Archivio di gennaio, 2010

Raccogliere le arance rosse

arance_rosseCiao a tutti!

Oggi ho deciso che parlo io, che sono Rosa Canina, intanto che il Dottor Belfusto è distratto. Ho anche già deciso di che cosa parlare: delle arance rosse!

In questo periodo ci sono le arance rosse e io sono molto felice, perché ogni mattina Clematidia mi fa la spremuta rossa rossa e posso far finta che sia sangue e pensare di essere una pianta carnivora!

Il Dottor Belfusto mi ha spiegato che le arance rosse dei nostri alberi si chiamano Tarocco – non nel senso che non sono buone, anzi! Sono buonissime!

Ieri mattina, però, mi ha anche rimproverata. Volevo raccogliere da sola le arance per la spremuta, ma mi ha detto che non devo assolutamente strapparle dai rami. Bisogna che venga Clematidia con un paio di forbici e tagli il peduncolo alla base. Io non ho capito tanto bene che cosa sia il peduncolo, ma non ho neanche il permesso di giocare con le forbici, quindi non è così importante.
Però io volevo raccoglierle subito, non volevo aspettare Clematidia. Allora il Dottor Belfusto mi ha spiegato che non c’è nessuna fretta di raccogliere gli agrumi: possono aspettare un po’ sulla pianta, perché hanno una buona “tenuta di maturazione”. A quel punto non ho risposto più niente, perché non so proprio cosa sia, la tenuta di maturazione.

Invece una cosa che ho capito bene è che per le piante di agrumi bisogna preparare il cappotto per l’inverno, altrimenti prendono freddo. Si può fare con un telo di plastica trasparente o con del tessuto non tessuto e bisogna avvolgerlo intorno all’albero per proteggerlo dal gelo. Se poi prende lo stesso il raffreddore… be’, può sempre farsi una spremuta, no?

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Seminare le carote

caroteCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Marta, che mi scrive: “Sogno di realizzare un orto in giardino e vorrei cominciare dalle carote. C’è qualcosa che devo sapere?

Cara Marta, la prima cosa che devi sapere è questa: tieni Rosa Canina lontana dal tuo orto, altrimenti dissotterrerà le tue carote prima del tempo e se le mangerà tutte… non sai quante volte abbiamo tentato: non siamo riusciti a convincerla ad aspettare almeno che siano cresciute!

Detto questo, tu che non hai questo problema puoi senz’altro cominciare a organizzarti per la semina delle carote! Ti servirà un terreno leggero e sciolto, quindi abbastanza sabbioso, senza sassi o ghiaia (le radici devono essere libere di crescere) e con un pH neutro.
Puoi seminare le varietà precoci già tra febbraio e marzo, ma se fa molto freddo ti conviene aspettare ancora qualche settimana, oppure seminare sotto delle campane di vetro.

Scava dei solchi di circa 2 cm, distanziati di 15 cm l’uno dall’altro. Semina e copri con uno strato di terreno.
Quando cominciano ad apparire le prime foglie interamente formate, comincia a sfoltire e continua finché non restano 5-12 cm tra una pianta e l’altra. Annaffia quanto basta per mantenere umido il terreno.
Quando avranno raggiunto le dimensioni tipiche della loro varietà, è il momento di raccoglierle: se si aspetta troppo potrebbero diventare legnose. Sarebbe un vero peccato!

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Il marciume radicale

marciumeCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Giada, che mi scrive: “Ho sentito parlare di marciume radicale. Che cos’è? Come posso evitare che colpisca le mie piante?

Il marciume radicale, cara Giada, è una malattia – anche se la nostra impagabile Rosa Canina insiste a utilizzarlo come insulto contro il povero postino.

In realtà, il marciume radicale è causato da crittogami o funghi che attaccano diverse piante: dall’insalata al melone, dalla carota al melo, dall’olivo agli agrumi… se una pianta fa fatica a crescere, ha le foglie che tendono a ingiallire e a cadere e alcuni rami sono molto deboli, potrebbe essere stata colpita da questa malattia. Probabilmente sotto la corteccia del colletto e delle radici potresti trovare placche miceliali color bianco-crema, a forma di ventaglio, e in autunno potresti veder spuntare piccole colonie di funghi sul terreno intorno alla pianta.

