se incontrate il Dottor Belfusto che mi cerca, non ditegli che sono qui! Stiamo giocando a nascondino. Solo che lui non lo sa.
Insomma, oggi volevo parlare io, e allora “ho creato un diversivo”. (Questa frase l’ho sentita dire a Clematidia, e credo voglia dire combinare un disastro per poter combinare dopo un disastro più grosso).
Comunque, io non voglio combinare un disastro: voglio solo raccontarvi che ieri abbiamo comprato i bulbi dei gigli da interrare!
Non vedo l’ora: mi diverto sempre molto quando piantiamo i bulbi. Ogni volta il Dottor Belfusto dice a Clematidia: “Sto per interrare i bulbi, crea un diversivo per Rosa Canina”. Non ho ben capito perché si debba combinare un disastro mentre si interrano i bulbi… forse tutto considerato non l’ho capita tanto bene, quella frase.
Comunque, il Dottor Belfusto fa così: prima prepara il terreno e toglie i sassi, poi mette i bulbi in terra, con la punta verso l’alto, a una profondità uguale a quella di due bulbi e mezzo, e a una distanza di tre bulbi l’uno dall’altro. Sotto a ogni bulbo, però, mette un po’ di ghiaietto e un po’ di terriccio, e poi li ricopre ancora di terriccio. Dice che il ghiaietto serve per evitare il ristagno idrico, ma non so bene cosa intenda: noi in giardino non abbiamo lo stagno!
Un altro momento divertente è quando sbocciano i fiori. Questo di solito succede in estate. Quando i fiori appassiscono, bisogna staccarli tutti, altrimenti la pianta si concentra a produrre i semi e non fa più fiori; invece togliendo i fiori vecchi la pianta si confonde e ne fa di nuovi. Prima o poi si accorgerà del trucco, penso, ma finora ha sempre funzionato!
Un’altra cosa che si può fare con i gigli è moltiplicarli. Per moltiplicarli bisogna dividerli. Lo so, suona strano, però Clematidia mi ha detto che ho proprio capito giusto. Ci sono altri modi per moltiplicare i bulbi, comunque: si possono usare i bulbilli o le squame.
I bulbilli sono dei piccoli bulbi che si formano sul fusto, all’ascella delle foglie. Il Dottor Belfusto li stacca e li mette in vasi pieni di terriccio. Fa dei fori di 2 centimetri, distanti circa 3 centimetri l’uno dall’altro. In primavera si portano all’aperto, perché si sviluppino nei vasi. L’anno dopo saranno diventati abbastanza grandi da metterli in terra, come i bulbi normali.
Poi c’è la squamatura, che a me fa un po’ impressione, perché mi fa pensare ai pesci. Però in realtà non c’entra molto, perché le squame dei bulbi sono diverse da quelle dei pesci: sono più cicciotte. Il Dottor Belfusto prende i bulbi all’inizio dell’autunno, toglie le squame esterne, che di solito sono un po’ appassite, e arriva a quelle più belle. Ne stacca qualcuna e poi rimette a posto il bulbo.
Infila le squame nel terriccio per metà , con la base verso il basso, a 5 centimetri di distanza l’una dall’altra, e poi tiene la cassetta in un posto caldo; dopo 6 settimane dovrebbero formarsi dei bulbilli alla base. A quel punto porta la cassetta in un posto fresco e aspetta che spuntino i germogli: quando spuntano, mette ogni piantina in un vaso da circa 8-10 centimetri e poi fa una cosa buffa: pianta anche il vaso! La prima volta pensavo che si fosse confuso, invece no: fa così ogni volta, interra il vaso all’aperto e lo lascia lì. L’anno dopo, trapianta i nuovi bulbi direttamente in terra.
Ecco, ora ve l’ho raccontato e torno a nascondermi. Mi raccomando, se passa qualcuno… io non sono mai stata qui!


























