Archivio di dicembre, 2009

L’origine delle primule

leggende_primuleBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Sapete, io sono affascinata dalle leggende sulla nascita dei fiori, alle storie e ai miti che si nascondono dietro a ogni pianta. Se vi fa piacere, ogni tanto potrei raccontarvi qualcosa.

Per esempio, la primula… tra non molto farà la sua comparsa, annunciando la primavera. Ci sono alcune belle leggende su questo fiorellino.

Si racconta che un giorno il Signore decise di fare un duplicato delle chiavi del Paradiso. Forse san Pietro se la prese, o forse decise soltanto che il vecchio mazzo non serviva più: insomma, prese le chiavi del Cielo e le buttò via. Caddero sulla terra, dove si trasformarono nelle primule, che in alcune zone dell’Inghilterra sono ancora chiamate “bunch of keys“, ovvero “mazzo di chiavi“.

Ma c’è di più: le primule sono il fiore delle fate. Sembra infatti che mangiare i fiori della primula sia il modo migliore per riuscire a vedere questi esseri magici. Si dice anche che per trovare la strada per il mondo delle fate si debba toccare la loro roccia con un mazzo di primule, formato da un numero ben preciso di fiori. Purtroppo provarci può essere rischioso: nessuno conosce il numero esatto, e la leggenda dice che chi provasse con un numero di primule sbagliato attirerebbe su di sé gravi sciagure.

Un altro modo per sfruttare il legame delle primule con il mondo fatato è provare a utilizzarle come erba magica. Dicono infatti che indossarle attiri l’amore. Io non credo molto in queste cose, ma ci ho provato ugualmente… e devo dire che non è successo niente. Ma non si può mai dire… e poi, sognare non costa niente!

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pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Leggende verdi e ha ricevuto Nessun commento

I bonsai in inverno

bonsai_invernoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei suggerirvi qualche accortezza per proteggere i bonsai dal freddo dell’inverno. Rispetto alle piante normali, infatti, le loro radici sono meno protette, e quindi possono soffrire di più.

L’ideale sono serre o serrette, anche realizzate in modo “casalingo” con scatole di polistirolo, teli protettivi o qualcosa del genere. L’importante è che lascino circolare l’aria, ma proteggano dai venti e dalle gelate e permettano un certo sbalzo di calore e di luminosità tra giorno e notte. Controllate l’umidità del terreno e innaffiate la mattina, per evitare che il freddo notturno faccia gelare l’acqua; fate attenzione a non lasciare acqua stagnante nei vasi.

Non proteggeteli troppo presto: valutate il tipo di pianta. Le specie tropicali, o le piante che per qualche motivo sono più deboli o sofferenti, vanno protette in modo totale, portandole in casa. Di contro, le conifere possono sopportare senza problemi temperature fino a -4°C.
Le caducifoglie vanno protette, ma non subito: devono essere esposte alle prime gelate, perché il freddo serve per differenziare le gemme e fare in modo che alcune producano fiori e frutti. Attenzione, a proposito, che la pianta non metta le gemme mentre si trova sotto la protezione: quando sperimenteranno la luce intensa fuori dalla serretta non saranno pronte e resteranno danneggiate.

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pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto e ha ricevuto Nessun commento

I terricci Tercom Plus

terricci per il giardinaggio TercompostiCari Amici,
lasciate che vi porga i miei omaggi!

Oggi sarò io, Nasturzio, a intrattenervi. Vi relazionerò sui risultati delle mie ricerche, qui nel laboratorio Tercomposti. Al momento sto conducendo un’accurata indagine sulla risposta fisiologica delle coltivazioni alla stimolazione acustica… sì, all’effetto migliorativo della comunicazione interspecie… insomma, se parlare con i fiori funziona davvero! Le mie conclusioni non sono ancora definitive, però, quindi…

Per oggi vi parlerò del prodotto di ricerche che hanno già dato risultati tangibili, cioè della linea di terricci Tercom Plus.

Il nostro tentativo era creare un incrocio tra un terriccio per professionisti e uno per hobbisti. Volevamo che avesse la qualità e la resa di un prodotto professionale, ma fosse fatto su misura per gli appassionati e per le loro esigenze.
Quindi mi sono messo al lavoro per trovare le migliori materie prime, che fossero di altissima qualità, senza materiale compostato, e ho arricchito la miscela con l’utilizzo di argille e altri inerti. Poi ho differenziato i terricci a seconda delle varie esigenze, creando sia terricci universali che specifici.

Personalmente ne sono molto fiero, e credo che siano prodotti ideali per tutti i tipi di rinvaso, per le piccole coltivazioni di piante fiorite e per la rigenerazione dei substrati esausti. Credo anche di aver visto la moglie del nostro vicino portarne a casa una confezione… non l’ho vista bene, ma la forma sembrava proprio quella delle nostre ballette: sono riconoscibili perché abbiamo deciso che avessero la maniglia per renderle più comode da trasportare. Naturalmente, questo spiegherebbe come mai i davanzali del nostro vicino sono diventati improvvisamente tanto rigogliosi… ma è inutile chiederglielo, non lo ammetterà mai. Ah, le rivalità tra vicini…!

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pubblicato da Nasturzio in Dal laboratorio di Nasturzio e ha ricevuto (1) commento