – in posizione luminosa. D’estate quasi tutte le specie possono stare all’aperto in una posizione ombreggiata.

Innaffiare i bonsai

I bonsai richiedono innaffiature frequenti e regolari, anche nebulizzando le foglie, soprattutto se si trovano in ambienti molto secchi. Nei periodi di piena vegetazione il terriccio deve essere sempre umido. Nel caso di sempreverdi, bisogna ricordarsi di bagnarli anche in autunno e in inverno.
La fertilizzazione, che è molto utile ai bonsai, va fatta tenendo conto della specie, ma in linea di massima 2-3 volte in primavera e 1-2 volte in autunno per i sempreverdi.

Potare i bonsai

Anche la potatura dei bonsai è un’operazione che, nei periodi di vegetazione, va fatta frequentemente. Bisogna però portarla avanti con cautela, senza tagliare troppo, e con gli strumenti appositi, per non danneggiare la piantina. Oltre a tagliare, per mantenere la forma si può anche ricorrere a piegature, divaricature o legature dei rami.

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