Si tratta di un problema molto grave, quindi la cosa migliore da fare è cercare di prevenirlo. Il marciume radicale è favorito dal ristagno di umidità, quindi bisogna cercare di non esagerare con l’irrigazione e assicurarsi che il drenaggio sia buono.

Se poi, sventuratamente, una delle tue piante dovesse restarne colpita, puoi provare ad asportare i rami colpiti, disinfettare la pianta con prodotti a base di rame o usare un fungicida; se però la malattia è in fase troppo avanzata, sarai costretta a estirparla e disinfettare il terreno, sperando di liberarti del problema una volta per tutte!

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Potare il glicine

glicineCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Marika, che mi chiede “Quando devo potare il glicine? E come?

Cara Marika, la potatura del glicine è importante per avere una fioritura bella e romantica, di quelle che ogni primavera fanno sospirare la nostra Clematidia. In generale dona alla pianta maggiore eleganza e bellezza, e soprattutto serve a farla sviluppare nella direzione che desideriamo: infatti il glicine, soprattutto se è in terra, può svilupparsi con grande vigore e addirittura causare dei danni, infilandosi tra le tegole, scalzando le mattonelle, addirittura avvolgendo e stritolando le tubature. È importante quindi “domarlo” con una potatura decisa.

Il glicine va potato due volte all’anno:

  • in estate (luglio-agosto): accorcia i rami laterali e quelli secchi, riduci i rametti nuovi fino a 30 centimetri dal ramo principale (a meno che tu non voglia farli crescere per andare a riempire una zona con pochi rami) ed elimina tutti i polloni e i rami alla base del tronco;
  • in inverno (febbraio): taglia energicamente. Elimina tutte le parti secche e deboli. Individua i rami con le gemme a fiore: le riconoscerai perché in questa fase sono più panciute e pelose di quelle vegetative, che invece sono più sottili, quasi del tutto lisce e schiacciate contro il ramo. I rami che portano gemme a fiore vanno tagliati dopo 6 o 7 gemme, mentre quelli che hanno solo (o quasi solo) gemme vegetative vanno potati più vigorosamente, lasciandone solo 3 o 4. Negli esemplari giovani, mantieni tra i rami uno spazio di 45-60 centimetri, sfoltendoli negli anni successivi. Non aver paura di tagliare: renderai il tuo glicine più forte e vigoroso, te ne sarà grato e ti ricompenserà con una splendida fioritura!

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Saponette all’arancia

sapone_aranciaBuongiorno a tutti!
Posso fare qualcosa per voi?

Il Dottor Belfusto mi ha passato alcune delle lettere che ci avete scritto. Se avete voglia di ascoltarmi, proverò a rispondere a qualcuno.

Per esempio, Elena scrive: “Ho un bellissimo albero di arance. Oltre a essere molto buone, hanno una splendida buccia che utilizzo per cucinare e fare il liquore. Sapreste suggerirmi qualche altro utilizzo?

Cara Elena, perché non provi a fare una saponetta all’arancia? Il procedimento è molto semplice e, in realtà, si può seguire sostituendo all’arancia qualsiasi altro aroma si desideri.

Ti serviranno 100 gr di sapone neutro alla glicerina, che farai sciogliere a bagnomaria o nel forno a microonde.
Aggiungi poi un cucchiaio di glicerina liquida e un cucchiaio di sapone neutro liquido, mescolando lentamente.
Aggiungi mezzo cucchiaio di olio essenziale all’arancia e, se lo desideri, mezzo cucchiaio di cannella. In questa fase puoi anche aggiungere un paio di gocce di colorante, se vuoi dare un aspetto particolare alla tua saponetta.
Taglia delle sottili fette d’arancia e falle essiccare in forno. Mettile poi in uno stampino, dove verserai anche il composto dopo averlo fatto raffreddare per qualche secondo.
Quando la saponetta sarà asciutta, potrai rimuoverla dallo stampo. Sarà bellissima!

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Potare un rosaio a cespuglio

rosaiCari Amici,
rigogliosi saluti!

È tempo di potare le più romantiche tra le nostre piante! Se avete rosai a cespuglio o ad alberello, infatti, questo è il momento di metter mano alle cesoie.

