Archivio di dicembre, 2009

Una siepe di tamerici

tamericiCari Amici,
rigogliosi saluti!

Brunella mi ha scritto: “Caro Dottor Belfusto, abito vicino al mare e vorrei realizzare una siepe. Quali piante mi consigli?

Cara Brunella, perché non scegli le tamerici? Sì, proprio quelle che abbiamo incontrato, durante gli anni della scuola, nella poesia di D’Annunzio “La pioggia nel pineto”! D’Annunzio dice che le tamerici sono “salmastre ed arse”; io, senza voler essere altrettanto poetico, aggiungo che è un arbusto resistente al vento, particolarmente adatto per le siepi vicino al mare, dotato di un fogliame verde-grigio. In primavera e in estate si copre di infiorescenze rosa intenso, a ciuffi.

Puoi piantarlo anche in questo periodo (in generale, tra ottobre e marzo), in posizione soleggiata e in un terreno ben drenato. Per formare una siepe, ti conviene collocare le piante a una distanza di circa 60 centimetri l’una dall’altra.

Una volta che si sono consolidate, non richiedono grandi cure. Abbi solo l’attenzione, se d’estate la terra si secca troppo, di spargere del terriccio come pacciamatura sulle radici. La potatura invece va fatta in febbraio per le specie che fioriscono in estate, e dopo la fioritura per quelle che fioriscono in primavera.

Vedrai, Brunella, la tua siepe sarà bellissima! E se i tuoi figli dovranno studiare la poesia di D’Annunzio, non avranno difficoltà a ricordarsi che cosa sono le tamerici!

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Coltivare gli ellebori

ElleboriCari Amici,
rigogliosi saluti!

Forse oggi riuscirò a parlarvi degli ellebori. Si tratta di piante molto interessanti, perché fioriscono in inverno, quando sono pochi i colori che rallegrano i nostri giardini, e perché anche quando non sono fioriti le loro foglie sempreverdi sono molto decorative.

Ecco gli appunti che ho preso sul mio taccuino:

Terreno: amano un terreno pesante, con presenza di humus. Per migliorare l’aerazione e il drenaggio, che deve essere molto buono, si può aggiungere sabbia e ghiaia.

Concime: di solito non è necessario. È meglio invece ricorrere alla pacciamatura.

Semina: il sistema più facile è lasciare che la pianta si dissemini naturalmente e poi, quando saranno spuntate le pianticelle, trapiantarle. Altrimenti, si può interrare il seme quando è fresco, in piccoli vasi o direttamente in terra. Le nuove piante impiegheranno tre anni per consolidarsi e cominciare a fiorire. Una volta consolidate, è meglio non trapiantarle più: amano molto restare dove sono!

L’elleboro più famoso è l’Helleborus Niger, la cosiddetta Rosa di Natale (che, nonostante il nome latino, di solito è bianca!). Va messa a dimora in zone ombreggiate, in un terreno arricchito con stallatico, e va innaffiata con regolarità da marzo a ottobre, mantenendo sempre umida la terra. Richiede meno acqua nella stagione piovosa. Per accelerarne la fioritura, bisogna avere l’accortezza di mettere la pianta sotto una campana di vetro a partire dall’inizio dell’inverno. In questo modo, potremo avere la soddisfazione di decorare la nostra casa per le festività con le Stelle di Natale coltivate da noi!

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Tisana di primula

Tisana di primulaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi avevo in mente di parlarvi di un altro argomento, ma temo che dovremo rimandare. Nonostante si sia presa una bella influenza, Rosa Canina è più vispa che mai e ha deciso che oggi deve raccontarvi qualcosa.

Quando si mette in testa qualcosa è difficile dissuaderla, quindi credo non ci resti altro da fare che ascoltarla.

Ciao a tutti! Qui è ancora tutto pieno di neve, che bello, che bello! Solo che non mi lasciano uscire oggi, e Clematidia continua a prepararmi le tisane. Clematidia qui fa la segretaria: non so bene cosa voglia dire, forse che conosce tanti segreti, come quello delle tisane – ora però ve lo racconto, così non sarà più un segreto. Spero che le permettano di continuare a fare la segretaria lo stesso!

Il segreto è questo: la primula è un fiore magico e fa passare l’influenza.

