Archivio di dicembre, 2010

Ricetta per il cenone: risotto ai frutti di bosco

risotto_frutti_boscoBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Vi suggerisco un paio di ricette per il cenone di Capodanno: se volete stupire i vostri ospiti con una ricetta inattesa, provate a fare il risotto ai frutti di bosco!

Ve ne propongo due ricette un pochino diverse, in modo che possiate scegliere quella che più vi si confà.

Risotto ai mirtilli

Procuratevi dei mirtilli (lo so, non è stagione… ma per il cenone di Capodanno un piccolo sforzo si può fare, no?) circa 200 grammi per 300 grammi di riso. Pulite i mirtilli, tenetene qualcuno da parte per la guarnizione e mettete gli altri in una casseruola con un pochino di burro. Fate cuocere a fiamma bassa finché i mirtilli non si disfano, e poi frullateli.

Intanto, tostate il riso con il burro, aggiungete un bicchiere di vino rosso e lasciatelo evaporare, poi cominciate ad aggiungere del brodo vegetale, qualche mestolo per volta, continuando a mescolare delicatamente. Quando il risotto è quasi pronto, aggiungete la purea di mirtilli. Completate la cottura, poi mantecate con burro, lasciate riposare e servite con la guarnizione dei mirtilli interi.

Risotto ai frutti di bosco

Dopo aver fatto tostare il riso con il brodo, bagnate con un po’ di moscato e aggiungete direttamente alcuni frutti di bosco misti. Proseguite la cottura con il brodo vegetale come sempre, poi aggiungete il resto dei frutti di bosco a fine cottura. Mantecate con il burro, con l’aggiunta di qualche goccia di limone e parmigiano.

Buon appetito… e tanti auguri!

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Coltivare l’agrifoglio

agrifoglioCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di una delle piante più tipiche del periodo natalizio: l’agrifoglio.

Coltivare l’agrifoglio è facile: è una pianta che non richiede molte attenzioni.

Piantare l’agrifoglio

L’agrifoglio si pianta ad aprile-maggio o a settembre-ottobre in buche riempite di torba umida o di buon terriccio fertile, dopo naturalmente aver disposto sul fondo della buca uno strato drenante di ghiaia. Se il terreno è secco, dopo la piantagione conviene innaffiare con acqua miscelata a fertilizzante. In linea di massima, comunque, l’agrifoglio cresce in qualsiasi terreno.

Coltivare l’agrifoglio

Per coltivare l’agrifoglio ci sono poche cose da sapere. Ha bisogno di innaffiature regolari nei primi 2-3 anni di vita, poi soltanto d’estate. A luglio-agosto si può cimare per conservare la forma; in linea di massima però l’agrifoglio non cresce molto (soprattutto se non è al sole ma a mezz’ombra) e non ha bisogno di interventi troppo forti. Si possono eliminare eventuali getti cresciuti alla base.
Durante l’estate, conviene spargere uno strato di pacciamatura per mantenere il terreno fresco. D’inverno, invece, alcune varietà di agrifoglio hanno bisogno di essere protette.

Una siepe di agrifoglio

Per ottenere una siepe di agrifoglio (che protegge dai venti e, se è spinoso, anche dagli intrusi!) le piante vanno sistemate a circa 60 centrimentri l’una dall’altra. Otterrete una siepe sempreverde, bellissima: gli agrifogli hanno foglie di verdi splendidi, spesso variegati di bianco argentato o giallo oro…

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Piante come regali di Natale

piante_nataleBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Siete in ritardo con i regali di Natale? Non preoccupatevi, è un classico… permettetemi di darvi un consiglio: regalate una pianta. Ma non una qualsiasi: una pianta che abbia un significato.

Stella di Natale

Comincerò dalla scelta più comune e, forse, tra le più ovvie: regalare una stella di Natale. Secondo alcune tradizioni simboleggia generosità e amore verso il prossimo, perché pur di essere bella questa pianta ha colorato anche le sue foglie (quelli rosso vivo, in effetti, non sono i petali, ma proprio alcune delle foglie). In ogni caso, è molto bella e molto natalizia, quindi merita sicuramente di essere donata in questi giorni.