Come regola generale, il taglio va praticato a non più di 6-8 millimetri al di sopra di una gemma, con robuste forbici da potatore, ben affilate. Infatti è molto importante che il taglio sia netto, senza sfilacciature. Bisogna fare attenzione alla distanza: se tagliamo troppo vicino alla gemma rischiamo di danneggiarla, mentre se stiamo troppo lontani il moncone dello stelo rischia di seccare.

Il taglio deve essere angolato verso il basso dalla parte opposta rispetto alla gemma, in modo che l’umidità possa defluire.
Se dovesse spuntare una seconda gemma vicino al taglio, individuiamo la più debole tra le due e togliamola, con un coltello affilato.

La potatura di un rosaio a cespuglio prevede tre momenti fondamentali:

  1. asportazione dei rami morti: se alcuni sembrano morti, deperiti o ammalati, non facciamoci remore a tagliarli via;
  2. eliminazione dei rami deboli o sottili: i rami più deboli portano via alimentazione a quelli forti ed è difficile che diani fiori, quindi è meglio asportarli, tagliando nel punto di attacco con un ramo forte;
  3. taglio dei rami che si incrociano e si sfregano: bisogna che la luce e l’aria possano penetrare nel cespuglio. Quindi, se due rami si incrociano, individuiamo il più debole e tagliamolo senz remore, all’altezza di una gemma.


In generale, più la potatura sarà vigorosa più le nostre rose saranno grandi e ben formate; un consiglio è potare in modo più drastico i rosai ad alberello e gli ibridi di tea. Buona potatura a tutti!

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Coltivare le camelie

camelieCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei continuare la mia ricerca di un assistente. Sono sicuro che tra di voi ci sono tanti appassionati esperti che potrebbero rivestire questo ruolo!

Per individuarli, vi propongo anche questa volta un piccolo quiz, stavolta centrato sulla coltivazione delle camelie.

Lasciate le vostre risposte nei commenti; più avanti pubblicherò le soluzioni esatte!

Di che genere di vasi hanno bisogno le camelie?

  1. necessitano di vasi molto grandi per dare spazio alle radici
  2. si accontentano di vasi relativamente piccoli
  3. non crescono in vaso


Quale clima temono di più?

  1. il clima freddo
  2. il clima caldo e umido
  3. il clima caldo e secco


Le camelie amano il terreno

  1. calcareo
  2. acido
  3. va bene qualsiasi terreno


Come si annaffiano le camelie?

  1. abbondantemente e spesso
  2. poco e spesso
  3. abbondantemente e a intervalli di tempo distanziati


Che cos’è la sbocciolatura?

  1. l’operazione di sfoltimento dei boccioli che si compie in estate, per avere fiori più grandi e belli in inverno
  2. il delicato momento in cui i fiori sbocciano
  3. una malattia che fa cadere i boccioli ancora chiusi.


Rispondete numerosi!

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Coltivare il carciofo

carciofiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei parlarvi del carciofo. Il carciofo in effetti è un fiore (anzi, per la precisione un’infiorescenza).

Questo non è un buon motivo, però, per regalarne un mazzo alla vostra amata, come ha fatto qualche tempo fa un corteggiatore un po’ maldestro con la nostra Clematidia…

Se volete conquistare una ragazza, potete piuttosto offrirle una cena a base di carciofi, dato che contengono molto ferro e diverse vitamine: le dimostrerete che tenete a lei. Ancora meglio se saranno carciofi coltivati con le vostre mani! Vediamo quindi come si può coltivare al meglio la pianta di carciofo.

Terreno: fresco, ricco di sostanza organica, non argilloso e soprattutto caratterizzato da un uon drenaggio.

Annaffiatura: bisogna annaffiare con regolarità e, nei mesi estivi, in modo abbondante.

Concime: in febbraio, spargere letame o del buono stallatico.

Raccolta: a seconda della varietà, si raccoglie in autunno o all’inizio della primavera. Bisogna raccogliere i carciofi quando hanno raggiunto una buona dimensione, ma sono ancora verdi: quando cominciano a cambiare colore non sono più buoni da mangiare.

Riproduzione: il modo migliore per riprodurre la pianta di carciofi è utilizzare i germogli che crescono alla base della pianta e che sono chiamati anche polloni o carducci. Quando sono alti 25-30 centimetri, conviene tagliarli, facendo attenzione che abbiano un po’ di radice attaccata. Si possono poi interrare a due a due, a distanza di 15 centimetri tra loro e di un metro dagli altri. Bisogna stare attenti anche a non tagliare tutti i polloni: il fusto principale, infatti, andrà tagliato alla base dopo che sarà ingiallito, e sarà necessario che uno dei fusti più giovani prenda il suo posto.