Bisogna avere pronti i fiori, le foglie e le radici già secchi: Clematidia dice che ha staccato le foglie e i fiori tra gennaio e aprile e che ha raccolto le radici in autunno. Poi ha fatto seccare tutto, lasciando le radici al sole e le foglie e i fiori all’ombra.

Quando ha visto che mi stava venendo l’influenza, ha messo un cucchiaino di fiori un una tazza di acqua bollente, li ha lasciati lì per dieci minuti e poi li ha filtrati. Visto che non volevo berla, ha aggiunto anche il miele.

Quando ho cominciato ad avere la febbre e la tosse, ha fatto bollire per cinque minuti un cucchiaino di radice secca spezzettata con un litro d’acqua, l’ha filtrato, ha messo il miele e me l’ha dato. Io ho detto che ancora non volevo berla, così le ho fatto aggiungere ancora un po’ di miele.

Volevo dire che funziona, mi sento già moooolto meglio… posso tornare a giocare con la neve! Posso, vero? Dottor Belfusto?

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La neve in giardino

Il giardino sotto la neve, come curarlo al meglioCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Stefano, che mi scrive: “Nevica! Che bello, io adoro la neve! Ma non farà male al mio giardino?”

Caro Stefano, non preoccuparti! La neve non danneggia le piante: si stende come una coperta e le protegge dal gelo. Sotto la neve, infatti, la temperatura rimane intorno a 0°C, mentre fuori può essere anche molto più bassa.

Puoi quindi goderti la vista del tuo giardino coperto da un manto bianco e uniforme – a meno che tu non abbia dei bambini che vogliono giocare nella neve, o – come me – una Rosa Canina scatenata che scava e raspa dappertutto.

Ecco comunque una breve sequenza di cose che puoi fare:

1 ) non spalare via la neve, dove ti è possibile evitarlo

2 ) riporta in casa Rosa Canina che sta cercando di scavare un tunnel sotto un albero

3 ) fai cadere la neve dai rami e dai cespugli, se il suo peso è tale da costituire una minaccia

4 ) recupera Rosa Canina che è scappata di nuovo e si sta rotolando nella neve

5 ) se sta continuando a nevicare, puntella i rami più fragili o affaticati, per evitare che si spezzino

6 ) asciuga Rosa Canina, e anche il pavimento che ha riempito di neve

7 ) resta a guardare la neve, che si scioglie lentamente. Pensa che sta cedendo acqua con continuità a tutte le tue piante e sta distribuendo in modo uniforme nutrienti e sali minerali

8 ) metti a letto Rosa Canina che si è presa il raffreddore

9 ) se dopo il freddo e la neve arriva di colpo il sole, copri le piante più delicate: il rapido disgelo potrebbe danneggiarle.

In assenza di Rosa Canina, l’intero procedimento non dovrebbe portarti via troppo tempo o troppa fatica. Buona nevicata!

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Combattere il ragnetto rosso

ragnetto_rossoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi rispondo a Francesco che mi chiede: “Come posso debellare il ragnetto rosso? Ogni anno fa danni peggiori e non so proprio più che cosa fare“.

Caro Francesco, in effetti è un bel problema: il ragnetto rosso è una piaga per molti giardini, e anche i coltivatori professionisti lo vedono come una minaccia.

Tanto per cominciare, il ragnetto rosso è un acaro e il suo nome scientifico è Tetranychus urticae. Si tratta di un animaletto piccolissimo (è difficile da distinguere a occhio nudo) che si nutre della linfa e delle cellule delle foglie, che danneggia in modo pesante: i sintomi osservabili sono le “punture” sulle foglie, che perdono colore a chiazze (sembra quasi che vengano “bruciate”) fino a seccarsi completamente. Quando l’infestazione è molto avanzata si possono vedere anche le ragnatele.
Questo parassita ama il secco, quindi in questa stagione è facile che attacchi in casa, mentre in giardino il suo periodo è la piena estate.

Qui in Tercomposti abbiamo tentato diverse strategie: Nasturzio, nel suo laboratorio, ha provato a misurare gli effetti dei diversi generi musicali sullo sviluppo del ragnetto rosso (per un certo periodo si era convinto che il jazz freddo rallentasse la riproduzione del parassita, ma a quanto pare i risultati delle sue ricerche non sono stati conclusivi). Rosa Canina invece ha passato due giorni a latrare contro le piante infestate, poi Nasturzio le ha fatto vedere un ragnetto rosso al microscopio e si è spaventata talmente tanto che ha avuto gli incubi per una settimana.