Il vischio

Nonostante sia una pianta parassita, il vischio è considerato di buon auspicio… e, come saprete, è assolutamente da regalare a qualcuno da cui vorreste un bacio! Baciarsi sotto il vischio a Capodanno, infatti, è garanzia di amore eterno.

L’elleboro o rosa di Natale

La rosa di Natale è un’altra pianta tipica, che simboleggia il sollievo dalle pene quotidiane, e che sarà sicuramente un regalo di Natale vegetale molto apprezzato.

L’alloro

Altra pianta tipica, ma forse un po’ meno scontata, è l’alloro: porta felicità e prosperità ed è un ottimo elemento per splendide decorazioni natalizie, magari fatte in casa, da donare agli amici!

L’orchidea

Ideale per le decorazioni, l’orchidea può essere regalata per simboleggiare amore e passione. Secondo il galateo dei fiori, però, non si regala alle signorine, ma solo alle signore maritate.

I giacinti

Con il loro colore e un vaso particolare, i giacinti possono essere uno splendido regalo di Natale. I significati del giacinto variano a seconda del loro colore e sono comunque significati poco noti, quindi lasciatevi guidare dalla piacevolezza della pianta e sceglietene una che saprete sarà gradita!

Gli agrumi

Simboleggiano prosperità e sono tipici di questo periodo e possono essere usati nelle decorazioni fatte in casa, oppure addirittura come pendagli dell’albero di Natale!

Naturalmente ci sono molte altre piante allegre e natalizie che potete regalare… fate un giro al vivaio e lasciatevi ispirare. Troverete sicuramente il regalo giusto. E tanti tanti auguri a tutti!

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Coltivare noce e nocciolo

noceCari Amici,
rigogliosi saluti!

La frutta secca vive il suo momento di gloria in questi giorni. Ma come si coltiva una pianta di noce, oppure un nocciolo?

Coltivare il noce

Il noce è un albero longevo, vigoroso e decorativo, che però richiede molto spazio. Infatti può crescere anche fino a 20 metri di altezza e richiede una distanza, tra una pianta e l’altra, di 8-10 metri. Ha infatti un apparato radicale molto ampio, il che è anche il motivo per cui non ha bisogno di molta concimazione. Ama terreni profondi, umidi ma senza ristagni, né troppo argillosi né troppo calcarei. Resiste bene al caldo, ma teme le gelate primaverili.
Per quanto riguarda la potatura, nei primi anni si possono eliminare i rami più bassi per far crescere più alto il tronco; in seguito, basta eliminare i rami secchi, spezzati o malati.

Coltivare il nocciolo

Il nocciolo vive ovunque, ma predilige terreni freschi, soffici, profondi e calcarei. Teme le gelate primaverili e durante la fioritura, che avviene a gennaio-febbraio. Richiede irrigazioni solo se l’estate è molto secca, mentre per quanto riguarda la concimazione conviene dargli un concime azotato durante i primi tre anni di vita, poi al massimo un po’ di stallatico in autunno.
La potatura del nocciolo si limita all’arieggiamento della chioma, che è importante per tenere a bada il nemico più insidioso del nocciolo: il verme della nocciola.

Ottenere noci e nocciole

Per entrambe le piante, la produzione di frutti è resa complicata dal fatto che i fiori sono sessualmente separati: quelli maschili fioriscono prima di quelli femminili e la fecondazione si affida al vento. Teoricamente, la maggior parte delle piante dovrebbe essere autofertile, ma se si riescono a piantare alberi di diverse varietà si aumentano le probabilità di poter ottenere della buona frutta secca da sgranocchiare durante le festività!

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Decorazioni natalizie vegetali

decorazioni_nataleBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Dato che è tempo di decorazioni natalizie fai da te, potrei raccontarvi cosa stiamo combinando qui in Tercomposti per decorare gli ambienti in vista delle festività

Rosa Canina si diverte moltissimo a creare le decorazioni natalizie fai da te, ma ci tocca tenerla d’occhio, perché armata di forbici potrebbe essere pericolosa per sé e per gli altri… (soprattutto per le nostre piante! L’anno scorso ha cercato di ritagliare a forma di albero di Natale tutte le foglie che le capitavano a tiro!)