Buon appetito!

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Il giardino di Villa d’Este a Tivoli

tivoliBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Se avete un momento, mi piacerebbe raccontarvi della gita che sto organizzando. Ho in programma di andare a Tivoli, vicino a Roma, per visitare il famoso giardino di Villa d’Este.

Questo è il sito ufficiale: www.villadestetivoli.info. Ho raccolto qualche informazione e sembra che sia veramente uno spettacolo da non perdere: è addirittura patrimonio mondiale dell’UNESCO!
La Villa e il parco risalgono entrambi al 1500 e già allora era un’opera impressionante. Era stata costruita addirittura una galleria di 200 metri per convogliare l’acqua del fiume Aniene e alimentare fontane e giochi d’acqua. In seguito, nel XVIII secolo andò in rovina sotto gli Asburgo e ritrovò lustro solo nell’800. In questo periodo ispirò il grande musicista Liszt, che era spesso ospite della Villa e vi tenne anche uno dei suoi ultimi concerti. Proprio per celebrare il parco compose Giochi d’acqua a Villa d’Este.

In seguito è stato restaurato molte volte e pare che sia davvero uno spettacolo unico, con fontane, ninfee, grotte d’acqua, musiche idrauliche… questo dettaglio in particolare mi ha incuriosita e ho scoperto che ci sono delle fontane sonore. Per esempio, la Fontana dell’Organo contiene un vero e proprio organo idraulico, dotato di un sistema di getti d’acqua: in questo modo viene azionata una ruota che comanda le valvole dell’organo, mentre un getto d’aria distribuisce il fiato alle canne. Interessante, no? Non vedo l’ora di vederlo… e sentirlo!

pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Parchi e giardini e ha ricevuto Nessun commento

Strelitzia: le risposte

tercomposti_StrelitziaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi pubblicherò le risposte al piccolo quiz che vi ho proposto il 16 dicembre. Vi ricordate? Parlavamo della strelitzia, nota anche come uccello del paradiso.

Ecco le domande e le relative risposte:

La strelitzia non è una pianta di origine europea. Da dove arriva?

  1. dal Sud Africa
  2. dal Sud America
  3. dall’Australia


La risposta giusta è A, dal Sud Africa.
Il primo esemplare giunse in Europa nel 1773 e visse a lungo nelle serre della regina d’Inghilterra.


A che cosa si affida per diffondere il polline e riprodursi?

  1. Agli insetti
  2. Agli uccelli
  3. Al vento


La risposta giusta è B, agli uccelli.
In particolare, alla nettarina, un piccolo uccello sudafricano simile al colibrì. Questo uccellino si nutre del nettare della strelitzia e porta in giro il polline, che rimane attaccato alle piume del suo petto.


La semina va fatta in primavera. Quanto ci vorrà prima di vedere i fiori?

  1. 1 anno
  2. 3 anni
  3. 6-7 anni


La risposta giusta è C, 6-7 anni.
Quando si semina bisogna interrare il seme a 2 cm di profondità nel terriccio e poi lasciare il vaso al sole. Il terreno deve essere sempre umido. Le piantine vanno trapiantate in vasi singoli quando sono alte circa 10 cm.


In che periodo fiorisce?

  1. solo in estate
  2. in primavera e in estate
  3. dalla fine dell’estate alla primavera seguente


La risposta giusta è C, dalla fine dell’estate alla primavera seguente.
I fiori, tagliati e immersi in acqua, possono durare anche per un mese.


In quale posizione va tenuta?

  1. in pieno sole
  2. a mezz’ombra
  3. sia a mezz’ombra che in pieno sole.


La risposta giusta è C, sia a mezz’ombra che in pieno sole.
La strelitzia si adatta a ogni tipo di terreno (anche se preferisce quelli leggeri e ricchi di sostanza organica) e se si trova in piena terra resiste bene anche alla siccità.

Ringrazio molto gli amici che hanno giocato con noi! Complimenti a Chiara che ha azzeccato due risposte, guadagnando un punto verde, e a Nini che ne ha messa a segno una, guadagnando mezzo punto verde. Mi ricorderò di voi, partecipate ancora!

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