In realtà, i rimedi che si possono concretamente applicare sono di diverso tipo. A livello professionale si pratica anche la lotta biologica, inserendo predatori (per esempio, altri acari) che sconfiggano il ragnetto malefico. Per gli appassionati, però, ci sono altri sistemi.
Se l’infestazione non è troppo estesa, la prima cosa da fare è tentare con i rimedi naturali: il ragnetto rosso detesta l’acqua, quindi spruzzare la pianta o lavare manualmente con acqua tutte le foglie è un’ottima strategia per uccidere gli esemplari adulti (le uova, purtroppo, resistono). La procedura va ripetuta spesso, con costanza, perché questi piccoli acari si riproducono a grande velocità e bisogna essere sicuri di sterminare tutte le generazioni.
Se questo sistema non basta, bisogna ricorrere a un acaricida come il Pennstyl o a un insetticida che agisca anche sugli acari, come l’insetticida polivalente di Kollant. Gli insetticidi ad azione più ristretta non funzioneranno: il ragnetto rosso, infatti, non è un insetto, ma un aracnide!

pubblicato da Dottor Belfusto in I consigli del Dottor Belfusto, Malattie e parassiti e ha ricevuto (1) commento

Il calicanto d’inverno

calicantoCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi risponderò a Diana, che mi scrive: “Ho sentito parlare del calicanto e mi hanno detto che fiorisce in inverno: è vero?“.

Cara Diana, è vero: il calicanto d’inverno o Chimonantus praecox fiorisce proprio in inverno, tra dicembre e febbraio: ormai privo di foglie, si copre di fiori gialli molto profumati.

Se vuoi usarlo per adornare il tuo giardino anche nei mesi freddi, ti conviene piantarlo tra novembre e marzo, sia a forma libera che contro un muro caldo e soleggiato, dandogli forma a ventaglio. Richiede un terreno argilloso, ben drenato; se il tuo fosse troppo sabbioso, puoi correggerlo con un po’ di buon terriccio.

Innaffia abbondantemente nei periodi di siccità; per il resto non richiede cure particolari. Basta che elimini rami secchi o deboli in primavera; eventualmente, se lo coltivi contro un muro, dopo la fioritura pota i rami che hanno portato fiori, tagliandoli alla terza gemma.

Ovviamente, non richiede protezioni in inverno… lascialo libero di mostrare al mondo i suoi fiori!

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Il giardino della Reggia di Colorno

colornoBuongiorno a tutti,
posso fare qualcosa per voi?

Per esempio, potrei consigliarvi la visita a un giardino che ho trovato molto interessante. Si tratta del giardino della Reggia di Colorno, in provincia di Parma.

Ci sono stata qualche giorno fa con Rosa Canina e devo dire che, anche in inverno, è molto rilassante… o almeno lo sarebbe stato, se non avessi dovuto rincorrere Rosa Canina per evitare che si tuffasse nel laghetto!

Questo giardino è un vero e proprio pezzo di storia: le prime notizie che ne parlano risalgono al XV secolo, ma da allora ha subito varie vicissitudini lungo i secoli: è stato giardino all’italiana, giardino alla francese, parco all’inglese
A dargli l’aspetto che ha ora è stato il restauro della Provincia di Parma: il parterre centrale è delimitato da due gallerie laterali di Carpinus betulus, che formano un camminamento su cui Rosa Canina ha corso fino a sfiancarsi.
All’interno dello spazio centrale troneggiano quattro grandi aiuole a disegno geometrico, mentre fuori dal parterre c’è un bellissimo laghetto, creato nell’Ottocento, con due isolotti e un getto d’acqua.

Davvero una gita piacevole… Ma non vedo l’ora che arrivi la bella stagione per cominciare a godermi parchi e giardini con i colori delle fioriture più belle!

pubblicato da Clematidia in L'angolo di Clematidia, Parchi e giardini e ha ricevuto Nessun commento

Conservare le erbe aromatiche

erbe-aromaticheCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi mi scrive Marina, che chiede: “Come posso conservare le erbe aromatiche e continuare a usarle anche durante l’inverno?