Ecco perché quest’anno vi consiglierò delle decorazioni che richiedono un utilizzo limitato delle forbici, e sono incentrati piuttosto sulle… spugne! Naturalmente, si tratta delle spugne da fioristi, quelle che mantengono bellissimi anche i fiori recisi. Sistemate un po’ di spungna in un sottovaso di plastica e date libero sfogo alla fantasia: coprite la parte esterna del sottovaso con corteccia o rami intrecciati, e poi infilate nella spugna tutti gli elementi decorativi che vi vengono in mente. Per restare sui colori classici del Natale, ci vorranno rami di pino, rose rosse, bacche, pigne, anche mele se volete (per fissarle dovrete inserire un bastoncino nel frutto e poi piantarlo nella spugna) e qualsiasi altra cosa vi suggerisca l’immaginazione…

In alternativa, potete prendere una pallina di spugna e ricoprirla interamente di… di che cosa? Quello che volete: piccoli rametti di pino, per esempio, e qualche rametto di bacche rosse a distanza regolare. L’importante è che non rimangano spazi vuoti. Può diventare un elemento di un centrotavola o una simpatica decorazione da appendere da qualche parte.

Tutte queste sono decorazioni con piante o rametti recisi; ma naturalmente le decorazioni più belle sono quelle con le piante vive: una bella pianta di agrifoglio, per esempio, o una stella di Natale… potrebbero essere anche un regalo di Natale ricco di significato… quale modo migliore per celebrare la vita e l’anno nuovo che comincia? Tanti auguri a tutti!

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Coltivare i broccoli

broccoliCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi di come coltivare i broccoli. In molte regioni italiane infatti questo è il periodo della raccolta dei broccoli, che fanno da protagonisti in molti orti con le loro grandi foglie e le loro buffe teste.

Seminare i broccoli

La semina dei broccoli (parenti dei cavoli) in piena terra si può fare all’inizio dell’estate o, nelle regioni dove gli inverni saranno miti, anche da luglio a metà ottobre. I broccoli infatti temono le gelate. Eppure, amano le temperature fresche: se torna il caldo dopo che hanno cominciato a formare la testa (composta dai boccioli dei tanti fiorellini) ricominceranno a produrre foglie, che si insinueranno anche in mezzo ai fiori: avremo così broccoli con teste piccole e poco compatte.
Una volta trovato il momento giusto per seminare i broccoli, bisogna scegliere in terreno, che deve essere ben drenato e non troppo arido o sassoso.

Coltivare i broccoli

Coltivare i broccoli non è difficile.
Non hanno bisogno di essere concimati molto: si può preparare il terreno con concime organico, ma una volta piantati i broccoli non è più necessario concimare, e va decisamente evitato dopo che hanno cominciato a formarsi le teste.

Raccogliere i broccoli

I broccoli vanno raccolti quando le teste sono ancora chiuse e compatte. Si taglia lo stelo centrale a 10 centimetri, lasciando circa 20 centimetri di gambo. Alcune varietà produrranno ancora teste laterali!

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Coltivare l’orto in casa

orti_urbaniCari Amici,
rigogliosi saluti!

Si può coltivare un orto vero e proprio senza avere un giardino?

Guardate cosa ho appena scoperto: l’orto da tavolo! Si chiama Orto Urbano ed è una struttura nella quale seminare, coltivare e raccogliere ortaggi e piante aromatiche. Si può tenere su terrazzi e balconi, naturalmente se sono esposti al sole per un tempo sufficiente, ed è possibile scegliere il tavolo delle dimensioni e dell’altezza più confortevoli, in modo da non doversi chinare per prendersi cura delle piantine.

Niente male, vero? Sul sito si possono acquistare anche i vari accessori e, sorpresa sorpresa, anche il terriccio! Quale? Il Terriccio per Colture Biologiche della Linea Natura!