Cara Marina, bisogna essiccarle! Raccogli le foglie delle tue erbe aromatiche in un giorno non troppo umido, al mattino presto, e lavale molto bene. Per le piante con foglie molto grandi, come menta e alloro, separa le foglie dai rametti e scarta quelle malate o appassite, poi disponi quelle sane su una trama di fili di ferro oppure su fogli di giornale. Per le piante con foglie più piccole, come rosmarino e timo, legale in mazzetti e avvolgili in una pezza di mussola, poi appendili.

Quando le avrai preparate, dovrai lasciare le tue erbe aromatiche in una stanza ben arieggiata, ma con le finestre oscurate, in modo che il sole non possa scolorire le foglie. La temperatura dovrebbe essere mantenuta abbastanza costante, intorno ai 21°C, finché le foglie non si raggrinziscono.

Se non disponi di una stanza di questo genere, puoi usare il forno. Per prima cosa, dovrai avvolgere le erbe in una pezza di mussola e immergerle in acqua a bollore per un solo minuto. Dopodiché, strizzale bene e disponile su una griglia che lasci circolare l’aria. Programma il forno in modo che, a sportello aperto, la temperatura rimanga tra i 45°C e i 55°C. Perché le foglie vengano disidratate e si raggrinziscano ci vorrà circa un’ora.

In ogni caso, quando le tue erbe saranno essiccate dovrai sminuzzarle, o addirittura ridurle in polvere, e conservarle in vasi ermetici e possibilmente dotati di vetro scuro, per evitare che le foglie perdano colore.

C’è una piccola variante nel caso del prezzemolo: per conservarne il colore, devi legarlo in mazzetti, immergerlo in acqua bollente per un minuto, poi strizzarlo e disporlo sul piatto del forno con un foglio metallico sotto. Lo lascerai lì per un minuto, alla temperatura di 200°C, poi lo estrarrai e lascerai raffreddare il forno fino a 115°C. A questo punto, il prezzemolo va rimesso nel forno e lasciato lì finché non sarà essiccato completamente. Così, oltre a essere buono, rimarrà anche bello!

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Strelitzia

Coltivare la strelitziaCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei fare qualcosa di un po’ diverso dal solito, se siete d’accordo. Come forse sapete, ho urgente bisogno di un assistente. Rosa Canina dice di essere un’ottima assistente e non voglio contraddirla, anche se ha un’idea un po’ personale su come si cura un giardino… ma diciamo che ho bisogno di un secondo assistente.

Trovare la persona adatta non è un’impresa facile, ma tra di voi, amici appassionati, c’è sicuramente il mio futuro assistente. Per trovarlo, ho pensato che ogni tanto, invece di raccontarvi qualcosa, potrei proporvi dei piccoli quiz. Lasciate le risposte nei commenti: tra un mese pubblicherò le risposte corrette e prenderò nota delle vostre. Chissà che, quiz dopo quiz, non trovi il mio assistente!

Oggi parliamo della strelitzia, o “uccello del paradiso”.

La strelitzia non è una pianta di origine europea. Da dove arriva?

  1. dal Sud Africa
  2. dal Sud America
  3. dall’Australia


A che cosa si affida per diffondere il polline e riprodursi?

  1. Agli insetti
  2. Agli uccelli
  3. Al vento


La semina va fatta in primavera. Quanto ci vorrà prima di vedere i fiori?

  1. 1 anno
  2. 3 anni
  3. 6-7 anni


In che periodo fiorisce?

  1. solo in estate
  2. in primavera e in estate
  3. dalla fine dell’estate alla primavera seguente


In quale posizione va tenuta?

  1. in pieno sole
  2. a mezz’ombra
  3. sia a mezz’ombra che in pieno sole.


Aspetto le vostre risposte!

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Piantare l’aglio

aglioCari Amici,
rigogliosi saluti!

Oggi vorrei rispondere a Marcello, che mi scrive: “Vorrei proprio provare a piantare l’aglio nel mio orto. Come devo fare?

Piantare l’aglio è molto semplice, caro Marcello. Devi separare gli spicchi dell’aglio e interrare in un buon terriccio da orto quelli meglio sviluppati. Posizionali con la punta verso l’alto, a una profondità di circa 5 centimetri. Lascia un po’ di spazio – una ventina di centimetri – tra l’uno e l’altro.

Una raccomandazione: valuta le condizioni atmosferiche. Se fa ancora molto freddo, forse è il caso di coprire il terreno con del tessuto non tessuto, per proteggere la tua coltivazione. Buon lavoro!

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