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Coltivare i porri

porriCari Amici,
rigogliosi saluti!

Sapete che è il momento di raccogliere i porri? Ci riflettevo ieri assaporando la splendida zuppa di porri di Clematidia, e ho deciso che oggi avrei scritto un post sulla coltivazione dei porri.

Perché coltivare i porri

Coltivare i porri è un’ottima idea per molte ragioni. Si tratta di un ortaggio ricco di virtù: è depurativo, diuretico e addirittura, si dice, afrodisiaco; contiene vitamine A, B e C, minerali (ferro, calcio, silicio, potassio), fibre, poche calorie… e poi ha moltissime applicazioni culinarie. Pur essendo parente della cipolla, infatti, ha un sapore molto più delicato e può essere consumato sia cotto che crudo.

Seminare i porri

Per seminare i porri si può procedere adesso, in semenzaio, se scegliamo le varietà estive, oppure tra marzo e aprile per quelle autunnali. Andranno poi trapiantati quando saranno alte circa 20 centimetri. Per trapiantare i porri, si scavano delle buche dove collocare le piantine, senza poi riempirle: ci si limita a versare un pochino d’acqua, che sciolga la terra vicino alla pianta e la consolidi. La buca si riempirà poi da sola.
invece, le varietà invernali (i porri da raccogliere adesso, insomma) si seminano direttamente in piena terra, tra maggio e giugno.

Coltivare i porri

Durante la coltivazione i porri si possono nutrire con concimi azotati (diversamente da quel che si fa prima della semina per preparare il terreno, che richiede letame maturo). L’irrigazione deve essere sospesa solo in inverno.
Le varietà estive possono essere rincalzate con il terreno circostante, per ottenere porri più bianchi.

Raccogliere i porri

La raccolta dei porri si fa quando i fusti hanno un diamtro di circa 2 o 3 centimetri, cioè di norma a 3 o 4 mesi dal trapianto o 5-7 dalla semina.
Dopo aver estirpato il porro, si tolgono le foglie esterne, più dure, e poi si taglia la cima circa 15 centimetri sopra la parte bianca. A questo punto si possono conservare: o in un luogo buio e freddo oppure in frigorifero…

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Coltivare l’edera

ederaCari Amici,
rigogliosi saluti!

In onore dei sempreverdi, che sono protagonisti in questa stagione, oggi vorrei parlare con voi della coltivazione dell’edera.

Coltivare l’edera

Coltivare l’edera è molto facile: non ha bisogno di particolari cure. Bisogna soltanto cimarla ogni tanto per limitarne e indirizzarne lo sviluppo; per il resto, l’edera si sviluppa da sola, aggrappandosi con le sue radichette alle altre piante, ai muri o a qualsiasi sostegno abbia a disposizione. Nel caso in cui si aggrappi a un’altra pianta, però, è importante sottolineare che non lo fa per sottrarle nutrimento ma soltanto per sostenersi. Non si tratta infatti di una pianta parassita: anzi, la sua presenza aiuta a tenere sotto controllo il proliferare di alcune infestanti.

La malattie dell’edera

L’edera è rustica e resistente, ma può ugualmente incontrare alcune avversità. Può essere attaccata da alcuni funghi (e in quel caso bisogna intervenire in primavera con prodotti a base di rame) oppure dagli afidi neri, che si possono sconfiggere con un insetticida specifico. Potrebbe dover affrontare anche la cocciniglia, che si elimina con i prodotti anticocciniglia appositi.

Seminare l’edera

Il momento giusto per seminare l’edera è tra settembre e ottobre, oppure tra marzo e aprile se il tempo è bello. L’edera si adatta a qualsiasi terreno o clima, ed è molto adattabile anche come posizione: cresce sia al sole che all’ombra. Le uniche accortezze da avere sono quando la pianta è giovane: se il clima è molto secco conviene innaffiarla abbondantemente, e bisogna fare attenzione a legare i fusti ai sostegni per aiutarli ad arrampicarvisi. Una volta che ha attecchito, in alcuni casi può vivere fino a 400 anni, trasformando il suo fusto in un vero e proprio tronco!

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